Caratteristiche farmacologiche e razionale di impiego dei fattori di crescita mielopoietici

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "Caratteristiche farmacologiche e razionale di impiego dei fattori di crescita mielopoietici"

Transcript

1 Periodico della Società Italiana di Farmacologia - fondata nel ANNO VIII n. 32 Dicembre 2012 Riconosciuto con D.M. del MURST del 02/01/ Iscritta Prefettura di Milano n. 467 pag. 722 vol. 2 ISSN Caratteristiche farmacologiche e razionale di impiego dei fattori di crescita mielopoietici Marzia Maria Del Re, Anna Elisabetta Brunetti*, Nicola Silvestris*, Romano Danesi UOC Farmacologia Clinica, Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana, Pisa *UOC Oncologia Medica e Sperimentale, IRCCS Oncologico Giovanni Paolo II, Bari Introduzione Le tossicità indotte dalla chemioterapia possono influenzare negativamente l esito del trattamento e, tra queste, la neutropenia riveste un ruolo di particolare importanza, in quanto può manifestarsi con febbre e richiedere l ospedalizzazione del paziente mettendone a rischio la vita. Il tasso di mortalità associato a neutropenia febbrile varia dal 2 al 21% ed il rischio di morte aumenta in funzione di vari fattori, tra cui lo stato generale del paziente, il tipo di tumore, la presenza di comorbilità e le infezioni sopraggiunte. Inoltre, la comparsa di tossicità midollare costringe il clinico a ridurre la dose del trattamento chemioterapico o ad interromperlo compromettendo l efficacia della terapia antitumorale. I dati della letteratura scientifica sono concordi nel dimostrare che una riduzione dell intensità di dose, a causa di interruzione o riduzione del trattamento, può compromettere la sopravvivenza dei pazienti che ricevono trattamenti di tipo curativo o adiuvante (1, 2, 3). Il fattore di crescita dei granulociti (G-CSF) stimola la proliferazione e la sopravvivenza dei neutrofili e dei loro precursori, riducendo l incidenza, la durata e la gravità degli eventi neutropenici in molti tipi di regimi chemioterapici. In particolare, è stato esaminato il ruolo della profilassi primaria con G-CSF sullo sviluppo di neutropenia febbrile e sulle sue complicanze in 17 studi clinici randomizzati con 3493 pazienti arruolati ed ha dimostrato che il decesso in seguito ad infezioni è stato osservato nel 2,8% dei controlli e nell 1,5% dei pazienti trattati con G-CSF. Inoltre il decesso precoce per altre cause durante il trattamento è stato osservato nel 5,7% dei pazienti di controllo e nel 3,4% di quelli trattati con G- CSF (4). Ad oggi le linee-guida per l uso del G-CSF per la profilassi della neutropenia febbrile sono state elaborate dell ASCO (American Society of Clinical Oncology), dall EORTC (European Organisation for Research and Treatment of Cancer) e dall NCCN (National Comprehensive Cancer Network), ma la reale pratica clinica sembra variare molto dal corretto utilizzo dei fattori di crescita, sia per quanto riguarda il tempo di inizio e la durata del trattamento, che per la quantità di fattore di crescita somministrata (5, 6, 7). L utilizzo del G-CSF è stato esaminato in pazienti affetti da tumore del polmone e del colon in trattamento chemioterapico e gli autori hanno riportano che la maggior parte dell uso di G-CSF non era finalizzato alla profilassi primaria o secondaria, come da linee-guida, ma veniva somministrato all occorrenza in risposta alla neutropenia febbrile e lo scopo della chemioterapia (palliativa vs curativa) non sembrava influenzare la decisione dell uso di G-CSF (8, 9, 10, 11). Considerando il ruolo fisiologico del G-CSF nella granulopoiesi e nei relativi modelli biologici della cinetica cellulare del midollo osseo dopo chemioterapia, in questo articolo verranno analizzati i dati farmacologici relativi all applica- Quaderni della SIF (2012) vol

2 zione delle linee guida in clinica per l ottimizzazione della profilassi della neutropenia febbrile con G-CSF in pazienti adulti affetti da tumori solidi. Fisiologia della granulopoiesi La granulopiesi è un processo fisiologico che avviene nel midollo osseo a partire da cellule staminali emopoietiche (HSCs) che producono giornalmente circa 120x10 9 granulociti. Le HSCs sono generalmente quiescenti e solo una frazione di queste entra nel ciclo cellulare per generare i progenitori e diventare cellule attive. La differenziazione completa da HSCs a granulociti è un processo multi-stadio che impiega nel midollo umano circa 7 10 giorni e attraversa vari stadi di maturazione, durante i quali le cellule acquisiscono specifici aspetti morfologici e vanno incontro alla progressiva perdita del potenziale di proliferazione. La differenziazione è guidata da fattori di crescita definiti citochine ad azione precoce (early acting, es. il fattore di crescita dei granulociti-macrofagi GM-CSF) e ad azione tardiva (late acting, es. il fattore di crescita dei granulociti G-CSF). Il segnale delle citochine early-acting promuove la differenziazione delle HSCs nei progenitori comuni linfoidi o mieloidi. I progenitori comuni mieloidi possono differenziarsi in progenitori dei megacariociti-eritrociti o dei granulociti-monociti, dai quali le citochine late-acting infine inducono la differenziazione in neutrofili, monociti, basofili ed eosinofili. Il primo precursore granulocitario identificabile è il mieloblasto, una cellula scarsamente granulata con un nucleo molto prominente; le cellule generate dai mieloblasti, cioè i promielociti e i mielociti, sono cellule che si dividono e costituiscono, insieme ai mieloblasti, il pool mitotico (Fig. 1). Il pool post-mitotico o maturativo è invece costituito da metamielociti e da neutrofili immaturi mentre il pool periferico (Fig. 1) è costituito da neutrofili maturi la cui vita è inferiore a ore (8). Nella famiglia dei fattori di crescita granulocitari, il G-CSF è l induttore predominante della differenziazione dei granulociti (12). Il G-CSF è una proteina secreta da cellule infiammatorie, reticoloendoteliali, fibroblasti e cellule Fig. 1 Rappresentazione schematica del modello di granulopoiesi umana con indicazione della sensibilità alla chemioterapia citotossica e al G-CSF in rapporto alla densità di G-CSFR. dello stroma del midollo osseo. Il G-CSF ha molteplici funzioni; infatti, promuove la proliferazione delle HSCs in sinergia con le interleuchine IL-3, IL-1, IL-6 ed i fattori di crescita delle cellule staminali, nonché la differenziazione delle cellule mielopoietiche nel midollo osseo. Inoltre favorisce l attivazione dei neutrofili, aumentando la chemiotassi dei neutrofili maturi, l adesione, l attività fagocitaria, la produzione di superossido e la citotossicità cellulare anticorpo-mediata. Il G-CSF è anche un elemento essenziale per le granulopoiesi di emergenza, in risposta ad infezioni batteriche ed in aggiunta alle normali funzioni dei neutrofili (12). Per l uso ottimale del G-CSF sono state esaminate molte variabili cliniche, compreso il tipo di trattamento somministrato (13). Tuttavia, i modelli preclinici sono quelli che hanno offerto le migliori possibilità di lettura dei fenomeni biologici collegati alla fisiopatologia della granulopoiesi. L importanza del G-CSF nella granulopoiesi è stata dimostrata in studi condotti su modelli sperimentali murini; nei modelli animali in cui il recettore del G- CSF (G-CSFR) era geneticamente deleto, gli animali risultavano affetti da neutropenia grave (12). Il G-CSFR deriva dalla superfamiglia di tipo 1 del recettore delle citochine; a seguito del legame del G-CSF al suo recettore avviene la dimerizzazione di due catene di G- CSFR al quale segue una rapida fosforilazione dei residui di tirosina del dominio intracellulare del recettore con conseguente attivazione dei segnali cellulari JAK/STAT, PI3K/PKB/Akt e MAPK, coinvolti nella trasduzione del segnale di proliferazione e differenziazione (8, 12, 15). Il G-CSFR è espresso dai progenitori mieloidi fino alle cellule mature ed i suoi livelli di espressione aumentano con i livelli di maturazione granulocitaria, raggiungendo il numero massimo nei neutrofili periferici (Fig. 1) (14). Da questa evidenza ne conse Quaderni della SIF (2012) vol. 32

