Dossier. di Claudia Farallo

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "Dossier. di Claudia Farallo"

Transcript

1 LEADER: CHI L HA VISTO? l tema della leadership è cruciale per il volontariato che, se vuole decidere dove andare, deve decidere che leadership darsi. I leader non sempre coincidono con coloro la cui carica ai vertici dell organizzazione è formalizzata: ci possono essere presidenti assai poco leader. Leader è una parola inglese che significa colui che conduce (e chi lo riconosce come tale è il follower, colui che segue ): sa motivare, e sa trascinare verso l obiettivo. Naturalmente ci sono tanti modi di essere leader. C è quello carismatico, che vede una persona dotata di capacità, ma soprattutto di fascino porsi in modo naturale alla testa del gruppo. E c è quello democratico, che si basa piuttosto sulla capacità di raccogliere consensi attorno a programmi ed obiettivi. E ci sono, ovviamente, tanti modelli intermedi quanti sono i leader. Oggi in politica prevale decisamente il modello carismatico, basato sull immagine, la verve, la simpatia. Bisogna ammettere che il modello carismatico in qualche situazione funziona, ma a lungo termine mostra dei limiti: non stimola partecipazione, non responsabilizza, non fa crescere gli altri membri del gruppo, non permette quell alternanza nei ruoli di potere che porta innovazione. Il modello democratico, invece, permette tutto questo. A meno che non si burocratizzi e non si cristallizzi in una piramide di poteri che si sostengono l un l altro, o che viceversa non anneghi nelle sabbie mobili dell assemblearismo. Il volontariato moderno è stato fondato, negli anni settanta-ottanta, da leader carismatici. Uno per uno, però sono usciti o stanno uscendo di scena. C è qualcuno in grado di sostituirli? I dati sul volontariato ci dicono che le organizzazioni sono sempre più numerose, ma sempre più piccole. Significa forse che ogni persona un 51

2 po intraprendente costruisce attorno a sé un sodalizio che lo gratifica riconoscendolo come capo? Ma questi capi diventeranno leader? E i loro gruppi sopravvivranno alla loro uscita di scena? O forse il problema è che le organizzazioni sono ormai così irrigidite nelle dinamiche interne, da non essere più capaci di accogliere nuovi membri, per cui la voglia di partecipazione si esprime per forza di cose in nuove organizzazioni? Resta il problema che, per essere efficaci e contare, bisogna crescere. E che per crescere bisogna avere una buona leadership. Maschio, maturo, centrista ecco chi comanda nel volontariato Una ricerca ha studiato i leader del terzo settore, e le loro carriere di Claudia Farallo La letteratura sulla leadership si è finora concentrata sulle imprese e sulla pubblica amministrazione, lasciando sostanzialmente in ombra il mondo del Terzo settore. Proprio per colmare questa lacuna, nasce la ricerca I leader del terzo settore. Percorsi biografici, culture e stili di leadership, a cura di Ivo Colozzi e Riccardo Grandini (Franco Angeli 2008), che si incentra sui responsabili di organizzazioni di volontariato, cooperative e associazioni di promozione sociale. Identikit dei leader Maschio in età matura, religioso, istruito, lavoratore, di credo politico centrista, con più di due anni di esperienza nell associazione. Queste le caratteristiche del leader emerse dalla ricerca sulle organizzazioni di volontariato. I leader presi in esame sono presidenti (64%), vicepresidenti (14%) e consiglieri (22%), di cui il 7% responsabile a livello nazionale, il 12% a livello regionale, il18% a livello provinciale ed il 63% a livello locale. Rispetto al sesso d appartenenza, emerge con chiarezza che i leader delle 52

3 organizzazioni di volontariato sono per la maggior parte maschi (74%), soprattutto nella posizione presidenziale (78,1%). Da sottolineare che questa percentuale è molto superiore a quella rilevata complessivamente nel Terzo settore, in cui i leader uomini rappresentano il 66,5%. Anche l età sembra un fattore di rilievo, in quanto i leader hanno una maggiore anzianità e quindi una maggiore esperienza rispetto agli altri volontari. La grande maggioranza, infatti, ha più di 51 anni (64%), mentre i dati Istat rilevati complessivamente sui volontari indicano che solo il 36,8% supera i 54 anni. I leader del volontariato hanno un età media superiore anche rispetto a quelli dell intero Terzo settore: circa 53 anni contro i circa 49 del non profit. In particolare, i leader nel Terzo settore tra i 51 e i 60 anni sono solo 25,2% (contro il 29% del volontariato) e gli over 60 solo il 23,5% (contro il 35% del volontariato). Va anche sottolineato che nel volontariato 8 leader su 10 con più di 60 anni sono uomini. Al crescere dell età dei leader si riscontra, inoltre, una crescita parallela della loro religiosità. Per quanto riguarda quest aspetto, il 68% dell intero campione si dichiara molto o abbastanza religioso, seguito dal 22,7% di poco religiosi e dal 9,3% di non credenti in nessuna religione. Rispetto alla collocazione politica, inoltre, i leader del volontariato sono per lo più centristi (34,6%), superando in questo i dati sull intera popolazione italiana votante. Percorsi I leader hanno uno status culturale superiore rispetto alla totalità dei volontari (dati Istat). Quasi la metà dei leader, infatti, ha conseguito il diploma di maturità (49,5%) e molti possiedono una laurea (24,2%). Solo il 16,2%, invece, ha la licenza media o di avviamento, l 8,1% il diploma universitario. Sono solo 2 su 100 quelli con licenza elementare o nessun titolo e neanche uno, invece, ha conseguito un titolo post laurea. I dati della ricerca, inoltre, smentiscono la leggenda secondo cui chi si impegna nel volontariato è pensionato, casalinga o disoccupato. Ben il 59,2% dei leader, infatti, ha un occupazione lavorativa, soprattutto come dipendente nel settore privato (25,5%), mentre casalinghe, studenti, volontari in servizio civile e disoccupati raggiungono solo il 6,1%. Bisogna rilevare, però, che i leader pensionati e i ritirati dal lavoro rappresentano comunque una fetta consistente (32,7%). Molti leader si sono impegnati precedentemente in altre organizzazioni del terzo settore (36,1%) ed il 20% ha avuto esperienze di dirigenza nelle 53

4 imprese di mercato. Mentre da quando sono entrati nell attuale organizzazione, la maggior parte (60%) ha dovuto attendere più di due anni prima di ricoprire la posizione di leader. Sembrerebbe, dunque, che la posizione di leader si raggiunga soprattutto attraverso una vera e propria carriera interna all organizzazione. C è però da sottolineare che questo è vero soprattutto per i maschi, mentre le donne hanno avuto, generalmente, un esperienza di vita associativa più breve. Un leader tanti stili Meglio un leader che si impone, ma dà sicurezza ed efficienza, o un leader collaborativo, che sa motivare? Forse basta che non sia esaurito di Claudia Farallo I primi studi sulla leadership sostenevano che leader si nasce e non si diventa. Le qualità più importanti sarebbero: intelligenza (intesa come capacità critica) decisionalità, conoscenza, facilità di parola; personalità (nel senso di adattabilità), attenzione, creatività, sicurezza e fiducia in se stessi, capacità di controllare le emozioni, indipendenza e socievolezza; abilità nell ottenere la cooperazione, nel cooperare, popolarità e prestigio, tatto, diplomazia, abilità nel dirigere. La lista sembra poter essere infinita. Successivamente, il discorso sulla leadership si fa più complesso. La griglia manageriale elaborata da Blake e Mounton nel 1964 identifica cinque diversi stili di leadership: Esaurito: definito anche povero o laissezfaire, cerca soprattutto di evitare problemi, esercitando il minimo sforzo per fare eseguire il lavoro richiesto con lo scopo principale di mantenere lo spirito di appartenenza all organizzazione. Circolo ricreativo: definito gruppo di amici, è orientato alla relazione e mira a creare un atmosfera sicura, confortevole e familiare, con l auspicio che in questo modo i dipendenti producano di più. Compito: orientato alla produzione, consiste nell usare potere ed autorità per fare pressione sui dipendenti in modo da far raggiungere nel minor tempo possibile gli obiettivi. 54

