MARGHERITA. i n c o n t r a

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1 M E D I A R T s. r. l. p r e s e n t a MARGHERITA i n c o n t r a

2 I N D I C E INTRODUZIONE EVENTI REALIZZATI 1. UMANIZZAZIONE DELLE CURE NELLA PROCREAZIONE MEDICALMENTE ASSISTITA pag DIABETE, IL MODELLO LOMBARDIA pag CHIRURGIA, PROFESSIONE IN CRISI? FORMAZIONE, RISCHI, BUROCRAZIA CONDIZIONANO PRESENTE E FUTURO pag LA PREVENZIONE DEI TUMORI. STILE DI VITA ED ALIMENTAZIONE PER GIOCARE D ANTICIPO pag STERILI MA NON DI EMOZIONI. CURE PIÙ UMANE DELLA PROCREAZIONE MEDICALMENTE ASSISTITA pag OMEOPATIA: TRA VINCOLI DI LEGGE E PREGIUDIZI pag LA CHIRURGIA ESTETICA FRA LIMITI E TENTAZIONI pag TORNA IL MINISTERO DELLA SALUTE: VECCHI PROBLEMI E NUOVE PROSPETTIVE pag PIANI DI RIENTRO, REGIONI AD UN BIVIO pag FEDERALISMO SANITARIO: È VERA CURA? pag. 34 PROPOSTE ARGOMENTI EVENTI FUTURI 11. PREVENZIONE DEL RISCHIO DI ERRORI DA PARTE DEI MEDICI pag QUALE FUTURO PER LE VACCINAZIONI? pag PREMATURI E LATTE ARTIFICIALE pag DONAZIONI DI SANGUE E SANGUE SICURO pag TRAPIANTI E DONAZIONI D ORGANI pag LE PANDEMIE pag MALATTIE A BASSA INCIDENZA: UNA CONDANNA A MORTE? pag IL DIABETE GIOVANILE: MOLTO PIÙ DI UN ALLARME pag L ITALIA CHE PESA TROPPO. OBESITÀ E NUOVE PIRAMIDI ALIMENTARI pag. 46 LOCATION UTILIZZATE TENNIS CLUB PARIOLI > ROMA pag. 48 CENTRO SVIZZERO > MILANO pag. 49 ROMANO PALACE HOTEL > CATANIA pag. 50 2

3 I N T R O D U Z I O N E Margherita Incontra è un iniziativa che nasce nel 2008 dall entusiasmo di una delle giornaliste italiane più note ed accreditate in materia medico-scientifica, Margherita De Bac. Riunire in un contesto non istituzionale professionisti disposti a confrontarsi su argomenti di attualità e rilevanza sociale: questa l idea alla base di un percorso ragionato di appuntamenti. Workshops serali, quindi, in cui esperti, opinion leaders, stakeholders, ricercatori e manager si scambiano opinioni in merito a temi di sanità, scienza e bioetica affrontati in maniera friendly ed in un contesto non istituzionale. Un agenda ricca e ragionata che spazia dal federalismo farmaceutico alla sicurezza alimentare, dalle nuove frontiere della bellezza ai trapianti e alle donazioni d organi. Una formula diversa per riflettere ed approfondire i temi trattati di volta in volta e realizzata grazie al supporto non condizionato di alcune tra le aziende farmaceutiche leader nei settori di indagine e che possono contribuire in maniera attiva allo sviluppo ed impostazione del confronto. 3

4 EVENTI REALIZZATI 4

5 1. Umanizzazione delle cure nella Procreazione Medicalmente Assistita LA SICILIA SEMBRA ESSERE LA REGIONE CON IL MAGGIOR NUMERO DI CENTRI DI PMA IN ITALIA, CON I CENTRI PRIVATI CHE PREVALGONO SUI CENTRI PUBBLICI. PUÒ IL NUOVO PIANO SANITARIO REGIONALE INTERVENIRE PER UNA MAGGIORE UMANIZZAZIONE DELLE CURE? In Sicilia sono 21 i centri di Procreazione Medicalmente Assistita (Pma). La percentuale di coppie trattate però è appena del 7,3% di quelle che in Italia ricorrono a queste tecniche per cercare di avere un bambino. I cicli (cioè i trattamenti) iniziati da questi pazienti rappresentano il 6,5% del totale nazionale. La Sicilia dunque dal punto di vista quantitativo si configura come una delle regioni di minore efficienza, dove nonostante l offerta dei centri sia alta vengono trattate poche coppie ed effettuati un numero ridotto di cicli. E uno dei dati contenuti nell ultimo rapporto al Parlamento presentato dal ministro della Salute. Il bilancio dell attività dei centri di Pma si riferisce al Su questi numeri e più in generale sulle caratteristiche della Sicilia per quanto riguarda l attività nel settore si è parlato a Catania in un incontro sull umanizzazione delle cure nella Pma, durante il quale l assessore alla sanità regionale ha esposto il piano della Regione Sicilia per migliorare l assistenza alle coppie portatrici di infertilità. Sempre secondo il rapporto, la migrazione delle coppie al di fuori dei confini regionali è in quest area abbastanza contenuta e la migrazione determina un impatto marginale sul sistema salute. Conclusione che non sembra in linea con i numeri dell ultimo Piano Sanitario regionale dal quale si evince che invece i viaggi della speranza dei siciliani per la Pma sono molto più frequenti. La Sicilia si caratterizza anche come la Regione dove l attività dei centri privati ha una netta prevalenza su quella dei centri pubblici: l 83,9% contro il 16,1% e questo non favorisce le coppie che non possono permettersi di sostenere sacrifici economici. Da questo punto di vista la Sicilia ha il primato in Italia. Un sistema che andrebbe modificato proprio per contribuire a un processo di umanizzazione. 5

6 R E L A T O R I On. MASSIMO RUSSO Assessore alla Sanità della Regione Sicilia Dott. FRANCESCO GERARDI Presidente Associazione Hera Onlus Dott. NINO GUGLIELMINO Direttore Unità di Medicina della Riproduzione di Catania REALIZZATO IL 20 GENNAIO 2012 Realizzato con il supporto non condizionato di Ferring 6

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8 2.Diabete, il modello Lombardia PREVENZIONE DEL DIABETE, LA LOMBARDIA SEGUE UN APPROCCIO INTEGRATO, CON IL COINVOLGIMENTO DI MEDICI DI FAMIGLIA, OSPEDALI E ASSOCIAZIONI Il diabete è una malattia cronica caratterizzata dalla presenza di elevati livelli di glucosio nel sangue (iperglicemia) e dovuta ad alterazioni funzionali dell insulina, quell ormone prodotto dal pancreas che consente al glucosio l ingresso nelle cellule e di bruciarlo. Se questo processo viene alterato, il glucosio non é più consumato come fonte energetica ma si accumula nel sangue. Negli anni gli epidemiologi internazionali (il diabete assume sempre più i connotati di una pandemia) hanno addirittura corretto al rialzo le stime per il futuro. Se nel 2003 si attendevano 330 milioni di malati nel 2025 ha affermato Giulio Mariani, responsabile del Centro diabetologico dell ospedale San Carlo di Milano nel 2007 la previsione per il 2025 e salita a 380 milioni. In Lombardia sono 7 mila i diabetici con meno di 30 anni, duemila dei quali sono under 18. Sessantamila diabetici solo in Lombardia, di cui in terapia con insulina, con compresse ipoglicemizzanti e 5 mila con insulina e pillole, il 25% soffre di problemi al cuore, il 24% di complicanze agli occhi, il 20% ai reni, altrettanti hanno alterazioni neurologiche periferiche e il 10% circolazione difettosa agli arti inferiori. In occasione della Giornata Mondiale del diabete, si prende in esame il caso Lombardia, dove l assessore alla Sanita, Luciano Bresciani, ha presentato un programma che punta alla prevenzione, prevedendo in Lombardia una serie di visite gratuite per la prevenzione del diabete. SONO INTERVENUTI Dott. CARLO LUCCHINA Direttore Generale Sanità Regione Lombardia Dott. LUIGI SCIANGULA Presidente AMD Lombardia Dott. OVIDIO BRIGNOLI Vicepresidente SIMG Lombardia Dott. PIERMARCO PIATTI Rappresentante SID Lombardia REALIZZATO IL 14 NOVEMBRE 2011 Sig.ra TAMARA GRILLI Rappresentante FAND Associazione Italiana Diabetici Realizzato con il supporto non condizionato di ELI LILLY ITALIA SPA 8