3 gue che la sensibilità delle cellule all azione del G-CSF è massima nelle cellule periferiche e del pool post-mitotico e minima nelle cellule del pool mitotico; l opposto si osserva per quanto concerne la sensibilità agli effetti tossici della chemioterapia (Fig. 1). Tutte le mutazioni riportate nel gene del G-CSFR e/o nei suoi effettori potrebbero giocare un ruolo nella risposta al G-CSF, determinando le variazioni interindividuali nell attività del farmaco (16) che possono altresì dipendere dalla variabilità farmacocinetica e/o farmacodinamica, dall età, dalla funzionalità d organo e dalle interazioni con terapie concomitanti. Definizione del rischio di neutropenia: dai modelli clinici ai fattori molecolari Le linee guida American Society of Clinical Oncology (ASCO), NCCN (National Comprehensive Cancer Network) ed EORTC (European Organization for Research and Treatment of Cancer) risultano concordi nel riconoscere l importanza della valutazione dei fattori di rischio correlati al paziente, quali la presenza di malattia in stadio avanzato o la malattia non controllata, uno scarso performance status, l età superiore ai 65 anni, precedenti episodi di neutropenia febbrile, precedenti trattamenti chemioterapici, gravi comorbidità o ancora la presenza di leucopenia basale o il coinvolgimento del midollo osseo nel processo neoplastico per l uso dei fattori di crescita mieloidi filgrastim, lenograstim o peg-filgrastim (5, 6, 7). In particolare, il ruolo dell età come possibile cofattore di suscettibilità a complicanze legate alla neutropenia è stato ampiamente esaminato in diversi studi che hanno dimostrato che il fattore età, da solo, non è un indicatore affidabile del rischio di complicanze da trattamento; tuttavia questa tipologia di pazienti necessita di una valutazione geriatrica globale (11). Diversi studi clinici, disegnati per ottenere una stima dell incidenza della neutropenia sulla base dei suddetti fattori di rischio, sono stati realizzati allo scopo di identificare i pazienti a maggior probabilità di mielosoppressione, quelli che subivano una riduzione dell intensità di dose e/o che presentavano neutropenia febbrile durante la chemioterapia per tumore della mammella, linfoma non Hodgkin (LNH) e vari tipi di neoplasie (17). Lyman e collaboratori hanno valutato la probabilità di un episodio di neutropenia febbrile sulla base del numero di fattori di rischio e hanno pertanto dimostrato che il rischio di neutropenia febbrile era inferiore nei pazienti che presentavano meno di tre fattori di rischio, mentre risultava maggiore durante il primo ciclo di chemioterapia (18). Successivamente, gli stessi autori hanno sviluppato e validato un modello prospettico di analisi del rischio clinico di neutropenia febbrile in pazienti con neoplasie solide o linfomi (19). I risultati di questo studio hanno confermato che, dopo opportune modifiche per tipo di tumore ed età, i fattori di rischio indipendenti più rilevanti nell ambito di un analisi multicentrica comprendevano una precedente chemioterapia, l alterazione della funzionalità epatica e renale e bassi valori iniziali di conteggio dei leucociti/granulociti. Al fine di identificare potenziali biomarcatori predittivi di risposta al G-CSF, sono stati condotti studi genetici e funzionali sui fattori di crescita. Martìn-Antonio P. hanno analizzato le caratteristiche genetiche associate alla mobilizzazione delle cellule CD34+ in 112 soggetti sani trattati con G-CSF (filgrastim, 10 mg/kg per 5 giorni), riscontrando che le varianti genetiche di VCAM1 e CD44 erano associate con il numero di cellule CD34+ mobilizzate nel sangue periferico dopo somministrazione di G-CSF (20). Gli autori hanno concluso che la variabilità genetica delle molecole coinvolte nella migrazione e nell homing delle cellule CD34+ influenza il grado di mobilitazione di queste cellule, sottolineando la complessità delle variabili che devono essere prese in considerazione nella scelta di un trattamento. Uso del G-CSF per la profilassi primaria e secondaria della neutropenia febbrile Le linee guida disponibili identificano tre categorie di trattamento a rischio di sviluppare la neutropenia febbrile: alto (> 20%), intermedio (10-20%) e basso rischio (<10%) (21). Le linee guida sono coerenti nel consigliare la profilassi primaria con G-CSF quando il rischio di neutropenia febbrile è del 20% o superiore, nessuna profilassi quando la probabilità è del 10%, mentre nella categoria con rischio del 10-20% è necessaria la valutazione individuale. Dopo il primo ciclo di chemioterapia, secondo le linee guida NCCN ed EORTC, la valutazione del rischio deve essere effettuata prima di ogni ciclo successivo. Se si verifica un episodio di neutropenia febbrile o di neutropenia dovuto alla chemioterapia, il paziente verrà considerato ad alto rischio. La profilassi secondaria dovrebbe essere effettuata in quei pazienti che sviluppano una neutropenia febbrile, anche se si tratta di soggetti trattati con regimi chemioterapici che rientrano nella categoria a basso rischio, oppure quando si ritiene importante mantenere l intensità di dose. Tuttavia, la riduzione della dose o un ritardo nella somministrazione dovrebbero essere presi in considerazione nel caso di pazienti che ricevono chemioterapia con intento palliativo o in coloro che presentano tossicità non-ematologiche di grado 3-4. Schema ottimale di somministrazione del G-CSF in rapporto alla fisiopatologia della granulopoiesi Le linee guida internazionali concordano circa l inizio (24-72 ore dopo la somministrazione di un regime chemioterapico mielotossico), il dosaggio e la durata della somministrazione del G-CSF. In particolare, l impiego del G-CSF deve essere Quaderni della SIF (2012) vol

4 62 - Quaderni della SIF (2012) vol. 32 proseguito sino al raggiungimento di un conteggio assoluto dei neutrofili (ANC) di almeno 2-3x10 9 /l, in accordo con le linee guida ASCO. Il pegfilgrastim, ossia la formulazione del filgrastim coniugata con PEG (polietilenglicole), che conferisce una lunga durata d azione, deve essere somministrato in una singola dose 24 h dopo la chemioterapia. Infatti, questa modificazione molecolare del filgrastim limita efficacemente la filtrazione renale e riduce la degradazione metabolica che si verifica a livello epatico. Al contrario delle forme non pegilate del G-CSF, il pegfilgrastim è principalmente catabolizzato dai neutrofili per cui la concentrazione del farmaco è regolata dal conteggio dei neutrofili. La durata della tossicità midollare e della conseguente neutropenia sono influenzate dalle condizioni del paziente e dal regime terapeutico impiegato (13), specialmente per quanto riguarda il dosaggio e il tipo dei singoli farmaci citotossici utilizzati che possono avere effetti divergenti sulla sintesi del DNA e sulla numerosità delle cellule staminali midollari. Le cellule staminali ematopoietiche, il pool mitotico ed i neutrofili circolanti sono regolati da un feedback negativo: all inizio del trattamento chemioterapico si assiste alla deplezione del compartimento mitotico, mentre in misura minore vengono danneggiate le HSCs, ed i compartimenti post-mitotico/differenziativo e periferico (Fig. 2). Per compensare il danno sul pool mitotico una frazione significativa di HCSs entra nel ciclo cellulare, causando in tal modo la diffusione del danno al compartimento delle HSCs e riducendo il pool post-mitotico dei neutrofili: tale fenomeno conduce alla neutropenia (8). Infatti, al nadir del trattamento i compartimenti mitotico e post-mitotico risultano completamente impoveriti di cellule (Fig. 2) ed i livelli di neutrofili iniziano ad aumentare solo quando il farmaco citotossico viene eliminato dall organismo e, a causa della neutropenia stessa, avviene una produzione compensatoria endogena di G-CSF che raggiunge il suo massimo in corrispondenza del nadir (22). I chemioterapici influenzano il tempo e l inizio della neutropenia in modo differente tra loro. Per esempio, la neutropenia che deriva dagli agenti alchilanti e dalle antracicline si sviluppa dopo 1-3 settimane a causa del loro effetto precoce sulle cellule progenitrici; al contrario, la neutropenia si manifesta immediatamente dopo il trattamento chemioterapico quando si impiegano farmaci come l idrossiurea, la ciclofosfamide, la doxorubicina e l etoposide. Il G-CSF ricombinante comporta un tempo di transizione più breve nel passaggio da cellula staminale adulta a neutrofilo maturo, portando all immissione in circolo di un numero maggiore di neutrofili circolanti funzionali (23). Poichè è accertato che gli effetti del G-CSF sul midollo osseo sono legati alla popolazione di cellule che compongono il pool mitotico e post-mitotico, è possibile pensare che la somministrazione del fattore di crescita risulti efficace se effettuata poco dopo la chemioterapia ed al contrario inadeguata quando eseguita al nadir, cioè quando le cellule midollari sono fortemente ridotte (8) (Fig. 2). In sintesi, si può ragionevolmente affermare che la tempistica ottimale di somministrazione del G- CSF dovrebbe avvenire: 1. dopo la clearance del chemioterapico, poiché l effetto proliferativo del G-CSF può aumentare il numero di cellule midollari chemiosensibili; 2. quando il numero di cellule del pool mitotico midollare è ancora rilevante; 3. per un numero di giorni sufficiente a stimolare la proliferazione delle cellule del pool mitotico che, a causa della loro scarsa sensibilità al G-CSF per bassa densità del G-CSFR, richiedono una stimolazione prolungata per espandersi efficacemente e ripopolare il pool post-mitotico e periferico (Fig. 2). Infatti, la somministrazione di singole dosi G-CSF intorno al nadir provoca una dismissione di cellule del pool post-mitotico e un transitorio incremento dei granulociti maturi in circolo; in assenza di una stimolazione efficace delle cellule del pool mitotico, il pool post-mitotico viene esaurito e l effetto di incremento dei neutrofili circolanti si esaurisce rapidamente (Fig. 2). 4. Se vi è un intervallo di diversi giorni tra la fine dell effetto biologico del G-CSF e la chemioterapia (bisogna evitare l effetto priming che si verifica quando il G-CSF viene somministrato poco prima della chemioterapia in quanto ciò rende il pool mitotico altamente sensibile ai farmaci citotossici). Differenze di formulazione tra G-CSF Negli ultimi anni sono stati condotti diversi studi di confronto su filgrastim, lenograstim e pegfilgrastim in termini di efficacia, sicurezza e/o rapporto costoefficacia. Una meta-analisi di Lyman e collaboratori ha osservato simili profili terapeutici circa la prevenzione della neutropenia febbrile per entrambe le formulazioni non pegilate di G-CSF (filgrastim e lenograstim) (24). Un numero crescente di dati suggerisce che il pegfilgrastim è più efficace del filgrastim. In pazienti con carcinoma mammario trattate con epirubicina e docetaxel (una combinazione che comporta un rischio neutropenia febbrile del 38% senza G-CSF) è stata dimostrata una minore incidenza di neutropenia febbrile in coloro che ricevevano pegfilgrastim in confronto alle pazienti trattate con filgrastim (iniziato il giorno 2 e proseguito sino al raggiungimento di una conta di neutrofili superiore 10x10 9 /l o per un totale di 14 giorni) (25, 26). In uno dei due studi la differenza risultava significativa (p<0,029 vs filgrastim) (25). Lo studio GEPARTRIO ha confrontato l efficacia della profilassi primaria con pegfilgrastim associato o meno a ciprofloxacina rispetto a filgrastim o lenograstim o ciprofloxacina in monoterapia in