5 Metà strada: tiene conto mediamente sia della produzione sia della relazione, quindi bilancia i bisogni dei dipendenti con la necessità dell organizzazione. Squadra: ha un alto interesse sia per la relazione sia per la produzione, ottenendo i risultati grazie al coinvolgimento delle persone sul comune obiettivo. Gli studi più recenti considerano anche la variabile situazionale, giudicando una leadership in base alla capacità di saper individuare e di sapersi adattare alle dinamiche di una particolare situazione. Secondo Fiedler (1967), si può fare analizzare una situazione combinando tre fattori: la posizione di potere del leader: a seconda che sia più o meno forte, determina una differente quantità di energia da impiegare. la struttura del compito: ha insita una maggiore o minore controllabilità del lavoro, in base alla quale muterà l intensità dello sforzo di motivare e guidare i collaboratori. i rapporti interpersonali tra leader e componenti del gruppo: un leader può essere accettato anche solo in base alla sua posizione, ma quando gode della piena fiducia dei collaboratori non ha bisogno dell appoggio dell organizzazione per esercitare la sua influenza. Le doti personali e il contesto Non si è leader sempre e comunque: il contesto in cui agisce è determinante di Claudia Farallo Il grande dilemma, si nasce o si diventa?, sembra avere una soluzione non tanto scontata: non si è leader, né lo si diventa una volta per tutte. La leadership, infatti, non sarebbe un qualcosa che ci si porta sempre dentro, ma sarebbe invece un ruolo possibile solo in uno specifico contesto, difficile da decidere a priori. A spiegarci meglio questo pensiero è Anna Grimaldi, Responsabile dell Area politiche per l orientamento dell Isfol Istituto per lo sviluppo della formazione professionale dei lavoratori. 55

6 Non esiste un prototipo di leader Fin dall antichità, molti sono stati i pensatori che hanno tentato di individuare il segreto dell essere leader. Tuttavia, «definire i tratti che caratterizzano un leader è una cosa abbastanza ardua: non possiamo avere delle persone che sono leader in un organizzazione e non lo sono in un altra». Questa ipotesi è particolarmente evidente nell attuale mercato del lavoro, dove aumenta la flessibilità e la possibilità di avere più di un impiego. Studiando queste dinamiche, si è visto che la stessa persona, mentre svolge un ruolo di leadership in un organizzazione, può non mantenerlo in un altra. Questo dimostra, secondo Grimaldi, «che in realtà non esistono delle ricette o delle variabili che individuano quel leader perché più intelligente, preparato, perché si mette in discussione, perché ha capacità di delegare (tutte variabili correlate al ruolo di leadership) ma che invece esiste un interazione tra alcune caratteristiche personali e alcune variabili situazionali, che poi determinano che quella figura diventi il leader dell organizzazione». La leadership sembra manifestarsi in maniera spontanea grazie al riconoscimento degli altri membri dell organizzazione, così che non sia possibile definire a priori o dall alto chi in effetti ricopra quel ruolo. È curioso, a questo proposito, notare come il ruolo di leader sia l unico a non essere indicato negli organigrammi. «È una caratteristica importantissima del leader», fa notare Grimaldi. «Se lei va a vedere l organigramma di una qualsiasi organizzazione», spiega, «troverà tutte le diverse posizioni. Troverà i quadri, troverà ruoli operativi, ruoli manageriali, ruoli esecutivi, ma non troverà mai la figura del leader». Non c è differenza tra leader non profit e leader for profit Pensando al mondo del volontariato, dove non è presente l incentivo del denaro, potrebbe venire spontaneo ipotizzare una maggiore importanza delle doti carismatiche e di inclusione, rispetto ad un carattere più autoritario e severo del contesto lavorativo. Ma per la ricercatrice «potrebbe essere benissimo il contrario e funzionare ugualmente. Dipende sempre dall intreccio dei fattori». A cambiare non sarebbe tanto lo stile di leadership, quanto piuttosto gli obiettivi dell organizzazione: «il leader è comunque quello che riesce a farsi seguire, che riesce a raggiungere gli obiettivi, indipendentemente da quelli che sono». 56

7 Paradossalmente, potrebbe verificarsi il contrario, cioè che «bisogna motivare di più le organizzazioni dove invece le persone sono retribuite che non quelle di volontari, che generalmente hanno un livello di motivazione molto alto». Inoltre, «in organizzazioni giovani, che sono più tipiche del volontariato, c è una forte volontà e si è più motivati», fa notare, mentre «ci sono dei casi in cui, in organizzazioni molto anziane e che hanno una cultura radicata, la motivazione è una delle prime cose di cui si deve occupare un leader». Come si conquista il gruppo Competenza, impegno, capacità di valorizzare le competenza. Così due leader raccontano la loro esperienza di Claudia Farallo Cosa significa essere leader di un organizzazione di volontariato? Ne abbiamo parlato con il presidente (Giovanni) ed il componente del comitato esecutivo di un associazione (Roberto) che si occupa di protezione civile. Il leader eletto «Nessuno di noi è imposto dall alto», dichiara Roberto, «quindi deve conoscere il proprio lavoro, deve darsi da fare forse più degli altri e deve farsi rispettare. Inoltre si deve sempre mettere in discussione, perché tutte le discussioni che si fanno, pro o contro, portano a una crescita di tutto il nucleo e non sono fatte per difendere interessi privati». Un leader eletto deve avere, oltre che competenza e impegno, anche apertura verso gli altri volontari. Questo, infatti, permette di apparire saggi e ben disposti verso le competenze degli altri membri del gruppo, senza per questo essere delegittimati. Una scelta, questa, che sembra particolarmente legata alla volontarietà della partecipazione, come fa notare il presidente: «essendo un associazione di volontariato, la gente non sta lì per svolgere un attività lavorativa, quindi ci deve essere, da parte di chi gestisce, la capacità di dare spazio alle persone perché possano dire la loro e per spiegare certe scelte che vengono fatte». 57

8 Sapersi imporre Ma ovviamente ci sono alcuni momenti in cui è necessario che le persone facciano quello che il responsabile decide, senza avere necessariamente il tempo di discutere. «Di fronte ad un emergenza o allo stress», sottolinea Giovanni, «il leader si deve imporre anche dal punto di vista gerarchico». Ma anche in questi casi, il leader deve godere prima di tutto della fiducia da parte del gruppo. In primo luogo, attraverso la sua competenza. Per Roberto «tu credi a una persona se credi nelle sue capacità e ti dà affidamento, perché, se mi rimangio quello che ho detto, inizio ad avere incertezze o non rispondo a qualsiasi domanda che mi si pone, io ho chiuso». In secondo luogo, attraverso la condivisione delle decisioni e delle azioni con gli altri volontari. «È importante dare la possibilità di esprimere la propria opinione, facendo sentire il volontario parte attiva nel processo decisionale», suggerisce il presidente, «ma è anche importante prendere parte attivamente alle operazioni. Non basta, infatti, assumere la giusta decisione, ma anche dimostrare che si è disposti in prima persona ad attuarla». Dare spazio a chi è più preparato In terzo luogo, si conquista fiducia attraverso la capacità di valorizzare e di dare credito ai volontari, mescolando efficacemente le diverse professionalità a seconda delle situazioni. «Cerco di affiancarmi», ammette Roberto. «Se sei una squadra motivata e ognuno ha le proprie competenze, il responsabile deve capire cosa fare, sapere chi lo sa fare e nel momento giusto metterci dentro le persone giuste», anche perché, continua, «il leader deve essere un punto di riferimento per gli altri. A livello di operatività, tante volte il leader sulla carta non coincide con il leader effettivo». Concorda Giovanni, che sottolinea come «questo non ti fa perdere leadership, anzi te la legittima perché fa capire che sei una persona che riconosce i propri limiti e che non abusa del ruolo che ha». L ideale sarebbe, secondo Roberto, «che ci fossero tanti leader, ognuno per le proprie capacità. L importante è che poi faccia tutto capo al responsabile». Questa suddivisione dei ruoli di leadership è anche funzionale alla sopravvivenza dell organizzazione. «Non può essere tutto in capo a te stesso», suggerisce Giovanni, «ma devi delegare le funzioni e conservare il ruolo decisionale e di coordinamento», anche se, così facendo, si può talvolta incorrere nella perdita della fiducia da parte del gruppo: «la gente 58

9 è abituata al dittatore che prende le decisioni per tutti», suggerisce, «quindi la delega viene presa come mancanza di leadership, come se una persona che non è autoritaria su tutto fosse uno che non ha il nerbo». Troppo carisma fa male In particolare, il leader più dannoso ai fini della sopravvivenza dell associazione sembra essere quello carismatico, come dichiara il presidente: «se c è un leader carismatico, non uscirà mai fuori nessuno anche se ne ha le capacità, perché viene schiacciato». «Tutti si riconoscono in quello», prosegue, «e, salvo conflitti, non emerge nessun altro. Il modello del cedere le deleghe, invece, serve per fare emergere delle capacità all interno dell associazione. Ci deve essere la possibilità da parte dei volontari di assumere delle responsabilità, costruendo così i dirigenti del futuro». Quando il capo è difficile La storia di due volontarie in servizio civile, e del loro impatto con un capo autoriario di Claudia Farallo Due storie, un solo leader. Sembra la prova che chi è leader per uno, può non esserlo per l altro. Due ex volontarie, in servizio civile presso la stessa organizzazione di volontariato, ci hanno raccontato la loro esperienza nel medesimo progetto, ma in due edizioni diverse. Anna, nonostante abbia inizialmente continuato il rapporto con l associazione, ha poi chiuso definitivamente a causa del cattivo modello di leadership; Francesca, invece, è tuttora volontaria attiva nell associazione, supportata da due differenti leader. Su una cosa le due ragazze sono d accordo: il solo fatto di essere presidente dell associazione non rende automaticamente leader. L inizio dell esperienza, infatti, è stato difficile per entrambe. «Noi eravamo un esperimento di servizio civile», confessa la prima volontaria, «quindi non c era la cultura di nuove persone che potrebbero portare innovazione all interno dell associazione, forse avevano paura». Conferma la seconda: «per i primi sei mesi mi sono sentita sempre costantemente sotto prova e sotto esame». 59

