MARCHE Marche da: I NUMERI pensati della Giustizia Minorile - Dicembre 2008

Save this PDF as:
 WORD  PNG  TXT  JPG

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "MARCHE Marche da: I NUMERI pensati della Giustizia Minorile - Dicembre 2008"

Transcript

1 MARCHE Marche

2 1 RAPPORTO SULLA DEVIANZA MINORILE IN ITALIA 216

3 4. SCENARI REGIONALI MARCHE 217

4 1 RAPPORTO SULLA DEVIANZA MINORILE IN ITALIA 218

5 4. SCENARI REGIONALI MARCHE 219

6 1 RAPPORTO SULLA DEVIANZA MINORILE IN ITALIA Centro per la giustizia minorile per l Abruzzo, le Marche e il Molise* Regione MARCHE Caratteristiche dell utenza La provenienza territoriale dei minori, nell ambito della Regione, conferma una prevalenza della distribuzione nella fascia costiera rispetto alle aree interne, tranne che per la zona di Ascoli Piceno, in cui i reati sono sempre molto numerosi e l utenza presenta spesso particolari problematiche relative a disagio personale e atti di bullismo. Nella zona costiera si evidenzia che il maggior numero di minorenni proviene da S. Benedetto del Tronto (AP), dove le forme della recidiva (intesa come commissione di più reati nel tempo) e del disagio familiare appaiono più evidenti, così come nella Provincia di Pesaro, dove anche l uso di sostanze stupefacenti e i reati ad esso connessi risultano più frequenti. Le caratteristiche della devianza minorile marchigiana sono perlopiù riconducibili a forme di disagio temporaneo strettamente connesse al periodo dell adolescenza. E importante sottolineare, tuttavia, che è in netto aumento il numero dei minorenni assuntori di sostanze stupefacenti, così come sembra in crescita il fenomeno del bullismo, che si manifesta prevalentemente nelle scuole superiori. Il livello di scolarità dei minori continua a rappresentare un fattore di rischio o di fragilità di cui tenere conto. La gran parte dell utenza, infatti, presenta un livello di bassa scolarizzazione (dispersione scolastica, abbandono precoce, insuccesso, migrazione scolastica, ecc ) unita ad una grande difficoltà a trovare spazi alternativi di formazione e di realizzazione. Ufficio di Servizio Sociale per i Minorenni Ancona Gli interventi realizzati dal Servizio, come si evince dai dati riportati in tabella, consistono prevalentemente nella presa in carico per accertamento della personalità (n.443), mentre la presa in carico dei minori per l esecuzione di misure penali e/o altri istituti giuridici è numericamente inferiore. Questo elemento dipende dalla permanenza relativamente breve dei minori marchigiani nel circuito penale ed è determinata sostanzialmente dal basso numero di recidive e dall episodicità dei reati. Nel 2007, da un punto di vista strettamente numerico, tuttavia, gli interventi del Servizio risultano in discreto aumento rispetto agli anni precedenti. Per quanto riguarda l implementazione degli interventi attraverso il raccordo con le agenzie territoriali (EELL, Scuole), l USSM ha elaborato diversi progetti che sono stati realizzati negli ambiti territoriali di Ancona, Fermo ed Ascoli Piceno, con modalità e tempi diversi, raggiungendo ottimi risultati. Il * di Sandra Belloni referente locale studi e ricerche per le Marche l Abruzzo e il Molise. 220

7 4. SCENARI REGIONALI MARCHE Servizio, inoltre, è presente e collabora alla realizzazione di tutte le iniziative in favore delle fasce di età degli adolescenti e preadolescenti realizzate nel territorio regionale. Tipologia dell utenza Dall analisi della casistica svolta dall USSM, la devianza minorile nelle Marche risulta trasversale rispetto alle caratteristiche dei nuclei familiari, in quanto il fenomeno attraversa allo stesso modo sia famiglie con entrambi i genitori conviventi, sia famiglie con genitori separati o famiglie ricomposte. La tipologia delle relazioni familiari, sembra connotarsi per: conflitto inespresso; marginalità del minore nella famiglia (tendenza ad isolarsi); genitori molto impegnati nel lavoro e comunque incapaci di relazioni autentiche con il figlio; incapacità del genitore a costituire un riferimento educativo stabile. Per quanto riguarda i minori e il mondo del lavoro, emerge che solo una minoranza di essi sia alla ricerca di occupazione, ma incontri delle difficoltà nel reperirlo, anche a causa della carenza di servizi di orientamento. L USSM, pertanto, si sta attivando per promuovere la collaborazione degli EELL (Regione, Province, Ambiti Territoriali, Comuni capoluogo) rispetto alla realizzazione d interventi progettuali, finalizzati all inserimento lavorativo. Nell area del tempo libero, occorre segnalare che le uniche attività strutturate dei minorenni segnalati al Servizio attengono, quando presenti, all area dello sport, per il resto il tempo libero appare come un tempo vuoto. Pochi sono gli interessi coltivati dai minori, scarso è l interesse per il mondo dell associazionismo o il volontariato. Rispetto alla nazionalità dei minori, emerge un costante aumento degli stranieri rispetto agli italiani, che probabilmente segue anche il trend di composizione sociale generale, in quanto è in crescita il numero degli stranieri nel territorio regionale. Le caratteristiche dell utenza straniera, fatti salvi i minori stranieri non accompagnati per i quali è difficile conoscere le caratteristiche delle famiglie di origine, si può notare un discreto numero di famiglie ben integrate nel territorio e che non differiscono di molto da quelle italiane. I minori stranieri sembrano differenziarsi dai coetanei italiani per: la tipologia di reato in quanto risultano prevalenti i reati patrimoniali (furti) ed i reati contro la persona; una maggiore tendenza alla recidiva; una maggiore precarietà economica (instabilità lavorativa dei genitori); maggiori difficoltà di integrazione (individuale e familiare); precarietà familiare (spesso i genitori si spostano per lavoro). Rispetto ai minori stranieri, inoltre, sono state rilevate patologie psichiatriche determinate anche da fenomeni di disgregazione culturale di seconda generazione, che necessitano di attenta valutazione e politiche appropriate. 221