5 Fig. 2 Sensibilità alla chemioterapia e somministrazione di G-CSF. La neutropenia e la conseguente riduzione dell intensità di dose costituiscono un serio problema nella gestione del paziente oncologico. Ci sono evidenze sia fisiologiche che cliniche che l utilizzo del G-CSF contribuisce a prevenire la neutropenia febbrile e a migliorare la mielotossicità indotta dalla chemioterapia. È importante che il G-CSF venga somministrato secondo le linee-guida internazionali al fine di ottenere il massimo beneficio, come suggerito dai modelli fisiopatologici preclinici che sottolineano la necessità di un utilizzo profilattico del G-CSF, con schemi di somministrazione a dosi multiple sufficientemente prolungati o la mono-somministrazione di peg-filgrastim, adeguati a ripopolare efficacemente i compartimenti cellulari danneggiati dalla chemioterapia. pazienti con carcinoma mammario in trattamento con regimi di chemioterapia contenenti docetaxel, doxorubicina e ciclofosfamide (27). In questo studio il pegfilgrastim con o senza ciprofloxacina era significativamente più efficace rispetto al G-CSF non-pegilato a somministrazione giornaliera nel prevenire neutropenia sia di grado IV che febbrile. Nei pazienti con neoplasie linfoidi trattati con regimi di chemioterapia dose-dense è stato dimostrato un effetto equivalente di pegfilgrastim e filgrastim nel prevenire la neutropenia febbrile (28). Un analisi in 2200 pazienti trattati con una varietà di regimi chemioterapici ha confermato che la profilassi primaria con pegfilgrastim rispetto alla pratica clinica mostra una minore incidenza di neutropenia febbrile (29). Inoltre, una meta-analisi di cinque studi randomizzati, condotti per confrontare pegfilgrastim con filgrastim in termini di prevalenza della neutropenia febbrile, della neutropenia di grado 4 o di dolore osseo, ha concluso che una singola dose di pegfilgrastim fornisce risultati migliori rispetto ad una terapia di giorni con filgrastim (30). Vi sono alcune considerazioni da fare, almeno dal punto di vista biologico, per l interpretazione di questi risultati. Il pegfilgrastim, pur non potendo essere valutato con i metodi classici di binding recettoriale, ha un affinità marginalmente inferiore al G-CSFR rispetto al filgrastim, pur mantenendo un elevata selettività grazie alla presenza della componente idrofila del polietilenglicole. Al contrario, il lenograstim ha un affinità recettoriale maggiore al G-CSFR ma questo non è dipendente da modificazioni della catena aminoacidica ma dalla presenza della componente glucidica che crea condizioni di maggiore adesività alle glicoproteine delle membrane cellulari, pur potendosi creare le condizioni di minore specificità recettoriale. In sintesi, l effetto clinico del trattamento con fattori di crescita agonisti del G-CSFR dipende fortemente dalla lunghezza della loro emivita biologica e dalla continuità del trattamento che permette la stimolazione delle cellule progenitrici grazie alle quali si mantiene una adeguata numerosità e vitalità della linea cellulare mielopoietica (8). Conclusioni BIBLIOGRAFIA 1. Daniel D, Crawford J. Myelotoxicity from chemotherapy. Semin Oncol 2006;33: Bonadonna G, et al. Adjuvant cyclophosphamide, methotrexate, and fluorouracil in node-positive breast cancer: the results of 20 years of follow up. N Engl J Med 1995;332: Chirivella I, et al. Optimal delivery anthracycline-based chemotherapy in the adjuvant setting improves outcome of breast cancer patients. Breast Cancer Res Treat 2009;114: Kuderer NM, et al. Impact of primary prophylaxis with granulocyte colony-simulating factor on febrile neutropenia and mortality in adult cancer patients receiving chemotherapy: a systematic review. J Clin Oncol 2007;25: Smith TJ, et al update of recommendations for the use of white blood cell growth factors: an evidencebased practice guideline. J Clin Oncol 2006;24: Aapro MS, et al update of EORTC guidelines for the use of granulocyte-colony stimulating factor to reduce the incidence of chemotherapy-induced febrile neutropenia in adult patients with lymphoproliferative disorders and solid tumours. Eur J Cancer 2011;47: NCCN Clinical Practice Guidelines in Oncology. Myeloid growth factors. Version Crea F, et al. Pharmacologic rationale for early G-CSF prophylaxis in cancer Quaderni della SIF (2012) vol

6 patients and role of pharmacogenetics in treatment optimization. Crit Rev Oncol Hematol 2009;72: Ramsey SD, et al. Colony-stimulating factor prescribing patterns in patients receiving chemotherapy for cancer. Am J Manag Care 2010;16: Potosky AL, et al. Use of colony-stimulating factors with chemotherapy: opportunities for cost savings and improved outcomes. J Natl Cancer Inst 2011;103: Shayne M, et al. Dose intensity and hematologic toxicity in older cancer patients receiving systemic chemotherapy. Cancer 2007;2010: Panopoulos AD, Watowich SS. Granulocyte colony-stimulating factor: molecular mechanisms of action during steady state and emergency hematopoiesis. Cytokine 2008;42: Lalami Y, et al. Can we predict the duration of chemotherapy-induced neutropenia in febrile neutropenic patients, focusing on regimen-specific risk factors? A retrospective analysis. Ann Oncol 2006;17: Shinjo K, et al. Granulocyte colonystimulating factor receptor at various differentiation stages of normal and leukemic hematopoietic cells. Leuk Lymphoma 1997;25: Van de Geijn GJ, et al. Granulocyte colony-stimulating factor and its receptor in normal hematopoietic cell development and myeloid disease. Rev Physiol Biochem Pharmacol 2003;149: Kalow W, Tang BK, Endrenyi L. Hypothesis: comparisons of inter- and intra-individual variations can substitute for twin studies in drug research. Pharmacogenetics 1998;8: Lyman GH, Kleiner JM. Summary and comparison of myeloid growth factor guidelines in patients receiving cancer chemotherapy. J Natl Cancer Inst 2007;5: Lyman GH, et al. Risk models for predicting chemotherapy-induced neutropenia. Oncologist 2005;10: Lyman GH, et al. Predicting individual risk of neutropenic complications in patients receiving cancer chemotherapy. Cancer 2011;117: Martin-Antonio B, et al. Impact of constitutional polymorphisms in VCAM1 and CD44 on CD34+ cell collection yield after administration of granulocyte colony-stimulating factor to healthy donors. Haematologica 2011;96: Klastersky J, Awada A. Prevention of febrile neutropenia in chemotherapytreated cancer patients: Pegylated versus standard myeloid colony stimulating factors. Do we have a choice? Crit Rev Oncol Hematol 2011;78: Shochat E, et al. G-CSF control of neutrophils dynamics in the blood. Bull Math Biol 2007;69: Lord BI, et al. Myeloid cell kinetics in mice treated with recombinant interleukin-3, granulocyte colonystimulating factor (CSF), or granulocyte-macrophage CSF in vivo. Blood 1991;77: Lyman GH, et al. Prophylactic granulocyte colony-stimulating factor in patients receiving dose-intensive cancer chemotherapy: a meta-analysis. Am J Med 2002;112: Green MD, et al. A randomised double-blind multicenter phase III study of fixed-dose single-administration pegfilgrastim versus daily filgrastim in patients receiving myelosuppressive chemotherapy. Ann Oncol 2003;14: Holmes FA, et al. Blinded, randomised, multicenter study to evaluate single administration pegfilgrastim once per cycle versus daily filgrastim as an adjunct to chemotherapy in patients with high-risk stage II or stage III/IV breast cancer. J Clin Oncol 2002;20: Von Minckwitz G, et al. Pegfilgrastim +/- ciprofloxacin for primary prophylaxis with TAC (docetaxel/doxorubicin/ cyclophosphamide) chemotherapy for breast cancer. Results from the GEPARTRIO study. Ann Oncol 2008;19: Lane SW, et al. Safety and efficacy of pegfilgrastim compared to granulocyte colony stimulating factor (G-CSF) supporting a dose-intensive, rapidly cycling anti-metabolite containing chemotherapy regimen (hyper-cvad) for lymphoid malignancy. Leuk Lymphoma 2006;47: Von Minckwitz G, et al. Febrile neutropenia and related complications in breast cancer patients receiving pegfilgrastim primary prophylaxis versus current practice neutropenia management: results from an integrated analysis. Eur J Cancer 2009;45: Pinto L, et al. Comparison of pegfilgrastim with filgrastim on febrile neutropenia, grade IV neutropenia and bone pain: a meta-analysis of randomized controlled trials. Curr Med Res Opin 2007;23: Quaderni della SIF (2012) vol. 32

NSCLC - stadio iiib/iv

NSCLC - stadio iiib/iv I TUMORI POLMONARI linee guida per la pratica clinica NSCLC - stadio iiib/iv quale trattamento per i pazienti anziani con malattia avanzata? Il carcinoma polmonare è un tumore frequente nell età avanzata.