10 Autorità e autoritarismo Per Anna la situazione non è mutata: ha finito il suo progetto con l amaro in bocca. Il presidente dell associazione le è sembrato troppo autoritario e gerarchico. «È stato un leader di tipo negativo, cioè colui che impone le proprie idee verso un obiettivo che magari non è nemmeno condiviso, mentre il leader, attraverso il proprio carisma e il proprio modo di essere, riesce ad avere la stima delle persone e le indirizza verso un obiettivo. Una è un imposizione e l altra una condivisione». Invece, col passare dei mesi, la situazione di Francesca si è gradualmente evoluta in positivo: «è stato molto difficoltoso», dichiara, «avrei voluto forse una maggiore apertura fin dall inizio, un po più di fiducia: invece è stata proprio una conquista». A convincerla della bontà del presidente, è stato proprio quel suo esempio di fermezza e costanza, che all inizio forse era stato mascherato con la chiusura. Il grande insegnamento che questa volontaria conserva dalla sua esperienza è proprio il riuscire a trovare coraggio e determinazione per raggiungere i propri obiettivi: «si lotta con le unghie e con i denti finché non li si raggiunge». Una piccola apertura si è verificata anche per Francesca, anche se come si suol dire la frittata ormai era fatta: «è ovvio che col passare del tempo, con la fiducia, ci sono state delle aperture: riconosceva le competenze», ammette. Ma non le è mai andato giù il suo atteggiamento di superiorità: «ci vedeva molto come io sono grande, voi siete bambine», ricorda. Oppure scadeva nel ricatto, rivelando così non solo poco rispetto, ma anche un idea errata del servizio civile: «a noi diceva più o meno così: voi venite pagate e quindi fate quello che dico io» Di certo l esperienza di Anna non è stata così negativa, ma per i primi mesi le è stato fondamentale il supporto di un altra volontaria interna all associazione: un vero e proprio leader, anche se meno esplicito. «Pur essendo una persona molto diplomatica e discreta», racconta, «in tanti momenti di cedimento e di stanchezza, parlare con lei ci ha fatto vedere come la cosa potesse avere un altra faccia della medaglia e quindi ha contribuito ad incoraggiarci per andare avanti». Quello che distingueva le due persone era proprio il differente stile di leadership: l uno più autoritario e pragmatico e l altro più sensibile ed attento all emotività. «Se era una questione prettamente professionale sapevi a chi rivolgerti, così da avere la tranquillità di svolgere quella cosa pratica in un certo modo; per una questione più emotiva sapevi di rivolgerti all altro, perché eri sicura di trovare una risposta», confessa la volontaria, che sottolinea: «sono due persone con due ruoli completamente 60

11 distinti. Se fosse mancata una delle due, si sarebbe sentita la mancanza dell altra». Fine progetto: è davvero la fine? Entrambe le ragazze hanno deciso di rimanere in associazione anche dopo la fine del progetto di servizio civile. Anna ha continuato a frequentare la sede, una o due volte a settimana, per dare una mano ai nuovi volontari in servizio civile trasmettendogli l esperienza maturata in un anno. Successivamente, le è stato proposta la partecipazione ad un progetto vero e proprio. Tuttavia il tentativo si è rivelato fallimentare. A renderlo tale sono state proprio l autorità e la durezza del presidente. È bastata la richiesta, da parte della volontaria, di un momento di riflessione intorno ad una questione prettamente burocratica, per ottenere una sentenza dura e senza possibile replica: «mi disse allora niente, il tuo rapporto è finito qui», ricorda, «e io dissi va bene, è finito qui. La vide proprio come una questione di fiducia, come se io non avessi fiducia in quello che stava facendo lei». Francesca, invece, tuttora si impegna come volontaria presso l associazione ed anche adesso collabora con entrambi i leader. Come diventare leader in poche mosse Due formatori suggeriscono come formare nuovi capi, naturalmente a seconda del modello che si vuole adottare Il punto: cosa serve ai volontari? di Francesca Romana Busnelli* La leadership può essere definita come la scelta di avere a che fare con le persone In ogni organizzazione dovrebbe esistere qualcuno che sia capace di far girare il motore stesso dell organizzazione: le persone. In molti settori, ma forse anche nel mondo del volontariato, si potrebbe dire che un bravo leader è capace di mettersi accanto dei bravi manager che assolvano per lui agli aspetti più formali e tecnici della vita organizzativa. *Studio di consulenza e formazione Aliante 61

12 In realtà nel volontariato abbiamo soprattutto esempi di persone che definiamo carismatiche : coloro attorno ai quali i gruppi si formano e crescono, coloro che danno le spinte motivazionali, spesso sono anche coloro che lavorano di più, quasi per dare il buon esempio. Questo ci fa dire che nel volontariato viviamo di leader e che forse da poco siamo in presenza della necessità della parte più organizzativa e manageriale. Il management è più facile da acquisire, la leadership è maggiormente legata alle disposizioni personali per dirlo in modo semplice. Chi studia i tratti di personalità, direbbe che si nasce con alcune caratteristiche tipiche del leader (fiducia in se stesso, senso di responsabilità, spirito di iniziativa, tenacia, audacia, capacità di influenzare il comportamento degli altri, umorismo...), ma c è anche chi sostiene che la leadership sia il frutto dell interazione e dell interdipendenza tra capacità personali, competenze acquisite, aspettative altrui e contesti nei quali ci si trova ad agire. In questa ottica si può imparare ad avere delle competenze da leader. Troviamo allora diverse strade e proposte: c è chi dice che il leader impara soprattutto dall esperienza e dal feedback del campo e che è aiutato dalla sua storia personale, dal carattere, dalla storia professionale e manageriale... C è invece chi sostiene che la leadership possa essere condivisa e distribuita nelle organizzazioni: ognuno mette la propria parte, le proprie competenze in un ottica di vera disponibilità reciproca e di capacità di delega e di piena fiducia Il punto è: cosa serve ai volontari? Cercano dei leader o dei capi o dei manager che li facciano lavorare bene o hanno voglia di farsi carico della propria organizzazione, imparando l attenzione all altro (volontario e non solo esterno!), imparando le regole per comunicare in modo chiaro e preciso, oltre che rispettoso, imparando a gestirsi le conflittualità interne, a prendere decisioni condivise, a dare fiducia e a delegare realmente? Se è questo ciò che serve alle nostre organizzazioni forse possiamo impararlo. 62

13 Un confronto, quasi un test Leggendo queste definizioni in gruppo dove siete e cosa vi manca? Leadership I leader sono persone che fanno la cosa giusta (Warren Bennis) Leadership significa affrontare il cambiamento (John Kotter) I leader si preoccupano di cosa significano le cose per le persone (Abraham Zaleznik) La leadership si focalizza sulla creazione di una visione comune (George Weathersby) Management I manager sono persone che fanno le cose giuste nel modo giusto (Warren Bennis) Management significa affrontare la complessità (John Kotter) I manager si preoccupano di come le cose vengono fatte (Abraham Zaleznik) Il management è la pianificazione del lavoro ha a che fare con il controllo (George Weathersby) a cura di Francesca Busnelli A lezione dalle anatre di Marco Crescenzi* Ad ogni battito di ali, ogni anatra crea una corrente ascensionale che aiuta gli uccelli che volano dietro di lei. Volare in una formazione a V aggiunge il 70% in più di potenza nel volo rispetto a quando un uccello vola da solo. Quando un anatra esce dalla formazione, sente immediatamente la fatica e la resistenza del volare da sola e velocemente torna nella formazione per avvantaggiarsi della spinta dell uccello davanti a lei. Quando l anatra che sta a capo della formazione diventa stanca, si sposta all indietro nella formazione e un altra prende il suo posto alla guida del gruppo. Le anatre nel retro della V starnazzano per incoraggiare gli altri uccelli nella parte anteriore della formazione a mantenere la velocità. Se un anatra viene colpita da un cacciatore o se si ammala, due altre anatre lasciano la formazione e la seguono per aiutarla e proteggerla. Rimangono con lei finché riesce a volare di nuovo oppure finché muore 1. Il non profit è composto da leader-fondatori di grande buona volontà e generosità, spesso anziani ed apparentemente inamovibili. I giovani dirigenti non raramente nascono già vecchi perché cooptati e cresciuti in *Presidente ASVI- Fondazione per lo Sviluppo del Non Profit; Fondatore e Coordinatore di Leader2Leader 63

