Proposte di sviluppo manageriale

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1 Proposte di sviluppo manageriale

2 INTRODUZIONE La formazione manageriale rappresenta imprese. globale un fattore cruciale di competitività per le Oggi si avverte sempre di più per ottimizzare e degli interventi formativi, di esplorare nuovi "percorsi di apprendimento" sperimentando e realizzando modalità più flessibili e articolate di sviluppo delle competenze e più integrate fra attività di aula ed esperienze operative. Pertanto, ai diversi aspetti delle capacità manageriali, sempre più e meglio si fanno corrispondere metodi didattici diversi che possono concorrere significativamente a realizzare ciascuno specifico obiettivo formativo.

3 LA NOSTRA VISION Per rispondere a queste esigenze, Adecco Management School ha voluto arricchire la propria offerta delineando nuove proposte di sviluppo fondate su idee progettuali innovative, realizzate implementando nuovi ed originali mix metodologici. Tutte le idee proposte vengono realizzate in modalità aziendale, progettate ad hoc e sono personalizzabili in relazione alle necessità del cliente. La Faculty proposta è composta da docenti e partner selezionati, che provengono da nella formazione manageriale. esperienza

4 LA METODOLOGIA Lo sviluppo delle competenze avviene attraverso equilibrato e differenziato di metodologie didattiche attive, quali esercitazioni, casi di studio, video case, role playing, ecc., che hanno di rendere il partecipante soggetto attivo e responsabile della propria crescita personale e professionale. Nella logica continuo, Adecco Management School mette a disposizione dei partecipanti anche un Portale, un ambiente virtuale, personalizzabile, che consente in modo estremamente agevole di avvalersi di funzionalità e servizi a supporto della fruizione delle attività formative. In più, applicazione che permette ai partecipanti di organizzare, gestire e fruire la formazione in modo veloce, semplice e innovativo.

5 TRE MACRO AREE Develop Yourself Develop Your People Live Your Team Personal Learning Creatività e Innovazione Sales Management Managerial Skills Talent Management Leadership in Evolution Il gusto per Come perseguire obbiettivi strategici con innovazione e creatività Match Point Migliorare le performance in campi competitivi Finance Diversity Management e Intercultura The dragon Come integrare le competenze in un team di successo Autonomamente Sviluppare la self leadership in situazioni critiche di cambiamento take off Vincere la sfida al alta quota Best Moves! Scacchi & Business Edizione straordinaria Come sviluppare un teamworking efficace

6 DEVELOP YOURSELF Personal Learning

7 PERSONAL LEARNING Personal Branding: promuovere se stessi attraverso i social network La comunicazione negoziale: il dialogo che dà forza agli obiettivi Beautiful Mind Maps: costruire mappe per rappresentare e organizzare il proprio pensiero Mindfulness: efficacia personale e gestione dello stress Effective Presentations: come presentare con successo le proprie idee Business writing di successo: il linguaggio e il processo di scrittura efficace La Resilienza: come superare i momenti critici Social Media Education Positive ways to stress management

8 PERSONAL BRANDING Promuovere se stessi attraverso i social network Oggi, pensando alla valorizzazione delle proprie competenze, è necessaria una riflessione che preveda anche la valorizzazione dei nostri profili professionali online. Ciò che la rete dice di noi rappresenta la nostra reputazione on line, sia come aziende che come persone. Coltivare contatti, curare le conversazioni, aggiornare i propri profili sono aspetti fondamentali per sfruttare al massimo le potenzialità dei canali social. È fondamentale però seguire una strategia comunicativa coordinata sia online che offline. Attraverso questo workshop rifletteremo di questi aspetti e impareremo il corretto utilizzo dei social network per il Personal Branding. Definizione di Personal Brand e Personal Branding Verifica della propria reputazione online: il Google CV Presenza personale e professionale sul web Costruzione del Personal Brand: in 160 caratteri una social bio (grafia) Panoramica dei social media e social network in ottica di Personal Branding Principi di networking online Creare fiducia, dando coerenza con il proprio brand e web 2.0 Come creare un proprio piano di Personal Branding FRANCESCA PARVIERO Ha lavorato come HR Manager per aziende multinazionali e startup fino al 2010 quando ha iniziato il suo progetto imprenditoriale, LinkBeat. È una Social Media HR Strategist: disegna strategie utili al posizionamento social delle Risorse Umane e crede fermamente del Social Learning. Dal 2012 è Official LinkedIn EMEA Talent Solutions Partner. È blogger per Manageritalia e StudentsLife, speaker all'interno di convegni in tema di Social HR e del Personal Branding. È possibile trovare tutto ciò che si dice di lei testimonianze e interviste - nel suo Google CV.

9 LA COMUNICAZIONE NEGOZIALE Il dialogo che dà forza agli obiettivi Acquisizione di tecniche per lo sviluppo delle capacità e delle performance negoziali, attraverso la presentazione di casi reali. Gestire il processo di creazione del valore e sviluppare lacapacità di chiudere la trattativa gestendo al meglio Zona di Possibile Accordo. Sviluppare la capacità di negoziare in modo razionale di fronte a persone irrazionali. Comunicazione e sue dinamiche: - La comunicazione - I canali comunicativi - - Quali componenti entrano in gioco nella comunicazione La prevenzione e la gestione dei conflitti Le dinamiche relazionali La mentalità negoziale (win win) Il modello comunicativo ideale NESTORE ZINI Consulente organizzativo e di Direzione per diverse realtà aziendali nazionali ed internazionali e personal coach dei loro manager. Ha una grande esperienza nei settori banking, editoria, chimico-farmaceutico, automotive e tlc, servizi, ecc. Molteplici studi in ambito di formazione e soprattutto il Master Advanced in Programmazione Neurolinguistica, ne contraddistinguono su tematiche di natura comportamentale-organizzativa e in generale in ambito Risorse Umane.

