Sistemi informativi aziendali. Il sistema ERP di SAP e le scelte di implementazione effettuate in Generali Italia

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1 Corso di Laurea in Economia e gestione delle aziende Tesi di Laurea Sistemi informativi aziendali. Il sistema ERP di SAP e le scelte di implementazione effettuate in Generali Italia Relatore prof. Daniela Favaretto Laureanda Martina Cecchinato Matricola Anno Accademico

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3 alla mia famiglia

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5 INDICE Indice Elenco delle tabelle Elenco delle figure i v vii Introduzione e sommario 1 1 Sistemi informativi aziendali I sistemi informativi: una definizione I dati e le informazioni Le procedure I mezzi e gli strumenti necessari al trattamento, al trasferimento e all archiviazione di dati e informazioni L impatto dei sistemi informativi sulle aziende L esigenza informativa in azienda: lo schema di Anthony L evoluzione dell Information Technology e dei sistemi informativi automatizzati La prima fase: gli anni Cinquanta e prima metà degli anni Sessanta La seconda fase: dalla seconda metà degli anni Sessanta alla prima metà degli anni Settanta La terza fase: dalla seconda metà degli anni Settanta alla prima metà degli anni Ottanta La quarta fase: dalla seconda metà degli anni Ottanta alla fine degli anni Novanta La quinta fase: dalla seconda metà degli anni Novanta ad oggi Sistemi transazionali Le informazioni operative Categorie di informazione Caratteristiche strutturali delle informazioni operative Caratteristiche funzionali delle informazioni operative I sistemi a supporto delle attività operative aziendali Obiettivi di un sistema transazionale i

6 ii INDICE Le transazioni La pianificazione e il controllo L acquisizione e l organizzazione della conoscenza Il modello relazionale dei dati L elaborazione delle situazioni aziendali I sistemi di Enterprise Resource Planning L evoluzione dei sistemi transazionali integrati: dai sistemi MRP agli xerp Caratteristiche di un sistema ERP Limiti di un sistema transazionale Sistemi informazionali I sistemi informazionali L informazione direzionale Finalità e struttura dei sistemi informazionali I sistemi di data warehousing L ipercubo I fatti Le misure Le dimensioni Le gerarchie L architettura di un sistema di data warehousing Architettura a un livello Architettura a due livelli Architettura a tre livelli Architettura ibrida Le fasi di popolamento di un data warehouse Fase di estrazione Pulizia e trasformazione Caricamento dei dati Tecniche di analisi dei dati La reportistica Le interrogazioni OLAP SAP Il mercato degli ERP SAP, una breve storia dell azienda Il software ERP R/ I moduli SAP SAP ERP Financial SAP ERP Human Capital Management SAP ERP Operations SAP FI TR SAP ERP Financial La struttura di SAP ERP Financial

7 INDICE iii Configurare una company code Configurare la variante anno fiscale Definire il Piano dei Conti Definizione dei gruppi conto La componente a supporto della tesoreria operativa Le anagrafiche di tesoreria Anagrafica degli istituti di credito Anagrafica delle banche interne Impostazioni di comunicazione con le banche I conti Co.Ge. banca e le procedure di contabilizzazione La componente Financial Supply Chain Management Il Cash Management Global Liquidity Forecasting with Liquidity Planner Liquidity Calculation Il caso Generali Italia Il Gruppo Generali I requisiti del progetto Informazioni richieste e presenza nel database di SAP TR Soluzioni identificate per l acquisizione delle informazioni mancanti Implementazioni effettuate Sviluppi per l acquisizione dei saldi contabili dei conti correnti direzionali Creazione delle banche interne di Ex-INAssitalia, delle relative regole contabili e customizing del programma di acquisizione degli e/c Sviluppi per il cruscotto di monitoraggio dell acquisizione degli e/c: Electronic Bank Statement Monitor (EBS Monitor) Sviluppi per l acquisizione dei saldi contabili dei conti agenziali della rete AG Parametrizzazione per acquisizione saldi Conti Agenziali da FS-CD Trasferimento dei saldi da SAP FS-CD a SAP TR Rappresentazione dei saldi agenziali in SAP TR Programmi di creazione del file MT Programma di creazione del file MT940 per i saldi dei conti direzionali Programma di creazione del file MT940 per i conti della rete AG Conclusioni 137 Bibliografia 143