14 un clima culturale scarsamente internazionale ed aperto al nuovo, più attenti all appartenenza che allo scambio, più conservativi che curiosi, più attenti a rincorrere bandi che a creare servizi innovativi. Le vision che dovrebbero sviluppare e diffondere, sono spesso residuali:ci si considera dei servitori, tappabuchi di un welfare a buon mercato, più che soggetti di governance, di pari dignità. Siamo pieni di cose fatte e di piccoli comunicati stampa come flebili cinguettii nell ora di punta di una grande metropoli. Abbiamo una rappresentanza tradizionalmente più intenta a tenere insieme se stessa che a proporre politiche. Come uscirne? Curare il talento: che si avanzi non solo per anzianità di servizio (come nell esercito) ma anche per meriti. Riconosciamo e supportiamo quotidianamente le capacità, attraverso buona formazione, letture, networking. Visite di studio all estero. Iniziamo ad andare e/o mandare i nostri operatori all estero, in particolare nel Regno Unito, a fare percorsi di studio, anche brevi. Torneranno più motivati, innovativi, ricchi di spunti. Programmi di scambio internazionale. Favoriamo lo scambio con gli operatori europei, che vengano anche loro ospiti da noi, ad es. per stage, e viceversa. Prendiamo persone che vengono dal for profit. Spesso più motivati, sempre più concreti e più attenti ai risulti ma spesso troppo tesi all obiettivo e poco attenti ai processi. Valutiamo il personale. Come possiamo crescere se nessuno ci valuta e si confronta con noi sulla qualità e potenzialità del nostro lavoro? Se non ci conosce abbastanza per investire adeguatamente su di noi? Sviluppare la leadership. Selezioniamo i nostri operatori anche con attenzione al loro potenziale, non è detto che debbano abbandonarci per andare altrove 1Tratto dai Master Internazionali ASVI- Lezioni sulla Leadership 64

LAVORO DI GRUPPO. Caratteristiche dei gruppi di lavoro transnazionali

LAVORO DI GRUPPO. Caratteristiche dei gruppi di lavoro transnazionali LAVORO DI GRUPPO Caratteristiche dei gruppi di lavoro transnazionali Esistono molti manuali e teorie sulla costituzione di gruppi e sull efficacia del lavoro di gruppo. Un coordinatore dovrebbe tenere

Dettagli

Supervisori che imparano dagli studenti

Supervisori che imparano dagli studenti Supervisori che imparano dagli studenti di Angela Rosignoli Questa relazione tratta il tema della supervisione, la supervisione offerta dagli assistenti sociali agli studenti che frequentano i corsi di

Dettagli

La LEADERSHIP nei piccoli gruppi. RUOLI e STATUS LE DIFFERENZE DI STATUS

La LEADERSHIP nei piccoli gruppi. RUOLI e STATUS LE DIFFERENZE DI STATUS La LEADERSHIP nei piccoli gruppi Uno degli aspetti più studiati nella dinamica di gruppo è, probabilmente, la leadership, vale a dire l esercizio del comando, la funzione di guida che una persona assume

Dettagli

MASTER TRIENNALE DI FORMAZIONE MANAGERIALE

MASTER TRIENNALE DI FORMAZIONE MANAGERIALE Management Risorse Umane MASTER TRIENNALE DI FORMAZIONE MANAGERIALE La formazione di eccellenza al servizio dei Manager PRESENTAZIONE Il Master Triennale di Formazione Manageriale è un percorso di sviluppo

Dettagli

Regole per un buon Animatore

Regole per un buon Animatore Regole per un buon Animatore ORATORIO - GROSOTTO Libretto Animatori Oratorio - Grosotto Pag. 1 1. Convinzione personale: fare l animatore è una scelta di generoso servizio ai ragazzi per aiutarli a crescere.

Dettagli

Proposta per un Nuovo Stile di Vita.

Proposta per un Nuovo Stile di Vita. UNA BUONA NOTIZIA. I L M O N D O S I P U ò C A M B I A R E Proposta per un Nuovo Stile di Vita. Noi giovani abbiamo tra le mani le potenzialità per cambiare questo mondo oppresso da ingiustizie, abusi,

Dettagli

Alcolismo: anche la famiglia e gli amici sono coinvolti

Alcolismo: anche la famiglia e gli amici sono coinvolti Alcolismo: anche la famiglia e gli amici sono coinvolti Informazioni e consigli per chi vive accanto ad una persona con problemi di alcol L alcolismo è una malattia che colpisce anche il contesto famigliare

Dettagli

Presentazione ai Dirigenti Scolastici

Presentazione ai Dirigenti Scolastici Il Progetto Adolescenza del Lions Quest International Presentazione ai Dirigenti Scolastici La scuola sta vivendo, da alcuni anni, un periodo molto complesso Potersi dotare di strumenti che facilitino

Dettagli

IL RAPPORTO CON SE STESSO E CON GLI ALTRI NEL BAMBINO CON ADHD

IL RAPPORTO CON SE STESSO E CON GLI ALTRI NEL BAMBINO CON ADHD IL RAPPORTO CON SE STESSO E CON GLI ALTRI NEL BAMBINO CON ADHD CHIARA DE CANDIA chiaradecandia@libero.it 1 IL CONCETTO DI SE È la rappresentazione delle proprie caratteristiche e capacità in relazione

Dettagli

2 GIUGNO 2013 FESTA DELLA REPUBBLICA

2 GIUGNO 2013 FESTA DELLA REPUBBLICA 2 GIUGNO 2013 FESTA DELLA REPUBBLICA Discorso del Prefetto Angelo Tranfaglia Piazza Maggiore Bologna, 2 giugno 2013 Autorità, cittadini tutti di Bologna e della sua provincia, un cordiale saluto a tutti.

Dettagli

L educazione non formale e l apprendimento interculturale. Info days

L educazione non formale e l apprendimento interculturale. Info days L educazione non formale e l apprendimento interculturale Info days Roma, 16 novembre 2009 Una donna portò suo figlio a vedere Gandhi, il quale le chiese il motivo della sua presenza. Vorrei che mio figlio

Dettagli

Che cos è un focus-group?

Che cos è un focus-group? Che cos è un focus-group? Si tratta di interviste di tipo qualitativo condotte su un ristretto numero di persone, accuratamente selezionate, che vengono riunite per discutere degli argomenti più svariati,

Dettagli

DAL LIBRO AL TEATRO Caduto dal basso

DAL LIBRO AL TEATRO Caduto dal basso DAL LIBRO AL TEATRO Caduto dal basso LIBERI PENSIERI PER LIBERI SENTIMENTI La riflessione circa In viaggio verso l incontro come ci è stato proposto, nasce attorno alla lettura del romanzo : C è nessuno?

Dettagli

CON MARIA PREPARIAMOCI AD ACCOGLIERE IL SIGNORE

CON MARIA PREPARIAMOCI AD ACCOGLIERE IL SIGNORE AzioneCattolicaItaliana ACR dell ArcidiocesidiBologna duegiornidispiritualitàinavvento CONMARIA PREPARIAMOCIADACCOGLIEREILSIGNORE Tutta l Azione Cattolica ha come tema dell anno l accoglienza. Anche la

Dettagli

LA RICERCA DI DIO. Il vero aspirante cerca la conoscenza diretta delle realtà spirituali

LA RICERCA DI DIO. Il vero aspirante cerca la conoscenza diretta delle realtà spirituali LA RICERCA DI DIO Gradi della fede in Dio La maggior parte delle persone non sospetta nemmeno la reale esistenza di Dio, e naturalmente non s interessa molto a Dio. Ce ne sono altre che, sotto l influsso

Dettagli

Anno 2012 L USO DELLA LINGUA ITALIANA, DEI DIALETTI E DI ALTRE LINGUE IN ITALIA

Anno 2012 L USO DELLA LINGUA ITALIANA, DEI DIALETTI E DI ALTRE LINGUE IN ITALIA 27 ottobre 2014 Anno L USO DELLA LINGUA ITALIANA, DEI DIALETTI E DI ALTRE LINGUE IN ITALIA Nel, in Italia, il 53,1% delle persone di 18-74 anni (23 milioni 351mila individui) parla in prevalenza in famiglia.

Dettagli

Capitolo 15 LE SCELTE DI ORGANIZZAZIONE. G. Airoldi, G. Brunetti, V. Coda Corso di economia aziendale Il Mulino, 2005

Capitolo 15 LE SCELTE DI ORGANIZZAZIONE. G. Airoldi, G. Brunetti, V. Coda Corso di economia aziendale Il Mulino, 2005 Capitolo 15 LE SCELTE DI ORGANIZZAZIONE G. Airoldi, G. Brunetti, V. Coda Corso di economia aziendale Il Mulino, 2005 1 L ASSETTO ORGANIZZATIVO, IL COMPORTAMENTO ORGANIZZATIVO In organizzazione il centro

Dettagli

La convenzione internazionale sui diritti dell infanzia riscritta dai bambini. Comune di OSNAGO. Associazione ALE G. dalla parte dei bambini

La convenzione internazionale sui diritti dell infanzia riscritta dai bambini. Comune di OSNAGO. Associazione ALE G. dalla parte dei bambini La convenzione internazionale sui diritti dell infanzia riscritta dai bambini Associazione ALE G. dalla parte dei bambini Comune di OSNAGO AI BAMBINI E ALLE BAMBINE Il 20 novembre 1989 è entrata in vigore

Dettagli

Ci relazioniamo dunque siamo

Ci relazioniamo dunque siamo 7_CECCHI.N 17-03-2008 10:12 Pagina 57 CONNESSIONI Ci relazioniamo dunque siamo Curiosità e trappole dell osservatore... siete voi gli insegnanti, mi insegnate voi, come fate in questa catastrofe, con il

Dettagli

COME ALLENERO QUEST ANNO?