8 1 RAPPORTO SULLA DEVIANZA MINORILE IN ITALIA Il numero dei minorenni stranieri non accompagnati, sprovvisti di documenti e senza riferimenti significativi appare nettamente inferiore a quello di altre regioni. Si riconferma il dato di una maggioranza di minori di prima generazione, con la differenza che le condizioni lavorative familiari e d integrazione sociale risultano discrete. I minorenni stranieri residenti nel territorio, inoltre, spesso svolgono regolari attività scolastiche e, quasi nella metà dei casi gli stessi sono già seguiti dai servizi del territorio al momento dell ingresso nel circuito penale. Si evince una differenza determinante rispetto alla rete dei servizi degli Enti Locali di altre regioni del distretto, che appare più strutturata e meglio organizzata e, pertanto, la possibilità di attivare sinergie tra area civile ed area penale è possibile anche in assenza di protocolli specifici. In questo senso, la tutela dei diritti dei minori sembra maggiormente garantita. Il ridotto numero di minori non accompagnati, la presenza maggiore di supporti genitoriali ed educativi sul territorio di provenienza, favorisce una buona presa in carico e un più efficace trattamento dei minori stranieri. Tipologia dei reati Per quanto attiene alla tipologia di reati si conferma la scarsa propensione alla recidiva. Si rileva inoltre la presenza di: un aumento di uso di sostanze stupefacenti, soprattutto nella zona di Pesaro e S. Benedetto del Tronto e di reati ad esso connessi; atti di bullismo incrociato a violenze sessuali, violenze sugli animali, disprezzo di persone più fragili e atti di bullismo perpetrati con l utilizzo di nuove tecnologie; latin King reato di gruppo, con forte organizzazione clandestina a carattere verticistico, caratterizzato da gerarchia rigida e leadership identificativa, vera organizzazione a delinquere con tendenza alla diramazione; nuovi reati informatici con dissonanza rispetto alla scarsa scolarizzazione che depone per un uso solitario del mezzo informatico; reati a sfondo sessuale agiti sia dai maschi che dalle femmine (uso del proprio corpo per divulgazioni informatiche) che depone per un sempre maggiore analfabetismo sessuale. I minori non sembrano avere adeguati riferimenti educativi nemmeno in questo ambito. Per quanto riguarda la simbologia dell azione-reato, rimangono alcune aree minoritarie di significato strumentale (come già detto per i minori stranieri), con qualche raro caso di appartenenza a culture familiari devianti; per gli altri minori il significato simbolico comunicativo è preponderante e sottende: richiesta di attenzione familiare e sociale; richiesta di considerazione (esisto); messaggio di solitudine; necessità di individuazione e di identità; 222

9 4. SCENARI REGIONALI MARCHE identificazione con adulti significativi, ma negativi; necessità di sentirsi protetti ; assoggettamento ad adulti forti protettivi che danno regole molto chiare (vedi latin King); bisogno di essere leader seppure negativo; bisogno di essere gregari, di solito nei soggetti più fragili. Centro di Prima Accoglienza Ancona Per quanto riguarda l anno 2007, è da sottolineare un considerevole calo di ingressi rispetto agli scorsi anni, dal momento che se ne sono verificati soltanto 4 (quattro, di cui due maschi italiani, una femmina italiana e una femmina straniera) e l attivazione del servizio per cinque ore per il concorso in omicidio verificatosi nella metropolitana di Roma nel mese di aprile E il primo anno dal 1989 che il C.P.A di Ancona registra un numero così basso di utenza e al momento non si hanno elementi per spiegare il dato; l analisi degli atti pone in evidenza (ma è un dato del tutto relativo) che l arresto e l ingresso in C.P.A. viene realizzato solo in piena flagranza di reato. Per quanto riguarda le misure cautelari, per tutti i minori entrati vi è stata applicazione del collocamento in comunità. Comunità Gli ingressi dei minorenni in comunità nel 2007 sono complessivamente n.29, di cui 5 per lo svolgimento delle messe alla prova e 24 per applicazione dell art. 22 DPR 448/88. Le strutture utilizzate risultano essere prevalentemente a carattere educativo. Si evidenzia, tuttavia, che per 6 minorenni è stata necessaria l individuazione di strutture specialistiche per il recupero della tossicodipendenza. Buona risulta la collaborazione con i Servizi del territorio per lo svolgimento delle messe alla prova in comunità, soprattutto nei casi dei minori già sottoposti a misura di sicurezza, già seguiti dai Ser.T o già in carico all Ente Locale in seguito a provvedimenti di tipo civile. 223

10

ABRUZZO Abruzzo da: I NUMERI pensati della Giustizia Minorile - Dicembre 2008

ABRUZZO Abruzzo da: I NUMERI pensati della Giustizia Minorile - Dicembre 2008 ABRUZZO Abruzzo 1 RAPPORTO SULLA DEVIANZA MINORILE IN ITALIA 226 4. SCENARI REGIONALI ABRUZZO 227 1 RAPPORTO SULLA DEVIANZA MINORILE IN ITALIA 228 4. SCENARI REGIONALI ABRUZZO 229 1 RAPPORTO SULLA DEVIANZA

Dettagli

M G I U S T I Z I A N O R I L E

M G I U S T I Z I A N O R I L E M G I U S T I Z I A N O R I L E Dati statistici sui minori provenienti dalla Bosnia Erzegovina Soggetti in carico agli Uffici di Servizio Sociale per i minorenni Ingressi nei Centri di prima accoglienza

Dettagli

L affido e le iniziative del Garante a tutela dell infanzia e dell adolescenza nelle Marche. Prof. Italo Tanoni www.ombudsman.marche.

L affido e le iniziative del Garante a tutela dell infanzia e dell adolescenza nelle Marche. Prof. Italo Tanoni www.ombudsman.marche. L affido e le iniziative del Garante a tutela dell infanzia e dell adolescenza nelle Marche Prof. Italo Tanoni www.ombudsman.marche.it Il quadro normativo di riferimento Norme regionali L.R. 20/ 2002 disciplina

Dettagli

Adozioni in Toscana, alcuni dati di sintesi

Adozioni in Toscana, alcuni dati di sintesi Adozioni in Toscana, alcuni dati di sintesi A cura del Centro Regionale di Documentazione per l Infanzia e l Adolescenza Istituto degli Innocenti Per quanto le adozioni, coerentemente con quanto avviene

Dettagli

Approcci di rete alla prevenzione: patto tra istituzioni, forze dell'ordine e risorse del sociale. L'esperienza di Torino, Italia

Approcci di rete alla prevenzione: patto tra istituzioni, forze dell'ordine e risorse del sociale. L'esperienza di Torino, Italia Programme PREVENTION AND FIGHT AGAINST CRIME 2007 2013 Community prevention and community prevention Approcci di rete alla prevenzione: patto tra istituzioni, forze dell'ordine e risorse del sociale. L'esperienza

Dettagli

8. IMPLICAZIONI E CONSEGUENZE SOCIALI

8. IMPLICAZIONI E CONSEGUENZE SOCIALI 8. IMPLICAZIONI E CONSEGUENZE SOCIALI 8.1 Reati droga-correlati produzione, traffico e vendita di sostanze illegali e di associazione finalizzata alla produzione e al traffico (art. 73 e art. 74) 8.2 Reati

Dettagli

Ministero della Giustizia. Servizio Statistica. Dipartimento per la Giustizia Minorile e di comunità

Ministero della Giustizia. Servizio Statistica. Dipartimento per la Giustizia Minorile e di comunità Ministero della Giustizia Dipartimento per la Giustizia Minorile e di comunità Servizio Statistica I Servizi della Giustizia Minorile 31 dicembre 2015 Dati statistici Elaborazione del 20 gennaio 2016 su

Dettagli

Le strutture socio-assistenziali e socio-sanitarie nella provincia di Piacenza

Le strutture socio-assistenziali e socio-sanitarie nella provincia di Piacenza Provincia di Piacenza Osservatorio del sistema sociosanitario Le socio-assistenziali e socio-sanitarie nella provincia di Piacenza I dati riassuntivi di seguito esposti sono elaborati dal Settore Sistema

Dettagli

NORD VENETO CENTRO LAZIO SUD CALABRIA

NORD VENETO CENTRO LAZIO SUD CALABRIA Università degli studi di Roma Sapienza Corso di Laurea Triennale Servizio Sociale ClaSS Le ineguaglianze sociali ed economiche all interno di paesi e regioni Martina Caioli Lorenza Castagnacci Désirée

Dettagli

TOSCANA Toscana da: I NUMERI pensati della Giustizia Minorile - Dicembre 2008

TOSCANA Toscana da: I NUMERI pensati della Giustizia Minorile - Dicembre 2008 Toscana TOSCANA 1 RAPPORTO SULLA DEVIANZA MINORILE IN ITALIA 190 4. SCENARI REGIONALI TOSCANA 191 1 RAPPORTO SULLA DEVIANZA MINORILE IN ITALIA 192 4. SCENARI REGIONALI TOSCANA 193 1 RAPPORTO SULLA DEVIANZA

Dettagli

Carta Dei Servizi. Servizio Assistenza Domiciliare Educativa In favore di minori e delle loro famiglie. Emessa il 14 Febbraio 2013 Versione 2.