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10 3.Chirurgia, professione in crisi. Formazione, rischi, burocrazia condizionano presente e futuro NESSUNO VUOLE PIÙ FARE IL CHIRURGO. TROPPI PAZIENTI SI RIVOLGONO ALLA MAGISTRATURA Da un lato apparecchiature sempre più sofisticate in sala operatoria, dall altro sempre meno chirurghi. In Italia sono 40mila, sottoposti ad un pressing sconvolgente che potrebbe portare all abbandono della chirurgia dei nuovi studenti e che già registra un significativo trasferimento di competenze professionali da settori tradizionali come la chirurgia a settori innovativi. Altro grande deterrente è l aumento delle denunce nei confronti dei chirurghi. Secondo il Tribunale del malato, dopo ostetricia e ginecologia, è la chirurgia l area che finisce più spesso nelle aule di Tribunale. Quello che un chirurgo può azzardare per il bene del paziente. Oggi spesso si evita per timore di conseguenze legali. Notizie confortanti giungono però dal campo dell innovazione tecnologica a supporto della professione di chirurgo. Da dispositivi che consentono di eseguire interventi chirurgici senza perdite di sangue, azzerando il rischio di emorragie e la necessità di trasfusioni a robot controllati a distanza dal chirurgo per operare su aree minuscole del corpo, come un arteria di un millimetro di diametro, a chip da posizionare sotto pelle per fare diagnosi, a nano particelle che traghettano farmaci ed esplodono all interno di un tumore per distruggerlo, fino ai laser usati al posto del bisturi per riparare una singola cellula o una parte di essa. Il segno evidente della chirurgia che evolve e come tutti i cambiamenti, con aspetti positivi e negativi. SONO INTERVENUTI REALIZZATO IL 04 OTTOBRE 2011 On.FERRUCCIO FAZIO Ministro della Salute Prof. ANGELO DI GIORGIO Ordinario Chirurgia Università degli Studi La Sapienza Prof. RoDOLFO PROIETTI Ordinario Anestesia e Rianimazione Università Cattolica del Sacro Cuore Realizzato con il supporto non condizionato di RAND SRL 10

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12 4. La prevenzione dei tumori. Stile di vita e alimentazione per giocare d anticipo LA PREVENZIONE RIDUCE I DECESSI PIU DELLA MEDICINA E COMINCIA A TAVOLA La prevenzione fa più delle medicine nella lotta contro il cancro. Ne è convinto Umberto Veronesi, direttore scientifico dell'istituto europeo di oncologia (Ieo) di Milano. Il primo luogo nel quale fare prevenzione, secondo Veronesi, è la tavola, perché l'alimentazione è responsabile del maggior numero di neoplasie nel mondo, superando anche il fumo. Numeri alla mano, l'oncologo ha spiegato che a innescare il tumore sono nel 35% dei casi le cattive abitudini alimentari; seguono il tabacco (30%), le infezioni virali (10%), i fattori riproduttivi (7%), l'attività lavorativa e l'inquinamento (4%). "Ciò di cui ci nutriamo - ha sottolineato Veronesi, parlando agli studenti - è un elemento fondamentale per la nostra vita. Alimentarsi vuol dire scegliere e questa scelta può essere importantissima per preservarci da diverse malattie, a partire dai tumori. Il 35% di questi - ha ribadito - è dovuto a ciò che mangiamo, che può agire indisturbato sui nostri organi". A sostegno della sua tesi, Veronesi ha affermato, ad esempio, che il tumore al colon è molto è raro nei Paesi dove non si mangia carne, al contrario di quelli in cui raramente la carne manca a tavola. Frutta e verdura, al contrario, sono alimenti protettivi. Più alto è il loro consumo - ha ricordato Veronesi - più diminuisce il rischio di insorgenza di un tumore perché in essi è presente un'armata di molecole antitumorali. REALIZZATO IL 06 LUGLIO 2011 E INTERVENUTO Dott. UMBERTO VERONESI Direttore Scientifico Istituto Europeo di Oncologia 12

13 Abbiamo parlato di > prevenzione,il segreto è nello stile di vita Giocare d anticipo deve essere il nostro atteggiamento, piuttosto che curare come una volta i tumori quando si manifestavano. Lo stile di vita deve esser tale da proteggere le persone. Il tema della prevenzione non è facile per tutte le malattie, ancora di più con i tumori. > alimentazione e stato di salute L alimentazione è stato uno dei più grandi problemi dell uomo, capire cioè gli elementi capaci di nutrire l uomo e farlo vivere in modo accettabile. Duecentomila anni fa finalmente l uomo ha capito che cuocendo gli alimenti, essi diventano più facilmente commestibili. Diecimila anni fa invece la scoperta dell agricoltura. La parte ultima dell alimentazione è da ottanta anni a questa parte l industrializzazione del cibo. Con il passare dei millenni si sono introdotte le tecniche di conservazione che hanno permesso di avere le scorte di cibo per sopperire i momenti di carenza dell agricoltura. Dunque, è da sempre che l uomo si è preoccupato di capire quanto e come gli alimenti incidessero sulla salute. Facciamo un importante differenza tra alimentazione e nutrizione. L alimentazione è un atto cosciente. La nutrizione non è una scelta ma un processo autonomo > frutta e verdura, un maggiore consumo per ridurre il rischio di tumori e infarto Le popolazioni che digiunano o mangiano pochissimo manifestano una presenza decisamente inferiore dello sviluppo di tumori rispetto al resto del mondo. Dunque, l alimentazione è ai primi posti tra i fattori di rischio dei tumori (35% alimentazione, accanto al 20% infezioni, 30% infine fumo rappresentano i tre fattori incidenti). La dieta mediterranea, il consumo di frutta e verdura sono, come dimostrano gli studi fatti nel mondo, fattori protettivi: riducono il rischio di infarto, così come il vino, sempre in quantità ridotte. Nel caso del vino,il merito lo si deve al resveratrolo, che è la sostanza che protegge i chicchi d uva dai funghi, la stessa sostanza che protegge le nostre cellule. Sarebbe opportuno, in merito al vino, che le etichette mostrassero la percentuale di resveratrolo contenuto accanto all indicazione dell origine protetta o dell area. Gli agrumi contengono ad esempio il limoneme,altro elemento protettore delle cellule. La fragola contiene acido ellagico, protettore dei tumori intestinali. Un grande studio in corso tende a dimostrare che il consumo del the verde protegge dai tumori al seno.proibite le carni rosse nella piramide dei modelli alimentari da seguire. < UMBERTO VERONESI> 13