10 BEAUTIFUL MIND MAPS Costruire mappe per rappresentare e organizzare il proprio pensiero Una mappa è uno strumento di impostazione mentale estremamente efficace, perché aiuta ad acquisire consapevolezza e metodo: la visualizzazione consente di percepire di idee e concetti, di comprendere le strategie mentali adottate semplicemente osservando il modo in cui gli elementi fanno la loro comparsa, vengono modificati e progressivamente combinati. In questo modo diventa più facile seguire il filo dei propri pensieri, svilupparli e condividerli con colleghi e collaboratori. Conoscenza delle ragioni del mapping: percezione, memorizzazione, il processo di elaborazione del pensiero Le diverse tipologie di mappe: mentali, concettuali, solution map Sviluppo di specifiche abilità mediante le mappe: ideare e sviluppare; comunicare e descrivere; sintetizzare, classificare e organizzare le informazioni; analizzare, valutare e decidere; organizzare e coordinare; pianificare e realizzare ALBERTO SCOCCO Docente universitario, da 12 anni è anche consulente e formatore in ambiti quali la gestione dei progetti, della conoscenza, del cambiamento, dei processi e discussione sul tema del mapping, ne cura il coordinamento e la moderazione sui principali social network. Ha pubblicato con Franco Angeli Editore nella collana Trends riviste specializzate.

11 MINDFULNESS Efficacia personale e gestione dello stress È soprattutto negli ultimi 5 anni che si riscontra delle Neuroscienze sempre maggiore alla pratica meditativa, intesa come vero e proprio allenamento di uno degli organi fondamentali del corpo umano: il cervello. A distanza di 30 anni della pratica meditativa grazie a Jon Kabat-Zinn in ambienti medici e sanitari come strumento per la prevenzione dello stress, è ormai prassi della Mindfulness anche nei contesti aziendali più avanzati tra cui quelli statunitensi e nordeuropei (AstraZeneca, Google, Apple etc.). Sviluppare una mente positiva: apprendere l'ottimismo Lo stress: tutto ciò che ci consente di riconoscerlo Spie rosse: i principali segnali fisici, mentali ed emozionali Corpo, mente ed emozioni: visione olistica e ricerca del benessere Il ruolo degli atteggiamenti mentali nell'insorgenza dello stress Affrontare lo stress in modo pratico: tecniche di gestione Focalizzazione delle proprie risposte soggettive Formulazione del piano di miglioramento individuale ARMANDO DE LUCIA Laurea in Psicologia Clinica e Master in Business Management conseguito presso interna in collaborazione con prestigiose società di consulenza, tra cui CapGeminiErnst&Young e Accenture, su organizzazioni pubbliche, bancarie, oltre che su piccole e Medie Imprese. Formatosi con il programma OASIS del CenterForMindfulness di Boston e Stress Reduction Clinic direttamente con Jon Kabat-Zinn e Saki Santorelli, specializzato con Gregory Kramer della Metta Foundation sul programma Insight Dialogue, ha completato il suo training con il centro italiano Mindfulness partecipando a diversi ritiri in Vipassana.

12 EFFECTIVE PRESENTATIONS Come presentare con successo le proprie idee Il nostro successo professionale dipende anche dalle nostre abilità nel saper presentare. Riuscire a rappresentare se stessi e la propria azienda nel modo più efficiente possibile, mondo altamente competitivo degli affari, è ormai una vera e propria prerogativa professionale. Attraverso una serie di strumenti ed esercizi, verranno fornite conoscenze pratiche necessarie per creare presentazioni dinamiche e professionali. Questo laboratorio è volto ad aiutare e migliorare le abilità di condivisione delle informazioni guardando alla presentazione dal punto di vista delle proposte, della preparazione, del supporto e della realizzazione. La presentazione di informazioni tecniche in modo chiaro, conciso e persuasivo dei dispositivi visivi come PowerPoint del corpo e della voce, inclusa cadenza, tono, suono,pause ed inflessioni per: - presentazioni in piedi davanti a un pubblico - presentazioni in consigli o assemblee - presentazioni in sala - presentazioni informali - presentazioni in teleconferenza - presentazioni in conferenze - presentazioni tecniche ROSSANO GAGLIARDI Consegue il diploma in Canada e nel 1995 inizia i primi corsi sulla formazione e gestione delle risorse umane. Oggi esperto internazionale nel campo della Comunicazione Pluriennale esperienza in diverse parti del mondo, tra cui Canada, Giappone e Stati Uniti, dove inizia di consulente e formatore e frequenta prestigiosi seminari, lavorando con aziende internazionali e sviluppando collaborazioni ancora oggi attive. Il corso può essere erogato anche in lingua Inglese.