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9 ELENCO DELLE TABELLE 3.1 Confronto tra i sistemi OLAP e i sistemi OLTP Principali operatori OLAP Rapporto Eurostat sul settore information and communication services Rapporto Eurostat Worldwide packaged software revenue by Region and Primary Market, Worldwide packaged software revenue by Top 10 Vendors, ($M) SAP ERP Human Capital Management SAP ERP Operations Componenti SAP v

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11 ELENCO DELLE FIGURE 1.1 Teoria dei costi di transazione e impatto dell information technology sulle aziende Teoria dei costi di agenzia e impatto dell information technology sulle aziende Organizzazione gerarchica tradizionale con un elevato numero di livelli di management Organizzazione "appiattita" derivante dalla riduzione di alcuni livelli di management Schema di Anthony Architettura a un livello Architettura a due livelli Architettura a due livelli con data mart indipendenti Architettura a tre livelli Rapporto Eurostat Rapporto IDC Total Revenue by Region - SAP ($M) Struttura del sistema SAP R/3 a tre livelli I moduli SAP SAP ERP Financial Menù di avvio SAP Implementation Guide (IMG) Schema delle entità organizzative presenti in SAP ERP Financial Transazione OBY6, configurare una company code Transazione OB13, creare un Piano dei Conti Transazione FI01, creare una banca Menù inziale SAP: la componente Cash and Liquidity Management Implementation Guide Customizing, associazione delle causali ABI alla regola contabile dummy Struttura della regola contabile dummy Impostazione creazione registrazioni extra - contabili Schermata di selezione EBS Monitor Esempio di visualizzazione del Monitor vii

12 viii ELENCO DELLE FIGURE 6.7 IMG: Percorso: percorso per la parametrizzazione del CM ripartito Definire sottosistema TR-CM Programma richiamato on-line Transazione FF7A Struttura dei raggruppamenti di CM (raggruppamento AGENZIE) Struttura dei raggruppamenti di CM (raggruppamento AGENZIE_B) Gli step di controllo nella creazione del file MT

13 INTRODUZIONE E SOMMARIO Lo scenario economico in cui devono operare le imprese è ormai da alcuni anni molto dinamico, grazie all apertura dei mercati, alla moneta unica europea e, in generale, grazie alla globalizzazione. Si tratta di fattori che portano ad un aumento delle potenzialità di crescita di un impresa, ma allo stesso tempo comportano anche una maggiore tensione gestionale. Nell era dell informazione uno degli aspetti più rilevanti per il raggiungimento dei vantaggi competitivi che consentono di rimanere nel mercato è la necessità di avere una conoscenza precisa e istantanea degli avvenimenti aziendali e del mondo esterno nel suo complesso. In tale situazione risulta evidente come i sistemi informativi aziendali, nati per automatizzare le attività routinarie dell azienda ed ora in grado di fornire sempre più informazioni strategiche al management di un impresa, siano una delle risorse chiave su cui investire. Lo scopo di questa tesi è proprio lo studio dei sistemi informativi aziendali integrati e la presentazione di uno dei maggiori player del settore, che chi scrive questo elaborato ha avuto modo di conoscere direttamente, attraverso l esperienza lavorativa come consulente aziendale. Per fare questo, inizialmente verrà presentato il settore di mercato di riferimento e come questo si sia modificato negli anni, per poi approfondire nel secondo e terzo capitolo rispettivamente le due tipologie alla base dei sistemi informativi aziendali: i sistemi transazionali e i sistemi a supporto delle decisioni aziendali. Nel quarto capitolo sarà invece presentata l azienda tedesca SAP AG, ad oggi 1