Carta Dei Servizi. Servizio Assistenza Domiciliare Educativa In favore di minori e delle loro famiglie. Emessa il 14 Febbraio 2013 Versione 2. Carta Dei Servizi Servizio Assistenza Domiciliare Educativa In favore di minori e delle loro famiglie Emessa il 14 Febbraio 2013 Versione 2.0 Pagina 1 Premessa Il presente documento, denominato Carta dei

Dettagli

DATI 114: ANALISI DELLA CASISTICA NEL PERIODO 1 GENNAIO - 31 DICEMBRE 2013

DATI 114: ANALISI DELLA CASISTICA NEL PERIODO 1 GENNAIO - 31 DICEMBRE 2013 DATI 114: ANALISI DELLA CASISTICA NEL PERIODO 1 GENNAIO - 31 DICEMBRE 2013 Le analisi che seguono sono relative al periodo compreso tra il 1 gennaio e il 31 dicembre 2013. 1. CARATTERISTICHE GENERALI DELLE

Dettagli

SARDEGNA Sardegna da: I NUMERI pensati della Giustizia Minorile - Dicembre 2008

SARDEGNA Sardegna da: I NUMERI pensati della Giustizia Minorile - Dicembre 2008 SARDEGNA Sardegna 1 RAPPORTO SULLA DEVIANZA MINORILE IN ITALIA 302 4. SCENARI REGIONALI SARDEGNA 303 1 RAPPORTO SULLA DEVIANZA MINORILE IN ITALIA 304 4. SCENARI REGIONALI SARDEGNA 305 1 RAPPORTO SULLA

Dettagli

SCHEDA TECNICA INT. 17 All. A/10

SCHEDA TECNICA INT. 17 All. A/10 Settore Servizi Socio-Assistenziali U.O. Attuazione e Gestione Piano Infanzia e Adolescenza SCHEDA TECNICA INT. 17 All. A/10 Intervento Premessa Intervento integrativo in ambito penale di Giustizia Riparativa.

Dettagli

I SERVIZI SOCIO-EDUCATIVI IN PROVINCIA DI TRENTO

I SERVIZI SOCIO-EDUCATIVI IN PROVINCIA DI TRENTO I SERVIZI SOCIO-EDUCATIVI IN PROVINCIA DI TRENTO SERVIZI RESIDENZIALI I SERVIZI DI PRONTA ACCOGLIENZA: IL CENTRO PER L INFANZIA IL CENTRO DI PRONTA ACCOGLIENZA Il Centro per l Infanzia accoglie bambini

Dettagli

STORIE TRA PARENTESI

STORIE TRA PARENTESI ---- Ministero della Giustizia Dipartimento Giustizia Minorile Centro per la Giustizia Minorile per la Lombardia Milano ----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

Dettagli

Convegno Gli altri e noi: la sfida dell educazione interculturale Roma, 26-27 febbraio 2007

Convegno Gli altri e noi: la sfida dell educazione interculturale Roma, 26-27 febbraio 2007 Convegno Gli altri e noi: la sfida dell educazione interculturale Roma, 26-27 febbraio 2007 Quadro statistico: alunni con cittadinanza non italiana nelle scuole statali e non statali di Vinicio Ongini

Dettagli

PRESENTAZIONE PROGETTO S.P.E.M.

PRESENTAZIONE PROGETTO S.P.E.M. PRESENTAZIONE PROGETTO S.P.E.M. PROGETTO S.P.E.M. S.P.E.M. Servizio di Progettazione Educativa Minori a rischio di recidiva Un Servizio Minorile nel settore della giustizia penale e civile per una maggiore

Dettagli

I MINORENNI fuori DALLA FAMIGLIA D ORIGINE: I NUMERI Liviana Marelli CNCA

I MINORENNI fuori DALLA FAMIGLIA D ORIGINE: I NUMERI Liviana Marelli CNCA I MINORENNI fuori DALLA FAMIGLIA D ORIGINE: I NUMERI Liviana Marelli CNCA LE FONTI I Quaderni della ricerca sociale 31 Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali direzione generale per l inclusione

Dettagli

Star bene a scuola. L adozione come risorsa Poppi, 31 ottobre 2014

Star bene a scuola. L adozione come risorsa Poppi, 31 ottobre 2014 Star bene a scuola. L adozione come risorsa Poppi, 31 ottobre 2014 Adozioni nazionali e internazionali in Toscana: il quadro complessivo e i percorsi in atto per favorire l'inserimento scolastico dei bambini

Dettagli

Università degli Studi di Trento TEMI ESAMI DI STATO PER L ABILITAZIONE ALLA PROFESSIONE DI ASSISTENTE SOCIALE SPECIALISTA

Università degli Studi di Trento TEMI ESAMI DI STATO PER L ABILITAZIONE ALLA PROFESSIONE DI ASSISTENTE SOCIALE SPECIALISTA Università degli Studi di Trento TEMI ESAMI DI STATO PER L ABILITAZIONE ALLA PROFESSIONE DI ASSISTENTE SOCIALE SPECIALISTA I SESSIONE 2004 Illustri la candidata un progetto di intervento sociale, focalizzandone

Dettagli

Anno 2013 I GIOVANI NELLE STRUTTURE MINORILI DELLA GIUSTIZIA

Anno 2013 I GIOVANI NELLE STRUTTURE MINORILI DELLA GIUSTIZIA 29 dicembre 2014 Anno 2013 I GIOVANI NELLE STRUTTURE MINORILI L Istat e il Dipartimento per la Giustizia Minorile del Ministero della Giustizia pubblicano un quadro aggiornato della condizione dei minori

Dettagli

La dimensione pedagogico educativa: cardine degli interventi efficaci sul Sistema Scuola-Famiglia-Territorio

La dimensione pedagogico educativa: cardine degli interventi efficaci sul Sistema Scuola-Famiglia-Territorio COMUNE DI MASSA Assessorato Turismo, Cultura, Pubblica Istruzione e Gemellaggi La dimensione pedagogico educativa: cardine degli interventi efficaci sul Sistema Scuola-Famiglia-Territorio COMUNE DI MASSA

Dettagli

piccola comunità madre.bambino vanessa

piccola comunità madre.bambino vanessa piccola comunità madre.bambino vanessa Obiettivi > favorire la ricongiunzione di nuclei familiari disgregati dalla tossicodipendenza, da disturbi psichici e da svantaggio sociale in genere, in un contesto

Dettagli

Leonardo da Vinci Tra-Pre-Vi Training for the Prevention and Treatment of Youth Violent Behaviour.