13 BUSINESS WRITING DI SUCCESSO Il linguaggio e il processo di scrittura efficace una volta i lucidi, il bianco e nero, la lavagna luminosa. Negli anni, le presentazioni si sono sempre più diffuse, ma con uno sgretolamento della qualità percepita e perseguita. Presentazioni, relazioni, così come e lettere, oltre ad essere una buona parte del prodotto finito di un qualsiasi professionista, sono un elemento con cui posizionarsi sul mercato e. Scriverli con chiarezza rappresenta quindi un fattore di successo. Questo percorso si pone di innalzare e uniformare, in tempi contenuti, la qualità della documentazione prodotta, sia ad uso interno che verso il mercato e di velocizzare le attività di razionalizzazione del proprio pensiero e di comunicazione dei messaggi agli interlocutori. PERCORSO PROPEDEUTICO Le fasi del processo di scrittura linguaggio 3 possibili approfondimenti: Scrivere per presentare: il design delle presentazioni Visualizzare le informazioni quantitative: Dare efficacia al grafico, scegliere il grafico adatto alla comparazione numerica da rappresentare MASSIMO TUCCI MBA Bocconi e laurea in ingegneria, ha maturato diverse esperienze come marketing manager in Publikompass e Seat Pagine Gialle. Attualmente si occupa di consulenza e formazione in ambito business e comunicazione con un focus importante sugli aspetti del business writing. pratiche

14 LA RESILIENZA Come superare i momenti critici È ormai determinante per manager e professional possedere competenze per gestire i setback, gli ostacoli e le crisi che immancabilmente si presentano sul percorso professionale individuale e nella operatività delle aziende, come situazioni in cui occorre riprendersi rapidamente e saper mobilitare tutte le risorse interne ed esterne, individuali e di gruppo, per generare nuove idee efficaci, azioni, progetti, relazioni, in maniera coinvolgente per tutti gli stakeholder. Il percorso formativo fornisce ai partecipanti gli strumenti e le tecniche utili a gestire i momenti e le situazioni in cui è indispensabile incrementare laresilienza personale e organizzativa. Le 2 dimensioni della Resilienza Crisi e Opportunità Gestione degli errori Il ciclo del rinnovamento La resilienza organizzativa La leadership e il valore Top Down o Bottom Up? La potenza del gruppo Punti di forza e di debolezza propri e altrui Megatrends organizzativi e manageriali Coopetition Una cultura resiliente ALESSANDRO LORUSSO Presidente Aicp-Associazione Italiana Coach Professionisti; Master TrainerCoach di Idee Che TrasFormano, Scuola di coaching skills e laboratorio innovativo. È stato un 2002 come Professional Corporate Coach, Master certificato in Corporate Coaching (più di ore di esperienza in coaching, team coaching e TrainingCoaching ), Docente Università San Raffaele, Eni Corporate University e Profilo Academy.

15 SOCIAL MEDIA EDUCATION professionale dei social network cambiato con il web 2.0 nelle aziende, ma anche nella nostra vita? Con questo workshop analizzeremo della comunicazione da 1.0 a 2.0 e le caratteristiche del social media marketing e forniremo overview sui social network più diffusi e conosciuti: Facebook, Twitter, LinkedIn. Introduzione e definizione di Social Media Marketing La rivoluzione social Keywords: interazione, reputation, engagement Le community online: come crearle e coltivarle Come comunicare sui social media Cosa possono fare le aziende sui social media Casi di successo e insuccesso in Italia e nel mondo I blog: introduzione al blogging, panoramica sui corporate blog e relativi vantaggi per CRISTINA SIMONE Consulente e docente di comunicazione online e di social media marketing. Scrive come blogger di web 2.0, social media e moda ecosostenibile. Lavora nella blogosfera, dove è in grado di ideare e gestire campagne di digital PR che prevedono il coinvolgimento di blogger, influencer e opinion leader. Panoramica dei principali Social network (Facebook, Twitter, LinkedIn)

16 POSITIVE WAYS TO STRESS MANAGEMENT Professionale La sul lavoro è tra le motivazioni top per la retention dei talenti, oltreché una determinante chiave che impatta sulla performance. Costruire per sé e per un clima positivo significa darsi una opportunità di autorealizzazione, energia e successo. E creare i presupposti per della propria organizzazione. Il corso è dedicato a migliorare il proprio equilibrio, intervenire sulle emozioni che rendono il lavoro fonte di positività e appagamento e tenere sotto controllo i fattori di stress a favore della sostenibilità e del benessere professionale. Modello della consapevolezza e della gestione emotiva Presupposti del benessere emozionale Auto direzione: allineare talento, valori e obiettivi Emozioni, microespressioni e canali di riconoscimento emozionale Navigare le emozioni Strategie di copying e ciclo di qualità nella gestione dello stress Empatia, rapporti e modelli per migliorare la relazione con gli altri Piano personale: attivare azioni mirate LAURA RAVANETTI Laurea in Economia Aziendale, Master in Professional Coaching e Master in Programmazione Neurolinguistica conseguito a Londra. Accreditamento ESaC Paul Coach certificato PCC e Membro del Board Direttivo presso il Chapter Italiano della International Coach Federation. Ha sviluppato oltre 15 anni di esperienza manageriale presso grandi gruppi multinazionali ed è specializzata nella progettazione e realizzazione di interventi di Executive Coaching e Sviluppo di Carriera in contesti europei e cross culturali.

17 DEVELOP YOURSELF Creatività o innovazione

18 CREATIVITÀ O INNOVAZIONE Innovatori si nasce o si diventa? Errare Divinum Est Lean Thinking Lab Agile Project Management

