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Transcript:

Bernardi Davide Fantini Omar Felici Leonardo Giannotti Alessia Montemaggi Martina Stolfi Cristiana Il diario del bongustaio A cura di :

Indice Egiziani Etruschi Fenici Greci Romani Medioevo Rinascimento

Egiziani Se noi fossimo in Egitto, all epoca dei faraoni, e ci trovassimo su una riva del Nilo saremmo di sicuro accolti da ragazze con vassoi colmi di frutta tipica, tra cui: datteri, meloni, melograni, mandorle e fichi. Se queste ragazze fossero state serve del faraone Tutankamon ci avrebbero portati nel suo palazzo dove avremmo gustato un buonissimo pranzo. Alla grande tavola imbandita avremmo trovato: carni d oca, cacciagione, pesci del Nilo raffinati con miele ed uvette. Per tradizione gli Egizi non mangiavano carne di maiale perché era considerato un animale impuro. Calici d argento risplendevano in tutta la tavola ed erano sempre colmi di ottimo vino, l unica bevanda consumata dai ricchi. Diversa era la tavola dei contadini, che quasi vegetariani, si nutrivano prevalentemente di verdure come: cetrioli,sedano,insalata,aglio e pane non lievitato

Etruschi Gli Etruschi erano dei veri e propri buongustai. Essi mangiavano piatti a base di selvaggina: caprioli, cinghiali, lepri e anatre, il tutto accompagnato da vino di qualità prodotto dai migliori vigneti. Anche pesce e formaggi erano particolarmente apprezzati, infatti gli Etruschi erano ghiotti di pecorino che veniva accompagnato con del miele. Invece del pane mangiavano la PULS una insipida polenta di farro cotta in acqua e sale, con contorno di legumi, pesce salato, frutta, formaggi e raramente carne. Il condimento preferito per la maggior parte dei piatti era l olio d oliva, usato soprattutto dai nobili. Indice

Fenici Se fossimo andati a pranzo con un Fenicio, in tavola avremmo trovato una buona zuppa di farro o legumi come lenticchie, fave o ceci. Insieme al pane, fatto di farine di orzo avremmo mangiato cipolle, radici, cetrioli o lattuga. In una famiglia nobile avremmo potuto gustare anche dell ottima selvaggina; in una povera, invece, avremmo mangiato del buon pesce. I fenici usavano conservare le pietanze facendole essiccare o mettendole sotto sale, così avremmo potuto assaggiare della carne secca con fichi, uva, datteri e melograne. Come condimenti invece venivano usati olio, sesamo e miele per dolci mentre da bere birra e vino. La birra era una bevanda molto diffusa in tutta l Asia minore e in Egitto, usata come dissetante e ricostituente. Il vino era di buona qualità e veniva usato in tutto il Mediterraneo Orientale.

Greci In Grecia l alimentazione era differente; i greci furono i primi ad occuparsi dello studio dell alimentazione. Padre della dietetica attuale fu infatti Ippocrate, medico greco che considerava ogni alimento fattore di salute o malattia; dimostrò, infatti, che molti cibi sono dannosi mentre altri hanno un effetto benefico sull organismo. Egli considerava salutare un alimentazione ricca di vegetali, pesce e olio come condimento. Nelle case dei contadini la colazione consisteva in una fetta di pane inzuppata nel vino, durante il pranzo mangiavano formaggio, focacce, fichi, pesce e olive. La carne era molto costosa quindi veniva mangiata molto di rado. La cena consisteva, invece, in una zuppa calda con cereali e verdure. L alimentazione dei ricchi era molto varia. Sulle loro tavole si poteva trovare : zuppa, pane all oliva, allo zafferano, al finocchio, al rosmarino, all anice, ai capperi e alla cipolla. Insieme al pane, il pesce costituiva l alimento maggiormente consumato. La pesca, infatti, era per i greci un vero e proprio mestiere. Le bevande maggiormente consumate erano: l idromele, il vino, che veniva allungato e il Kycheron, una mistura di orzo e acqua aromatizzata con mente o timo. I frutti maggiormente consumati erano: mele, pere, uova, melagrane, fichi, datteri e noci.