Leonardo da Vinci Tra-Pre-Vi Training for the Prevention and Treatment of Youth Violent Behaviour. Centro di Solidarietà di Reggio Emilia/Italy Leonardo da Vinci Tra-Pre-Vi Training for the Prevention and Treatment of Youth Violent Behaviour. Relazione 1: Il sistema della protezione di minori con problemi

Dettagli

RISPOSTE ALLE IMPLICAZIONI E CONSEGUENZE SOCIALI

RISPOSTE ALLE IMPLICAZIONI E CONSEGUENZE SOCIALI PARTE 9 RISPOSTE ALLE IMPLICAZIONI E CONSEGUENZE SOCIALI 9.1 Reinserimento sociale 9.1.1 Casa 9.1.2 Istruzione e formazione 9.1.3 Occupazione 9.1.4 Assistenza sociale di base 9.2 Modalità di esecuzione

Dettagli

BAMBINI E RAGAZZI IN AFFIDAMENTO ETEFOFAMILIARE E PARENTALE SEGUITI DAI SERVIZI SOCIALI TERRITORIALI DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA - ANNO 2011

BAMBINI E RAGAZZI IN AFFIDAMENTO ETEFOFAMILIARE E PARENTALE SEGUITI DAI SERVIZI SOCIALI TERRITORIALI DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA - ANNO 2011 Osservatorio per l'infanzia e l'adolescenza Regione Emilia-Romagna BAMBINI E RAGAZZI IN AFFIDAMENTO ETEFOFAMILIARE E PARENTALE SEGUITI DAI SERVIZI SOCIALI TERRITORIALI DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA - ANNO

Dettagli

PROTOCOLLO ACCOGLIENZA DEGLI STUDENTI STRANIERI

PROTOCOLLO ACCOGLIENZA DEGLI STUDENTI STRANIERI PROTOCOLLO ACCOGLIENZA DEGLI STUDENTI STRANIERI SOMMARIO 1. Premessa 2. Finalità 3. Valutazione 4. Strumenti e risorse 5. Fasi e modalità di lavoro 6. Commissione Accoglienza- Intercultura 7. Piano organico

Dettagli

ANALISI DEI FENOMENI DEVIANTI

ANALISI DEI FENOMENI DEVIANTI LIBERA UNIVERSITA MARIA SS. ASSUNTA Dipartimento di Giurisprudenza Programmazione e gestione delle politiche e dei servizi sociali ANALISI DEI FENOMENI DEVIANTI Gli autori e le vittime docente Maurizio

Dettagli

INDICE ART. 3 - DESTINATARI DEGLI INTERVENTI SOCIALIZZANTI ART. 4 - CARATTERISTICHE DELL INSERIMENTO LAVORATIVO

INDICE ART. 3 - DESTINATARI DEGLI INTERVENTI SOCIALIZZANTI ART. 4 - CARATTERISTICHE DELL INSERIMENTO LAVORATIVO Allegato alla determinazione direttoriale n. 682/000/DIG/14/0025 del 06.06.2014 INDICE PREMESSA ART. 1 - CAMPO DI INTERVENTO ART. 2 - DESTINATARI DELL INTERVENTO LAVORATIVO ART. 3 - DESTINATARI DEGLI INTERVENTI

Dettagli

PARTE OTTAVA SERVIZIO INTEGRAZIONE LAVORATIVA (SIL) a cura della Dott.ssa Angela Battistella

PARTE OTTAVA SERVIZIO INTEGRAZIONE LAVORATIVA (SIL) a cura della Dott.ssa Angela Battistella PARTE OTTAVA SERVIZIO INTEGRAZIONE LAVORATIVA (SIL) a cura della Dott.ssa Angela Battistella 1. PREMESSA Il SIL è un servizio dell'azienda ULSS 21 di Legnago, in Staff al Dipartimento Distretto che agisce

Dettagli

2. GLI ISTITUTI PENALI PER I MINORENNI. Premessa.

2. GLI ISTITUTI PENALI PER I MINORENNI. Premessa. 2. GLI ISTITUTI PENALI PER I MINORENNI. Premessa. L analisi statistica sviluppata in questa seconda parte del lavoro riguarda sia la presenza di minori sia i movimenti in entrata e in uscita registrati

Dettagli

Presentazione del Mal.Ab. Gruppo specialistico interistituzionale contro il maltrattamento grave e l abuso ai minori.

Presentazione del Mal.Ab. Gruppo specialistico interistituzionale contro il maltrattamento grave e l abuso ai minori. Presentazione del Mal.Ab. Gruppo specialistico interistituzionale contro il maltrattamento grave e l abuso ai minori. Trieste, 1 dicembre 212 Il Mal.Ab. di Trieste Gruppo interistituzionale attivo dal

Dettagli

ACCORDI OPERATIVI MINISTERO DELLA GIUSTIZIA DIPARTIMENTO GIUSTIZIA MINORILE. Dipartimento Dipendenze Patologiche Ser.T. Carceri S.s.

ACCORDI OPERATIVI MINISTERO DELLA GIUSTIZIA DIPARTIMENTO GIUSTIZIA MINORILE. Dipartimento Dipendenze Patologiche Ser.T. Carceri S.s. MINISTERO DELLA GIUSTIZIA DIPARTIMENTO GIUSTIZIA MINORILE ISTITUTO PENALE PER MINORENNI Cesare Beccaria Dipartimento Dipendenze Patologiche Ser.T. Carceri S.s. Minori ACCORDI OPERATIVI IN MERITO AGLI INTERVENTI

Dettagli

Azienda Speciale Servizi alla Persona

Azienda Speciale Servizi alla Persona Azienda Speciale Servizi alla Persona AREA PSICOLOGI SERVIZIO PSICOLOGICO TUTELA MINORI e AFFIDI FAMILIARI DISTRETTUALE SERVIZIO PSICOLOGICO TUTELA MINORI Il servizio ha l obiettivo di garantire in sinergia

Dettagli

Relazione sull attività svolta nell a.s. 2010-2011 dal Punto di Ascolto

Relazione sull attività svolta nell a.s. 2010-2011 dal Punto di Ascolto Padova, 01 settembre 2011 Relazione sull attività svolta nell a.s. 2010-2011 dal Punto di Ascolto Il Punto di Ascolto attivo ormai da quattro anni presso l Ufficio Scolastico Territoriale di Padova, coordinato

Dettagli

SERVIZIO di PRONTO INTERVENTO SOCIALE

SERVIZIO di PRONTO INTERVENTO SOCIALE Ambito Territoriale Sociale di Galatina PROVINCIA DI LECCE Tel. 0836/633542-453-454 telefax 0836/633460 Internet: www.comune.galatina.le.it e-mail servizisociali@comune.galatina.le.it SERVIZIO di PRONTO

Dettagli

C I T T A D I E R I C E PROVINCIA DI TRAPANI

C I T T A D I E R I C E PROVINCIA DI TRAPANI C I T T A D I E R I C E PROVINCIA DI TRAPANI SETTORE VIII SERVIZI SOCIALI, POLITICHE GIOVANILI E SPORT PROGETTO DOPOSCUOLA PINOCCHIO 1 PREMESSA Nell'ambito del programma degli interventi e servizi socio-assistenziali,