19 INNOVATORI SI NASCE O SI DIVENTA? Come facilitare in azienda Il tema affrontato è quello. La focalizzazione del seminario è sugli elementi che possano facilitare un processo di innovazione in aziendale nelle sue svariate forme di ideazione o miglioramento di processo o, più in generale, della qualità di vita professionale e soggettiva delle persone. Organizzazione: Appartenenza aperta, Appiattimento organizzativo, Sedimentazione knowhow, Flusso di lavoro per processo. I limiti delle organizzazioni che non attivano soluzioni efficaci nella creazione del flusso informativo Risorse Umane: Serendipity ed emersione talenti, Coinvolgimento e condivisione, le implicazioni del Social Thinking sulla gestione delle risorse umane Processi: Codesign e supply chain nella progettazione, design thinking e prototipazione processi, efficienza decision making, folksonomia vs tassonomia. STEFANO SCHIAVO Si occupa di consulenza in ambito marketing strategico ed organizzazione aziendale. Precedentemente manager in Lago, azienda di riferimento design centered. Si occupa anche dello sviluppo di progetti innovativi in campo Operations, Management Control, Social Organization ed è relatore a convegni e appuntamenti sui temi del Social Thinking. Attualmente è impegnato nella tipografia letterpress con la startup artigiana Type. Testimonial: ROBERTO BONZIO Roberto Bonzio, giornalista curioso che ha dato vita a Italiani di Frontiera. Ha lavorato a Milano per internazionale Reuters, dove si è occupato in particolare di attualità, cultura e innovazione, con articoli comparsi anche su testate straniere quali The Guardian, The Independent, Washington Post, e New York Times. È oggi il più grande storyteller, il più grande raccontatore di quest'epoca della Nuova Frontiera: di cosa significa andare fuori, mettersi in gioco e magari tornare qua e portare le ricchezze che si è creato...

20 ERRARE DIVINUM EST come opportunità di nuove scoperte Abbiamo sempre considerato come luogo della perfezione scientifica, del metodo e della qualità. Ciò ci ha portato a negare nella sua possibilità di generare apprendimenti e relazioni. della complessità in cui viviamo, comprendere la natura degli errori e ricostruire dei significati, rappresenta una frontiera determinante per e lo sviluppo organizzativo. Proponiamo, quindi, un laboratorio formativo, ideato per valorizzare e recuperare il ruolo dell'errore come atto conoscitivo: come possibilità di esplorare, apprendere liberamente e generare nuovi significati. Presentazione errori ed Attività propedeutica al tema Spettacolo teatrale + talk show (2 ore) Il potere empatico della Gaffe e la ricerca scientifica (gli errori che portano al Nobel) Serendipità e scoperte casuali Anche gli esperti si sbagliano Gli errori nella Silicon Valley: i casi Google, Cisco, Best Buy... Atteggiamenti personali nelfallimento: dalla impotenza alla possibilità Trasferimento ed applicazione in azienda MASSIMO LUGLI Consulente organizzativo, specializzato nella conduzione dei gruppi. Da diversi anni concentra la sua ricerca e i suoi interventi di docenza e consulenza nell'area dei processi comunicativi e della formazione interpersonale. Esperto di formazione esperienziale, conduce percorsi formativi sulle tecniche di comunicazione, sulle tecniche di lavoro di gruppo, sulla conflittualità, sull'espressività corporea, nonché laboratori di teatro, di espressività relazionale, di creatività. Testimonial: CLELIA SEDDA Laureata in Discipline della musica al Dams dell'università di Bologna ha conseguito il dottorato in Studi teatrali e cinematografici. Ha partecipato alle trasmissioni televisive e radiofoniche, "Al Posto tuo" su Rai Due, "Carta di Riso" su Radio Rai Due e, in veste di attrice, ai seguenti film: "Il cuore grande delle ragazze", "Dichiarazioni d'amore" e "La via degli angeli", di Pupi Avati; "Da zero a dieci" di Luciano Ligabue. Per molti anni ha partecipato a "Zelig" assieme ad Alessandro Fullin.

21 LEAN THINKING LAB Le nuove variabili su cui gioca la competitività Saper essere flessibili, essere capaci di incorporare le nuove conoscenze, adeguarsi alle richieste mutevoli dei clienti sono diventate le variabili strategiche su cui si gioca la competitività. Ma come si traducono queste esigenze nella pratica quotidiana aziendale? della trasformazione snella consente di sostenere nel tempo il raggiungimento di risultati di altissimo livello lavorando contemporaneamente sulle persone e i processi, per sviluppare una cultura diffusa a supporto del miglioramento. Il Lean Thinking negli uffici e nei processi immateriali Lean game Le problematiche degli uffici Visual Management e Value Stream Mapping: vedere i processi Creare il flusso in ambienti immateriali Agile management Social collaboration: valorizzare le persone STEFANO SCHIAVO Si occupa di consulenza in ambito marketing strategico ed organizzazione aziendale. Precedentemente manager in Lago, azienda di riferimento design centered. Si occupa anche dello sviluppo di progetti innovativi in campo Operations, Management Control, Social Organization ed è relatore a convegni e appuntamenti sui temi del Social Thinking. Attualmente è impegnato nella tipografia letterpress con la startup artigiana Type.

22 AGILE PROJECT MANAGEMENT dinamico al project management APM - Agile Project Management è un approccio innovativo al project management. Esso si differenzia dalle tecniche tradizionali perché si presta meglio ad essere utilizzato in contesti dinamici e in rapida o imprevedibile evoluzione. La soluzione finale non è frutto di una rigida pianificazione iniziale e di costose modifiche in corso d'opera, ma è ottenuta attraverso una attività di 'adattamento' basato sulla suddivisione delle attività in cicli iterativi. I semilavorati ottenuti al termine di ogni ciclo sono contemporaneamente il risultato del lavoro svolto e la base per la pianifica del ciclo successivo. In APM i requisiti e le soluzioni sono in continua evoluzione attraverso molto stretta tra cliente e fornitore. L'approccio APM ai progetti: cultura, valori e principi Agile dal Manifesto ai giorni nostri Le fasi di un progetto Agile Il team distribuito e il contributo dei clienti Caratteristiche dell'agile PM Pianifica, stima ed esecuzione delle iterazioni Confronto scelta tra diverse metodologie di project management ANTONIO MARINO - PMP, PMI-ACP Laureato in Ingegneria, oggi formatore e consulente su aspetti legati al project management. Nel 2011 diventa il primo italiano ad acquisire la certificazione PMI-ACP del PMI sulle pratiche di Agile Project Management, dove per altro ha pubblicato il libro "Agile Project Management. Guida alla preparazione per acquisire la credenziale PMI- ACP del PMI " pubblicato nel 2013 da LUlu.com. Opera in vari settori (difesa, avionica, IT/TLC, servizi, pubblica amministrazione, public utilities, manufacturing, occupandosi di formazione sulle tecniche e le metodologie di project management e, soprattutto, è attivamente coinvolto in programmi per la preparazione all'acquisizione delle più diffuse credenziali del PMI. Nel corso degli anni ha scritto vari libri sul Project Management ed è stato reviewer per la stesura del PMBoK 5th Edition (testo di riferimento del Project Management Institute PMI).