Dettagli

La neutropenia è definita in gradi a seconda del valore raggiunta dai neutrofili al Nadir ( tabella 1)

La neutropenia è definita in gradi a seconda del valore raggiunta dai neutrofili al Nadir ( tabella 1) TRATTAMENTO DELLA NEUTROPENIA CON G-CSF Introduzione La neutropenia e le complicanze ad essa correlate rappresentano la principale tossicità dose limitante della chemioterapia, per il rischio di infezioni

Dettagli

Franco Patrone DIMI, Università di Genova

Franco Patrone DIMI, Università di Genova PRINCIPI DI ONCOLOGIA GERIATRICA Franco Patrone DIMI, Università di Genova Genova, 16 Ottobre 2010 I Tumori nell Anziano: Dimensioni del Problema Più del 50 % dei tumori si manifestano tra i 65 e i 95

Dettagli

PERCORSO DIAGNOSTICO TERAPEUTICO CONDIVISO PER LA PRESCRIZIONE/UTILIZZO DI FATTORI STIMOLANTI LE COLONIE GRANULOCITARIE (G-CSF) A BREVETTO SCADUTO

PERCORSO DIAGNOSTICO TERAPEUTICO CONDIVISO PER LA PRESCRIZIONE/UTILIZZO DI FATTORI STIMOLANTI LE COLONIE GRANULOCITARIE (G-CSF) A BREVETTO SCADUTO PERCORSO DIAGNOSTICO TERAPEUTICO CONDIVISO PER LA PRESCRIZIONE/UTILIZZO DI FATTORI STIMOLANTI LE COLONIE GRANULOCITARIE (G-CSF) A BREVETTO SCADUTO Obiettivo: Luglio 2014 Il presente documento, condiviso

Dettagli

Terapia globale della neutropenia grave nel paziente con neoplasie ematologiche. Fattori di crescita: G-CSF Pegilato

Terapia globale della neutropenia grave nel paziente con neoplasie ematologiche. Fattori di crescita: G-CSF Pegilato Terapia globale della neutropenia grave nel paziente con neoplasie ematologiche. Fattori di crescita: G-CSF Pegilato Dr.Luigi Curreli U.O. Ematologia Osp. San Francesco - Nuoro Criteri di tossicità WHO

Dettagli

Scritto da RyderItalia Mercoledì 12 Maggio 2010 11:19 - Ultimo aggiornamento Mercoledì 03 Novembre 2010 15:57

Scritto da RyderItalia Mercoledì 12 Maggio 2010 11:19 - Ultimo aggiornamento Mercoledì 03 Novembre 2010 15:57 LA TERAPIA METRONOMICA Per oltre mezzo secolo, la terapia sistemica per i tumori è stata caratterizzata dalla somministrazione dei farmaci chemioterapici. La maggior parte di questi farmaci ha lo scopo

Dettagli

SCHEDA FARMACO (a cura di UOS Farmacoeconomia e HTA, Area Centro) Nintedanib (VARGATEF)

SCHEDA FARMACO (a cura di UOS Farmacoeconomia e HTA, Area Centro) Nintedanib (VARGATEF) Principio attivo (nome commerciale) Forma farmaceutica e dosaggio, posologia, prezzo, regime di rimborsabilità, ditta SCHEDA FARMACO (a cura di UOS Farmacoeconomia e HTA, Area Centro) Nintedanib (VARGATEF)

Dettagli

GRAVIDANZA DOPO CANCRO: QUANDO? Giovanna Scarfone - Stefania Noli Fondazione IRCCS Ca Granda Opsedale Maggiore Policlinico, Milano

GRAVIDANZA DOPO CANCRO: QUANDO? Giovanna Scarfone - Stefania Noli Fondazione IRCCS Ca Granda Opsedale Maggiore Policlinico, Milano GRAVIDANZA DOPO CANCRO: QUANDO? Giovanna Scarfone - Stefania Noli Fondazione IRCCS Ca Granda Opsedale Maggiore Policlinico, Milano Timing e outcome della gravidanza dopo carcinoma Inquadramento ed Entità

Dettagli

BE-Positive: Beyond progression after tki in Egfr-Positive NSCLC patients. Sinossi

BE-Positive: Beyond progression after tki in Egfr-Positive NSCLC patients. Sinossi BE-Positive: Beyond progression after tki in Egfr-Positive NSCLC patients Sinossi Principal Investigator e centro promotore dello studio: Dr.ssa Silvia Novello (Divisione di Oncologia Toracica, Università

Dettagli

D O T T. S S A I R E N E C U T U L I

D O T T. S S A I R E N E C U T U L I D O T T. S S A I R E N E C U T U L I INFORMAZIONI PERSONALI Data di nascita: 20.01.1958 Luogo di nascita: Laureana di Borrello Residenza: Via Orto Carmine, 7 Laureana di Borrello Domicilio: Via Trento,

Dettagli

ONCOLOGIA MEDICA 1 A.O.U. San Giovanni Battista,TORINO

ONCOLOGIA MEDICA 1 A.O.U. San Giovanni Battista,TORINO ONCOLOGIA MEDICA 1 A.O.U. San Giovanni Battista,TORINO Il rapporto tra ormoni e carcinomi della mammella ormonodipendenti venne dimostrato per la prima volta nel 1896 da Beatson. L ovariectomia determinava

Dettagli

CURRICULUM VITAE. Maturita classica conseguita presso il Liceo Classico di Melito P.S. (RC) nell anno scolastico 1978/79.

CURRICULUM VITAE. Maturita classica conseguita presso il Liceo Classico di Melito P.S. (RC) nell anno scolastico 1978/79. CURRICULUM VITAE Dottor SERRANO FRANCESCO nato a Melito P.S. (RC) il 09-04-1960 abitante a Siderno M. in via Fiume 64 RC Cell. 348-9041758. e mail: serranofrancesco çyahoo,it Dal 01.10.1999 a tutt oggi,

Dettagli

LA CHEMIOTERAPIA ORALE IN ASSOCIAZIONE ALLA RADIOTERAPIA

LA CHEMIOTERAPIA ORALE IN ASSOCIAZIONE ALLA RADIOTERAPIA LA CHEMIOTERAPIA ORALE IN ASSOCIAZIONE ALLA RADIOTERAPIA G.Lazzari, G. Silvano S. C. Radioterapia Oncologica ASL TA/ 1 - Taranto Taranto, 21 gennaio 2005 BACKGROUND Le formulazioni orali di chemioterapia

Dettagli

CHEMIOTERAPIA ADIUVANTE NEL NSCLC IN FASE INIZIALE: SÌ, MA SENZA TRASCURARE LA QUALITÀ DI VITA

CHEMIOTERAPIA ADIUVANTE NEL NSCLC IN FASE INIZIALE: SÌ, MA SENZA TRASCURARE LA QUALITÀ DI VITA CHEMIOTERAPIA ADIUVANTE NEL NSCLC IN FASE INIZIALE: SÌ, MA SENZA TRASCURARE LA QUALITÀ DI VITA In pazienti con carcinoma polmonare NSCLC in fase iniziale operabile, la chemioterapia adiuvante, aggiunta

Dettagli

Follow up in pazienti guariti da tumore pediatrico

Follow up in pazienti guariti da tumore pediatrico Follow up in pazienti guariti da tumore pediatrico Eleonora Biasin - Oncoematologia Pediatrica Ospedale Infantile Regina Margherita di Torino, Responsabile GIC Tossicità Tardiva e Secondi Tumori; Franca

Dettagli

Dai dati disponibili

Dai dati disponibili Gruppi a rischio aumentato: familiarità, genetica, densità, abitudini di vita Dai dati disponibili Daniela Turchetti UO e Cattedra di Genetica Medica Università di Bologna-Policlinico S.Orsola-Malpighi

Dettagli

SCREENING PER LA PREVENZIONE DEL TUMORE DELLA MAMMELLA

SCREENING PER LA PREVENZIONE DEL TUMORE DELLA MAMMELLA SCREENING PER LA PREVENZIONE DEL TUMORE DELLA MAMMELLA Controversie sullo screening mammografico: pro e contro Edda Simoncini Breast Unit A.O.Spedali Civili Brescia Spedali Civili di Brescia Azienda Ospedaliera

Dettagli

I LINFOMI NON-HODGKIN AGGRESSIVI DELL ANZIANO: PROGNOSI E TERAPIA

I LINFOMI NON-HODGKIN AGGRESSIVI DELL ANZIANO: PROGNOSI E TERAPIA I LINFOMI NON-HODGKIN AGGRESSIVI DELL ANZIANO: PROGNOSI E TERAPIA Sante Tura Istituto di Ematologia e Oncologia Medica Seràgnoli, Università di Bologna Grazie al progressivo miglioramento dei presidi diagnostico-stadiativi

Dettagli

T.E.V. E CHEMIOTERAPIA. Dott. Pietro Masullo

T.E.V. E CHEMIOTERAPIA. Dott. Pietro Masullo T.E.V. E CHEMIOTERAPIA Dott. Pietro Masullo I MECCANISMI SONO MOLTEPLICI, SPESSO PRESENTI CONTEMPORANEAMENTE E NON ANCORA DEL TUTTO CHIARI LA CHEMIOTERAPIA PU0 AUMENTARE IL RISCHIO TEV ATTRAVERSO

Dettagli

S.Terrazzino 1, L.Deantonio 2,3, S.Cargnin 1, L.Donis 3, C.Pisani 3, L.Masini 3, G.Gambaro 3, P.L.Canonico 1, A.A. Genazzani 1, M.