COME ALLENERO QUEST ANNO? COME ALLENERO QUEST ANNO? Io sono fatto così!!! Io ho questo carattere!!! Io sono sempre stato abituato così!!!! Io ho sempre fatto così!!!!!! Per me va bene così!!!!! Io la penso così!!! Quando si inizia

Dettagli

PERCHÉ IL MONDO SIA SALVATO PER MEZZO DI LUI

PERCHÉ IL MONDO SIA SALVATO PER MEZZO DI LUI PERCHÉ IL MONDO SIA SALVATO PER MEZZO DI LUI (Gv 3, 17b) Ufficio Liturgico Diocesano proposta di Celebrazione Penitenziale comunitaria nel tempo della Quaresima 12 1 2 11 nella lode perenne del tuo nome

Dettagli

SETTE MOSSE PER LIBERARSI DALL ANSIA

SETTE MOSSE PER LIBERARSI DALL ANSIA LIBRO IN ASSAGGIO SETTE MOSSE PER LIBERARSI DALL ANSIA DI ROBERT L. LEAHY INTRODUZIONE Le sette regole delle persone molto inquiete Arrovellarvi in continuazione, pensando e ripensando al peggio, è la

Dettagli

Codice Deontologico degli psicologi italiani

Codice Deontologico degli psicologi italiani Codice Deontologico degli psicologi italiani Testo approvato dal Consiglio Nazionale dell Ordine nell adunanza del 27-28 giugno 1997 Capo I - Principi generali Articolo 1 Le regole del presente Codice

Dettagli

Master Universitario Online in Management delle Cure primarie e Territoriali: il Professionista Specialista

Master Universitario Online in Management delle Cure primarie e Territoriali: il Professionista Specialista Master Universitario Online in Management delle Cure primarie e Territoriali: il Professionista Specialista Master Universitario Online di I Livello 60 Crediti Formativi (CFU) 1. Premesse Le ragioni della

Dettagli

Rileggere oggi Lettera a una professoressa. Una lente attraverso cui esaminare la nostra scuola e capire se è cambiata e quanto vale.

Rileggere oggi Lettera a una professoressa. Una lente attraverso cui esaminare la nostra scuola e capire se è cambiata e quanto vale. Rileggere oggi Lettera a una professoressa Una lente attraverso cui esaminare la nostra scuola e capire se è cambiata e quanto vale. 1. Lettera a una professoressa Lettera a una professoressa è un libro

Dettagli

GLI ITALIANI, IL DISAGIO EMOTIVO E LA SOLITUDINE

GLI ITALIANI, IL DISAGIO EMOTIVO E LA SOLITUDINE GLI ITALIANI, IL DISAGIO EMOTIVO E LA SOLITUDINE un indagine demoscopica svolta da Astra Ricerche per Telefono Amico Italia con il contributo di Nokia Qui di seguito vengono presentati i principali risultati

Dettagli

DISABILITY MANAGEMENT: INTEGRARE LE DIFFERENZE PER FARE LA DIFFERENZA

DISABILITY MANAGEMENT: INTEGRARE LE DIFFERENZE PER FARE LA DIFFERENZA DISABILITY MANAGEMENT: INTEGRARE LE DIFFERENZE PER FARE LA DIFFERENZA Simone Scerri INTRODUZIONE Questa proposta è rivolta alle aziende con un numero pendenti superiore a 15, le quali sono tenute ad assumere

Dettagli

O r a r e, e s s e r e a m i c i di c h i d a v v e r o c i a m a

O r a r e, e s s e r e a m i c i di c h i d a v v e r o c i a m a O r a r e, e s s e r e a m i c i di c h i d a v v e r o c i a m a Ci situiamo Probabilmente alla tua età inizi ad avere chiaro chi sono i tuoi amici, non sempre è facile da discernere. Però una volta chiaro,

Dettagli

Costruire un Partito Democratico Europeo Un Manifesto

Costruire un Partito Democratico Europeo Un Manifesto Costruire un Partito Democratico Europeo Un Manifesto Ci sono momenti nella storia in cui i popoli sono chiamati a compiere scelte decisive. Per noi europei, l inizio del XXI secolo rappresenta uno di

Dettagli

INDAGINE LAST CMR (COMMUNITY MEDIA RESEARCH) PER LA STAMPA

INDAGINE LAST CMR (COMMUNITY MEDIA RESEARCH) PER LA STAMPA INDAGINE LAST CMR (COMMUNITY MEDIA RESEARCH) PER LA STAMPA L epoca in cui viviamo, caratterizzata dalla velocità e dall informazione, vede limitate le nostre capacità previsionali. Non siamo più in grado

Dettagli

all'italia serve una buona scuola,

all'italia serve una buona scuola, all'italia serve una buona scuola, che sviluppi nei ragazzi la curiosità per il mondo e il pensiero critico. Che stimoli la loro creatività e li incoraggi a fare cose con le proprie mani nell era digitale.

Dettagli

Appunti lezione 1 anno Med 48 Educatori Professionale docente Cleta Sacchetti

Appunti lezione 1 anno Med 48 Educatori Professionale docente Cleta Sacchetti Appunti lezione 1 anno Med 48 Educatori Professionale docente Cleta Sacchetti 1 L educatore professionale nasce negli anni successivi alla seconda guerra mondiale Risponde alle esigenze concrete lasciate

Dettagli

Master Universitario Online in Management e Coordinamento delle Professioni Sanitarie

Master Universitario Online in Management e Coordinamento delle Professioni Sanitarie Master Universitario Online in Management e Coordinamento delle Professioni Sanitarie Master Universitario Online di I Livello 60 Crediti Formativi (CFU) 1. Premesse In base al dato riportato dal Sole

Dettagli

I Giovani italiani e la visione disincantata del Lavoro. Divergenze e convergenze con genitori e imprese

I Giovani italiani e la visione disincantata del Lavoro. Divergenze e convergenze con genitori e imprese I Giovani italiani e la visione disincantata del Lavoro EXECUTIVE SUMMARY 2 Executive Summary La ricerca si è proposta di indagare il tema del rapporto Giovani e Lavoro raccogliendo il punto di vista di

Dettagli

CARTA DEI VALORI DEL VOLONTARIATO

CARTA DEI VALORI DEL VOLONTARIATO CARTA DEI VALORI DEL VOLONTARIATO PRINCIPI FONDANTI 1. Volontario è la persona che, adempiuti i doveri di ogni cittadino, mette a disposizione il proprio tempo e le proprie capacità per gli altri, per

Dettagli

Uno per tutti, tutti per uno.

Uno per tutti, tutti per uno. Uno per tutti, tutti per uno. Bologna, 09/02/2015 Dainese Roberto Educare attraverso il Cooperative Learning: stile attributivo e competenze metacognitive Chiara Trubini Marina Pinelli Psicologia - Università

Dettagli

risparmio, dove lo metto ora? le risposte alle domande che i risparmiatori si pongono sul mondo dei fondi

risparmio, dove lo metto ora? le risposte alle domande che i risparmiatori si pongono sul mondo dei fondi il risparmio, dove lo ora? metto le risposte alle domande che i risparmiatori si pongono sul mondo dei fondi Vademecum del risparmiatore le principali domande emerse da una recente ricerca di mercato 1

Dettagli

Manifesto dei diritti dell infanzia

Manifesto dei diritti dell infanzia Manifesto dei diritti dell infanzia I bambini costituiscono la metà della popolazione nei paesi in via di sviluppo. Circa 100 milioni di bambini vivono nell Unione europea. Le politiche, la legislazione

Dettagli

IC n 5 L.Coletti. Progetto GREEN SCHOOL. Proposta di percorsi tematici nei vari ordini di scuola

IC n 5 L.Coletti. Progetto GREEN SCHOOL. Proposta di percorsi tematici nei vari ordini di scuola IC n 5 L.Coletti Progetto GREEN SCHOOL Proposta di percorsi tematici nei vari ordini di scuola GREEN SCHOOL Principio fondante del Progetto GREEN SCHOOL..Coniugare conoscenza, ambiente, comportamenti nell

Dettagli

Carta Italiana dei Criteri del Commercio Equo e Solidale

Carta Italiana dei Criteri del Commercio Equo e Solidale Carta Italiana dei Criteri del Commercio Equo e Solidale Preambolo La Carta Italiana dei Criteri del Commercio Equo e Solidale è il documento che definisce i valori e i princìpi condivisi da tutte le organizzazioni

Dettagli

FORMAT DELL UNITÀ DI APPRENDIMENTO. Scuola secondaria 1 grado S.Ricci di Belluno classe 2. ULSS n.1 Belluno PERSONALE AZIENDA ULSS N.