23 DEVELOPE YOURSELF Sales Management

24 SALES MANAGEMENT Customer Centricity: come guadagnare di più dando valore alla voce del cliente No Limits! Vendere senza limiti

25 CUSTOMER CENTRICITY Come guadagnare di più dando valore alla voce del cliente Parlare di del o di Customer Centricity significa comprendere cosa è importante per il Cliente, far convergere di tutte le funzioni aziendali, non solo quelle a diretto contatto col Cliente, ad un più focalizzato sulla profittabilità. Cosa è importante per il Cliente? Cosa mi darà maggiori vendite? Dove concentrare i miei sforzi? La Soddisfazione ha un peso importante gli acquisti futuri dei Clienti, e la forza della loro of Mouth è un potente mezzo di promozione di fatto a costo zero e molto più efficace di altri mezzi di comunicazione Customer Satisfaction Fidelizzazione del Cliente NPS - background teorico del Net Promoter Score - esempi di applicazione - valore alla Voce del Cliente Casi aziendali di implementazione ENZO VOLPATO Laureato in Ingegneria al Politecnico di Milano, con un Master successivo in Economia e Direzione Aziendale presso la Bocconi, comincia a lavorare in Pirelli in area R&D e Produzione, per poi entrare in Sony. Qui è prima Direttore di Stabilimento, poi Direttore per la Customer Satisfaction Italiana, e dopo uno sviluppo di carriera internazionale nelle Aree Operations di Sony, diventa Vicepresidente della Customer Satisfaction per il Gruppo Sony in Europa introducendo innovativi elementi di miglioramento. Ora consulente e formatore in vari aspetti organizzativi e di crescita manageriale, applica risultati e di forte coinvolgimento delle persone.

26 NO LIMITS! Vendere senza limiti I nostri pensieri sono formati dalle nostre convinzioni. Le nostre convinzioni possono limitarci e bloccare la nostra crescita oppure possono espanderci e portarci allo sviluppo e alla nostra realizzazione personale. Durante il seminario si lavorerà sul rimuovere le credenze che limitano le performance di un venditore sia a livello consapevole che inconsapevole. Il lavoro prenderà in esame sia i punti di miglioramento espressi sia quelli esplicitati dal venditore. Come funziona il nostro cervello Come è possibile cambiare abitudini improduttive Come cambiare le proprie convinzioni limitanti Come costruire le proprie risorse personali Come vincere le proprie paure / ansie GIOVANNI SEBASTIANO COZZA Esercita la professione di Mental Coach da 21 anni in ambito: SPORT-LIFE-BUSINESS: business-coach (ambito aziendale), life-coach (ambito personale) e sport-coach (ambito sportivo). Nelle aziende insegna comunicazione persuasiva per venditori, managers, customer care, call center operando anche sullo sblocco immediato delle credenze limitanti. In passato ha ricoperto ruoli operativi, manageriali e dirigenziali nelle vendita di beni e servizi.

27 DEVELOPE YOURSELF Finance

28 FINANCE La valorizzazione del capitale intellettuale

29 LA VALORIZZAZIONE DEL CAPITALE INTELLETTUALE Come generare valore economico per Nel corso degli ultimi anni la capacità competitiva di e la conseguente generazione di valore economico si sono sempre associate al Capitale Intellettuale (intangibile). Si tratta dei beni e delle attività legate alla conoscenza e alle varie forme in cui questa si esplicita nei processi e nei prodotti/servizi aziendali. Al momento ci sono diversi approcci per la valutazione e la misurazione del capitale intellettuale, ma tutti volti a rendere evidente il capitale intellettuale e il suo concorso alla generazione di valore economico. Misurazione, valutazione, management e reporting del capitale intellettuale: soggetti e finalità I modelli per la valutazione e la misurazione del capitale intellettuale Il capitale intellettuale e le sfide manageriali Il capitale intellettuale e il bilancio: alcune tendenze internazionali tra bilancio integrato e financial reporting GIUSEPPE MARZO Dal 1995 è Professore e Ricercatore nelle materie economico-aziendali presso diverse Università Italiane. È Membro Advisory Board della rivista Economics and Law a. Membro del Comitato Direttivo del Master CFO organizzato di Ferrara e ANDAF. Consulente e formatore aziendale su tematiche di Amministrazione, Controllo e Finanza.

