Confronto sulle motivazioni all attività sportiva negli atleti disabili praticanti adaptive rowing e normodotati praticanti canottaggio.

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1 Confronto sulle motivazioni all attività sportiva negli atleti disabili praticanti adaptive rowing e normodotati praticanti canottaggio. Fossati Emanuela - M. Martinelli Lo scopo di questo lavoro è quello di approfondire lo studio relativo all ambito motivazionale negli atleti praticanti canottaggio in Italia, sia disabili che normodotati e di operare un confronto tra essi. È stato utilizzato come strumento un questionario che indagava i dati anagrafici, i dati relativi alla pratica dello sport; relativamente alle motivazioni sono stati utilizzati strumenti: lo Sport Motivation Scale e il Participation Motivation Questionnaire, in aggiunta per i soggetti i soggetti disabili vi era una parte che indagava i dati relativi alla disabilità. Il campione preso in considerazione rappresenta il 5,7% degli atleti adaptive in Italia ed è stato messo a confronto con un campione di atleti normodotati. Principali risultati riguardanti i soggetti normodotati Per quanto riguarda i risultati ottenuti dai questionari somministrati ai soggetti normodotati, risulta che il livello delle competizioni, in media, è abbastanza elevato, infatti il 0% degli atleti afferma di aver raggiunto un livello mondiale e il,5% un livello europeo. Ben il,7% afferma di aver avuto almeno un infortunio che gli ha impedito di allenarsi per almeno una settimana nell ultimo anno; i distretti più colpiti sono la schiena e il ginocchio indicati sia l uno che l altro dal 5% dei soggetti che hanno subito un infortunio. Non è risultata una correlazione tra il numero d infortuni e la presenza di un medico nel team di preparazione; le cause di questi infortuni probabilmente vanno ricercate nel mancato rispetto dei giusti tempi di recupero e nell errata somministrazione di carichi troppo elevati, infatti il direttore tecnico della federazione di canottaggio ogni anno fornisce - programmi di allenamento, per i diversi livelli, uguali per tutta Italia. Il rischio è che vengano applicati senza adattarli alle diverse caratteristiche e capacità degli atleti. 00,00% 80,00% 87,50%,0% 5,0% 0,00% 0,00% 0,00%,0% 0,80% 0,00% Remoergometro Vasca voga Contacolpi Gps cardiofrequenzimetro Figura Altri strumenti utilizzati oltre alla barca Da questo grafico si desume che l 87,5% degli atleti si avvale del remoergometro quando non è possibile allenarsi in barca, all utilizzo della vasca voga ricorre il,% dei soggetti; L utilizzo invece del GPS permette di conoscere con precisione i chilometri percorsi e la velocità della barca, Via Piranesi, /b 07 MILANO (Mi) Tel. 0 / Fax. 0 / Cell P. I.V.A. :

2 ma l utilizzo di questo strumento nell ambito del canottaggio è ancora poco diffuso; tuttavia nell utilizzo di questo strumento bisogna tenere conto del fatto che la velocità dell imbarcazione risente molto delle condizioni ambientali (come il vento, le correnti dell acqua, i diversi tipi d imbarcazione ) quindi risulta difficile quantificare l allenamento. Il 5,% del campione dichiara di praticare un altro sport oltre al canottaggio, il,% di questi atleti infatti pratica anche il ciclismo, il % il calcio e il % lo sci; altri sport che sono stati indicati sono nell ordine: la corsa (5,8%), snowboard, nuoto e basket (5,%). Risulta che, in media, nella preparazione è sempre dedicata un ora alla settimana all allenamento mentale, probabilmente la maggior parte di questi atleti non intendono l applicazione di tecniche psicologiche specifiche, come può essere il training autogeno, ma la capacità di concentrarsi cercando di dare sempre il massimo possibile in ogni allenamento, confrontandosi sia coi compagni di squadra sia coi feedback forniti dal remoergometro. Per quanto riguarda le motivazioni risulta che chi si allena meno pratica canottaggio soprattutto per conoscere nuove persone mentre si allena di più lo fa migliorarsi e arrivare ad alti livelli. Questi atleti traggono soddisfazione nella pratica del canottaggio principalmente perché migliorano le proprie capacità e per lo status di atleta e i riconoscimenti che ottengono. Principali risultati riguardanti i soggetti disabili Il livello raggiunto nelle competizioni è mondiale per il 0% del campione e nazionale per il 5,%. Alla domanda che indagava i migliori risultati raggiunti, ben il 5,% non ha risposto, probabilmente perché questi soggetti non hanno mai partecipato a competizioni oppure non ritengono importanti i risultati sportivi ma ritengono importante il miglioramento del proprio stato di salute e della propria autonomia. Il numero di competizioni annuali è correlato con la variabile da quanti anni pratichi canottaggio? e con quella riguardante il livello delle competizioni; questo significa che, in un anno, gli atleti più esperti, che da più anni praticano questo sport, partecipano a più competizioni e di più alto livello rispetto agli atleti che praticano da poco quest attività. E pertanto possibile ritenere che questo accada principalmente perché in Italia vengono a tutt oggi organizzate poche gare di basso livello; ecco il motivo per cui se un atleta non è ancora in grado di sostenere competizioni di livello nazionale e internazionale, necessariamente potrà partecipare solo a poche gare. La maggior parte dei soggetti che praticano adaptive rowing sono classificati nella categoria LTA, significa che sono quei soggetti che riescono a utilizzare nella pratica sportiva le gambe, il tronco e le braccia, in questa categoria sono presenti numerose disabilità, principalmente i non vedenti e i disabili mentali. Più della metà degli atleti (5%) dichiara di praticare altre attività fisico-sportive oltre all adaptive rowing, alcuni soggetti hanno indicato più di una attività, lo sport più praticato risulta essere il nuoto (8,57% delle risposte affermative date), seguito dal ciclismo e dallo sci a pari merito (entrambi 7,85% delle risposte affermative). In media gli atleti che dichiarano di praticare altri sport oltre al canottaggio ne hanno indicati. Oltre alla barca, lo strumento più utilizzato per allenarsi è il remoergometro (9%), seguito dall utilizzo del contacolpi (8%), dalla vasca voga (7%) e il cardiofrequenzimetro (%). Gli atleti hanno dato in media risposte. Nel periodo lontano dalle competizioni la capacità più allenata risulta essere la resistenza aerobica con una media di ore a settimana, mentre l allenamento mentale, con una media di un ora alla settimana, risulta essere l aspetto a cui viene dedicato meno tempo. Via Piranesi, /b 07 MILANO (Mi) Tel. 0 / Fax. 0 / Cell P. I.V.A. :