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15 5. Sterili ma non di emozioni. Cure più umane per le coppie della procreazione medicalmente assistita COSTANO CARI I FIGLI IN PROVETTA. NON SOLO SUL PIANO ECONOMICO MA SOPRATTUTTO PSICOLOGICO L attesa di un figlio, che sia avviata in modo naturale o ricorrendo all aiuto del medico (PMA), è certamente un momento particolare nella vita di una donna. In Italia le stime parlano di circa coppie non fertili, che vuol dire tra il 10 e il 20% di quelle che intendono avviare un progetto genitoriale. E si segnala un costante aumento del loro numero. Molti sostengono che la causa principale sia da ricercare nel cambiamento delle priorità personali e di fattori sociali che hanno portato ad un aumento dell età in cui le coppie si accingono a metter su famiglia. Oggi l ulteriore miglioramento negli studi della fecondazione assistita ha portato alla nascita di decine di metodologie diverse. Tuttavia il 78% delle coppie sterili non arrivano ai trattamenti di procreazione medicalmente assistita e il 50% di coloro che intraprendono le cure le interrompono ancor prima di verificarne l esito. È uno dei dati più interessanti emersi dalla più vasta indagine mondiale finalizzata alla comprensione dei meccanismi che condizionano o impediscono la ricerca di un aiuto medico. Allo studio hanno partecipato 10 mila coppie con problemi di concepimento provenienti da 18 Paesi, tra cui l Italia. REALIZZATO IL 24 MAGGIO 2011 SONO INTERVENUTI On. EUGENIA ROCCELLA Sottosegretario Ministero della Salute Dott. ERMANNO GRECO Responsabile Centro European Hospital Dott.ssa FILOMENA GALLO Presidente Associazione Amica Cicogna Realizzato con il supporto non condizionato di Ferring 15

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17 Abbiamo parlato di >.Legge 40 Prima di tutto voglio spezzare una lancia a favore della completezza dei dati italiani sulla PMA. Sono molto più accurati di quelli forniti da altre nazioni europee; sono raccolti con estrema cura e sono più dettagliati. La legge 40 del 2004 è una buona legge, e finalmente lo stanno riconoscendo un po tutti. E anche in questo caso basta raffrontarsi con gli altri Paesi europei per rendersene conto. Sono numerose le nazioni che stanno rivedendo la loro legislazione in materia. Stanno riconsiderando alcuni elementi delle loro normative sicuramente più liberali della nostra, in quanto si stanno rendendo conto delle ricadute sociali e mediche di alcune scelte. Mi riferisco alla permissività di alcune tecniche come quella eterologa e la relativa compravendita degli ovociti. Esistono associazioni che lottano contro questo fenomeno di compravendita che coinvolge spesso donne povere. Le scelte politiche sono determinati: riguardo alla donazione del seme maschile, nei Paesi in cui si è deciso di rimuovere l anonimato del donatore c è stato un crollo drastico delle donazioni. Le normative devono tenere conto di molti diritti in gioco: è stato dimostrato che in Svezia l estremo ricorso all eterologa aumenta le rotture dei matrimoni. Ciò avviene perché c è una disparità psicologica. Rispetto a qualche anno fa, oggi le riflessioni sulla PMA sono più caute. In Italia la legge funziona: le nascite sono raddoppiate nel giro di pochi anni. Quello a cui vogliamo arrivare adesso è l umanizzazione, che si ottiene attraverso la trasparenza, attraverso l informazione chiara e accessibile. Da parte della donna ci deve essere consapevolezza. Vero è che la questione riguarda la coppia, ma innegabilmente le donne hanno un rapporto con la maternità diverso.. < EUGENIA ROCCELLA> Innanzitutto, le coppie nel momento in cui scoprono di avere un problema, che non riescono a concepire un bambino devono già elaborare, affrontare quel problema che hanno scoperto. Non c è la cultura della prevenzione purtroppo in Italia, si pensa di avere un bambino appena ci si prova, poi passa qualche mese, passa qualche anno e allora si inizia a fare un percorso tramite i medici. Sicuramente adesso le coppie tramite il Registro Nazionale sulla Fecondazione Assistita, hanno un quadro più completo in Italia: sanno chi fa cosa e dove. Cioè i centri autorizzati quali sono. C è una panoramica molto completa Questa è una parte della legge 40 che abbiamo tutti salutato come benvenuta e approvato sin dall inizio. E prevede, appunto, un registro nazionale che fornisce trasparenza, già collegandosi al sito si vede questa mappatura dell Italia dove c è una divisione per regioni. I centri, che tecniche possono applicare, per che cosa sono autorizzati: quali sono i pubblici quali sono i privati. Quindi già una prima informazione in modo chiara e questa è una cosa importante Ci sono centri che possono applicare tecniche più semplici e altri invece più complesse. Sono divisi per livello. Purtroppo la coppia appena scopre di avere un problema inizia a documentarsi su internet, inizia a vedere qual è la normativa vigente e grazie al Registro oggi riesce a sapere quali sono i centri autorizzati in Italia e quali 17

18 sono le tecniche che questi centri possono applicare, qual è il livello per cui sono stati autorizzati. Poi però inizia un altro tipo di percorso, giacché abbiamo una sanità divisa per regioni dove c è un accesso diverso a secondo della regione dove tu vivi, quindi In questi anni abbiamo sentito parlare di turismo verso l estero per l applicazione di tecniche che sono vietate in Italia. Però c è anche una migrazione di pazienti tra regione e regione Noi oggi abbiamo una legge sicuramente migliore scientificamente, dove il medico, con il consenso del paziente nel rispetto della legge stessa, opera le opportune scelte in campo terapeutico nell ambito della fecondazione assistita. Tenendo presente qual è l obiettivo da raggiungere: una gravidanza e tenendo presente la tutela della salute della donna e del concepito. Oggi vanno all estero solo le coppie che devono, possono accedere alla fecondazione assistita, parlo delle coppie sterili che non hanno gameti. Ma per avere una possibilità di gravidanza dovrebbero avere l applicazione dell unica tecnica che risulta vietata dalla legge 40 che è l eterologa. Insomma, credo che nell ultimo anno, e i medici presenti me lo potranno confermare, si è ridotto questo afflusso dei pazienti all estero grazie a un interpretazione, un intervento della corte costituzionale sulla legge 40 che l ha resa scientificamente e giuridicamente più applicabile. <FILOMENA GALLO> >.drop out Il drop out, ovvero la scelta di interrompere i trattamenti della fecondazione assistita, non è legato solo all aspetto strettamente medico della cura. La condizione fondamentale di un centro di fecondazione in vitro riguarda anche il personale, l organizzazione, i tempi di attesa, oltre all approccio del medico ovviamente. Secondo le ricerche effettuate per valutare il livello di soddisfacimento di chi si affida alle terapie presso il nostro centro, i fattori determinati possono essere elencati. In primis il medico non deve porsi in maniera saccente, è inutile sciorinare sterili dati; deve essere semmai amichevole e coinvolgere la coppia nelle scelte. Anche i tempi di attesa sono determinati sull esito della terapia: non devono essere estenuanti. Altro elemento critico è un supporto informativo sempre accessibile, e il medico deve essere sempre reperibile. Il supporto psicologico è poi la parte più delicata. La legge 40 ha introdotto giustamente la figura obbligatoria dello psicologo nei centri di fecondazione assistita. Ma la questione è: quando deve intervenire? Sebbene sia una figura obbligatoria, solo nel 25 % dei casi i pazienti si rivolgono ad essa. Noi non possiamo costringere il paziente in questa sua scelta facoltativa. In caso di fallimento terapeutico, il medico deve essere sempre disponibile per analizzare il quadro clinico. La percentuale di abbandono è del 25% nel nostro centro, ossia coppie che decidono di non ripetere il trattamento. Bisogna ascoltare il paziente, che troppo spesso lamenta il fatto di non essere seguito e ascoltato. Le coppie dichiarano spesso di essersi sentite come inserite in una catena di montaggio. Dovrebbero essere trattati come pazienti e non come clienti... <ERMANNO GRECO> 18