FORMAT DELL UNITÀ DI APPRENDIMENTO. Scuola secondaria 1 grado S.Ricci di Belluno classe 2. ULSS n.1 Belluno PERSONALE AZIENDA ULSS N. FORMAT DELL UNITÀ DI APPRENDIMENTO Scuola secondaria 1 grado S.Ricci di Belluno classe 2 ULSS n.1 Belluno Autori: PERSONALE AZIENDA ULSS N. 1 BELLUNO: Dr.ssa Mel Rosanna Dirigente medico SISP (Dipartimento

Dettagli

DISCORSO DEL SANTO PADRE FRANCESCO AI PARTECIPANTI AL CONGRESSO INTERNAZIONALE SULLA CATECHESI. Aula Paolo VI Venerdì, 27 settembre 2013

DISCORSO DEL SANTO PADRE FRANCESCO AI PARTECIPANTI AL CONGRESSO INTERNAZIONALE SULLA CATECHESI. Aula Paolo VI Venerdì, 27 settembre 2013 DISCORSO DEL SANTO PADRE FRANCESCO AI PARTECIPANTI AL CONGRESSO INTERNAZIONALE SULLA CATECHESI Aula Paolo VI Venerdì, 27 settembre 2013 Cari catechisti, buonasera! Mi piace che nell Anno della fede ci

Dettagli

RITIRO PER TUTTI NATALE DEL SIGNORE LA CONVERSIONE ALLA GIOIA. Maria, Giuseppe, i pastori, i magi e...gli angeli

RITIRO PER TUTTI NATALE DEL SIGNORE LA CONVERSIONE ALLA GIOIA. Maria, Giuseppe, i pastori, i magi e...gli angeli RITIRO PER TUTTI NATALE DEL SIGNORE LA CONVERSIONE ALLA GIOIA Maria, Giuseppe, i pastori, i magi e...gli angeli Siamo abituati a pensare al Natale come una festa statica, di pace, tranquillità, davanti

Dettagli

LA PROGETTAZIONE SECONDO LA ISO 9001: 2000 (Giorgio Facchetti)

LA PROGETTAZIONE SECONDO LA ISO 9001: 2000 (Giorgio Facchetti) LA PROGETTAZIONE SECONDO LA ISO 9001: 2000 (Giorgio Facchetti) Uno degli incubi più ricorrenti per le aziende certificate l applicazione del requisito relativo alla progettazione in occasione dell uscita

Dettagli

Esser Genitori dei Bambini Indaco e Cristallo: Crescerli col Cuore

Esser Genitori dei Bambini Indaco e Cristallo: Crescerli col Cuore Esser Genitori dei Bambini Indaco e Cristallo: Crescerli col Cuore Crescere un bambino Indaco o Cristallo è un privilegio speciale in questo momento di turbolenze e cambiamenti. Come genitori, state contribuendo

Dettagli

di Sara Baroni Marketing e Vendite >> Marketing e Management

di Sara Baroni Marketing e Vendite >> Marketing e Management GESTIRE CON SUCCESSO UNA TRATTATIVA COMMERCIALE di Sara Baroni Marketing e Vendite >> Marketing e Management OTTENERE FIDUCIA: I SEI LIVELLI DI RESISTENZA Che cosa comprano i clienti? Un prodotto? Un servizio?

Dettagli

Capitolo 3. Sé e identità

Capitolo 3. Sé e identità Capitolo 3 Sé e identità Concetto di sé come Soggetto e oggetto di conoscenza Io / me, autoconsapevolezza Processo di conoscenza Struttura cognitiva Insieme di spinte motivazionali: autovalutazione, autoverifica

Dettagli

TERZO SETTORE TERZO SETTORE O SETTORE NON PROFIT

TERZO SETTORE TERZO SETTORE O SETTORE NON PROFIT TERZO SETTORE TERZO SETTORE O SETTORE NON PROFIT E quell insieme di organizzazioni che producono beni/servizi e gestiscono attività fuori dal mercato o, se operano nel mercato, agiscono con finalità non

Dettagli

Identikit del drogato da lavoro

Identikit del drogato da lavoro INTERVISTA Identikit del drogato da lavoro Chi sono i cosiddetti workaholic? quanto è diffusa questa patologia? Abbiamo cercato di scoprirlo facendo qualche domanda al dottor Cesare Guerreschi, fondatore

Dettagli

IL SENSO DELLA CARITATIVA

IL SENSO DELLA CARITATIVA IL SENSO DELLA CARITATIVA SCOPO I Innanzitutto la natura nostra ci dà l'esigenza di interessarci degli altri. Quando c'è qualcosa di bello in noi, noi ci sentiamo spinti a comunicarlo agli altri. Quando

Dettagli

La Carta di Ottawa per la Promozione della Salute

La Carta di Ottawa per la Promozione della Salute La Carta di Ottawa per la Promozione della Salute The Ottawa Charter for Health Promotion 1 Conferenza Internazionale sulla promozione della salute 17-21 novembre 1986 Ottawa, Ontario, Canada La 1 Conferenza

Dettagli

I nonni di oggi: com è cambiato il loro ruolo?

I nonni di oggi: com è cambiato il loro ruolo? I nonni di oggi: com è cambiato il loro ruolo? In Italia, secondo valutazioni ISTAT, i nonni sono circa undici milioni e cinquecento mila, pari al 33,3% dei cittadini che hanno dai 35 anni in su. Le donne

Dettagli

Tesi per il Master Superformatori CNA

Tesi per il Master Superformatori CNA COME DAR VITA E FAR CRESCERE PICCOLE SOCIETA SPORTIVE di GIACOMO LEONETTI Scorrendo il titolo, due sono le parole chiave che saltano agli occhi: dar vita e far crescere. In questo mio intervento, voglio

Dettagli

TELEFONO AZZURRO. dedicato ai bambini COS E IL BULLISMO? IL BULLISMO?

TELEFONO AZZURRO. dedicato ai bambini COS E IL BULLISMO? IL BULLISMO? COS E IL BULLISMO? IL BULLISMO? 1 Ehi, ti e mai capitato di assistere o essere coinvolto in situazioni di prepotenza?... lo sai cos e il bullismo? Prova a leggere queste pagine. Ti potranno essere utili.

Dettagli

DIRETTIVA DEL MINISTRO DELLA FUNZIONE PUBBLICA SULLE MISURE FINALIZZATE AL MIGLIORAMENTO DEL BENESSERE ORGANIZZATIVO NELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI

DIRETTIVA DEL MINISTRO DELLA FUNZIONE PUBBLICA SULLE MISURE FINALIZZATE AL MIGLIORAMENTO DEL BENESSERE ORGANIZZATIVO NELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI DIRETTIVA DEL MINISTRO DELLA FUNZIONE PUBBLICA SULLE MISURE FINALIZZATE AL MIGLIORAMENTO DEL BENESSERE ORGANIZZATIVO NELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI A tutti i Ministeri - Uffici di Gabinetto -Uffici del

Dettagli

Schema Professionista della Security Profilo Senior Security Manager - III Livello

Schema Professionista della Security Profilo Senior Security Manager - III Livello STATO DELLE REVISIONI rev. n SINTESI DELLA MODIFICA DATA 0 05-05-2015 VERIFICA Direttore Qualità & Industrializzazione Maria Anzilotta APPROVAZIONE Direttore Generale Giampiero Belcredi rev. 0 del 2015-05-05

Dettagli

approfondimento e informazione CHI È LA PERSONA SENZA DIMORA OGGI i clochard esistono ancora? Fondazione Comunità Solidale

approfondimento e informazione CHI È LA PERSONA SENZA DIMORA OGGI i clochard esistono ancora? Fondazione Comunità Solidale Fondazione Comunità Solidale approfondimento e informazione CHI È LA PERSONA SENZA DIMORA OGGI i clochard esistono ancora? chi è la persona senza dimora povertà assoluta e povertà relativa Di cosa parleremo:

Dettagli

COME POSSO AIUTARE UNA DONNA CHE SUBISCE VIOLENZA.