S.Terrazzino 1, L.Deantonio 2,3, S.Cargnin 1, L.Donis 3, C.Pisani 3, L.Masini 3, G.Gambaro 3, P.L.Canonico 1, A.A. Genazzani 1, M. Azienda Ospedaliera Maggiore della Carità Università degli studi del Piemonte Orientale Divisione Universitaria di Radioterapia Direttore Prof. Marco Krengli Ruolo dei polimorfismi del DNA mitocondriale

Dettagli

D O T T. S S A I R E N E C U T U L I

D O T T. S S A I R E N E C U T U L I D O T T. S S A I R E N E C U T U L I INFORMAZIONI PERSONALI Data di nascita: 20.01.1958 Luogo di nascita: Laureana di Borrello Residenza: Via Orto Carmine, 7 Laureana di Borrello Domicilio: Via Trento,

Dettagli

TERAPIE BIOLOGICHE PER IL TRATTAMENTO DEL MORBO DI CROHN (CD). Studente: Di Savino Augusta Corso di Immunologia Molecolare A.

TERAPIE BIOLOGICHE PER IL TRATTAMENTO DEL MORBO DI CROHN (CD). Studente: Di Savino Augusta Corso di Immunologia Molecolare A. TERAPIE BIOLOGICHE PER IL TRATTAMENTO DEL MORBO DI CROHN (CD). Studente: Di Savino Augusta Corso di Immunologia Molecolare A.A 2007/2008 LE TERAPIE BIOLOGICHE: possono avere una maggiore efficacia terapeutica;

Dettagli

Years since Randomization No. at Risk 513 489

Years since Randomization No. at Risk 513 489 HER2Club in gastric cancer Obiettivi della terapia nel carcinoma gastrico metastatico e standard terapeutici. Carcinoma gastrico metastatico HER2-positivo: il ruolo di trastuzumab. Mario Scartozzi L ampliamento

Dettagli

IL NODULO ALLA MAMMELLA

IL NODULO ALLA MAMMELLA IL NODULO ALLA MAMMELLA SCUOLA REGIONALE DI FORMAZIONE SPECIFICA IN MEDICINA GENERALE 18.04.2012 Giancarlo Bisagni Dipartimento di Oncologia SERVIZIO SANITARIO REGIONALE EMILIA-ROMAGNA AZIENDA OSPEDALIERA

Dettagli

RICERCA, INNOVAZIONE E COMPETITIVITA : Quali vantaggi per il Paese e per i pazienti?

RICERCA, INNOVAZIONE E COMPETITIVITA : Quali vantaggi per il Paese e per i pazienti? RICERCA, INNOVAZIONE E COMPETITIVITA : Quali vantaggi per il Paese e per i pazienti? La ricerca oncologica presso l Ospedale S. Filippo Neri di Roma Giampietro Gasparini Associazione G. Dossetti Roma,

Dettagli

SCHEDA DI VALUTAZIONE PER L INSERIMENTO DI FARMACI NON PRESENTI NEL PTR IDROMORFONE

SCHEDA DI VALUTAZIONE PER L INSERIMENTO DI FARMACI NON PRESENTI NEL PTR IDROMORFONE RICHIESTA DI INSERIMENTO IN PTR DI CLORIDRATO ATC N02AA03 (JURNISTA ) Presentata da Componente Commissione Prontuario Terapeutico Regionale In data: novembre 2007 Per le seguenti motivazioni (sintesi):

Dettagli

Terapie a bersaglio molecolare nel tumore del polmone

Terapie a bersaglio molecolare nel tumore del polmone Terapie a bersaglio molecolare nel tumore del polmone Indice 1. Introduzione 2. Cosa sono le targeted therapies? 3. Come funzionano le targeted therapies? 4. Perché utilizzare le targeted therapies nel

Dettagli

Il Gruppo Menarini ha appena concluso lo studio clinico denominato Florence. Cosa indica questo nome e perché è stato scelto?

Il Gruppo Menarini ha appena concluso lo studio clinico denominato Florence. Cosa indica questo nome e perché è stato scelto? Il Gruppo Menarini ha appena concluso lo studio clinico denominato Florence. Cosa indica questo nome e perché è stato scelto? Florence è il nome con cui abbiamo battezzato questo studio clinico internazionale

Dettagli

SINOSSI. Studio di Fase II: Obiettivo primario Determinare l attività antitumorale della combinazione in termini di tempo alla progressione

SINOSSI. Studio di Fase II: Obiettivo primario Determinare l attività antitumorale della combinazione in termini di tempo alla progressione SINOSSI TITOLO Studio di fase I-II con Lapatinib in combinazione con capecitabina e vinorelbina come seconda linea di trattamento in pazienti con carcinoma mammario con iperespressione di ErbB2 localmente

Dettagli

Bruno Meduri. Radioterapia Oncologica - A.O.U. Policlinico di Modena. Associazione Italiana di Radioterapia Oncologica

Bruno Meduri. Radioterapia Oncologica - A.O.U. Policlinico di Modena. Associazione Italiana di Radioterapia Oncologica Bruno Meduri Radioterapia Oncologica - A.O.U. Policlinico di Modena Associazione Italiana di Radioterapia Oncologica Follow up condiviso Il follow-up attivo della donna trattata è parte integrante del

Dettagli

Carcinoma mammario HER2-positivo in stadio iniziale e avanzato. HER2: la crescita del tumore

Carcinoma mammario HER2-positivo in stadio iniziale e avanzato. HER2: la crescita del tumore IL TUMORE AL SENO Il tumore della mammella è caratterizzato dalla crescita non controllata di cellule che subiscono modificazioni rispetto alle cellule che originano nelle ghiandole dove avviene la produzione

Dettagli

Her2/neu Il ruolo del Pertuzumab

Her2/neu Il ruolo del Pertuzumab Università degli Studi di Torino Corso di Laurea Specialistica in Biotecnologie Mediche Her2/neu Il ruolo del Pertuzumab Corso di Immunologia Molecolare Anno Accademico 2007/08 Elisa Migliore Her2 nelle

Dettagli

La cellula staminale emopoietica: utilizzo nel trapianto autologo e allogenico e metodiche di raccolta in età adulta e pediatrica.

La cellula staminale emopoietica: utilizzo nel trapianto autologo e allogenico e metodiche di raccolta in età adulta e pediatrica. La cellula staminale emopoietica: utilizzo nel trapianto autologo e allogenico e metodiche di raccolta in età adulta e pediatrica Valter Tassi La cellula staminale La cellula staminale è una cellula IMMATURA

Dettagli

Le terapie avanzate nella cura delle malattie rare

Le terapie avanzate nella cura delle malattie rare Le terapie avanzate nella cura delle malattie rare Alessandro Aiuti Dipartimento Pediatrico Universitario Ospedaliero,OPBG, Università di Roma Tor Vergata Istituto San Raffaele Telethon per la Terapia

Dettagli

CHEMIOTERAPIA NEL NSCLC

CHEMIOTERAPIA NEL NSCLC LA CHEMIOTERAPIA NEL TUMORE POLMONARE Dr. Antonio Ardizzoia, Dr.ssa Ilaria Colombo, Dr. Paolo Bidoli UO DI ONCOLOGIA MEDICA - AO SAN GERARDO DI MONZA CHEMIOTERAPIA NEL NSCLC Il ruolo della terapia medica

Dettagli

Cetuximab e mutazione K-Ras nel tumore del colon-retto

Cetuximab e mutazione K-Ras nel tumore del colon-retto Università di Pisa Dipartimento di Farmacia Corso di laurea in CTF Corso: Basi biochimiche dell azione dei farmaci Cetuximab e mutazione K-Ras nel tumore del colon-retto Pisa, 27/03/2014 Samuela Fabiani

Dettagli

Linee Guida AIOM 2006. Gestione della tossicità ematopoietica in oncologia

Linee Guida AIOM 2006. Gestione della tossicità ematopoietica in oncologia Linee Guida AIOM 2006 Gestione della tossicità ematopoietica in oncologia Aggiornamento: dicembre 2006 Responsabile: Armando Santoro Estensori: Alexia Bertuzzi Marco Bregni Marco Danova Lucia Del Mastro

Dettagli

TOSSICOLOGIA. TOSSICO Ogni sostanza capace di provocare in un organismo modificazioni funzionali DANNOSE mediante una azione fisica o chimica.