19 6. Omeopatia: tra vincoli di legge e pregiudizi 8 milioni di italiani usano medicine naturali e 20 mila medici le prescrivono, questi i dati di un settore ancora privo di regolamentazione legislativa. Si attende da circa tre anni l applicazione della nuova Direttiva Europea sui Farmaci, che stabilisce regole anche per il settore omeopatico. La legislazione italiana, unica in Europa, non consente infatti l etichettatura dei medicinali omeopatici, né permette di aprire nuove linee di prodotto, con la conseguenza da un alto, di impedire alle imprese di fare investimenti e creare occupazione; dall altro, di impedire alla popolazione di rivolgersi alla medicina omeopatica in totale sicurezza e pienamente informata. Il nuovo allarme oggi, alla luce del documento OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), che, pur senza fare riferimento alle questioni sull efficacia e sull utilizzo clinico, decreta l ingresso dell omeopatia tra le medicine tradizionali e ne raccomanda l integrazione nell ambito delle cure primarie, è il rischio crescente, in un Paese con pochi ambulatori di Mnc (Medicina non convenzionale) e tanti costosi laboratori privati, di una procedura d'infrazione UE che può peggiorarne il quadro. R E L A T O R I On. FERRUCCIO FAZIO Ministro della Salute Prof. ALBERTO UGAZIO Presidente Società Italiana di Pediatria Dott.ssa ANNA ROSA MARRA AIFA- Agenzia Italiana del Farmaco Dott. FAUSTO PANNI Presidente Omeoimprese REALIZZATO IL 29 MARZO 2011 Realizzato con il supporto non condizionato di Omeoimprese 19

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21 Abbiamo parlato di > test di tossicità per i farmaci omeopatici e nuova classe nel prontuario denominata O Io sono sempre stato molto scettico nei confronti della medicina complementare. Le definisco complementari e non alternative, volutamente (che sia l omeopatia, piuttosto che l agopuntura), perché non hanno studi clinici controllati alla base. Ma l attuale posizione del mio Ministero è quello di garantire l efficacia della cura. Vogliamo mettere in sicurezza anche i farmaci omeopatici, creando insieme all'aifa una classe di registrazione (classe O, non a carico dell'ssn) così come previsto da una direttiva europea che abbiamo già recepito. Una classe che garantisca innanzitutto la tutela e la totale sicurezza che si deve realizzare sia con studi tossicologici adeguati - ha sottolineato - sia con informazioni che sono apposte sulla scatola (perché questi prodotti non possono avere bugiardino per legge), dove venga indicato con chiarezza che si tratta di medicinali che non hanno indicazione particolare, ma soprattutto perché non ci sono stati studi controllati alla base. Per i farmaci omeopatici sarebbe il tempo di effettuare sperimentazioni, perlomeno quelle di tossicità. Anche la modalità con cui vengono presentate le confezioni dei farmaci omeopatici ha la sua importanza. Servono regole chiare: personalmente mi sentirei più tranquillo se ogni tanto qualche produttore di medicina omeopatica proponesse di fare uno studio scientifico così come è successo con l'agopuntura, per la quale sono stati realizzati studi controllati. È un po sospetto il fatto che si gridi ai quattro venti che questi farmaci funzionino, ma poi non si proponga mai di fare dei test scientifici. Intendiamo andare a mettere regole che andrebbero tra l'altro a proteggere anche il settore più serio delle imprese produttrici. Per cultura ho una posizione scientifica e quindi contraria a ciò che non ha una dimostrazione basata sull'evidenza. Resta il fatto che i prodotti omeopatici sono utilizzati da una notevole quantità di persone nel nostro Paese e di questo non si può non tenere conto. Sicuramente è vero che spesso l uso eccessivo di medicine convenzionali può essere deleterio per il paziente. In questi casi il medico illuminato che decide di somministrare placebo o medicine omeopatiche piuttosto che un sovradosaggio di principi attivi, fa la cosa giusta. Il punto fermo e riconosciuto da tutti, dovrebbe essere che le patologie gravi possono essere curate esclusivamente con medicine convenzionali, e non far passare l idea che le medicine complementare come l omeopatia possano sostituire in toto le cure convenzionali". <Ferruccio Fazio, Ministro della Salute> > pediatria e omeopatia Abbiamo dato vita a un gruppo di tutor per studiare le medicine complementari e quelle omeopatiche in particolare. Ci rendiamo conto che si tratta di un problema molto diffuso. Le statistiche partono dal Da uno studio condotto in Piemonte, Lombardia e Emilia Romagna, risulta che circa al 46% dei bambini vengono somministrati prodotti omeopatici. Un terzo di questi sono sotto l'anno di età, e la maggioranza li usa su consiglio del medico. Di questo 46% che usa le medicine complementari, il 70 per cento utilizza prodotti omeopatici. Per questo l'omeopatia è una questione che riguarda da vicino il mondo pediatrico. Questi dati sottolineano 21

22 l'importanza di avere nozioni chiare sulla tossicità di questi prodotti, proprio perché i bambini nella fascia dell anno di vita sono particolarmente vulnerabili agli effetti nocivi. Altro dato: il 30% dei bambini usufruisce delle medicine omeopatica per curare patologie otorinolaringoiatriche. L omeopatia è un problema pediatrico molto importante, ma è bene non confondere l omeopatia con altre tipologie di medicine complementari. Mi viene in mente la herbal therapy, che può essere molto pericolosa. Spesso abbiamo ricoveri gravi di bambini vittime di intossicazioni a causa di queste terapie non ben regolamentate. < Alberto Ugazio, Presidente della Società di Pediatria > > la resistenza dei comitati etici contro la sperimentazione L omeopatia nasce duecento anni fa. È una medicina giovane che non ha mai giovato di grandi impulsi industriali, perché basata su sostanze naturali. Sulla medicina omeopatica nessuno ha mai fatto un investimento sulle potenzialità dei prodotti. E non è vero che non ci sono studi clinici in materia; il problema è che non sono paragonabili a quelli allopatici. Semmai, c'e' una certa resistenza dei comitati etici degli ospedali alla sperimentazione. In Lombardia ci sono stati trenta studi osservazionali che non sono andati avanti per questo motivo. Parliamo di uno standby durato anche cinque o sei anni. Ci sono sempre più italiani che si curano con l'omeopatia: 11 milioni ne fanno uso, quando solo 10 anni fa erano 6 milioni. < Fausto Panni, Presidente di Omeoimprese > 22