COME POSSO AIUTARE UNA DONNA CHE SUBISCE VIOLENZA. COME POSSO AIUTARE UNA DONNA CHE SUBISCE VIOLENZA. Avere il sospetto o essere a conoscenza che una donna che conosciamo è vittima di violenza da parte del compagno/marito/amante/fidanzato (violenza intrafamiliare)

Dettagli

J. Delors NELL EDUCAZIONE UN TESORO. Rapporto all UNESCO della Commissione Internazionale sull Educazione per il XXI secolo

J. Delors NELL EDUCAZIONE UN TESORO. Rapporto all UNESCO della Commissione Internazionale sull Educazione per il XXI secolo J. Delors NELL EDUCAZIONE UN TESORO Rapporto all UNESCO della Commissione Internazionale sull Educazione per il XXI secolo L utopia dell educazione L educazione è un mezzo prezioso e indispensabile che

Dettagli

Presentazione Tutti quelli che troverete, chiamateli

Presentazione Tutti quelli che troverete, chiamateli Presentazione Tutti quelli che troverete, chiamateli Presentazione Decisamente stimolanti le provocazioni del brano di Matteo (22,1-14) che ci accompagnerà nel corso dell anno associativo 2013-2014: terzo

Dettagli

Patto europeo. per la salute mentale e il benessere. Bruxelles, 12-13 GIUGNO 2008

Patto europeo. per la salute mentale e il benessere. Bruxelles, 12-13 GIUGNO 2008 Patto europeo per la salute mentale e il benessere CONFERENZA DI ALTO LIVELLO DELL UE INSIEME PER LA SALUTE MENTALE E IL BENESSERE Bruxelles, 12-13 GIUGNO 2008 Slovensko predsedstvo EU 2008 Slovenian Presidency

Dettagli

VENDI QUELLO CHE HAI E SEGUIMI. Commento al Vangelo di p. Alberto Maggi OSM

VENDI QUELLO CHE HAI E SEGUIMI. Commento al Vangelo di p. Alberto Maggi OSM XXVIII TEMPO ORDINARIO 11 ottobre 2009 VENDI QUELLO CHE HAI E SEGUIMI Commento al Vangelo di p. Alberto Maggi OSM Mc 10, 17-30 [In quel tempo], mentre Gesù andava per la strada, un tale gli corse incontro

Dettagli

Descrizione della pratica: 1. Identificazione:

Descrizione della pratica: 1. Identificazione: Descrizione della pratica: 1. Identificazione: Istituto scolastico dove si sviluppa la pratica: Al momento attuale (maggio 2008) partecipano al progetto n. 47 plessi di scuola primaria e n. 20 plessi di

Dettagli

Motivazioni, principi e valori che orientano il processo di revisione degli Statuti del Regnum Christi

Motivazioni, principi e valori che orientano il processo di revisione degli Statuti del Regnum Christi Venga il Tuo Regno! COMISSIONE CENTRALE PER LA REVISIONE DEGLI STATUTI DEL REGNUM CHRISTI Motivazioni, principi e valori che orientano il processo di revisione degli Statuti del Regnum Christi Cari promotori

Dettagli

COSTRUIRE CITTÀ AMICHE DELLE BAMBINE E DEI BAMBINI Nove passi per l azione

COSTRUIRE CITTÀ AMICHE DELLE BAMBINE E DEI BAMBINI Nove passi per l azione UNICEF Centro di Ricerca Innocenti COSTRUIRE CITTÀ AMICHE DELLE BAMBINE E DEI BAMBINI Nove passi per l azione Per ogni bambino Salute, Scuola, Uguaglianza, Protezione Firenze, 15 marzo 2004 UNICEF Centro

Dettagli

DISCERNIMENTO NEL MEDIOEVO

DISCERNIMENTO NEL MEDIOEVO DISCERNIMENTO NEL MEDIOEVO San Bernardo (1090-1153) Jean Gerson (1363-1429) S. Bernardo (1090-1153) Bernardo ha formato la sua saggezza basandosi principalmente sulla Bibbia e alla scuola della Liturgia.

Dettagli

2- Quando entrambi hanno una vita di coppia soddisfacente per cui si vive l amicizia in modo genuino e disinteressato

2- Quando entrambi hanno una vita di coppia soddisfacente per cui si vive l amicizia in modo genuino e disinteressato L amicizia tra uomo e donna. Questo tipo di relazione può esistere? Che rischi comporta?quali sono invece i lati positivi? L amicizia tra uomini e donne è possibile solo in età giovanile o anche dopo?

Dettagli

Pro-seguire INSIEME! - La Valigia delle Rime -

Pro-seguire INSIEME! - La Valigia delle Rime - Pro-seguire INSIEME! - La Valigia delle Rime - Progetto Continuità" Scuola dell Infanzia - Scuola Primaria 2010-11 11 Anno Scolastico 2010 Funzioni Strumentali A. Rubino Scuola Infanzia P. Stramonio Scuola

Dettagli

INDAGINE SUL PART TIME NELLA PROVINCIA DI FIRENZE

INDAGINE SUL PART TIME NELLA PROVINCIA DI FIRENZE INDAGINE SUL PART TIME NELLA PROVINCIA DI FIRENZE Ricerca condotta dall Ufficio della Consigliera di Parità sul personale part time dell Ente (luglio dicembre 007) INDAGINE SUL PART TIME NELLA PROVINCIA

Dettagli

Rapporto dai Questionari Studenti Insegnanti - Genitori. per la Primaria ISTITUTO COMPRENSIVO IST.COMPR. BATTIPAGLIA "GATTO" SAIC83800T

Rapporto dai Questionari Studenti Insegnanti - Genitori. per la Primaria ISTITUTO COMPRENSIVO IST.COMPR. BATTIPAGLIA GATTO SAIC83800T Rapporto dai Questionari Studenti Insegnanti - Genitori per la ISTITUTO COMPRENSIVO IST.COMPR. BATTIPAGLIA "GATTO" SAIC83800T Progetto VALES a.s. 2012/13 Rapporto Questionari Studenti Insegnanti Genitori

Dettagli

attività motorie per i senior euro 22,00

attività motorie per i senior euro 22,00 Le attività motorie Chi è il senior? Quali elementi di specificità deve contenere la programmazione delle attività motorie destinate a questa tipologia di utenti? Quali sono le capacità motorie che necessitano

Dettagli

Adult Literacy and Life skills (ALL) - Competenze della popolazione adulta e abilità per la vita

Adult Literacy and Life skills (ALL) - Competenze della popolazione adulta e abilità per la vita Adult Literacy and Life skills (ALL) - Competenze della popolazione adulta e abilità per la vita 1 di Vittoria Gallina - INVALSI A conclusione dell ultimo round della indagine IALS (International Adult

Dettagli

I Valori del Manifesto Agile sono direttamente applicabili a Scrum:!

I Valori del Manifesto Agile sono direttamente applicabili a Scrum:! Scrum descrizione I Principi di Scrum I Valori dal Manifesto Agile Scrum è il framework Agile più noto. E la sorgente di molte delle idee che si trovano oggi nei Principi e nei Valori del Manifesto Agile,

Dettagli

PROVA DI ITALIANO - Scuola Primaria - Classe Seconda

PROVA DI ITALIANO - Scuola Primaria - Classe Seconda Rilevazione degli apprendimenti PROVA DI ITALIANO - Scuola Primaria - Classe Seconda Anno Scolastico 2011 2012 PROVA DI ITALIANO Scuola Primaria Classe Seconda Spazio per l etichetta autoadesiva ISTRUZIONI

Dettagli

Commento al Vangelo. Domenica 1 giugno 2014 - Ascensione. fra Luca Minuto. Parrocchia Madonna di Loreto Chivasso

Commento al Vangelo. Domenica 1 giugno 2014 - Ascensione. fra Luca Minuto. Parrocchia Madonna di Loreto Chivasso Commento al Vangelo Domenica 1 giugno 2014 - Ascensione fra Luca Minuto Parrocchia Madonna di Loreto Chivasso Dal Vangelo secondo Matteo In quel tempo, gli undici discepoli andarono in Galilea, sul monte

Dettagli

Campo d esperienza: IL SE E L ALTRO

Campo d esperienza: IL SE E L ALTRO Campo d esperienza: IL SE E L ALTRO 1. Il bambino sviluppa il senso dell identità personale, è consapevole delle proprie esigenze e dei propri sentimenti, sa controllarli ed esprimerli in modo adeguato

Dettagli

12 ATTIVARE LE RISORSE DEL GRUPPO CLASSE. Figura 1 OTTO STRATEGIE PER VALORIZZARE IL GRUPPO CLASSE COME RISORSA EDUCATIVA E DIDATTICA

12 ATTIVARE LE RISORSE DEL GRUPPO CLASSE. Figura 1 OTTO STRATEGIE PER VALORIZZARE IL GRUPPO CLASSE COME RISORSA EDUCATIVA E DIDATTICA 12 ATTIVARE LE RISORSE DEL GRUPPO CLASSE Figura 1 OTTO STRATEGIE PER VALORIZZARE IL GRUPPO CLASSE COME RISORSA EDUCATIVA E DIDATTICA LE CARATTERISTICHE PEDAGOGICHE DEL GRUPPO CLASSE 13 1 Le caratteristiche

Dettagli

Proposta di deliberazione che si sottopone all approvazione della Giunta Comunale

Proposta di deliberazione che si sottopone all approvazione della Giunta Comunale Protocollo N. del. Deliberazione N. del ASSESSORATO SERVIZI SOCIALI Proposta N. 66 del 24/03/2015 SERVIZIO SERVIZI SOCIALI Proposta di deliberazione che si sottopone all approvazione della Giunta Comunale

Dettagli

Tra reale e ideale: come gestire e far crescere un organizzazione non profit.