TOSSICOLOGIA. TOSSICO Ogni sostanza capace di provocare in un organismo modificazioni funzionali DANNOSE mediante una azione fisica o chimica. TOSSICOLOGIA COS E UN FARMACO? - ogni sostanza capace di provocare in un organismo modificazioni funzionali mediante un azione fisica o chimica. - Per l OMS è farmaco una sostanza o un prodotto utilizzato

Dettagli

AZIENDA OSPEDALIERA S. ANTONIO ABATE

AZIENDA OSPEDALIERA S. ANTONIO ABATE INFORMAZIONI PERSONALI Nome ANGILERI MARIA GRAZIA Data di nascita 17/05/1979 Qualifica Amministrazione Incarico attuale Numero telefonico dell ufficio Dirigente Medico AZIENDA OSPEDALIERA S. ANTONIO ABATE

Dettagli

Università del Piemonte Orientale. Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia. Corso di Statistica Medica. I modelli di studio

Università del Piemonte Orientale. Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia. Corso di Statistica Medica. I modelli di studio Università del Piemonte Orientale Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia Corso di Statistica Medica I modelli di studio Corso di laurea in medicina e chirurgia - Statistica Medica Disegno dello studio

Dettagli

Anticorpi monoclonali Anti-EGFR. -Ruolo Biologico -Evidenze terapeutiche -Problemi -Sviluppi futuri. Valentina Anrò

Anticorpi monoclonali Anti-EGFR. -Ruolo Biologico -Evidenze terapeutiche -Problemi -Sviluppi futuri. Valentina Anrò Anticorpi monoclonali Anti-EGFR -Ruolo Biologico -Evidenze terapeutiche -Problemi -Sviluppi futuri Valentina Anrò Ruolo Biologico Epidermal Growth Factor Receptor Extracellular Domain Transmembrane Domain

Dettagli

Trial clinici in oncologia. Corrado Magnani

Trial clinici in oncologia. Corrado Magnani Trial clinici in oncologia Corrado Magnani Check-list Protocollo Definizione degli obiettivi Chiarezza Aggiornamento rispetto alle conoscenze scientifiche Non replicazione / giustificazione Formulazione

Dettagli

Utilizzo dei vaccini in oncologia

Utilizzo dei vaccini in oncologia L E G U I D E Utilizzo dei vaccini in oncologia Fondazione Federico Calabresi Utilizzo dei vaccini in oncologia Michele Maio Luana Calabrò Arianna Burigo U.O.C. Immunoterapia Oncologica Azienda Ospedaliera

Dettagli

Indice. Prefazione alla prima edizione. Prefazione alla seconda edizione. Prefazione alla terza edizione

Indice. Prefazione alla prima edizione. Prefazione alla seconda edizione. Prefazione alla terza edizione Autori Prefazione alla prima edizione Prefazione alla seconda edizione Prefazione alla terza edizione XV XIX XXI XXIII 1. Epidemiologia e prevenzione oncologica (M. De Laurentiis, R. Bianco, S. De Placido)

Dettagli

Le cellule staminali: una risorsa..una speranza

Le cellule staminali: una risorsa..una speranza AVIS NAZIONALE/REGIONALE MARCHE Ancona, 31 Ottobre 2008 Il Sistema Trasfusionale tra necessità e disponibilità Le cellule staminali: una risorsa..una speranza Prof.ssa Gabriella Girelli Sapienza Università

Dettagli

Le ripercussioni sulle donne: dagli esiti estetici agli aspetti psicologici. Dr. Guglielmo Ferrari guglielmo.ferrari@asmn.re.it

Le ripercussioni sulle donne: dagli esiti estetici agli aspetti psicologici. Dr. Guglielmo Ferrari guglielmo.ferrari@asmn.re.it Le ripercussioni sulle donne: dagli esiti estetici agli aspetti psicologici Dr. Guglielmo Ferrari guglielmo.ferrari@asmn.re.it Più del 20% degli interventi sono ritenuti non soddisfacenti dalle pazienti.

Dettagli

Tossicita da chemioterapia e differenze di genere. Ilaria Pazzagli U.O.Oncologia medica P.O.Pescia Azienda USL3 Pistoia e Valdinievole

Tossicita da chemioterapia e differenze di genere. Ilaria Pazzagli U.O.Oncologia medica P.O.Pescia Azienda USL3 Pistoia e Valdinievole Tossicita da chemioterapia e differenze di genere Ilaria Pazzagli U.O.Oncologia medica P.O.Pescia Azienda USL3 Pistoia e Valdinievole Tumori e genere:quali dati? Pochi dati prospettici e da trials clinici

Dettagli

TERAPIA ORMONALE DEL CARCINOMA MAMMARIO: STATO DELL ARTE 28 APRILE 2009 SEDE

TERAPIA ORMONALE DEL CARCINOMA MAMMARIO: STATO DELL ARTE 28 APRILE 2009 SEDE 28 APRILE 2009 SEDE Hotel Palazzo Carpegna Via Aurelia 481 - Roma Direzione e Segreteria Scientifica Prof. Giuseppe Naso Professore Associato in Oncologia Medica, Università La Sapienza, Policlinico Umberto

Dettagli

I fattori di crescita nella integrazione radiochemioterapica

I fattori di crescita nella integrazione radiochemioterapica G. Lazzari, S. Pisconti S. C. Radioterapia Oncologica S. S. Day Hospital Oncologico ASL TA/ 1 Taranto Taranto 20 gennaio 2006 I fattori di crescita nella integrazione radiochemioterapica Background Nel

Dettagli

Innovazioni terapeutiche in Oncologia Medica Cagliari 23/24 Giugno 2005

Innovazioni terapeutiche in Oncologia Medica Cagliari 23/24 Giugno 2005 Innovazioni terapeutiche in Oncologia Medica Cagliari 23/24 Giugno 2005 Associazione Trastuzumab e chemioterapia nel carcinoma mammario metastatico e localmente avanzato. Nostra casistica. Carlo Floris

Dettagli

I fattori di rischio di nefrotossicità post-trapianto possono sommariamente distinguersi in non modificabili e modificabili.

I fattori di rischio di nefrotossicità post-trapianto possono sommariamente distinguersi in non modificabili e modificabili. 1 I fattori di rischio di nefrotossicità post-trapianto possono sommariamente distinguersi in non modificabili e modificabili. I primi sono rappresentati dalle caratteristiche demografiche dei pazienti

Dettagli

PREVENZIONE E TRATTAMENTO DELLE RADIODERMITI DELLA MAMMELLA

PREVENZIONE E TRATTAMENTO DELLE RADIODERMITI DELLA MAMMELLA PREVENZIONE E TRATTAMENTO DELLE RADIODERMITI DELLA MAMMELLA HA+AAs SODIO JALURONATO ALL 1,33% leucina 0.15% glicina 1% POOL DI AMMINOACIDI AL 2% prolina 0.75% lisina HCl 0.1% HA+AAs, nuove evidenze sperimentali

Dettagli

ID55/2005 PROGETTO R&S Lo sviluppo di nuovi inibitori delle istone deacetilasi per un approccio epigenetico alla terapia dei tumori.

ID55/2005 PROGETTO R&S Lo sviluppo di nuovi inibitori delle istone deacetilasi per un approccio epigenetico alla terapia dei tumori. SCHEDE TECNICHE INTERVENTI CONCLUSI ATI CONGENIA - CONGENIA Srl Milano - DAC Srl Milano - NIKEM RESEARCH Srl Bollate MI - ISTITUTO EUROPEO DI ONCOLOGIA Milano - ISTITUTO FIRC DI ONCOLOGIA MOLECOLARE Milano

Dettagli

La gestione clinica integrata dei tumori neuroendocrini: La chemioterapia

La gestione clinica integrata dei tumori neuroendocrini: La chemioterapia La gestione clinica integrata dei tumori neuroendocrini: La chemioterapia Dr. Raffaele Addeo U.O.C. Oncologia Frattamaggiore (NA) Benevento, 5 ottobre 2012 Introduzione La chemioterapia sistemica, divenuta

Dettagli

Dimensioni del problema

Dimensioni del problema SIMPOSIO La stipsi severa: attualità terapeutiche Dimensioni del problema Stefano Tardivo Dipartimento di Sanità Pubblica e Medicina di Comunità Università degli Studi di Verona FC (FUNCTIONAL CONSTIPATION)

Dettagli

C U R R I C U L U M. Tel. abitazione 070-825802 - Mobile 347 2644206 Tel. Ospedale S. Barbara 0781 3922327

C U R R I C U L U M. Tel. abitazione 070-825802 - Mobile 347 2644206 Tel. Ospedale S. Barbara 0781 3922327 C U R R I C U L U M D O T T. S S A E L I S A G R O S S O NATA A CARLOFORTE IL 20/SETTEMBRE/1963 Residente a Quartu Sanr Elena, Viale Colombo, 226 09045 Tel. abitazione 070-825802 - Mobile 347 2644206 Tel.