30 DEVELOPE YOUR PEOPLE Managerial Skills

31 MANAGERIAL SKILLS Emotics at work Change management People Management Project Management La gestione efficace dei rischi di progetto Ottimizzare le relazioni nei progetti Lead the Time: ruolo, obiettivo, programma, gestione del tempo

32 EMOTICS AT WORK Gestire relazioni professionali con efficacia EMOTICS traduce EMOTICA: Emotica del Lavoro è la disciplina che STRUTTURA le applicazioni delle abilità emotive al lavoro umano, per migliorare la qualità della vita lavorativa e professionale. La finalità dell'emotica del Lavoro è costituita dal sostenere soggetti e gruppi nel generare effetti e risultati concreti: migliorare la qualità della propria vita lavorativa e professionale, sia sotto il profilo del vissuto quotidiano (motivazione, soddisfazione, riduzione dei conflitti...) che sotto il profilo degli effetti e dei risultati (lavoro individuale, interazione con capi, colleghi, collaboratori, clienti, team...), accrescere le proprie possibilità di soddisfacente riuscita (gestione di obiettivi, attività, progetti, negoziazioni...), individuare e concretizzare idee nuove, soluzioni nuove, risposte nuove. Gestione delle relazioni: le fasi della interazione professionale Natura delle emozioni, marcature emotive, posizioni emotive e qualità del pensiero Abilità Emotive chiave Dinamiche di reazione emotiva: intensificazione, fading, trascinamento, conversione Impatto sulle fasi della interazione professionale Tecnica di posizionamento empatico: impatto su opening, negotiating e su preparation e opening Tecnica di influenzamento emotivo: impatto su negotiating e closing CLAUDIO ALLIEVI Laurea in Ingegneria Nucleare; esperienza più che decennale nella progettazione ed erogazione di interventi di consulenza e formazione, di team e personal coaching, nella docenza e nella conduzione di corsi e seminari per operatori, quadri e dirigenti. Esperto di Emotica, è docente e trainer specializzato nello sviluppo delle competenze distintive della intelligenza emozionale nel comportamento organizzativo.

33 CHANGE MANAGEMENT Essere leader in un momento di cambiamento Per guidare con successo un processo di cambiamento è importante unire la gestione razionale dei processi con la gestione delle dinamiche emotive prodotte da questi processi. Un leader deve poter comprendere e utilizzare le emozioni prevedibilmente generate nelle persone poste di fronte ai nuovi scenari organizzativi. Attraverso il percorso formativo, i partecipanti saranno aiutati nel definire le linee guida per lo sviluppo del processo di cambiamento, sviluppare un piano per coinvolgere le risorse nel processo di cambiamento, adottare stili comunicativi generativi di collaborazione al cambiamento, supportare di nuovi approcci/comportamenti nei propri collaboratori. Il cambiamento e le sue fasi Area di comfort e area di sviluppo Il supporto dei collaboratori e la motivazione al cambiamento Riconoscimento delle reazioni dei collaboratori al cambiamento Comunicare il cambiamento in maniera efficace La motivazione delle risorse CRISTINA TOFFOLON professionale nelle Risorse Umane dapprima come consulente nelle aree di selezione e formazione e quindi entrando in differenti realtà aziendali (Bata, Aprilia, Zambon Group) ove giunge a ricoprire il ruolo di Responsabile del Personale di Stabilimento. Nelle molteplici esperienze aziendali ha di maturare know how tecnico nelle varie aree afferenti Risorse Umane (budget del personale, MBO, performance appraisal, gestione organici di stabilimento, nonché selezione, formazione e gestione del personale). Oggi è consulente e formatrice nelle aree del comportamento organizzativo.

34 PEOPLE MANAGEMENT Il tutto è più della somma delle parti Supportare le persone in un percorso di sviluppo così da rafforzare le competenze manageriali e sviluppare comportamenti orientati ad una gestione più efficace della relazione con i propri collaboratori (cultura manageriale, approccio autorevole, comunicazione assertiva, delega, controllo). La comunicazione tra contenuto e relazione Gabbie mentali e pregiudizi La risoluzione dei conflitti Modelli di leadership Il feed back correttivo e costruttivo Dare e ricevere feedback CRISTINA TOFFOLON professionale nelle Risorse Umane dapprima come consulente nelle aree di selezione e formazione e quindi entrando in differenti realtà aziendali (Bata, Aprilia, Zambon Group) ove giunge a ricoprire in ruolo di Responsabile del Personale di Stabilimento. Nelle molteplici esperienze aziendali ha di maturare know how tecnico nelle varie aree afferenti Risorse Umane (budget del personale, MBO, performance appraisal, gestione organici di stabilimento, nonché selezione, formazione e gestione del personale). Oggi è consulente e formatrice nelle aree del comportamento organizzativo.

35 PROJECT MANAGEMENT Gestire pianificando, operando e controllando le attività Conoscere le metodologie di Gestione dei Progetti per aiutare i Manager Funzionali a identificare e autorizzare i progetti utili alla propria organizzazione, conoscendone le dinamiche; i Project Manager a gestire nel modo migliore le attività e le aspettative del committente e del cliente; i Team Leader coinvolti a comprendere il proprio ruolo e a indirizzare i loro sforzi nella corretta direzione. Come gestire i progetti: tempi, costi, risorse La mappatura di attività, ruoli e prodotti Identificare, analizzare e gestire in modo appropriato la comunicazione con gli attori coinvolti in un progetto La qualità nella gestione delle attività e dei risultati I rischi, la loro valutazione e la loro mitigazione Le richieste di modifica in corso: nessun progetto ne è esente Come gestire progetti 'dinamici': la metodologia Agile PIERLUIGI ASSI Esperienza pluridecennale nella gestione dei progetti in società nazionali e internazionali. Master in Project Management alla George Washington University (USA).