Romani Nell antica Roma l alimentazione era prevalentemente vegetariana. Si consumavano vegetali quali: cipolle, radicchi, cavoli, lattuga, porri, fave, ceci, lupini, sesamo e cereali come frumento da cui si ricava la Puls mangiata anche dagli Etruschi. Il pane più pregiato era prodotto con farina bianca finissima, mentre il pane per la popolazione povera era prodotta con farina integrale. La carne era molto rara sulla tavola dei plebei ed era riservata ai ricchi e ai cacciatori. I Romani non amavano i cibi croccanti al contrario amavano i cibi accompagnati da salse come il Liquamen che si otteneva dalla filtrazione del grano. Le pietanze più prelibate erano i funghi, i tuberi e i tartufi. Invece i prodotti ittici più prelibati erano le aragoste e le ostriche. I Romani praticavano l itticoltura cioè l allevamento del pesce sia d acqua dolce sia d acqua salata tra i quali: branzini, orate ma soprattutto murene, esse erano riservate ad imperatori e nobili. I Romani erano soliti ad utilizzare le mele cotte per farcire la maggior parte dei piatti. Venivano utilizzati poi olive, datteri e prugne provenienti dalle zone africane. Sulle tavole dei ricchi troviamo la cacciagione, la carne e il pesce. I Romani facevano una ricca colazione all alba, a base di carne poi il prandium un pasto abbastanza leggero, che si celebrava verso il mezzogiorno con pesci, uova, legumi e frutta. Nel pomeriggio tra le tre e le quattro c era la cena, il pasto principale durante il quale si mangiava solitamente sdraiati su lettini. Si cominciava con la gustatio un antipasto a base di uova, lattuga e ostriche con vino e miele; dopo aver assaggiato queste delizie venivano servite tre o quattro portate di carne. Come dessert si mangiavano dolci e frutta. Tutta la cena era accompagnata dal buonissimo vino Romano, che si beveva a volontà sotto la direzione di un arbiter bibendi che sceglieva i vini e stabiliva la grandezza e il numero delle coppe.

Medioevo Durante il periodo Medievale le carni, la verdura e la frutta di qualità migliore erano destinate in gran parte alla tavola dei ricchi. Nel periodo invernale si macellavano un gran numero di bestie e si salavano. Pochi potevano permettersi le carni sotto sale; per il resto mangiavano carni di maiale, agnello e pollo. I ricchi potevano contare sulle riserve di caccia. Quasi tutti potevano permettersi le carni di maiale. I poveri mangiavano prevalentemente cereali, alcune volte grano, più spesso segale e orzo che consumavano sotto forma di pane, zuppe e minestre di farinata che era una specie di polenta. Mangiavano poi legumi e ortaggi: lattughe, rape, cipolle, zucche e cavoli. Non si conoscevano né patate né pomodori che verranno importati dalle Americhe dopo il 1492. Si mangiavano anche: uova, formaggi e latticini; il burro veniva usato quando era irrancidito. Di rado si consumava carne bovina, perché i buoi erano preziose bestie da lavoro. Nelle case dei nobili le tavole erano spesso smontabili, si usavano pochissime stoviglie ed un coltello doveva bastare per tutti, le forchette non esistevano ancora : si mangiava infatti con le mani.

Rinascimento La cucina rinascimentale affonda le sue radici nel 400 e nel 500 e arricchisce le tradizioni popolari. In questo periodo nasce l arte culinaria che accresce il gusto per l esposizione del piatto. Iniziano a comparire le minestre con brodo o latte, riso o cereali. Le carni più pregiate erano cacciagione e pollame, che era abitudine avvolgere in una crosta di pane. Alla fine del 400 compaiono le paste all italiana antenate dei tortellini. Le novità di questo secolo sono: patate, mais, fagioli, tacchino, cacao e caffè importati dalle Americhe. Ci vuole molto tempo prima che questi alimenti si affermino nella cucina europea. La patata, ad esempio, inizialmente era destinata all alimentazione animale; solo in seguito venne adottata nella cucina rinascimentale; prima era un vegetale facile da coltivare, poi divenne l alimento principale nella dieta contadina. Il cacao e il cioccolato, la bevanda da esso derivato, riconobbero il massimo splendore nel 600, quando divenne bevanda di re e principesse.