14 2 CAPITOLO 0. INTRODUZIONE E SOMMARIO una delle prime aziende fornitrici al mondo di soluzioni software a supporto delle attività aziendali. Nel quinto capitolo si riporta quindi una breve analisi di alcuni aspetti del modulo SAP ERP Financial. Questa presentazione del modulo contabile, ed in particolare l ampia parte dedicata alla gestione della Tesoreria offerta da questo sistema, vuole essere la base per comprendere meglio le attività svolte in qualità di Consulente SAP presso un importante cliente, Generali Italia S.p.A., e riportate nel sesto e ultimo capitolo del presente elaborato.

15 Capitolo 1 SISTEMI INFORMATIVI AZIENDALI 1.1 I sistemi informativi: una definizione Il concetto di sistema informativo ha iniziato a ricoprire un ruolo rilevante nello studio e nella letteratura, quale entità con un proprio ruolo e una propria funzione, a partire dagli anni Sessanta. Ad oggi esistono numerose definizioni di sistema informativo: a seconda del campo di studio a cui appartiene l autore, si incontrano definizioni che ne evidenziano l aspetto tecnico e tecnologico, altre ne sottolineano l aspetto sistemico, altre ancora pongono l accento sulla questione aziendale. Ecco di seguito alcuni esempi: «Un sistema informativo può essere definito come un insieme di elementi interconnessi che raccolgono (o ricercano), elaborano, memorizzano e distribuiscono informazioni per supportare le attività decisionali e di controllo di un azienda.» 1 «Un insieme di strumenti applicativi in grado di integrare secondo uno schema unitario di gestione dei dati e delle informazioni tutte le aree aziendali.» 2 «Insieme dei flussi informativi, prodotti con varie metodologie, destinate a supportare il sistema delle decisioni aziendali ed a soddisfare le esigenze d informazione per le decisioni esterne.» 3 1 Laudon, et al., Agliati, Rugiadini,

16 4 CAPITOLO 1. SISTEMI INFORMATIVI AZIENDALI «Quella rete informativa intesa al supporto di tutti i centri di controllo e di decisione.» 4 «Il primario strumento di aumento della capacità di comunicazione ed adattamento all ambiente e di riduzione del suo costo.» 5 In tutte queste definizioni si possono comunque identificare dei tratti comuni. Innanzitutto dalle definizioni studiate emerge lo scopo, l obiettivo del sistema informativo: fornire informazioni utili all utente. Se l utente di riferimento è il top management, queste informazioni devono fornire l adeguato supporto per prendere decisioni strategiche, per affrontare al meglio l ambiente competitivo di riferimento. Se l utente è l ufficio preposto al controllo di gestione, le informazioni fornite dal sistema informativo aziendale devono consentire di valutare l andamento della gestione aziendale. Infine, se il destinatario è il middle management le informazioni devono consentire di prendere le corrette decisioni per implementare la strategia definita dai vertici aziendali. In generale, come ha scritto Davenport, «i sistemi informativi aziendali sono stati progettati per risolvere il problema della frammentazione delle informazioni nelle grandi organizzazioni». 6 Le definizioni consentono inoltre di identificare gli elementi che compongono un sistema informativo. Questi elementi possono essere ripartiti in tre classi: i dati e le informazioni, le procedure, i mezzi e gli strumenti necessari al trattamento, al trasferimento e all archiviazione di dati e informazioni I dati e le informazioni Il sistema informativo rappresenta i fenomeni aziendali elementari attraverso la registrazione e la memorizzazione di dati. Una delle ipotesi del funzionamento di un sistema informativo è, dunque, che questo sia in grado di raccogliere, memorizzare ed elaborare i dati provenienti da tutte le varie aree aziendali. In 4 Forrester, Galbraith, Davenport, jul - aug 1998