23 7. La chirurgia estetica fra limiti e tentazioni SEMPRE PIÙ SPESSO UOMINI E DONNE RICORRONO AD INTERVENTI ESTETICI PER ATTENUARE PICCOLE IMPERFEZIONI O FERMARE I SEGNI IL TEMPO. IL BOTULINO È DAVVERO UN ALLEATO? Che cosa è e come funzione il Botulino? Il botulino viene prodotto in laboratorio dal batterio Clostridium Botulinum e ha un'azione specifica di blocco del rilascio dell'acetilcolina a livello delle giunzioni tra nervi e muscoli striati (placche neuromuscolari). L'acetilcolina è la sostanza che viene rilasciata dal nervo motore per trasmettere al muscolo lo stimolo per la contrazione. L'effetto che ne deriva è l'indebolimento del muscolo nel quale la sostanza viene iniettata. Questa azione viene usata ormai da molti anni in diversi campi della medicina. Ma si parla anche di lifting non chirurgico mediante il Botulino. Si tratta di un azione avanzata molto interessante che sta diventando sempre più utilizzata dagli operatori esperti. R E L A T O R I REALIZZATO IL 7 OTTOBRE 2009 On. FRANCESCA MARTINI Sottosegretario al Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali Prof. PIETRO LORENZETTI Direttore Scientifico e Direttore del Reparto di Chirurgia Estetica del Villa Borghese Institute Dott. FABRIZIO AMATO Consulente medico-legale 23

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25 Abbiamo parlato di > garantire e far conoscere la qualità dei dispositivi utilizzati nella chirurgia estetica. Qualsiasi intervento che sia il filler, che sia addirittura un intervento di chirurgia estetica è un atto medico. Non è assolutamente un gioco, non è assolutamente un qualcosa che non lascia segni. Partendo da questo presupposto, risulta irrinunciabile il fatto di estendere quelle garanzie che sono effettuate nei confronti di qualsiasi atto medico per chi decide di sottoporsi a questo tipo di intervento. Io non sono contraria alla chirurgia estetica, però credo ci debba essere una piena conoscenza che anche la chirurgia estetica è connotata dal rischio clinico che connota qualsiasi atto medico. Quindi non va assolutamente affrontata senza informazione, senza senso di responsabilità e senza un dialogo fattivo con il medico a cui ci si rivolge. Partendo da questo presupposto, abbiamo fatto delle indagini che ci hanno portato soprattutto per quello che riguarda le protesi mammarie ad un intenso lavoro con tutte le società scientifiche, che ha portato alla stesura di un testo che guarda alla necessità assoluta della costituzione nel nostro Paese di un registro per il momento per le protesi mammarie. Oggi, non è detto che colui che vi propone un intervento di chirurgia estetica, sia un chirurgo estetico, un chirurgo cioè che abbia un percorso post-laurea, quindi una specializzazione in chirurgia plastica estetica ricostruttiva. La normativa vigente non presuppone il vincolo ad offrire determinati interventi soltanto a coloro che sono specializzati in questa materia. Per questo è molto importante prima di tutto- se si prende una decisione di questo tipo, avere la consapevolezza di chi è il nostro interlocutore non soltanto per quanto riguarda i luoghi dove l intervento avviene ma avere cognizione della qualità del dispositivo medico utilizzato. Credo che - per tutto quello che avviene all interno della medicina - il ministero non si possa esentare da collaborare con coloro che seriamente lavorano su questo tema e devo dire che in questo senso - ho avuto grande sostegno dalla classe medica. Le persone serie che hanno voglia di lavorare sono tante ma purtroppo c è anche un settore inquinato da situazioni che sono come minimo raccapriccianti. Ne cito soltanto una: la non tracciabilità dei dispositivi medici iniettati o inseriti. Medici che non consegnano lebel, l etichetta apposta su questi dispositivi, donne e uomini che si rivolgono ad un secondo specialista senza sapere e senza aiutare l anamnesi, fino ad arrivare ad internet e a pubblicità fuorvianti. Va tutto ricentrato su un piano di equilibrio non negando l aspettativa della paziente e riconducendo l intervento sulla giusta collocazione di un atto medico a tutti i livelli, di un intervento che coinvolge il rischio clinico e sul dovere delle Istituzioni di coadiuvare i professionisti seri a trovare punti di riferimento normativi in grado di escludere da questo mercato chi serio non è. <Francesca MARTINI> > regolamentazione, accreditamento e autorevolezza dei centri 25

26 La verità è che, ancora oggi, non solo in passato, c è chi infiltra di tutto ( ). Il problema è che, oggi, in Italia, non solo chi abbia fatto un altro lavoro ma anche chi sia laureato e abbia l abilitazione all ordine dei medici da un giorno può alzarsi una mattina e dire che fa la punturina ( ). Se una persona deve farsi un intervento chirurgico al fegato, all intestino, va in una struttura pubblica o privata di grande livello, in questo altro campo i percorsi dei pazienti sono molti strani. Quello che succede è che i pazienti vengano trattati da persone che non hanno competenza. La soluzione sarebbe una regolamentazione a monte ( ). Noi chirurghi plastici stiamo diventando una minoranza perché tutti possono fare tutto. Ci sono protesi di grande qualità, filler di eccellenti qualità, pochissimi, tutto il resto non andrebbe utilizzato. Inoltre succede che l utilizzo di un materiale scadente, il paziente lo viene a sapere, se lo viene a sapere, quando compaiono i problemi. Se parte l idea del concetto del registro delle protesi, avremo molto presto la possibilità di poter dire che le protesi a - b - c funzionano perché a distanza di 7-8 anni cambiate hanno certe condizioni oppure se sono protesi scadenti nonostante tutti i marchi Ce. Ci sono pochissime aziende di alta qualità e poi c è un mare magnum come nei filler ( ). Negli Stati Uniti da un punto di vista medico- legale c è una responsabilità ben diversa, cosa che da noi non esiste. Tutto questo è legato a un altro discorso fondamentale: tutte queste cose vanno fatte in posti qualificati, non si possono fare ne nei sottoscala ne negli ambulatori, ne nei centri estetici. Il problema è che per fare certe cose, mantenere certi standard qualitativi, bisogna purtroppo mantenere anche un certo tipo di costo. Sarò molto drastico ma penso che le protesi plastiche mammarie andrebbero impiantate dai chirurghi plastici e se vogliamo estendere ai chirurghi generali punto. A questo si aggiunge l obbligo assoluto di farle in strutture di un certo tipo perché se no subisci dei danni reali. A parte due o tre aziende che fanno un discorso di fatturazione reale dei materiali il resto è un sottobosco infinito ( ). Io credo che noiclasse medica specialisti- e governo, dovremmo fare qualcosa per tutelare e garantire i pazienti al 100%. Se su alcuni interventi di materiale protesico ci sono costi che sono ridicoli, irrisori, ci sono tre cose: o c è uno che non sa operare o c è una struttura non a livello o si sta impiantando un materiale scadente, non può essere altrimenti. <Pietro LORENZETTI> Tutto quello che abbiamo detto, sia io che lei, può essere riassunto in un solo concetto: la tracciabilità. Tracciabilità che riguarda da una parte l intervento, quindi chi lo esegue, quando e dove lo esegue, e dall altro i dispositivi medici utilizzati ( ). Questa tracciabilità deve assolutamente, necessariamente partire dall azienda produttrice. Mi sembra una cosa talmente ovvia e talmente importante che non possiamo lasciare un buco nero normativo in questa materia e soprattutto non possiamo far si che i cittadini che decidono di utilizzare la chirurgia estetica siano e si sentano, di fatto, realmente soli perché sono nelle mani del medico a cui si rivolgono. <Francesca MARTINI> > rintracciabilità, consenso informato e importanza del rapporto medico paziente 26