Dettagli

Il contesto socio-economico e la Partecipazione in Provincia di Rieti

Il contesto socio-economico e la Partecipazione in Provincia di Rieti Il contesto socio-economico e la Partecipazione in Provincia di Rieti di Daniela Bucci e Roberto Fantozzi Villa Potenziani Rieti 15 Novembre 2006 Struttura della Presentazione La domanda e l offerta di

Dettagli

PIANO SOCIALE DI ZONA 2014 DISTRETTO RI/4

PIANO SOCIALE DI ZONA 2014 DISTRETTO RI/4 PIANO SOCIALE DI ZONA 2014 DISTRETTO RI/4 PARTE SECONDA SOTTOMISURA 4.2 Sostegno agli oneri relativi ai minori inseriti in strutture di tipo familiare SOTTOMISURA 4.2 1. TITOLO DELL INTERVENTO SOSTEGNO

Dettagli

SPAGNA: EDUCARE PER CRESCERE INSIEME (Codice progetto: NAZNZ0076207106861ENAZ)

SPAGNA: EDUCARE PER CRESCERE INSIEME (Codice progetto: NAZNZ0076207106861ENAZ) Servizio Civile Salesiano SPAGNA: EDUCARE PER CRESCERE INSIEME (Codice progetto: NAZNZ0076207106861ENAZ) SI RICORDA CHE: - LA DOMANDA DI SERVIZIO CIVILE VA INVIATA A : FEDERAZIONE SCS/CNOS VIA MARSALA,

Dettagli

Sala Operativa Sociale

Sala Operativa Sociale Dipartimento Promozione dei Servizi Sociali e della Salute 800440022 Sala Operativa Sociale Dott.ssa Angelina Di Prinzio Roma, 09 Novembre 2010 EVOLUZIONE DELLA DOMANDA SOCIALE Dai dati quantitativi e

Dettagli

I DATI DELLA CHAT DI TELEFONO AZZURRO 7 DICEMBRE 2010 3O GIUGNO 2014

I DATI DELLA CHAT DI TELEFONO AZZURRO 7 DICEMBRE 2010 3O GIUGNO 2014 I DATI DELLA CHAT DI TELEFONO AZZURRO 7 DICEMBRE 2010 3O GIUGNO 2014 L implementazione della chat in Telefono Azzurro è partita il 7 dicembre 2010, allineando l Italia ai diversi servizi di consulenza

Dettagli

L Immigrato. Aspetti demografici. Fonti informative:

L Immigrato. Aspetti demografici. Fonti informative: L Immigrato La complessità dei problemi sociali degli immigrati, le caratteristiche, organizzative dei servizi sanitari e la mancanza di strumenti di rilevazione sistematici ad hoc hanno reso difficoltoso

Dettagli

Servizi sociali di Ambito tutela minori

Servizi sociali di Ambito tutela minori Settore 4 servizi alla persona Ambito di Seriate Piano sociale di Zona Servizi sociali di Ambito report_tm_2012.doc Premessa Report sull attività del servizio tutela minori e affidi dell Ambito territoriale

Dettagli

ALLEGATO A. Scheda di Progetto Mod. PRO rev. 0 del 04.10.06 Parte prima CENTRO FAMIGLIA STELLA POLARE. Municipio Roma XIII

ALLEGATO A. Scheda di Progetto Mod. PRO rev. 0 del 04.10.06 Parte prima CENTRO FAMIGLIA STELLA POLARE. Municipio Roma XIII ALLEGATO A Denominazione Servizio Scheda di Progetto Mod. PRO rev. 0 del 04.10.06 Parte prima CENTRO FAMIGLIA STELLA POLARE Municipio Roma XIII sostegno alle responsabilità genitoriali e di tutela del

Dettagli

I Servizi della Provincia di Rimini. a favore delle donne in difficoltà. e per il contrasto. della violenza di genere

I Servizi della Provincia di Rimini. a favore delle donne in difficoltà. e per il contrasto. della violenza di genere I Servizi della Provincia di Rimini a favore delle donne in difficoltà e per il contrasto della violenza di genere Servizio Per Lei accompagnamento ed inclusione sociale per donne in difficoltà Come noto,

Dettagli

Carcere & Scuola: ne vale la Pena

Carcere & Scuola: ne vale la Pena PROGETTO DI EDUCAZIONE ALLA LEGALITA E CIVILTA Carcere & Scuola: ne vale la Pena Scuola di Alta Formazione in Scienze Criminologiche, Istituto FDE, Mantova Associazione LIBRA Rete per lo Studio e lo Sviluppo

Dettagli

Diamo voce al silenzio Progetto per la prevenzione ed il contrasto al maltrattamento e abuso in danno dei minori PROPOSTA PROGETTUALE

Diamo voce al silenzio Progetto per la prevenzione ed il contrasto al maltrattamento e abuso in danno dei minori PROPOSTA PROGETTUALE N.O.T. Nucleo Operativo Territoriale Via Adriano Aurofino 84127 Salerno Contro Abuso e Maltrattamento sui minori tel. 089 724572 fax 089 6306637 Via Vernieri, 16-84125 Salerno www.onmic.it Tel 089 694426/

Dettagli

Contesto, dati, caratteristiche e tendenze del fenomeno adottivo in Toscana

Contesto, dati, caratteristiche e tendenze del fenomeno adottivo in Toscana L impegno per le famiglie adottive in Toscana. Lavorare insieme per favorire l inserimento e l accoglienza a scuola Firenze 23 gennaio 2014 Contesto, dati, caratteristiche e tendenze del fenomeno adottivo

Dettagli

Riflessioni sulla sospensione del processo e la messa alla prova dei minori (Art. 28 D.P.R. 448/88) - a cura di Salvo Vitale

Riflessioni sulla sospensione del processo e la messa alla prova dei minori (Art. 28 D.P.R. 448/88) - a cura di Salvo Vitale Riflessioni sulla sospensione del processo e la messa alla prova dei minori (Art. 28 D.P.R. 448/88) - a cura di Salvo Vitale L istituto della messa alla prova rappresenta un importante strumento legislativo

Dettagli

AZIONI DEL SUCCESSO FORMATIVO

AZIONI DEL SUCCESSO FORMATIVO AZIONI DEL SUCCESSO FORMATIVO Premessa La scuola,oggi, trova la sua ragione di essere nell assicurare ad ogni alunno il successo formativo, inteso come piena formazione della persona umana nel rispetto

Dettagli

Lo stato di salute della scuola torinese

Lo stato di salute della scuola torinese Lo stato di salute della scuola torinese Gli indicatori di salute riferiti al mondo scolastico sono numerosi ma non sempre di facile lettura e reperibilità. Un analisi dettagliata e puntuale della situazione

Dettagli

IL CENTRO ANTIVIOLENZA LIBERAMENTE. Dott.ssa Mariagrazia Rossi

IL CENTRO ANTIVIOLENZA LIBERAMENTE. Dott.ssa Mariagrazia Rossi IL CENTRO ANTIVIOLENZA LIBERAMENTE Dott.ssa Mariagrazia Rossi CENTRO ANTIVIOLENZA LIBERAMENTE COOPERATIVA SOCIALE ONLUS ATTIVO SUL TERRITORIO DELLA PROVINCIA DI PAVIA DAL 1989 REFERENTE PER IL NUMERO VERDE