Tra reale e ideale: come gestire e far crescere un organizzazione non profit. Tra reale e ideale: come gestire e far crescere un organizzazione non profit. NID Non profit Innovation Day Università Bocconi Milano, 12 novembre 2014 18/11/2014 1 Mi presento, da dove vengo? E perché

Dettagli

Gruppo Roche. Policy sull Occupazione

Gruppo Roche. Policy sull Occupazione Gruppo Roche Policy sull Occupazione 2 I Principi Aziendali di Roche esprimono la nostra convinzione che il successo del Gruppo dipenda dal talento e dai risultati di persone coscienziose e impegnate nel

Dettagli

Codice deontologico dell Assistente Sociale

Codice deontologico dell Assistente Sociale Codice deontologico dell Assistente Sociale Approvato dal Consiglio Nazionale dell Ordine Roma, 6 aprile 2002 TITOLO I Definizione e potestà disciplinare 1. Il presente Codice è costituito dai principi

Dettagli

LA PROGETTAZIONE Come fare un progetto. LA PROGETTAZIONE Come fare un progetto

LA PROGETTAZIONE Come fare un progetto. LA PROGETTAZIONE Come fare un progetto LA PROGETTAZIONE 1 LA PROGETTAZIONE Oggi il raggiungimento di un obiettivo passa per la predisposizione di un progetto. Dal mercato al terzo settore passando per lo Stato: aziende, imprese, organizzazioni,

Dettagli

Bambini oppositivi e provocatori 9 regole per sopravvivere!

Bambini oppositivi e provocatori 9 regole per sopravvivere! Anna La Prova Bambini oppositivi e provocatori 9 regole per sopravvivere! Chi sono i bambini Oppositivi e Provocatori? Sono bambini o ragazzi che sfidano l autorità, che sembrano provare piacere nel far

Dettagli

STATUTO DELL ASSOCIAZIONE RINNOVAMENTO NELLO SPIRITO SANTO

STATUTO DELL ASSOCIAZIONE RINNOVAMENTO NELLO SPIRITO SANTO STATUTO DELL ASSOCIAZIONE RINNOVAMENTO NELLO SPIRITO SANTO Il presente testo di statuto è stato approvato dal Consiglio Episcopale Permanente nella sessione del 22-25 gennaio 2007. Si consegna ufficialmente

Dettagli

Dall italiano alla logica proposizionale

Dall italiano alla logica proposizionale Rappresentare l italiano in LP Dall italiano alla logica proposizionale Sandro Zucchi 2009-10 In questa lezione, vediamo come fare uso del linguaggio LP per rappresentare frasi dell italiano. Questo ci

Dettagli

LA TEORIA DEL CUCCHIAIO

LA TEORIA DEL CUCCHIAIO 90 ICARO MAGGIO 2011 LA TEORIA DEL CUCCHIAIO di Christine Miserandino Per tutti/e quelli/e che hanno la vita "condizionata" da qualcosa che non è stato voluto. La mia migliore amica ed io eravamo nella

Dettagli

Per una città governabile. Nuove metodologie di lavoro per gestire la complessità e la partecipazione.

Per una città governabile. Nuove metodologie di lavoro per gestire la complessità e la partecipazione. Per una città governabile. Nuove metodologie di lavoro per gestire la complessità e la partecipazione. MICHELE EMILIANO Sindaco del Comune di Bari 12 maggio 2006 Innanzitutto benvenuti a tutti i nostri

Dettagli

ATTIVITÀ GRATUITE A BENEFICIO DI ALTRI

ATTIVITÀ GRATUITE A BENEFICIO DI ALTRI 23 luglio 2014 Anno 2013 ATTIVITÀ GRATUITE A BENEFICIO DI ALTRI Vengono diffusi oggi i risultati della prima rilevazione sul lavoro volontario, frutto della convenzione stipulata tra Istat, CSVnet (rete

Dettagli

Gioco d Azzardo Patologico (GAP): anche la famiglia e gli amici sono coinvolti

Gioco d Azzardo Patologico (GAP): anche la famiglia e gli amici sono coinvolti Gioco d Azzardo Patologico (GAP): anche la famiglia e gli amici sono coinvolti Informazioni e consigli per chi vive accanto ad una persona con problemi di gioco d azzardo patologico Testo redatto sulla

Dettagli

QUESTIONARIO SUGLI STILI DI APPRENDIMENTO

QUESTIONARIO SUGLI STILI DI APPRENDIMENTO QUESTIONARIO SUGLI STILI DI APPRENDIMENTO Le seguenti affermazioni descrivono alcune abitudini di studio e modi di imparare. Decidi in quale misura ogni affermazione si applica nel tuo caso: metti una

Dettagli

Contribuite anche voi al nostro successo.

Contribuite anche voi al nostro successo. Entusiasmo da condividere. Contribuite anche voi al nostro successo. 1 Premi Nel 2009 e nel 2012, PostFinance è stata insignita del marchio «Friendly Work Space» per la sua sistematica gestione della salute.

Dettagli

Celebrazione del 50 anniversario di matrimonio di

Celebrazione del 50 anniversario di matrimonio di 1 Celebrazione del 50 anniversario di matrimonio di N. e N. 2 Celebrare un anniversario non significa rievocare in modo nostalgico una avvenimento del passato, ma celebrare nella lode e nel rendimento

Dettagli

Progetto ideato e organizzato dal Consorzio Gioventù Digitale

Progetto ideato e organizzato dal Consorzio Gioventù Digitale Progetto ideato e organizzato dal Consorzio Gioventù Digitale Referenti: Coordinatore Scuole dott. Romano Santoro Coordinatrice progetto dott.ssa Cecilia Stajano c.stajano@gioventudigitale.net Via Umbria

Dettagli

Modificazioni dello spazio affettivo nel ciclo di vita

Modificazioni dello spazio affettivo nel ciclo di vita Modificazioni dello spazio affettivo nel ciclo di vita di Francesca Battisti Come gestiamo le nostre emozioni? Assistiamo ad esse passivamente o le ignoriamo? Le incoraggiamo o le sopprimiamo? Ogni cultura

Dettagli

Cultura, creatività e sviluppo sostenibile

Cultura, creatività e sviluppo sostenibile Cultura, creatività e sviluppo sostenibile Forse sarebbe necessario che iniziassi correggendo il titolo di questa mia breve introduzione: non cultura, creatività e sviluppo sostenibile, ma cultura globalizzata,

Dettagli

Il colore dei miei pensieri. Pierluigi De Rosa

Il colore dei miei pensieri. Pierluigi De Rosa Il colore dei miei pensieri Pierluigi De Rosa Il colore dei miei pensieri Pierluigi De Rosa 2007 Scrivere.info Tutti i diritti di riproduzione, con qualsiasi mezzo, sono riservati. In copertina: Yacht

Dettagli

DIOCESI DI TORTONA Ufficio Catechistico. L avventora!!! Sussidio per l accompagnamento di bambini e ragazzi nel tempo d Avvento.

DIOCESI DI TORTONA Ufficio Catechistico. L avventora!!! Sussidio per l accompagnamento di bambini e ragazzi nel tempo d Avvento. DIOCESI DI TORTONA Ufficio Catechistico L avventora!!! Sussidio per l accompagnamento di bambini e ragazzi nel tempo d Avvento Anno 2014 (B) E nato per tutti; è nato per avvolgere il mondo in un abbraccio

Dettagli

Profilo e compiti istituzionali dell insegnante della scuola ticinese

Profilo e compiti istituzionali dell insegnante della scuola ticinese Repubblica e Cantone Ticino Dipartimento dell educazione, della cultura e dello sport Profilo e compiti istituzionali Bellinzona, novembre 2014 Repubblica e Cantone Ticino Dipartimento dell educazione,

Dettagli

rancore Vita libera, abbastanza libera, e quindi restituita, nostra unica occasione finalmente afferrata. Una vita libera dal rancore.

rancore Vita libera, abbastanza libera, e quindi restituita, nostra unica occasione finalmente afferrata. Una vita libera dal rancore. Commozione Si commuove il corpo. A sorpresa, prima che l opportunità, la ragionevolezza, la buona educazione, la paura, la fretta, il decoro, la dignità, l egoismo possano alzare il muro. Si commuove a

Dettagli

GLI ITALIANI E LO STATO

GLI ITALIANI E LO STATO GLI ITALIANI E LO STATO Rapporto 2014 NOTA INFORMATIVA Il sondaggio è stato condotto da Demetra (sistema CATI) nel periodo 15 19 dicembre 2014. Il campione nazionale intervistato è tratto dall elenco di

Dettagli