36 LA GESTIONE EFFICACE DEI RISCHI DI PROGETTO Come trasformare un problema in una possibilità è una dimensione che caratterizza, in maniera più o meno forte, lo sviluppo dei progetti che realizziamo, poiché è insita nella loro stessa natura. I rischi, in quanto eventi incerti, non possono essere evitati o rimossi o trasformati in certezze, devono invece essere considerati proprio per la loro natura incerta, che, se impariamo come farlo, li può rendere utili strumenti del nostro agire progettuale. In il corso si propone di offrire una chiave di lettura e un approccio concreto ai rischi di progetto e al loro governo, affinché essi possano rappresentare una chance in più di raggiungere gli obiettivi definiti e i benefici attesi. Rischi e progetti: diamogli un senso Anatomia di un rischio Rischio e possibilità Rischio ed etica Rischio e performance Quale project risk Strumenti per un project risk management di successo MICHELA RUFFA, PMP, RMP, Prince2 Practitioner Torinese di origine ed emiliana di adozione (vive a Reggio Emilia dal 2008), consulente e formatrice, da più di si occupa di principi, processi, metodologie e strumenti di Project Management in contesti organizzativi complessi. Negli ultimi tempi la sua attività si è focalizzata sulle componenti cosiddette «soft» del contesto di progetto (incertezza, qualità ed efficacia delle relazioni interpersonali, motivazione, ingaggio, etica) che giocano un ruolo sempre più importante nel determinare il successo o il fallimento dei progetti che ci coinvolgono.

37 OTTIMIZZARE LE RELAZIONI NEI PROGETTI degli stakeholder come fattore strategico di successo Sono le persone che fanno i progetti, che li fanno nascere, che li realizzano, che ne utilizzano i risultati. Ognuna di queste persone ha interessi, aspettative e motivazioni proprie, spesso differenti da quelle degli altri, ma è consapevole del fatto che la propria soddisfazione individuale dipende inesorabilmente dal contributo altrui e dalla partecipazione a una impresa «di tutti». La vera sfida per chi oggi si occupa di gestione di progetti è riuscire a costruire relazioni interpersonali gratificanti, produttive ed efficaci fra gli stakeholder coinvolti, perché ognuno senta propria comune e possa davvero farsi promotore e parte attiva nella costruzione del successo finale. Gli stakeholder di progetto, i ruoli, il contesto organizzativo di riferimento Anatomia delle relazioni in ambito progettuale Il valore delle parole, il glossario di progetto Visione individuale e visione collettiva, il project manifesto Comunicazione che funziona Dalla comunicazione Leadership partecipativa: dalla direzione alla jam session Il conflitto funzionale Pillole di agilità per un team building efficace MICHELA RUFFA, PMP, RMP, Prince2 Practitioner Torinese di origine ed emiliana di adozione (vivo a Reggio Emilia dal 2008), consulente e formatrice, da più di mi occupo di principi, processi, metodologie e strumenti di Project Management in contesti organizzativi complessi. Negli ultimi tempi ho focalizzato la mia attività e il mio interesse professionale sulle componenti cosiddette «soft» del contesto di progetto (incertezza, qualità ed efficacia delle relazioni interpersonali, motivazione, ingaggio, etica) che giocano un ruolo sempre più importante nel determinare il successo o il fallimento dei progetti che ci coinvolgono.

38 Il ruolo del capo intermedio e la gestione dei collaboratori È ormai fondamentale in azienda considerare il capo intermedio una persona strategica per governare il fenomeno nella micro-organizzazione del singolo reparto. Questo percorso intende sviluppare, nelle persone coinvolte, competenze relazionali richieste per la gestione dei collaboratori, con particolare attenzione delle competenze comunicative come capacità strategiche per entrare in sintonia con i collaboratori, capirli e guidarli al meglio. Primo modulo: Workshop con le O.O.S.S. per un coinvolgimento negli obiettivi aziendali legati al clima di reparto e alla motivazione delle persone e agli effetti di questi sull'assiduità al lavoro del fenomeno Terzo modulo: Motivazione, assenza e ruolo: il colloquio motivazionale e post assenza come strumento di gestione. CRISTINA TOFFOLON professionale nelle Risorse Umane dapprima come consulente nelle aree di selezione e formazione e quindi entrando in differenti realtà aziendali (Bata, Aprilia, Zambon Group) ove giunge a ricoprire in ruolo di Responsabile del Personale di Stabilimento. Nelle molteplici esperienze aziendali ha di maturare know how tecnico nelle varie aree afferenti Risorse Umane (budget del personale, MBO, performance appraisal, gestione organici di stabilimento, nonché selezione, formazione e gestione del personale). Oggi è consulente e formatrice nelle aree del comportamento organizzativo.

39 LEAD THE TIME Ruolo, obiettivi, gestione del tempo Come fare fruttare al meglio la propria giornata lavorativa? Come rispondere alle continue emergenze e cambi di priorità? Come organizzare al meglio il lavoro con i colleghi (o con i propri collaboratori)? formativo si concentra dunque sui modelli di gestione del proprio tempo lavorativo, sulle matrici di definizione delle priorità e impattano sulla pianificazione lavorativa, sia che riuscendo a ridefinire i piani, con flessibilità e innovazione. degli eventi critici che Analisi del proprio ruolo: punti di forza e criticità Priorità, Importanza e Urgenza I fattori della perdita di tempo: analizzarli e prevenirli Cattivo uso del tempo Il day by day La gestione degli appuntamenti WALTER ALLIEVI Formatore esperienziale, NLP trainer coach, consulente organizzativo per aziende attraverso attività esperienziali (Small Techniques, Cinema, Teatro) e outdoor (Corde

40 DEVELOPE YOUR PEOPLE Talent Management

41 TALENT MANAGEMENT Accountability: sviluppare una mentalità vincente Conoscere se stessi e gli altri

42 TALENT MANAGEMENT Una leva strategica per La gestione dei Talenti fa la differenza nel successo di, partendo da questa premessa non è quello di formare, ma quello di attivare una conversazione il cui esito possa mettere i responsabili nella condizione di riflettere e acquisire modalità alternative/integrative a quelle attualmente utilizzate in azienda per gestire i talenti. Cosa si intende per Talent Management Evoluzione storica del concetto di Talent Management I primi approcci al Talent Management Assess /Acquire/ Allign/Develop Elementi del Talent Management Talent Review Leadership development Succession planning Il ruolo del management di linea nel Talent Management MASSIMO LUPI Laurea in Psicologia del Lavoro, inizia la propria carriera professionale nelle Risorse Umane dove ha maturato esperienze come responsabile formazione, selezione e sviluppo in Beiersdorf Italia, responsabile europeo formazione e sviluppo in Sony Europa a Berlino Corporation a Redmond. È consulente di diverse realtà imprenditoriali e si occupa soprattutto di formazione in area leadership e gestione risorse, progetti talent management, di orientamento professionale, assessment center e valutazione del potenziale, bilancio delle competenze.