3 Mentre nel periodo vicino alle competizioni, alla resistenza aerobica viene dedicato in media -7 ore a settimana e risulta essere ancora la capacità cui viene dedicato più tempo. L allenamento mentale risulta essere l aspetto per il quale viene speso meno tempo, in media ore a settimana. Riguardo le figure professionali che seguono gli atleti, la quasi totalità (9,7%) afferma di essere seguita da un allenatore, la maggioranza anche da un medico (0%) e solo il 0% anche da uno psicologo. Gli atleti che hanno alle loro spalle un team (allenatore, medico, psicologo) dedicato alla loro preparazione risultano essere gli atleti che hanno ottenuto i risultati migliori. Questo si verifica probabilmente perché nella maggior parte dei casi chi ha tale team alle spalle è un atleta della squadra nazionale, che conseguentemente svolge un elevato numero di allenamenti settimanali (infatti la variabile del team risulta essere correlata anche col numero di allenamenti settimanali effettuati dagli atleti). A sostegno di tale ipotesi, infatti, è possibile constatare che a livello di club, diversamente dalla squadra nazionale, non sono presenti nell organico della società sportiva dei medici e degli psicologi. La quasi totalità dei soggetti (9,%) dice di voler migliorare le proprie prestazioni, più della metà (5,7%) tuttavia non sa come fare; il 0% invece ha affermato di conoscere le effettive modalità per migliorarsi, e di questi ben il 5% dei soggetti ha dichiarato che migliorerà allenandosi di più. Per quanto riguarda i questionari sulla motivazione, si desume che questi atleti praticano sport per stare in forma, divertirsi e per il piacere che le diverse emozioni suscitano durante la pratica sportiva; invece non sono interessati ad ottenere riconoscimenti, uno status di atleta e in generale non praticano questo sport per farsi notare dalle persone, infatti è stata riscontrata una correlazione negativa tra il volume di allenamenti e la motivazione a ottenere riconoscimenti esterni di ogni tipo. Confronto disabili e normodotati Confrontando i risultati ottenuti dai questionari dei normodotati e dei disabili risulta che i normodotati, in media, si allenano /7 volte a settimana per un totale di 0-5 ore, mentre i disabili solamente /5 volte a settimana per un totale di 5-0 ore a settimana. Osservando la figura relativa alle ore di allenamento lontane dalle competizioni, si evince che non ci sono particolari differenze tra atleti normodotati e disabili, l unica diversità si riscontra nelle ore dedicate alla resistente. Si può attribuire questa disuguaglianza al minore utilizzo dei sovraccarichi da parte degli atleti disabili nei loro allenamenti. Infatti sulla base dei dati raccolti si evidenzia che solo il 0% dei disabili utilizza sovraccarichi contro il,7% dei normodotati. atleti normodotati atleti disabili ORE 5 0 resistenza aerobica massimo consumo di ossigeno soglia allenamento anaerobica mentale massimale allungamento resistente muscolare Via Piranesi, /b 07 MILANO (Mi) Tel. 0 / Fax. 0 / Cell P. I.V.A. :