Dettagli

IL LINFOMA DI HODGKIN

IL LINFOMA DI HODGKIN UNIVERSITÀ DI PISA Dipartimento di Farmacia Corso di Laurea in CTF Corso: Basi Biochimiche dell azione dei Farmaci IL LINFOMA DI HODGKIN Pisa, 1-04-14 Greta Onesti Anno Accademico 2013-2014 1 OBIETTIVI

Dettagli

Rassegna Stampa. Comunicato stampa. Intermedia s.r.l. per la comunicazione integrata

Rassegna Stampa. Comunicato stampa. Intermedia s.r.l. per la comunicazione integrata Rassegna Stampa Comunicato stampa TUMORE DEL SENO: FUNZIONA LA TERAPIA "ACCELERATA" "IL 94% DEI PAZIENTI GUARISCE CON I TEMPI DI CURA PIU' BREVI" Intermedia s.r.l. per la comunicazione integrata Via Malta,

Dettagli

Commissione del Farmaco dell Area Vasta Emilia Nord

Commissione del Farmaco dell Area Vasta Emilia Nord Modena 18 luglio 2011 Alla c.a. Componenti della Commissione del farmaco dell Area Vasta Emilia Nord Loro Sedi OGGETTO: Verbale riunione 21/06/2011 della Commissione del Farmaco dell Area Vasta Emilia

Dettagli

LINEE GUIDA PRATICHE MASCC/ISOO BASATE SULL EVIDENZA PER LA PREVENZIONE ED IL TRATTAMENTO DELLA MUCOSITE CAUSATA DA TERAPIE ONCOLOGICHE

LINEE GUIDA PRATICHE MASCC/ISOO BASATE SULL EVIDENZA PER LA PREVENZIONE ED IL TRATTAMENTO DELLA MUCOSITE CAUSATA DA TERAPIE ONCOLOGICHE LINEE GUIDA PRATICHE MASCC/ISOO BASATE SULL EVIDENZA PER LA PREVENZIONE ED IL TRATTAMENTO DELLA MUCOSITE CAUSATA DA TERAPIE ONCOLOGICHE Riassunto Data del documento originale: 23 gennaio 2014 RACCOMANDAZIONI

Dettagli

LEUCEMIE ACUTE LINFOIDI DELL'ADULTO

LEUCEMIE ACUTE LINFOIDI DELL'ADULTO LEUCEMIE ACUTE LINFOIDI DELL'ADULTO La leucemia acuta linfoide è una malattia non frequente (15% delle forme leucemiche) in cui vi è una proliferazione maligna di cellule linfoidi nel midollo, nel sangue

Dettagli

LINEE GUIDA PRATICHE MASCC/ISOO BASATE SULL EVIDENZA PER LA PREVENZIONE ED IL TRATTAMENTO DELLA MUCOSITE CAUSATA DA TERAPIE ONCOLOGICHE.

LINEE GUIDA PRATICHE MASCC/ISOO BASATE SULL EVIDENZA PER LA PREVENZIONE ED IL TRATTAMENTO DELLA MUCOSITE CAUSATA DA TERAPIE ONCOLOGICHE. Riassunto LINEE GUIDA PRATICHE MASCC/ISOO BASATE SULL EVIDENZA PER LA PREVENZIONE ED IL TRATTAMENTO DELLA MUCOSITE CAUSATA DA TERAPIE ONCOLOGICHE Data del documento originale: 7 novembre 2014 MUCOSITE

Dettagli

Nuove prospettive per la diagnosi precoce del tumore al polmone!!!! Ugo Pastorino! Chirurgia Toracica, Istituto Nazionale Tumori, Milano!

Nuove prospettive per la diagnosi precoce del tumore al polmone!!!! Ugo Pastorino! Chirurgia Toracica, Istituto Nazionale Tumori, Milano! GIORNATA MONDIALE SENZA TABACCO! WORLD NO -TOBACCO DAY 2015! ISS - Roma, 29 maggio 2015! Nuove prospettive per la diagnosi precoce del tumore al polmone!!!! Ugo Pastorino! Chirurgia Toracica, Istituto

Dettagli

Nuovi regimi terapeutici nel trattamento del mieloma multiplo in pazienti non candidabili a trapianto

Nuovi regimi terapeutici nel trattamento del mieloma multiplo in pazienti non candidabili a trapianto Nuovi regimi terapeutici nel trattamento del mieloma multiplo in pazienti non candidabili a trapianto Antonio Palumbo Divisione di Ematologia Universitaria, Ospedale Molinette, Torino Per più di quattro

Dettagli

Sinossi dell studio GIMEMA AML 1310

Sinossi dell studio GIMEMA AML 1310 Terapia adattata al rischio genetico/citogenetico e basata sulla determinazione della malattia minima residua per pazienti giovani ( 60 anni) affetti da leucemia acuta mieloide di nuova diagnosi EudraCT

Dettagli

Dr.ssa Enola Maria Vezzani

Dr.ssa Enola Maria Vezzani III ZOOM Journal Club 2013 NH Hotel Bologna 21 Febbraio 2014 Radioterapia loco-regionale nelle pazienti sottoposte a chemioterapia neoadiuvante Dr.ssa Enola Maria Vezzani U.O Radioterapia Oncologica di

Dettagli

CONOSCERE I FARMACI BIOSIMILARI

CONOSCERE I FARMACI BIOSIMILARI CONOSCERE I FARMACI BIOSIMILARI DOCUMENTO SU ORIGINATOR E BIOSIMILARI PRESENTI SUL MERCATO Casa di Cura SANDONATO Indicazioni terapeutiche Modo di somministrazione OSPEDALE SANT ISIDORO TRESCORE BALNEARIO

Dettagli

Trastuzumab emtansine (TDM-1)

Trastuzumab emtansine (TDM-1) Raccomandazioni evidence-based Trastuzumab emtansine (TDM-1) nel carcinoma della mammella avanzato A cura del Gruppo Regionale Farmaci Oncologici (GReFO) Raccomandazione d uso n.33 (Pubblicato a ) Aggiornato

Dettagli

RIASSUNTO DEL PROTOCOLLO DI SPERIMENTAZIONE CLINICA P.R.O.S.E.

RIASSUNTO DEL PROTOCOLLO DI SPERIMENTAZIONE CLINICA P.R.O.S.E. RIASSUNTO DEL PROTOCOLLO DI SPERIMENTAZIONE CLINICA P.R.O.S.E. pag 1 di 4 Randomized Proteomic Stratified Phase III Study of Second Line Erlotinib versus Chemotherapy in Patients with Inoperable Non Small

Dettagli

CAPITOLO 1 indice. Tumore della mammella pag. 27 Tumore della cervice uterina pag. 30 Melanoma pag. 31 Linfomi pag. 31. bibliografia pag.

CAPITOLO 1 indice. Tumore della mammella pag. 27 Tumore della cervice uterina pag. 30 Melanoma pag. 31 Linfomi pag. 31. bibliografia pag. CAPITOLO 1 indice le neoplasie nell anziano pag. 5 Valutazione del paziente anziano pag. 7 Aspetti generali del trattamento pag. 10 Tumori del colon-retto pag. 11 Tumori della mammella pag. 13 Tumori del

Dettagli

Esperienza preliminare nel trattamento delle metastasi ossee da carcinoma della prostata resistente alla castrazione con Ra223-dicloruro

Esperienza preliminare nel trattamento delle metastasi ossee da carcinoma della prostata resistente alla castrazione con Ra223-dicloruro Esperienza preliminare nel trattamento delle metastasi ossee da carcinoma della prostata resistente alla castrazione con Ra223-dicloruro S. Mazzarri1, G. Boni1, E. Borsò2, L. Galli 3, A. Farnesi 3, F.

Dettagli

L assistenza ospedaliera nel fine vita oncologico in Veneto. Manola Lisiero, Francesco Avossa, Michele Pellizzari, Elena Schievano, Mario Saugo

L assistenza ospedaliera nel fine vita oncologico in Veneto. Manola Lisiero, Francesco Avossa, Michele Pellizzari, Elena Schievano, Mario Saugo L assistenza ospedaliera nel fine vita oncologico in Veneto Manola Lisiero, Francesco Avossa, Michele Pellizzari, Elena Schievano, Mario Saugo XXXVI CONGRESSO ANNUALE AIE Bari, 29-31 ottobre 2012 Sistema

Dettagli

Dipartimento di Ematologia, Oncologia e Medicina molecolare

Dipartimento di Ematologia, Oncologia e Medicina molecolare Dipartimento di Ematologia, Oncologia e Medicina molecolare La Biobanca delle cellule staminali tumorali Scienza e Tecnologia al servizio della Ricerca Progetto editoriale Labozeta S.p.A via Tiburtina,

Dettagli

Ricerca farmacologica priclinica e clinica

Ricerca farmacologica priclinica e clinica Ricerca farmacologica priclinica e clinica SPERIMENTAZIONE PRECLINICA DURATA MEDIA?? ANNI Consente di isolare, dalle migliaia di sostanze sottoposte al primo screening di base farmacologico e biochimico,

Dettagli

CURRICULUM VITAE DOTT. SABINO CIRULLI

CURRICULUM VITAE DOTT. SABINO CIRULLI CURRICULUM VITAE DOTT. SABINO CIRULLI Nato a Roma il 12-04-1961 e ivi residente in Via Antonino Giuffrè 129 Laureato in Medicina e Chirurgia presso l Università degli Studi di Roma La Sapienza il 07-04-1988

Dettagli

Buone pratiche assistenziali: Nursing e fatigue

Buone pratiche assistenziali: Nursing e fatigue Buone pratiche assistenziali: Nursing e fatigue «Etica e Ricerca per assistere e curare in oncologia» III Congresso Nazionale AIIAO Ancona, 29-31 Maggio 2014 Carla Pedrazzani Istituto Oncologico della

Dettagli

Documento PTR n. 134 relativo a:

Documento PTR n. 134 relativo a: Direzione Generale Sanità e Politiche Sociali Commissione Regionale del Farmaco (D.G.R. 1540/2006, 2129/2010 e 490/2011) Documento PTR n. 134 relativo a: PACLITAXEL ALBUMINA Agg. Marzo 2013 Luglio 2011

Dettagli

-Sinossi del Protocollo-

-Sinossi del Protocollo- -Sinossi del Protocollo- CHEMIO-IMMUNOTERAPIA INTENSIVA PER IL TRATTAMENTO IN PRIMA LINEA DI PAZIENTI ADULTI CON LINFOMA NON HODGKIN A CELLULE T PERIFERICHE (PTCL) Studio Clinico A Tipo di studio Scopo

Dettagli

Her-2 nel carcinoma mammario

Her-2 nel carcinoma mammario Her-2 nel carcinoma mammario Piera Balzarini U.O. Anatomia Patologica Università degli Studi di Brescia Spedali Civili di Brescia Il gene ERBB2 dà origine ad un recettore tirosin-chinasico appartenente

Dettagli

Alimentazione e Tumore della Mammella essere in forma Ti con gusto

Alimentazione e Tumore della Mammella essere in forma Ti con gusto Convegno 26 Maggio 2012 Sala E. De Pasquale del Palazzo Comunale di Latina Alimentazione e Tumore della Mammella essere in forma Ti con gusto Dott. Enzo Veltri Direttore U.O.C Oncologia Latina 1 Mortalità

Dettagli

www.fisiokinesiterapia.biz I compartimenti staminali nei tessuti: sede, meccanismi, potenzialità terapeutiche

www.fisiokinesiterapia.biz I compartimenti staminali nei tessuti: sede, meccanismi, potenzialità terapeutiche www.fisiokinesiterapia.biz I compartimenti staminali nei tessuti: sede, meccanismi, potenzialità terapeutiche Le cellule staminali dell epidermide Il follicolo pilifero contiene cellule staminali multipotenti

Dettagli

Laura Catena Istituto di Oncologia Policlinico di Monza

Laura Catena Istituto di Oncologia Policlinico di Monza Oncologia epato-bilio-pancreatica Metastasi da tumore a sede primitiva ignota Monza, 06 Maggio 2011 Laura Catena Istituto di Oncologia Policlinico di Monza Epidemiologia Rappresentano meno del 5% di tutte

Dettagli

La concentrazione delle immagini nella diagnostica radiologica: opportunità per lo screening oncologico

La concentrazione delle immagini nella diagnostica radiologica: opportunità per lo screening oncologico La concentrazione delle immagini nella diagnostica radiologica: opportunità per lo screening oncologico Daniele Regge Fondazione del Piemonte per l Oncologia IRCCS Candiolo-Torino Agenda Il programma Proteus

Dettagli

Innovazioni diagnostiche in oncologia: il ruolo del laboratorio

Innovazioni diagnostiche in oncologia: il ruolo del laboratorio Innovazioni diagnostiche in oncologia: il ruolo del laboratorio Inspired to innovate Dott.ssa Annamaria Passarelli Direttore di U.O.C. di Medicina di Laboratorio A USL RM G Tivoli Indicazioni per l impiego

Dettagli

Sviluppo dei linfociti B

Sviluppo dei linfociti B Sviluppo dei linfociti B Checkpoints multipli nella maturazione dei linfociti Durante lo sviluppo i linfociti che esprimono recettori per l antigene funzionali sono selezionati e sopravvivono, gli altri

Dettagli

Verso la terapia personalizzata

Verso la terapia personalizzata Verso la terapia personalizzata M.G.Tibiletti Genetista Ospedale di Circolo-Università dell Insubria Varese Soroptimist Club Varese Varese 20 aprile 2013 Test genetici DIAGNOSTICI PRESINTOMATICI PREDITTIVI,

Dettagli

Normale controllo della crescita cellulare

Normale controllo della crescita cellulare Normale controllo della crescita cellulare STOP STOP Cellula normale STOP Alterato controllo della crescita cellulare X STOP STOP Cellula tumorale STOP X Le cellule tumorali presentano alterazioni cromosomiche

Dettagli

MTC nel paziente oncologico

MTC nel paziente oncologico MTC nel paziente oncologico U.O Medicina Oncologica Ospedale di Carpi Giorgia Razzini La legge della domanda e dell offerta (1) L utilizzo delle Medicine Non Convenzionali subisce un incremento del 30%

Dettagli

Citochine e Chemochine aspetti generali

Citochine e Chemochine aspetti generali Citochine e Chemochine aspetti generali per esempi specifici, ruolo in funzione, attivazione e differenziamento Th, cambio di classe, migrazione cellulare, etc., vedi lezioni precedenti Citochine Proteine

Dettagli

Attività Scientifica dal 2001.

Attività Scientifica dal 2001. INFORMAZIONI PERSONALI Cognome Nome Giustini Lucio Data di Nascita 02/11/1949 Qualifica Medico Oncologo Amministrazione ASUR ZT 11 FERMO Incarico attuale Direttore UOC Oncologia Numero telefonico dell

Dettagli

Un aiuto per prendere decisioni più informate 1-5

Un aiuto per prendere decisioni più informate 1-5 Un aiuto per prendere decisioni più informate 1-5 L'unico test che fornisce una valutazione accurata dell aggressività del cancro alla prostata Un prodotto di medicina prognostica per il cancro della prostata.

Dettagli

La malattia oligometastatica: clinica o biologia nella strategia terapeutica?

La malattia oligometastatica: clinica o biologia nella strategia terapeutica? La malattia oligometastatica: clinica o biologia nella strategia terapeutica? Lucia Del Mastro SS Sviluppo Terapie Innovative Bergamo 6 luglio 2014 IRCCS Azienda Ospedaliera Universitaria San Martino IST

Dettagli

La spesa economica a carico del SSN per la patologia carcinoma a cellule renali metastatico

La spesa economica a carico del SSN per la patologia carcinoma a cellule renali metastatico La spesa economica a carico del SSN per la patologia carcinoma a cellule renali metastatico Stefano Capri, Alessia Marocco IJPH - Year 9, Volume 8, Number 3, Suppl. 2, 2011 Revisione della letteratura

Dettagli

placebo (33% vs 44% p=0,002), e un aumentato tempo di insorgenza della complicanza (488 giorni vs 321 p=0,01). La riduzione globale degli eventi

placebo (33% vs 44% p=0,002), e un aumentato tempo di insorgenza della complicanza (488 giorni vs 321 p=0,01). La riduzione globale degli eventi Utilizzo clinico dell acido Zoledronico nei pazienti con metastasi ossee da carcinoma prostatico. Esperienza Clinica pratica. Andrea Fandella Luca De Zorzi *. Unità Operativa di Urologia Ospedale Regionale

Dettagli

Lo sviluppo del cancro è un processo complesso che coinvolge parecchi cambiamenti nella stessa cellula staminale. Poiché tutte le cellule staminali

Lo sviluppo del cancro è un processo complesso che coinvolge parecchi cambiamenti nella stessa cellula staminale. Poiché tutte le cellule staminali Tumore Cos è il tumore? Il tumore o neoplasia (dal greco neo,, nuovo, e plasìa,, formazione), o cancro se è maligno, è una classe di malattie caratterizzate da una incontrollata riproduzione di alcune

Dettagli

PERTUZUMAB - PERJETA

PERTUZUMAB - PERJETA giunta regionale Allegato C al Decreto n. 119 del 12 maggio 2015 pag. 1/9 Regione del Veneto Area Sanità e Sociale RACCOMANDAZIONI EVIDENCE BASED PERTUZUMAB - PERJETA Indicazione in esame: Pertuzumab (Perjeta

Dettagli

Quale trattamento adiuvante adottare per una neoplasia non muscolo invasiva?

Quale trattamento adiuvante adottare per una neoplasia non muscolo invasiva? Quale trattamento adiuvante adottare per una neoplasia non muscolo invasiva? Un occhio alle LINEE GUIDA Il 75-85% dei pazienti che si presentano con neoplasia vescicale alla prima diagnosi, presenta una

Dettagli

la storia di HER2 Citogenetica e biologia molecolare dei tumori mammari: implicazioni cliniche HER2: Human Epidermal Receptor

la storia di HER2 Citogenetica e biologia molecolare dei tumori mammari: implicazioni cliniche HER2: Human Epidermal Receptor Citogenetica e biologia molecolare dei tumori mammari: implicazioni cliniche la storia di HER2 V. Martin 28 giugno 2011 HER2: Human Epidermal Receptor HER2 e carcinoma mammario alias c-erb, ERBB2, HER-

Dettagli

Citochine dell immunità specifica

Citochine dell immunità specifica Citochine dell immunità specifica Proprietà biologiche delle citochine Sono proteine prodotte e secrete dalle cellule in risposta agli antigeni Attivano le risposte difensive: - infiammazione (immunità

Dettagli

F O R M A T O E U R O P E O P E R I L C U R R I C U L U M V I T A E

F O R M A T O E U R O P E O P E R I L C U R R I C U L U M V I T A E F O R M A T O E U R O P E O P E R I L C U R R I C U L U M V I T A E INFORMAZIONI PERSONALI Nome Data di nascita 13/07/1954 ORTU SALVATORICO Qualifica Amministrazione Incarico attuale Dirigente medico ASL

Dettagli