27 E fondamentale che si crei un tipo di rapporto reciproco di scambio di notizie sia per quanto riguarda l anamnesi come si diceva prima- sia per quanto riguarda anche l inquadramento del soggetto e quindi una scelta, una selezione del paziente se effettivamente è in grado di capire e comprendere quali siano gli effetti e i limiti dello stesso intervento ma dalla parte del chirurgo dovrà essere fondamentale una informazione esplicita e ampia su tutto quello che comporta quel tipo di intervento, vale a dire i limiti prima di tutto, non promettere cose che non si possono realizzare, ricordando che siamo in un campo medico dove non vi è certezza di nulla. Lo stesso intervento fatto su due persone diverse può avere risultati completamente diversi. Ed è per questo - quindi - che fondamentale assume il ruolo del consenso e dell informazione anche su che cosa viene proposto, sia come tipo di intervento sia come materiale di cui deve esserci rintracciabilità. La mancanza di informazione è sicuramente l elemento più ricorrente nei contenziosi. Molto spesso il paziente si ritrova ad avere delle complicanze o addirittura semplicemente dell insuccesso rispetto a ciò che si era prefissato di ottenere che poi sfocia in un contenzioso. Ed è per questo che secondo me- nella chirurgia estetica non si dovrebbe promettere ciò che effettivamente non può essere realizzato. <Fabrizio AMATO> Una cosa interessante che ho sentito anche prima, è che vada recuperato fortemente, nella nostra attività, il rapporto medico paziente. La maggior parte dei problemi nascono per la non chiarezza ( ). Oggi abbiamo l obbligo di dare qualcosa di più e questo nasce da un rapporto estremamente chiaro tra il paziente e il chirurgo che deve spiegare esattamente i pro e i contro. Se noi teniamo un rapporto stretto con il nostro paziente, se noi riusciamo a parlarci, a farli riflettere una buona parte dei problemi sono risolti. <Pietro LORENZETTI> 27

28 8. Torna il Ministero della Salute: vecchi problemi e nuove prospettive Il ritorno del Ministero della Salute ha portato in primo piano una serie di questioni di rilevanza sociale, politica ed economica. Il Viceministro Ferruccio Fazio risponde ai temi di strettissima attualità su: influenza e pandemia, federalismo sanitario, riorganizzazione del territorio, nuovo Patto della Salute, farmaci innovativi e tutte le questioni d interesse del pubblico in sala. R E L A T O R I REALIZZATO IL 14 LUGLIO 2009 FERRUCCIO FAZIO Vice Ministro del Lavoro della Salute e delle Politiche Sociali Realizzato con il supporto non condizionato di NEUROMED - ISTITUTO NEUROLOGICO MEDITERRANEO 28

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30 Abbiamo parlato di > l influenza di tipo A e la pandemia. Se noi non avessimo misure di contenimento, noi avremmo da qui al trenta di marzo 13 milioni di contagiati, e poi con la pandemia che prosegue. Con le misure di contenimento in atto che sono: gli antivirali, l ospedalizzazione, le misure di contenimento arriviamo a 9 milioni. Se invece vacciniamo quando arriveranno i vaccini anche per i giovani in età scolare e questo a gennaio avremo tre quattro milioni, ma poi a marzo si dovrebbe fermare. > le cure primarie, i nuovi modelli di riorganizzazione del pronto soccorso e dell assistenza territoriale. Abbiamo creato questa iniziativa cosiddetta H24 - che sono associazioni di medici (sia fisiche, come le ex case della salute, e sia virtuali collegate in rete). Sono a disposizione delle Regioni dei fondi per dei progetti atti a diagnosticare proprio sul territorio e quindi decomprimere potenzialmente il pronto soccorso. Ci risulta che più di metà delle Regioni già si stanno attrezzando per questo ed hanno fatto richiesta, il 70% del finanziamento viene dato subito il resto al consuntivo. > la ricerca. Diciamo quali sono i fattori di innovazione del bando 2009 della ricerca sanitaria del Ministero: prima cosa, i meccanismi di peer review gestiti dall NIH americano per garantire la trasparenza; il secondo punto è che c è un unica lista di qualità di scienza per ripartire i finanziamenti. L altro elemento importante è il rapporto con il MIUR che stiamo costruendo e con cui abbiamo un ottimo colloquio e potrebbe anche darsi che da quest anno ci sia un bando unico. Ed in ultimo la cosa che mi da più soddisfazione è che abbiamo concluso un accordo con gli Assessori e la Commissione salute per cui ci sarà un cofinanziamento da parte delle Regioni. E la prima volta che viene istituzionalizzata la ricerca nel Sevizio Sanitario Nazionale. > i nuovi LEA e le malattie rare. Il decreto sui Lea è alla mia firma, potrebbe essere firmato anche la settimana prossima oppure potrebbe esserci un altro passaggio politico. Mi auguro che vada avanti perché venga consegnato alla Conferenza Stato-Regioni. Nei Lea è compreso l elenco di malattie rare aggiuntive ( ) La soluzione definitiva dei problemi è il disegno di legge- C è stato un confronto tra la senatrice Laura Bianconi e le Regioni.. Alcune Regioni, in particolare il Veneto, ha spinto in modo importante per estendere ulteriormente il numero di malattie rare da includere. Temo che questo vada a scontrarsi col parere negativo del MEF.Temo che tutto venga bloccato. Se è così, il mio suggerimento è di cominciare da un decreto quadro sulle malattie rare e poi di andare a definire nel tempo gli interventi. E si tenta l altra strada temo ci possano essere dei problemi di percorso nei quali il ministero che rappresento non può intervenire. <Ferruccio FAZIO> 30

31 9. Piani di rientro, Regioni ad un bivio I RIPIANI REGIONALI RAPPRESENTANO OGGI UN TEMA DI GRANDE ATTUALITÀ. DOPO LAZIO E ABRUZZO, ALMENO ALTRE DUE REGIONI POTREBBERO ESSERE COMMISSARIATE. Il disavanzo nei bilanci delle Regioni, che riguarda in gran parte il capitolo sanità, non potrà più essere colmato dallo Stato, ma spetterà agli enti locali trovare i soldi per ripianarlo. Per garantire l equilibrio di bilancio, le Regioni hanno a disposizione tre strumenti principali: il controllo della spesa sanitaria, l aumento delle entrate tributarie, attraverso i ticket e la maggiorazione dell Irap e dell addizionale Irpef, e le risorse stornate da altri capitoli del bilancio regionale. Possono operare, dunque, dal lato della spesa, delle entrate fiscali o di entrambi. Oppure da nessun lato, lasciando lievitare il deficit. R E L A T O R I MAURIZIO SACCONI Ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali ALDO ANCONA Regione Toscana MASSIMO RUSSO Assessore alla Sanità Regione Sicilia REALIZZATO IL 19 MAGGIO 2009 FULVIO MOIRANO Direttore AGENAS (Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali) Realizzato con il supporto non condizionato di CELGENE ELI LILLY ITALIA PFIZER ITALIA 31