Dettagli

REPORT ATTIVITA DEL SERVIZIO PUNTO INFORMATIVO ANNO 2013

REPORT ATTIVITA DEL SERVIZIO PUNTO INFORMATIVO ANNO 2013 REPORT ATTIVITA DEL SERVIZIO PUNTO INFORMATIVO ANNO 213 Premessa Il Punto informativo svolge attività di accoglienza, informazione e orientamento rivolta a cittadini e servizi. E aperto al pubblico tutte

Dettagli

Il monitoraggio della rete web per i reati a sfondo sessuale e pedo-pornografico

Il monitoraggio della rete web per i reati a sfondo sessuale e pedo-pornografico Il monitoraggio della rete web per i reati a sfondo sessuale e pedo-pornografico Uno degli strumenti innovativi introdotti dalla legge n. 269/98 riguarda l attività di investigazione rivolta alla prevenzione

Dettagli

CONVENZIONE PER L ATTUAZIONE DI INTERVENTI IN FAVORE DI DONNE VITTIME DI VIOLENZA - ANNO 2015

CONVENZIONE PER L ATTUAZIONE DI INTERVENTI IN FAVORE DI DONNE VITTIME DI VIOLENZA - ANNO 2015 CONVENZIONE PER L ATTUAZIONE DI INTERVENTI IN FAVORE DI DONNE VITTIME DI VIOLENZA - ANNO 2015 L anno duemila (201 ), il giorno del mese di in Siziano (Pv) presso la sede municipale in piazza G. Negri n.

Dettagli

Comune di Jesi. Protocollo d intesa

Comune di Jesi. Protocollo d intesa Comune di Jesi Protocollo d intesa TRA LA PREFETTURA DI ANCONA, IL COMUNE DI JESI, LE FORZE DELL ORDINE, L UFFICIO SCOLASTICO PROVINCIALE, IL C.I.O.F., L ASUR ZONA TERRITORIALE 5, L AMBITO TERRITORIALE

Dettagli

Progetto Vivere in Comunità anno 2016

Progetto Vivere in Comunità anno 2016 DIPARTIMENTO GIUSTIZIA MINORILE E DI COMUNITÀ ISTITUTO PENALE PER I MINORENNI L E C C E Progetto Vivere in Comunità anno 2016 PER I MINORI OSPITI DELLA COMUNITA PUBBLICA PER MINORI Via Monteroni, 157/A

Dettagli

Finalità Obiettivi Utenza Organizzazione Coordinamento

Finalità Obiettivi Utenza Organizzazione Coordinamento PROTOCOLLO D INTESA TRA L ASL DI BRESCIA E L AZIENDA SPECIALE CONSORTILE OVEST SOLIDALE PER LA GESTIONE DEL SERVIZIO TUTELA MINORI INTERESSATI DA PROVVEDIMENTI DELLA MAGISTRATURA ANNO 2011 Premessa La

Dettagli

Microcredito FWA. Report 15 Aprile 2013. Università Cattolica del Sacro Cuore Altis, V. Bramanti e F. Spina Pagina 1

Microcredito FWA. Report 15 Aprile 2013. Università Cattolica del Sacro Cuore Altis, V. Bramanti e F. Spina Pagina 1 Microcredito FWA Report 15 Aprile 2013 Università Cattolica del Sacro Cuore Altis, V. Bramanti e F. Spina Pagina 1 Sommario 1.Microcredito in cifre al 15/04/2013... 3 2.Stato attuale delle richieste...

Dettagli

PROGETTO SOSTEGNO ALLE FAMIGLIE INTERVENTI PER LA PRESA IN CARICO E IL TRATTAMENTO DI MINORI VITTIME DI ABUSO NELL AREA VASTA FIRENZE

PROGETTO SOSTEGNO ALLE FAMIGLIE INTERVENTI PER LA PRESA IN CARICO E IL TRATTAMENTO DI MINORI VITTIME DI ABUSO NELL AREA VASTA FIRENZE Allegato B PROGETTO SOSTEGNO ALLE FAMIGLIE INTERVENTI PER LA PRESA IN CARICO E IL TRATTAMENTO DI MINORI VITTIME DI ABUSO NELL AREA VASTA FIRENZE PREMESSA Negli ultimi anni l attenzione al disagio in generale,

Dettagli

erogati per conto dell Agenzia Capitolina sulle Tossicodipendenze nel corso dell anno 2010. È stata

erogati per conto dell Agenzia Capitolina sulle Tossicodipendenze nel corso dell anno 2010. È stata L obiettivo della presente analisi è quello di offrire un panorama sullo stato dell arte dei servizi erogati per conto dell Agenzia Capitolina sulle Tossicodipendenze nel corso dell anno 2010. È stata

Dettagli

P.A.N. Prevenzione Alimentazione Nutrizione La Salute vien mangiando dalla nascita. Associazione Culturale "Giuseppe Dossetti: i Valori"

P.A.N. Prevenzione Alimentazione Nutrizione La Salute vien mangiando dalla nascita. Associazione Culturale Giuseppe Dossetti: i Valori P.A.N. Prevenzione Alimentazione Nutrizione La Salute vien mangiando dalla nascita 1 Roma, 25 ottobre 2006 CAMERA DEI DEPUTATI Palazzo Marini, Sala delle Conferenze Via del Pozzetto, 158 Roma 2 Centro

Dettagli

Presentazione dei Progetti e dei Corsi di formazione realizzati per la Scuola Secondaria

Presentazione dei Progetti e dei Corsi di formazione realizzati per la Scuola Secondaria Presentazione dei Progetti e dei Corsi di formazione realizzati per la Scuola Secondaria RESPONSABILI DEI PROGETTI E DEI CORSI DI FORMAZIONE: dott.ssa Mena Caso (Psicologa, Psicoterapeuta) cell. 32081422223

Dettagli

REGOLAMENTO SERVIZIO EDUCATIVA TERRITORIALE

REGOLAMENTO SERVIZIO EDUCATIVA TERRITORIALE REGOLAMENTO SERVIZIO EDUCATIVA TERRITORIALE Allegato alla determinazione direttoriale n. 681/000/DIG/14/0024 del 06.06.2014 ART. 1 PRINCIPI GENERALI Il servizio Educativa Territoriale si inserisce come

Dettagli

Il progetto di vita: qualità oltre la scuola

Il progetto di vita: qualità oltre la scuola Il progetto di vita: qualità oltre la scuola Maria Grosso Associazione Italiana Persone Down 30 anni di cambiamenti nell integrazione! Dalla istituzionalizzazione/separazione all inclusione ( all inclusione

Dettagli

Regolamento. Questo Servizio adotta il seguente regolamento:

Regolamento. Questo Servizio adotta il seguente regolamento: Regolamento L affidamento familiare aiuta i bambini ed i ragazzi a diventare grandi, nutrendo il loro bisogno di affetto e di relazione con figure adulte che si prendano cura di loro, al fine di diventare

Dettagli

PROGRAMMA PROVINCIALE IN ATTUAZIONE DELL ART. 25 DELLA L.R

PROGRAMMA PROVINCIALE IN ATTUAZIONE DELL ART. 25 DELLA L.R Allegato A alla Deliberazione di G.P. n 271 del 11-11-2008 PROGRAMMA PROVINCIALE IN ATTUAZIONE DELL ART. 25 DELLA L.R. 12/03 INTERVENTI PER IL RAFFORZAMENTO DELL AUTONOMIA DELLE SCUOLE E PER L ARRICCHIMENTO