17 1.1. I SISTEMI INFORMATIVI: UNA DEFINIZIONE 5 questo modo il sistema può ottenere e fornire le informazioni necessarie all utente. Recentemente, si richiede inoltre che il sistema informativo sia anche in grado di reperire e trattare i dati provenienti dalle realtà esterne ai confini propri dell azienda. I dati possono essere suddivisi in quattro categorie: dati di configurazione (ne sono degli esempi l esercizio corrente o la divisa interna utilizzata in un gruppo societario); dati operativi (cioè quei dati che consentono di ottenere informazioni associate all avanzamento di una lavorazione o di un pagamento); dati di supporto (come ad esempio il nome del server web attraverso cui un cliente ha inoltrato un ordine via Internet); dati di stato (come lo stato del magazzino o il fatturato aziendale alla data odierna). Se i dati sono l input del sistema informativo, le informazioni ne sono chiaramente il suo output. I dati infatti altro non sono che semplici fatti rappresentanti gli accadimenti aziendali o del contesto competitivo di riferimento; mentre le informazioni sono il risultato di un elaborazione di questi, in una forma in grado di fornire conoscenza. 7 Solitamente un sistema informativo aziendale gestisce prevalentemente conoscenza strutturata. Con tale espressione ci si riferisce alla conoscenza esplicita, derivante dall uso di documenti e regole formali. 8 Oltre a questo tipo di conoscenza gli autori Laudon K. e Laudon J. riconoscono anche la cosiddetta conoscenza semi-strutturata: cioè l insieme delle informazioni digitali in possesso ad una impresa, ma non presenti nei report formali. Infine, a questi tipi di conoscenza, si contrappone la conoscenza tacita, cioè quel tipo di conoscenza non presente in forma scritta, ma propria di un singolo individuo, derivante dalle sue esperienze pregresse. Si deve poi aggiungere che la struttura del sistema informativo, dovendo questo fornire informazioni all utente finale, dipende direttamente dalla specifica esigenza informativa dei vari ruoli aziendali. 9 Ciò significa che i dati considerati rilevanti dipendono dalle 7 Laudon, et al., Laudon, et al., Per maggiori dettagli relativi alla relazione ruolo aziendale/necessità informativa vedere il paragrafo 1.3

18 6 CAPITOLO 1. SISTEMI INFORMATIVI AZIENDALI informazioni che l utente ha richiesto al sistema di gestire. Conseguentemente la logica che definisce la rappresentazione della conoscenza in azienda condiziona la possibilità e il modo, per il sistema, di estrarre da singoli dati le informazioni ricercate Le procedure Le procedure rappresentano la parte dinamica del sistema informativo, consentendo la rappresentazione della realtà. 10 In questo senso, le procedure dipendono e riflettono i processi aziendali che intendono supportare, specificando e attuando le sequenze di azioni che consentono al sistema di rilevare, manipolare e memorizzare i dati e di interfacciarsi con l utente. Le procedure si possono distinguere in funzione al loro scopo: si hanno, per esempio, le procedure dedicate all acquisizione dei dati, quelle per il controllo e l elaborazione delle informazioni, quelle usate per la pianificazione, etc. La struttura del sistema informativo, quindi, dipende da un lato, dai dati che si possono e si vogliono estrarre e trattare, dall altro dalla struttura organizzativa dell impresa e dai processi che si intendono gestire con il sistema informativo. Allo stesso tempo però la struttura del sistema informativo definisce e vincola il sistema delle informazioni aziendali analizzate, cioè l insieme delle informazioni qualitative e quantitative relative allo stato passato, presente e futuro dei fenomeni aziendali gestiti I mezzi e gli strumenti necessari al trattamento, al trasferimento e all archiviazione di dati e informazioni Nella definizione del sistema informativo aziendale sono inoltre rilevanti tutti gli strumenti utilizzati, che rendono possibile la raccolta dei dati, l elaborazione di procedure e la distribuzione dell informazione all interno dell azienda. 11 In questo senso i sistemi informativi formalizzati si dividono in sistemi computerizzati 10 Pighin, et al., Seconda edizione 11 Pighin, et al., Seconda edizione