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33 Abbiamo parlato di > il disavanzo, i piani di rientro e il federalismo fiscale. siamo nella fase di delicata di valutazione di questo sistema dei piani di rientro. Ed è importante capire se funzionerà, perché quello dei piani di rientro costituirà il presupposto per il federalismo fiscale. In qualche modo il piano di rientro prefigura il federalismo fiscale, del quale la sanità è tantissima parte, perché mediamente è l 83% della spesa corrente delle Regioni. Attualmente abbiamo due situazioni diverse: quella della Calabria è molto atipica, dove i conti vengono tramandati per via orale. Il paradosso è che fino ad ora c è stato un commissariamento ai sensi della Protezione Civile essendosi riscontrate condizioni vere e proprie di emergenza in materia di salute pubblica non garantita però non si è innescato il meccanismo virtuoso, perché paradossalmente manca la contabilità. Entro la fine di maggio la Regione deve darci delle soluzioni. Nel caso delle Regioni Sicilia, Campania e Molise è stato dato un termine ulteriore che scade il 30 giugno entro il quale queste Regioni devono produrre atti utili a valutare se davvero si sia prodotto l azzeramento del disavanzo. <Maurizio SACCONI> Non mi sembra che i piani di rientro dal punto di vista del deficit strutturale abbiano risolto il problema. Occorre che il fronte delle Regioni sia unito e che ci siano la volontà e voglia di collaborare. Io invece vedo il rischio soprattutto nelle vicende di questi ultimi due anni che ci sia una profonda spaccatura nel mondo delle Regioni: un gruppo autonome, virtuose che esprimono capacità di governo, e metà del Paese che è un protettorato del potere centrale. <Aldo ANCONA> > il caso virtuoso della Sicilia. abbiamo applicato l unica politica possibile, quella dell articolo 32 della Costituzione. Contenimento del deficit, riorganizzazione del sistema, riqualificazione del sistema <Massimo RUSSO> 33

34 10. Federalismo sanitario: è vera cura? QUALE SARÀ IL FUTURO DELLA SANITÀ IN ITALIA, ALLA LUCE DELLA DECISA SVOLTA VERSO IL FEDERALISMO INTRAPRESA DALL ATTUALE GOVERNO? Con l avvento del federalismo, cambieranno soprattutto alcuni aspetti istituzionali, in particolare i rapporti e la distribuzione di compiti, risorse e responsabilità, fra tre diversi soggetti: la regione, le ASL, le autonomie locali. Si passerà da una situazione precedente (pre-devolution), in cui la Regione era una presenza leggera, ad una situazione futura caratterizzata da una maggiore presenza dall alto e legislativa da parte della Regione stessa. Si dovrebbe rinvigorire il legame Regione autonomie locali, attualmente troppo allentato. Le ASL non dovranno essere pensate come entità isolate, sarà tuttavia necessario evitare che in Regione si adotti una politica dirigista in tutto e per tutto, destinata a perdere di vista le esigenze locali. Una soluzione volta a garantire il livello di assistenza sanitaria il più alto possibile ai cittadini italiani e, nel contempo, garantire lo sviluppo in termini di ricerca, di produzione ed occupazione di un settore industriale che contribuisce alla crescita economica, scientifica e culturale del nostro paese. REALIZZATO IL 7 APRILE 2009 S O N O I N T E R V E N U T I FERRUCCIO FAZIO SOTTOSEGRETARIO DI STATO AL LAVORO, ALLA SALUTE E ALLE POLITICHE SOCIALI LIONELLO COSENTINO MEMBRO DELLA COMMISSIONE PARLAMENTARE DI INCHIESTA SULL EFFICACIA E L EFFICIENZA DEL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALe PIERO MARRAZZO PRESIDENTE DELLA REGIONE LAZIO FRANCESCO PERRONE DIRETTORE DELL'UNITÀ SPERIMENTAZIONI CLINICHE PRESSO L'ISTITUTO TUMORI PASCALE DI NAPOLI DIEGO VAIANO PROFESSORE DI DIRITTO AMMINISTRATIVO UNIVERSITÀ DELLA TUSCIA Realizzato con il supporto non condizionato di CELGENE S.p.A 34

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36 Abbiamo parlato di > divergenze e continuità tra le regioni Regioni del Nord, del Centro e del Sud Italia in materia di qualità del servizio sanitario > il federalismo come opportunità per le regioni virtuose e per quelle che sono sotto minaccia di commissariamento > i piani di rientro > i farmaci innovativi > importanza del controllo economico, ma anche e soprattutto qualitativo del Sistema Sanitario Nazionale > garantire il carattere uniforme dei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza); > assicurare la disponibilità omogenea dei farmaci > il disavanzo > riorganizzare il sistema verso due medicine: quella del territorio e quella delle eccellenze.. 36

37 PROPOSTE ARGOMENTI EVENTI FUTURI 37

38 1. Prevenzione del rischio di errori da parte dei medici LA MESSA A REGIME DI UN SISTEMA DI VALUTAZIONE E DI CONTROLLO PUÒ LIMITARE I DANNI DELLA MALASANITÀ. La gestione dei rischi viene considerata un aspetto del sistema di qualità. Allo stato attuale è necessario valutare adeguatamente gli eventi dannosi che si verificano all interno delle Aziende sanitarie, al fine di migliorare i percorsi organizzativi e pervenire ad un adeguata e sistematica disamina medico-legale degli accadimenti. La prevenzione del rischio e la promozione della sicurezza nelle organizzazioni sanitarie necessitano di una cultura aperta, pronta a confrontarsi e a imparare dagli errori, disponibile a superare le divisioni organizzative e a condividere gli strumenti di analisi. Il rischio clinico deve integrarsi con la sicurezza degli ambienti di lavoro e dei lavoratori, nonché tenere conto degli aspetti economici indotti dal risarcimento dei danni e dalla reputazione negativa. 38

39 2. Quale futuro per le vaccinazioni GRANDI PASSI SONO STATI FATTI PER SCONFIGGERE MALATTIE MORTALI, TANTE ALTRE SONO IN FASE DI STUDIO E PROSSIME AL VACCINO. Le malattie scatenate dai virus, per i Paesi occidentali, non sembrano una grande preoccupazione. A parte il caso eclatante dell'aids o l'allarme scattato qualche anno fa per la Sars, la situazione sembra sotto controllo. Ma nei Pesi più poveri i virus continuano a sterminare la popolazione, e per combatterli abbiamo armi ormai piuttosto vecchie. Le biotecnologie, però, possono cambiare le cose. 39

40 3. Prematuri e latte artificiale IL PROBLEMA DELLA NUTRIZIONE PER I BAMBINI PREMATURI: PRO E CONTRO DEL LATTE ARTIFICIALE. Non è infrequente che un bambino nasca prematuro o fortemente sottopeso, come succede nei parti plurigemellari. Sono stati pertanto ricercati e prodotti latti artificiali capaci di promuovere un rapido accrescimento corporeo nei primissimi giorni di vita, in modo che questo ricalchi il ritmo di sviluppo del feto durante il terzo trimestre di gravidanza. Spesso l'apparato gastrointestinale di questi bambini non è pronto a ricevere il nutrimento, perché non ancora completamente sviluppato. E' stato quindi studiato un protocollo alimentare specifico, che tenga conto della progressiva maturazione di organi ed apparati. Suggerimenti, accorgimenti e valutazioni sulla corretta nutrizione dei più piccoli. 40

41 4. Donazioni di sangue e sangue sicuro UN ATTO DI GENEROSITÀ CHE TROVA SEMPRE PIÙ CONSENSO TRA I GIOVANI. In molti Paesi, come negli Usa e in Francia il sangue umano è ritenuto un bene economico, non disponibile in quantità illimitate e quindi soggetto alle leggi dei costi. La legge italiana sul Volontariato del sangue considera invece la donazione un atto volontario, periodico, non remunerato. Secondo i dati elaborati dall Istituto Superiore della Sanità, il 50% degli italiani, cioè 30 milioni, può donare il sangue. Tuttavia nella realtà solo il 2,5% della popolazione è donatore, contro una media europea del 4% ad eccezione dell Irlanda con il suo 7%. Da cui ne consegue il bisogno di importazione. Secondo i dati ministeriali, i donatori italiani appaiono in costante aumento con circa 100 mila in più negli ultimi 2 anni, anche grazie ad una maggior presa di coscienza dei più giovani che donare il sangue è un regalo per la vita. Inoltre sono stati realizzati molti progressi negli anni scorsi per aumentare la quantità disponibile di sangue sicuro. 41