Dettagli

ISTITUTO COMPRENSIVO N 3

ISTITUTO COMPRENSIVO N 3 ISTITUTO COMPRENSIVO N 3 Giovanni XXIII 73043 COPERTINO - Via Mogadiscio, 45 - Tel. 0832.947164 Fax 0832.934582 e-mail: leic865009@istruzione.it Allegato al Regolamento d Istituto PROTOCOLLO per l ACCOGLIENZA

Dettagli

A cura di Maria Alessandra

A cura di Maria Alessandra PROGETTO GENITORI: - CORSO DI FORMAZIONE ED. AFFETTIVO-RELAZIONALE - CINEFORUM A cura di Maria Alessandra PREMESSA L'ipotesi di questo progetto nasce da una visione più ampia e integrativa dell'educazione

Dettagli

Scheda per la progettazione di dettaglio degli Interventi e dei Servizi

Scheda per la progettazione di dettaglio degli Interventi e dei Servizi Scheda per la progettazione di dettaglio degli Interventi e dei Servizi PIANO DI ZONA I triennio Annualità: I ann. II ann. X III ann. Progetto di durata biennale AMBITO _COMUNE DI BARI PROV Ba AUSL BA/4

Dettagli

PROGRAMMA OPERATIVO NELL'AMBITO DELL'OBIETTIVO "INVESTIMENTI IN FAVORE DELLA CRESCITA E DELL'OCCUPAZIONE"

PROGRAMMA OPERATIVO NELL'AMBITO DELL'OBIETTIVO INVESTIMENTI IN FAVORE DELLA CRESCITA E DELL'OCCUPAZIONE Questo documento offre una sintesi del PON Inclusione 2014-2020 con particolare riferimento agli interventi previsti a favore degli immigrati. PROGRAMMA OPERATIVO NELL'AMBITO DELL'OBIETTIVO "INVESTIMENTI

Dettagli

SPORTELLI D ASCOLTO PSICOLOGICO

SPORTELLI D ASCOLTO PSICOLOGICO SPORTELLI D ASCOLTO PSICOLOGICO Il Centro di Psicoterapia e Psicologia Clinica è un Associazione Professionale di psicoterapeuti di formazione psicoanalitica e di psicologi clinici che opera nell ambito

Dettagli

OSSERVATORIO MINORI REGIONE LOMBARDIA. Doc. 2/4 Report sulla condizione dei minori entro la realtà dei genitori separati (*)

OSSERVATORIO MINORI REGIONE LOMBARDIA. Doc. 2/4 Report sulla condizione dei minori entro la realtà dei genitori separati (*) CeSDES s.a.s Meina 28046 -Via Sempione 187 Milano 20126 Via P.Caldirola 6 sc.q OSSERVATORIO MINORI REGIONE LOMBARDIA Doc. 2/4 Report sulla condizione dei minori entro la realtà dei genitori separati (*)

Dettagli

I DATI DEL 114 EMERGENZA INFANZIA ANNI 2003-2012

I DATI DEL 114 EMERGENZA INFANZIA ANNI 2003-2012 I DATI DEL 114 EMERGENZA INFANZIA ANNI 2003-2012 Il servizio 114 Emergenza infanzia svolge la sua attività di aiuto in emergenza a bambini e adolescenti dal 2003. La fase sperimentale, inizialmente realizzata

Dettagli

Come possiamo descrivere la Toscana dei bambine dei ragazzi?

Come possiamo descrivere la Toscana dei bambine dei ragazzi? ABSTRACT - LA RAPPRESENTAZIONE DELLE GIOVANI GENERAZIONI IN TOSCANA: DATI ED INDICATORI Anna Maria Bertazzoni Direttore Generale, Istituto degli Innocenti Il Centro Regionale di documentazione per l infanzia

Dettagli

PROTOCOLLO D INTESA OSSERVATORIO INTEGRATO D AREA IN MATERIA DI PREVENZIONE E RECUPERO DEL DISAGIO MINORILE

PROTOCOLLO D INTESA OSSERVATORIO INTEGRATO D AREA IN MATERIA DI PREVENZIONE E RECUPERO DEL DISAGIO MINORILE PROTOCOLLO D INTESA OSSERVATORIO INTEGRATO D AREA IN MATERIA DI PREVENZIONE E RECUPERO DEL DISAGIO MINORILE E DELLA DISPERSIONE SCOLASTICA ISTITUZIONI SCOLASTICHE DEL TERRITORIO DI SCORDIA AZIENDA UNITÀ

Dettagli

SCHEDA PROGETTO PER L IMPIEGO DI GIOVANI IN SERVIZIO CIVILE REGIONALE IN TOSCANA

SCHEDA PROGETTO PER L IMPIEGO DI GIOVANI IN SERVIZIO CIVILE REGIONALE IN TOSCANA SCHEDA PROGETTO PER L IMPIEGO DI GIOVANI IN SERVIZIO CIVILE REGIONALE IN TOSCANA ENTE 1) Ente proponente il progetto: Comune di Firenze CARATTERISTICHE PROGETTO 2) Titolo del progetto: EOS Interventi di

Dettagli

Area Infanzia, Adolescenti, Giovani, Famiglia. Assistenza domiciliare socio-educativa per minori LIVEAS

Area Infanzia, Adolescenti, Giovani, Famiglia. Assistenza domiciliare socio-educativa per minori LIVEAS Area Infanzia, Adolescenti, Giovani, Famiglia Num. Scheda 1 TITOLO AZIONE o o Assistenza domiciliare socio-educativa per minori LIVEAS OBIETTIVI Scopo dell intervento è promuovere un processo di cambiamento

Dettagli

(Provincia di Perugia) Zona Sociale n. 4 REGOLAMENTO AFFIDO ETERO-FAMILIARE E SOSTEGNO FAMILIARE

(Provincia di Perugia) Zona Sociale n. 4 REGOLAMENTO AFFIDO ETERO-FAMILIARE E SOSTEGNO FAMILIARE (Provincia di Perugia) Zona Sociale n. 4 REGOLAMENTO AFFIDO ETERO-FAMILIARE E SOSTEGNO FAMILIARE Approvato con Deliberazione di Consiglio Comunale n.35 del 28/09/2011 Art. 1 Oggetto L affido familiare

Dettagli

Punto di vista un progetto di sistema

Punto di vista un progetto di sistema Progetti scuola /extrascuola Punto di vista un progetto di sistema L.Grotti - Promeco Forlì 17 Febbraio 2011 Promeco È un servizio pubblico istituito attraverso una convenzione tra più enti. (Comune, A.USL,

Dettagli

Alcuni dati sui servizi educativi a favore dei minori stranieri

Alcuni dati sui servizi educativi a favore dei minori stranieri Città di Torino Divisione Servizi Educativi Settore Integrazione educativa Alcuni dati sui servizi educativi a favore dei minori stranieri a cura di Carla Bonino Gli interventi che la Divisione Servizi

Dettagli

Tutelare l infanzia negata e garantire il diritto del minore alla famiglia

Tutelare l infanzia negata e garantire il diritto del minore alla famiglia Piano d azione: Garantire e tutelare il diritto all infanzia Area SERVIZI ALLA PERSONA Bando senza scadenza: Tutelare l infanzia negata e garantire il diritto del minore alla famiglia Procedura per la

Dettagli

Protocollo d intesa tra Autorità garante per l'infanzia e l adolescenza e Consiglio nazionale dell Ordine degli Assistenti sociali (CNOAS)

Protocollo d intesa tra Autorità garante per l'infanzia e l adolescenza e Consiglio nazionale dell Ordine degli Assistenti sociali (CNOAS) Protocollo d intesa tra Autorità garante per l'infanzia e l adolescenza e Consiglio nazionale dell Ordine degli Assistenti sociali (CNOAS) L'AUTORITÀ GARANTE PER L'INFANZIA E L ADOLESCENZA E IL CONSIGLIO

Dettagli

Prevenzione della recidiva e messa alla prova: le opinioni e l esperienza degli operatori dell Ufficio di Servizio Sociale per Minorenni di Bologna.