19 1.2. L IMPATTO DEI SISTEMI INFORMATIVI SULLE AZIENDE 7 o sistemi manuali. 12 I sistemi manuali altro non sono che i sistemi che utilizzano carta e penna; al contrario i sistemi informativi computerizzati (CBIS, Computer- Based Information Systems) elaborano e distribuiscono le informazioni attraverso tecnologie hardware e software. 1.2 L impatto dei sistemi informativi sulle aziende L introduzione dei sistemi informativi aziendali è il risultato della richiesta di avere informazioni aggiornate e disponibili nel momento in cui sono necessarie a tutti coloro che, con il proprio operato, aumentano il valore dell impresa stessa. Il motivo per cui le imprese stanno investendo in information technology e nei sistemi informativi aziendali risiede quindi nella loro potenzialità di creare un valore economico reale per l azienda. 13 L impatto economico derivante dall uso dei sistemi informativi si apprezza in termini di variazione dei costi relativi del capitale e delle informazioni. 14 Le tecnologie che supportano i sistemi informativi possono essere infatti considerate un fattore produttivo aziendale, al pari del capitale e del lavoro. Se i costi di queste tecnologie diminuiscono, da un lato, è plausibile pensare che le tecnologie sostituiscano la forza lavoro tradizionale, dall altro si può assistere ad un aumento degli investimenti nell IT invece che in altre forme di investimento, giustificati dal miglior costo-opportunità offerto dalle tecnologie in questione. L IT ha però il suo maggior impatto sul costo e sulla qualità delle informazioni. 15 In questo senso le tecnologie che supportano i sistemi informativi abbassano i costi di transazione, cioè quei costi derivanti dalla partecipazione al mercato. Secondo la teoria dei costi di transazione infatti le imprese cercano di ridurre i costi relativi al reperimento delle informazioni, come cercano di ridurre quelli della produzione. Tradizionalmente per raggiun- 12 Laudon, et al., Laudon, et al., Laudon, et al., Per approfondimenti sulle tipologie di costi, vedere Isotta, 2007

20 8 CAPITOLO 1. SISTEMI INFORMATIVI AZIENDALI gere tale obiettivo le imprese optavano per scelte di integrazione verticale. Oggi, grazie ai sistemi IT e all uso delle reti, le imprese possono ridurre i loro costi di transazione mantenendo al contempo una struttura flessibile, adatta all attuale mercato. Figura 1.1: Teoria dei costi di transazione e impatto dell information technology sulle aziende I costi di transazione non sono però gli unici costi che l IT consente di ridurre: potenzialmente anche i costi interni di gestione, chiamati costi di agenzia, possono essere minimizzati. Questo perché, grazie alla riduzione delle difficoltà di accesso e analisi delle informazioni offerte dell IT, diventa più semplice per i manager gestire un numero maggiore di dipendenti. La riduzione dei costi di agenzia si traduce a sua volta, a livello organizzativo, in un appiattimento delle gerarchie aziendali: grazie alla disponibilità delle informazioni infatti si può diffondere il potere decisionale attraverso tutta la struttura gerarchica aziendale. La normale conseguenza di una diffusione del potere de-

21 1.2. L IMPATTO DEI SISTEMI INFORMATIVI SULLE AZIENDE 9 Figura 1.2: Teoria dei costi di agenzia e impatto dell information technology sulle aziende cisionale è, quindi, una riduzione dei livelli organizzativi. In aggiunta, l aumento delle informazioni e la facilità di reperimento delle stesse consente di poter organizzare la struttura aziendale in modo che risulti più flessibile a eventuali cambiamenti, necessari per rimanere nel mercato e sfruttare nuove possibilità. In definitiva i sistemi informativi, diffondendo la conoscenza all interno dell azienda, permettono ai manager di prendere decisioni più oculate o che migliorano l esecuzione dei processi di business, conseguentemente il risultato è quello di incrementare i profitti e/o ridurre i costi.