42 5. Trapianti e donazioni d organi IL CASO ITALIANO È ANCORA LONTANO DAGLI STANDARD EUROPEI. Il perfezionamento delle tecniche chirurgiche, l affinamento di nuove metodiche di preservazione ipotermica e la continua evoluzione dei protocolli di terapia immunosoppressiva hanno consentito un progressivo miglioramento quantitativo e qualitativo dei risultati dei trapianti di organi. Ed il problema del trapianto d organo risulta sempre più drammatico in Italia, e questo proprio per lo scarso reperimento di organi che limita l attività e la diffusione dei Centri di Trapianto. Le cause principali sono da ricercare in un inadeguata organizzazione dei servizi di rianimazione, in un irrazionale distribuzione dei Centri di Trapianto sul territorio ed in un loro carente coordinamento. Si rileva inoltre un inadeguata regolamentazione delle modalità di espressione di volontà da parte dei potenziali donatori, con un eccessiva e talvolta disarmante burocratizzazione. 42

43 6. Le pandemie COME L ITALIA SI PREPARA AD AFFRONTARLE E CONTENERLE La pandemia è per definizione un epidemia che investe più aree geografiche con un elevato numero di casi gravi ed un elevato tasso di mortalità. Nella storia ne sono stati esempi: l influenza spagnola, l influenza asiatica, l influenza di Hong Kong, e la Sars. Si tratta di fenomeni ciclici che si ripetono nel corso degli anni e sono caratterizzati dalla comparsa di un nuovo agente patogeno che colpisce l uomo in modo grave e si diffonde rapidamente per contagio. Le pandemie generano allarmismi e vere e proprie crisi, se mal gestite e comunicate dai mass media. Un incontro per conoscere ed approfondire i piani di intervento che il Governo attua per gestire ed arginare un fenomeno che si può prevedere e controllare. 43

44 7. Malattie a bassa incidenza: una condanna a morte? LE MALATTIE RARE SONO OLTRE SI POSSONO ANCORA DEFINIRE RARE? I numeri dell Istituto Superiore di Sanità fanno pensare a tutto tranne che a fenomeni rari, isolati ed unici. Un attenzione crescente e necessaria per tutelare e garantire la qualità della vita delle persone colpite da queste patologie, l accesso alle cure ed il sostegno alle famiglie. Malattie a bassa incidenza non sono però solo quelle genetiche o ereditarie, esse riguardano anche quelle infettive come la meningite. La letalità della malattia è molto elevata in soggetti molto giovani e molto anziani. Nei neonati mediamente il valore si aggira attorno al 20-30% dei casi di meningite batterica. Già durante l'adolescenza la mortalità scende drasticamente al 2% per poi crescere nuovamente al 19-37% negli adulti. Il rischio di morte però non è solamente influenzato dall'età del soggetto, ma anche dalla natura del patogeno e dalla durata in cui questo è stato presente nel liquor. Un occasione per mettere a confronto le diverse esperienze sul territorio nazionale. Un esplorativa sugli interventi che le singole Regioni stanno portando avanti in materia di informazione e prevenzione. 44

45 8. Il diabete giovanile. Molto più di un allarme DATI PREOCCUPANTI ED INTERVENTI NECESSARI In Italia, ogni cento bambini della classe terza elementare 24 sono in sovrappeso e 12 sono obesi. Complessivamente si stimano oltre un milione di bambini tra i sei e gli undici anni con problemi di obesità e soprappeso: più di un bambino su tre. Dati come questi suggeriscono che il problema dell obesità al quale è strettamente legato quello del diabete non sia solo un problema sanitario ma anche e soprattutto sociale. Cattive abitudini alimentari, scorretta alimentazione, vita sedentaria sono alla base di questa patologia che può essere prevenuta con dei semplici accorgimenti. E necessario un intervento intersettoriale che coinvolga tutti gli attori sociali, dalle istituzioni alle aziende produttrici al mondo della scuola, aiutando i genitori ad educare i propri figli assicurando loro una vita più sana. 45

46 9. Sicurezza alimentare e qualità dell alimentazione. L Italia che pesa troppo. Obesità e nuove piramidi alimentari. FALSI ALLARMISMI O PROBLEMATICHE CONCRETE E CRESCENTI? L evoluzione dell interesse dei consumatori per la salubrità degli alimenti ha indotto la Commissione Europea e, sul piano nazionale, il Ministero della Salute a considerare come priorità strategica il raggiungimento degli standard più elevati possibili di sicurezza alimentare. Sicurezza alimentare non significa garantire l'assenza di rischi, ma porre responsabilmente in atto tutte le azioni necessarie a ridurne l'impatto sui consumatori. Guidare il consumatore nelle proprie scelte alimentari attraverso un informazione chiara e trasparente, contribuisce a istruire anche le nuove generazioni, sempre più colpite da diabete ed obesità. Nel mondo ci sono più di 300 milioni di obesi ed anche in Italia il fenomeno è in crescita, specie tra i bambini. Secondo l'esperto bastano due semplici ingredienti per combatterlo: una dieta equilibrata ed un'attività fisica costante. 46

47 LOCATION UTILIZZATE 47

48 IL TENNIS CLUB PARIOLI Il Tennis Club Parioli nasce nel 1906 nella storica sede di Viale Tiziano e arriva nella sede attuale a ridosso di Villa Ada e Monte Antenne nel 1958, due anni prima delle olimpiadi di Roma. Appena rinnovata, la Club House Nel tempo le strutture del circolo si sono rinnovate, i campi da tennis sono cresciuti insieme a quelli da calcetto e a tutti gli impianti che ora compongono uno dei circoli più belli d Italia. Con 22 campi da tennis, 3 campi da calcetto, un campo polifunzionale utilizzato per Basket e Pallavolo, una palestra attrezzata con i più nuovi macchinari presenti sul mercato e uno spazio dedicato per il corpo libero, il Tennis Club Parioli rappresenta un punto di riferimento importante per il settore sportivo regionale e italiano. 48

49 IL CENTRO SVIZZERO Il Centro Svizzero di Milano in Via Palestro 2, sede delle principali istituzioni che rappresentano la Svizzera a Milano (il Consolato generale di Svizzera, l'istituto Svizzero di Roma, la Camera di Commercio Svizzera in Italia, Svizzera Turismo, la Società Svizzera, la Radiotelevisione Svizzera di lingua italiana) ha all interno la stupenda Sala Meili con oltre 200 posti. Nel Centro Svizzero si trova inoltre il ristorante "La Terrazza", piacevole e raffinata isola di riservatezza. 49

50 IL ROMANO PALACE HOTEL Il Romano Palace Hotel Catania sorge in posizione strategica sul lungomare di Catania, su di un parco privato di oltre metri quadrati, vera oasi d incanto tra il Barocco della città - patrimonio dell Unesco - ed il mare, dominata dalla magica imponenza dell Etna. Con la sua attrezzata sala meeting è il luogo da sogno, ideale per indimenticabili soggiorni turistici o di lavoro. All interno della struttura il coriandolo, un'antica spezia che regala il suo nome al gourmet restaurant del Romano Palace, intimo e d'atmosfera. Riprendendo lo spirito che anima l'intero Hotel il Coriandolo propone una cucina di alto livello con sapori e suggestioni diverse, evoluzione della tradizione regionale e sintesi perfetta di antichi sapori e nuove esperienze. 50

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