Prevenzione della recidiva e messa alla prova: le opinioni e l esperienza degli operatori dell Ufficio di Servizio Sociale per Minorenni di Bologna. Prevenzione della recidiva e messa alla prova: le opinioni e l esperienza degli operatori dell Ufficio di Servizio Sociale per Minorenni di Bologna. Di Gabriele Prati * e Sara Nascetti ** Riassunto: esistono

Dettagli

5. IL PC E INTERNET NELLE DIVERSE TIPOLOGIE FAMILIARI

5. IL PC E INTERNET NELLE DIVERSE TIPOLOGIE FAMILIARI 5. IL PC E INTERNET NELLE DIVERSE TIPOLOGIE FAMILIARI 5.1 Considerazioni generali Il livello di informatizzazione delle famiglie toscane è stato esaminato, oltre che sulla base del territorio, anche tenendo

Dettagli

Numero Verde per l ascolto ascolto, la consulenza e la prevenzione del bullismo: primi risultati

Numero Verde per l ascolto ascolto, la consulenza e la prevenzione del bullismo: primi risultati Numero Verde per l ascolto ascolto, la consulenza e la prevenzione del bullismo: primi risultati Laura Volpini 28 Marzo 2007 Università di Roma La Sapienza Il perché del numero verde: Richiesta da parte

Dettagli

2.3 I SERVIZI SOCIALI

2.3 I SERVIZI SOCIALI 2.3.2 Il Servizio Sociale Apertura: Indirizzo: Recapiti: tel. Il Servizio alla Persona, ha preso avvio il: I servizi socio-assistenziali sono rivolti a tutti i cittadini residenti nel Comune di Pomezia.

Dettagli

IL LAVORO SOCIALE NEL SETTORE DELL INFANZIA E DELLA FAMIGLIA: VERSO NUOVI SAPERI

IL LAVORO SOCIALE NEL SETTORE DELL INFANZIA E DELLA FAMIGLIA: VERSO NUOVI SAPERI IL LAVORO SOCIALE NEL SETTORE DELL INFANZIA E DELLA FAMIGLIA: VERSO NUOVI SAPERI FAMIGLIE : QUALI INTERVENTI VERSO UN MODELLO OPERATIVO INTEGRATO Architettura della scheda. Nelle famiglie multiproblematiche

Dettagli

CAPITOLO III.3. REINSERIMENTO SOCIALE E MISURE ALTERNATIVE

CAPITOLO III.3. REINSERIMENTO SOCIALE E MISURE ALTERNATIVE CAPITOLO III.3. REINSERIMENTO SOCIALE E MISURE ALTERNATIVE III.3.1. Progetti di reinserimento sociale III.3.1.1 Strategie e programmazione di interventi di reinserimento sociale III.3.2. Misure alternative

Dettagli

Report finale sportello Ricomincio da qui

Report finale sportello Ricomincio da qui Report finale sportello Ricomincio da qui Contesto generale del progetto Ricomincio da qui Lo sportello Ricomincio da qui offre supporto e sostegno a tutti coloro che sono residenti a Spinea e cercano

Dettagli

LEGGE REGIONALE N. 20 DEL 06-11-2002 REGIONE MARCHE

LEGGE REGIONALE N. 20 DEL 06-11-2002 REGIONE MARCHE LEGGE REGIONALE N. 20 DEL 06-11-2002 REGIONE MARCHE DISCIPLINA IN MATERIA DI AUTORIZZAZIONE E ACCREDITAMENTO DELLE STRUTTURE E DEI SERVIZI SOCIALI A CICLO RESIDENZIALE E SEMIRESIDENZIALE Fonte: BOLLETTINO

Dettagli

IL CAPOLUOGO AL MICROSCOPIO

IL CAPOLUOGO AL MICROSCOPIO IL CAPOLUOGO AL MICROSCOPIO Il Servizio Statistica della Provincia di Mantova coltiva il progetto di costituire una banca dati provinciale di provenienza anagrafica che non vuole divenire una duplicazione

Dettagli

COMUNE DI REGGELLO (Provincia di Firenze)

COMUNE DI REGGELLO (Provincia di Firenze) GARA D APPALTO PER L AFFIDAMENTO DELLA GESTIONE DEI SERVIZI SCOLASTICI DI PRE SCUOLA E POST SCUOLA 4.09.20-30.06.204 CIG. 3570808D3 ALLEGATO DESCRIZIONE SERVIZI PRE E POST SCUOLA E SITUAZIONE A.S. 20/202

Dettagli

Primi passi verso il servizio civile europeo. Al via progetto italo-francese Saranno 100 i giovani italiani e francesi coinvolti a partire dal 2016. L'accordo è stato raggiunto ieri a Parigi tra ministri

Dettagli

4.1.3 Prevenzione a livello della comunità locale. 4.2.1 Interventi di prevenzione mirata a livello della scuola

4.1.3 Prevenzione a livello della comunità locale. 4.2.1 Interventi di prevenzione mirata a livello della scuola 4. PREVENZIONE 4.1 Prevenzione universale 4.1.1 Prevenzione a livello della scuola 4.1.2 Prevenzione a livello della famiglia 4.1.3 Prevenzione a livello della comunità locale 4.2 Prevenzione selettiva

Dettagli

Le competenze degli adulti nell ambito delle iniziative PON 2007/2013: modelli di rilevazione e strumenti diagnostici

Le competenze degli adulti nell ambito delle iniziative PON 2007/2013: modelli di rilevazione e strumenti diagnostici Le competenze degli adulti nell ambito delle iniziative PON 2007/2013: modelli di rilevazione e strumenti diagnostici Bagheria 16 settembre 2008 Monitoraggio Nazionale EdA a.s. 2006/07 GestioneProgetti

Dettagli

L età dei vincitori La presenza femminile. L età dei vincitori La presenza femminile. Confronto tra il concorso ordinario ed il concorso riservato

L età dei vincitori La presenza femminile. L età dei vincitori La presenza femminile. Confronto tra il concorso ordinario ed il concorso riservato Premessa Corso-concorso ordinario L età dei vincitori La presenza femminile Corso-concorso riservato L età dei vincitori La presenza femminile Confronto tra il concorso ordinario ed il concorso riservato

Dettagli

LA COMUNITA CINESE IN ITALIA. A cura di Federica Aurizi

LA COMUNITA CINESE IN ITALIA. A cura di Federica Aurizi LA COMUNITA CINESE IN ITALIA A cura di Federica Aurizi Acquisizione ed elaborazione dei dati riassunti nelle schede sono ricavati dalle seguenti fonti: Barbagli (a cura di), 1 Rapporto sugli immigrati

Dettagli