22 10 CAPITOLO 1. SISTEMI INFORMATIVI AZIENDALI Figura 1.3: Organizzazione gerarchica tradizionale con un elevato numero di livelli di management Figura 1.4: Organizzazione "appiattita" derivante dalla riduzione di alcuni livelli di management

23 1.3. L ESIGENZA INFORMATIVA IN AZIENDA: LO SCHEMA DI ANTHONY L esigenza informativa in azienda: lo schema di Anthony L esigenza informativa, come anticipato, non è definibile a livello aziendale nel suo complesso, ma ovviamente dipende dal tipo di attività che la singola persona deve svolgere all interno dell organizzazione. Un noto schema che rappresenta efficacemente la diversa necessità di informazioni a livello aziendale è il modello sviluppato nel 1965 dall economista R. Anthony. Questo modello individua in un organizzazione tre diversi livelli, ognuno dei quali dedicato a obiettivi diversi, di tipo gestionale od operativo, riferiti a un differente orizzonte temporale (fig. 1.5). Ciascun livello interagisce con quelli adiacenti, in modo da consentire la pianificazione e controllo di gestione, e quindi verificare i risultati aziendali e decidere le eventuali azioni correttive necessarie. I livelli di cui sopra sono: a) livello direzionale-strategico; b) livello direzionale-tattico; c) livello operativo. Per ciascun livello si hanno profili, oltre che professionali, informativi diversi. L informazione di cui hanno bisogno gli utenti dei tre livelli, cioè, si differenzia per la quantità dei dati, per il loro grado di aggregazione, per la loro provenienza, e per la frequenza con cui avviene la loro consultazione. 1. Il livello direzionale-strategico identifica il top management, il cui obiettivo primario è quello di garantire la sopravvivenza e la crescita dell azienda nel mercato. L orizzonte di rifermento è quindi il lungo periodo. Le informazioni richieste da questo livello sono sintetiche, diversificate e poco strutturate. 16 Sono informazioni che devono consentire ai vertici aziendali di valutare le tendenze del mercato e le performance aziendali, in modo da individuare e pianificare le scelte migliori per la crescita aziendale. Per consentire tutto ciò, le informazioni necessarie sono estremamente varie, e non possono limitarsi a provenire dall ambiente interno dell azienda, è an- 16 Pighin, et al., Seconda edizione

24 12 CAPITOLO 1. SISTEMI INFORMATIVI AZIENDALI Figura 1.5: Schema di Anthony zi necessario che queste siano per buona parte provenienti anche da fonti esterne. All utente di riferimento è richiesta, per svolgere il suo compito di decisore, un elevata capacità di interpretazione, che può essere supportata da sistemi informativi che forniscono dati estremamente sintetici e poco strutturati, provenienti dall interno e dall esterno dell azienda Il livello direzionale-tattico, di competenza del middle management, si occupa della definizione di obiettivi a breve termine che riflettano il piano strategico aziendale definito dal livello superiore della piramide. Oltre alla definizione degli obiettivi, i manager del livello tattico devono fornire i piani esecutivi per raggiungere tali obiettivi, sono inoltre responsabili del periodico controllo dei risultati ottenuti. Le informazioni richieste da questo livello sono il risultato di una sintesi dei dati estratti principalmente da quei sistemi che supportano il livello operativo, anche se in alcuni ca- 17 Pighin, et al., Seconda edizione