4 Figura - Confronto allenamento lontano dalle competizioni Nel grafico riferito agli allenamenti vicini alle competizioni, invece, non si mettono in evidenza particolari diversità, risulta tuttavia che gli atleti disabili, rispetto ai normodotati, si allenano per un maggior numero di ore nel periodo vicino alle competizioni. atleti normodotati atleti disabili ORE 0 resistenza aerobica massimo consumo di ossigeno soglia anaerobica allenamento mentale massimale resistente allungamento muscolare Figura - Confronto allenamento vicino alle competizioni Per quanto riguarda le motivazioni, sia per i soggetti disabili che per i normodotati risulta esserci una correlazione significativa tra il volume di allenamenti e le motivazioni intrinseche come la voglia di migliorarsi, in aggiunta per i soggetti disabili risulta esserci una correlazione anche con le motivazioni intrinseche riguardanti il fitness e lo stare in forma. In particolare confrontando i dati ottenuti tramite il Participation motivation questionnaire si può notare una certa corrispondenza tra soggetti normodotati e disabili per quanto riguarda gli items che hanno ottenuto maggior preferenza; per entrambi sono mi piace divertirmi e mi piace essere fisicamente attivo. Per quanto riguarda gli items che hanno ottenuto una minore preferenza nei soggetti normodotati sono stati i miei genitori vogliono che faccia sport (,8) e i miei migliori amici vogliono che faccia sport (,) mentre per i disabili è stato l item voglio che gli altri mi notino (,). Relativamente allo Sport motivation scale gli items che hanno ottenuto un risultato migliore sono stati perché devo fare sport per stare bene con me stesso e perché è un buon modo per imparare molte cose che potrebbero essermi utili in altri ambiti della mia vita ; entrambi gli items indicano delle motivazioni estrinseche alla pratica del canottaggio. Al contrario i soggetti disabili hanno dato maggior preferenza alle motivazioni intrinseche alla pratica dell adaptive rowing indicando per le intense emozioni che io provo praticando uno sport che mi piace e per l entusiasmo che provo quando sono davvero coinvolto nell attività. C è concordanza riguardo all item che ha ottenuto minore preferenza Non mi è più chiaro; non penso veramente che il mio posto sia nello sport. In generale chi pratica canottaggio, a bassi livelli lo fa soprattutto per soddisfare il bisogno di affiliazione, mentre chi pratica ad alti livelli lo fa soprattutto per vincere, migliorarsi. Inoltre sia i normodotati che i disabili praticano canottaggio per soddisfare il proprio bisogno di competenza, in aggiunta i normodotati sono soddisfatti anche quando ottengono riconoscimenti esterni mentre i disabili perché stanno coi propri amici. Ben il,7% dei normodotati ha avuto un infortunio nell ultimo anno contro solamente il,% dei soggetti disabili. 5 Via Piranesi, /b 07 MILANO (Mi) Tel. 0 / Fax. 0 / Cell P. I.V.A. :

5 La figura mostra come gli atleti disabili siano più seguiti da un team di preparazione rispetto agli atleti normodotati, infatti nessuno degli atleti normodotati è seguito da uno psicologo, e quasi nessuno da un medico. T e a m p e r la p r e p a r a z io n e D is a b ili N o rm o d o t a t i 7 0,0 0 % 0,0 0 % 5 0,0 0 % 0,0 0 % 0,0 0 % 0,0 0 % 0,0 0 % 0,0 0 %, 0 % 0,8 0 %,7 0 %,5 0 % 5 0,0 0 %,7 0 % n e s s u n o a lle n a to r e a lle n a to r e e m e d ic o 0,0 0 % a lle n a to r e, m e d ic o e p s ic o lo g o Figura Team per la preparazione Concludendo si può affermare che non sono state riscontrare delle grandi diversità nelle tecniche di allenamento tra normodotati e disabili, almeno per gli atleti di alto livello; mentre, come è stato evidenziato prima, sono state riscontrate delle diversità nell ambito motivazionale. Si auspica inoltre che il canottaggio adaptive possa prendere più spazio nel panorama nazionale, in quanto questi atleti, dimostrando di avere delle buone motivazioni intrinseche alla pratica di questa disciplina, potranno raggiungere buoni risultati sia sotto il profilo agonistico che sotto il profilo salutistico. Colgo l occasione per ringraziare tutti gli atleti e allenatori che hanno collaborato alla compilazione dei questionari, in particolare la canottieri Gavirate, la canottieri Lario, la canottieri Flora, la canottieri Armida, la canottieri Milano, la canottieri Moto Guzzi e il CUS Milano. Via Piranesi, /b 07 MILANO (Mi) Tel. 0 / Fax. 0 / Cell P. I.V.A. :

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