25 1.3. L ESIGENZA INFORMATIVA IN AZIENDA: LO SCHEMA DI ANTHONY 13 si, come nella gestione delle eccezioni, il manager si avvale anche di dati analitici. In generale quindi i dati utilizzati per prendere decisioni provengono principalmente dall azienda, e solitamente sono di tipo strutturato, ma sintetico. 3. Il livello operativo è quello che attua i piani definiti dal livello tattico: occupandosi dello svolgimento delle attività correnti. Le registrazioni degli eventi aziendali nel sistema informativo avvengono in questo livello della struttura organizzativa. Gli utenti qui considerati interagiscono con il sistema informativo costantemente, trattando un volume elevato di dati analitici, di provenienza interna all azienda. La forma piramidale di questo modello rappresenta il tipo di informazione utilizzata nei vari livelli organizzativi della struttura di un azienda: i livelli operativi, alla base della piramide, hanno bisogno di informazione dettagliata e aggiornata, ciò significa un elevato numero di dati; man mano che si sale lungo la struttura gerarchica, la necessità di molte informazioni dettagliate decresce, in favore di un informazione sempre più sintetica che consenta di valutare lo stato aziendale nel suo insieme. La necessità di esigenze informative differenti all interno di un azienda ha portato nel corso del tempo a una distinzione tra sistemi informativi orientati alle decisioni e sistemi orientati al supporto dell operatività e al controllo sistematico delle attività aziendali. 18 Sebbene la maggior parte dei tradizionali sistemi informativi, orientati al supporto operativo, contenga anche alcune funzioni di supporto alla decisioni strategiche e tattiche, non risultano però sufficientemente elastici per indagare situazioni non previste. Da qui la necessità di separare i due ambiti, in modo da fornire gli strumenti più adatti a ciascun livello aziendale Pighin, et al., Seconda edizione 19 Le due tipologie di sistemi informativi verranno ampiamente discusse nei successivi capitoli

26 14 CAPITOLO 1. SISTEMI INFORMATIVI AZIENDALI 1.4 L evoluzione dell Information Technology e dei sistemi informativi automatizzati Prima di descrivere le specifiche dei vari tipi di sistemi informativi di cui si è accennato nel corso del precedente paragrafo, si presenta una breve descrizione dell evoluzione storica del campo dei sistemi informativi, così da poter apprezzare maggiormente le caratteristiche che contraddistinguono ciascuna tipologia di sistema informativo. Volendo tracciare un percorso storico dell evoluzione del campo dei sistemi informativi aziendali, è possibile individuare cinque fasi fondamentali di sviluppo, di seguito esposte, identificabili principalmente grazie ai grandi cambiamenti tecnologici e per l obiettivo che il management assegna ai sistemi informativi stessi La prima fase: gli anni Cinquanta e prima metà degli anni Sessanta La prima fase che si può riscontrare è quella a cavallo degli anni Cinquanta e Sessanta. Fino alla fine degli anni Cinquanta l uso dei calcolatori è principalmente esclusivo dei centri militari e degli istituti di ricerca, si tratta di macchine di enormi dimensioni usati per elaborare grandi quantità di dati, almeno secondo gli standard dell epoca. Nella metà degli anni Sessanta si assiste però all emergere di fasce di mercato differenti: da un lato troviamo i grandi calcolatori prodotti da IBM e CDC, dal costo di milioni di dollari, usate dagli istituti di ricerca per calcoli scientifici; dall altra, le prime macchine commerciali, per lo più prodotte da IBM, meno costose e performanti rispetto alle macchine ad uso scientifico. 21 Anche le grandi imprese iniziano quindi ad introdurre le tecnologie informatiche per automatizzare i processi di livello operativo. Il motivo per cui le tecnologie informatiche vengono inizialmente introdotte in azienda è la ricerca di maggiore 20 Le date che contraddistinguono queste fasi sono da ritenersi indicative. 21 visitato il

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