43 ACCOUNTABILITY Lo sviluppo di una mentalità vincente Questo seminario offre spunti di riflessione e di approfondimento per sviluppare una mentalità Accountable. Accountability è il principio guida che definisce come manteniamo gli impegni reciproci, il modo in cui misuriamo e riferiamo in merito ai nostri progressi, come interagiamo quando le cose vanno male. Essere Accountable significa quindi prendersi la responsabilità delle azioni da compiere, essere proattivi e collaborativi. Il seminario è arricchito dalla testimonianza di un comandante che rappresenta un esempio divalori umani e dilavoro disquadra, inun team eccellente. Accountability e la metafora del Mago di Oz, in particolare nei momenti di crisi Lo sviluppo di una mentalità Accountable tra il personale per fornire un servizio di qualità ai clienti esterni LUISA MACCIOCCA Dal 1996 svolge attività di Formazione e Consulenza alle imprese. È stata Responsabile dello Sviluppo Manageriale, Formazione e Comunicazione Interna in Alenia, Gruppo Finmeccanica, con precedente esperienza in Esso Italiana e Procter & Gamble Italia. Ha avviato e coordinato varie ricerche europee per lo sviluppo delle competenze manageriali e professionali (tra le quali Europeo tra le Piccole e Medie Imprese, le Associazioni Imprenditoriali e il Settore del Credito). Ha fondato il Consorzio N.A.M.E. (Network for Aerospace Management in Europe). È giornalista e autrice di libri e di saggi sulla cultura. È laureata in Sociologia (Psicologia Sociale) e in Lingue e Letterature Straniere (Letteratura Americana).

44 CONOSCERE SE STESSI E GLI ALTRI Percorsi di sviluppo per le persone e i team Il Sistema Insights Discovery è uno strumento di Sviluppo Personale - basato sui lavori di studio delle tipologie umane, condotti dallo psicologo svizzero Carl G. Jung - che fornisce un metodo coinvolgente, efficace e innovativo per conoscere e comprendere se stessi e gli altri. Partendo da un questionario individuale, elaborato da un sistema informatico semplice e versatile, ne emergerà un profilo di circa 20 item che aiuterà la persona a comprendere dettagliatamente il suo stile personale e che esso ha delle relazioni professionali e personali. AREE DI INTERVENTO: TEAM EFFICACE: Per migliorare le relazioni e le interazioni tra i membri; capire lo stile e approccio preferito di ogni membro del team e il suo unico contributo al gruppo; creare un ambiente sicuro e rispettoso per dare e ricevere feedback di qualità MANAGEMENT: Per consentire ai manager di considerare il proprio stile e le necessità dei loro collaboratori in termini di motivazioni, ambiente di lavoro e stile direttivo preferito EFFICACIA PERSONALE: Per conseguire una piena percezione di sé e raggiungere un maggior livello di autoconsapevolezza; identificare aree di forza e di sviluppo; FACULTY Professionisti e consulenti, provenienti dal mondo accademico e aziendale, accreditati e un linguaggio rispettoso per dare e ricevere feedback VENDITE: trattativa ad ogni livello

45 DEVELOPE YOUR PEOPLE Leadership in Evolution

46 LEADERSHIP IN EVOLUTION Il Manager Coach Essere Global Leader Il Leader Virtuoso

47 IL MANAGER COACH Elementi di coaching approach Tecniche specifiche che permettano la giusta attivazione delle risorse individuali, gruppali, interne ed esterne, come il coach approach per Manager, al fine di generare un adeguato problem solving per la gestione sicura e consapevole del problema del giorno, eliminando gli ostacoli interni, gestendo al meglio quelli esterni ed incrementando la capacità del Team di rispondere alle varie situazioni affrontate in maniera efficace, sostenibile, coinvolgente e strategica. Il percorso fornisce ai partecipanti gli strumenti e le tecniche utili a gestire le situazioni in cui incrementare la leadership nel proprio Team è indispensabile. Crisi e Opportunità Gestione del Feed-Forward Il ciclo del rinnovamento La leadership ed il valore Top Down o Bottom Up? Come attivare la potenza del gruppo Punti di forza e di debolezza propri ed altrui Co-opetition Generare una cultura orientata al coach approach ALESSANDRO LORUSSO Presidente Aicp-Associazione Italiana Coach Professionisti; Master TrainerCoach di Idee Che TrasFormano, Scuola di coaching skills e laboratorio innovativo. È stato un 2002 come Professional Corporate Coach, Master certificato in Corporate Coaching (più di ore di esperienza in coaching, team coaching e TrainingCoaching ), Docente Università San Raffaele, Eni Corporate University e Profilo Academy.

48 ESSERE GLOBAL LEADER La relazione team leader - team member è fortemente influenzata dalle attese reciproche, dalle motivazioni individuali e dalle norme che definiscono il modo di fare gruppo. interculturale, questi aspetti si rivelano molto diversi in funzione culturale delle persone. Per i manager e per i team leader, comprendere i diversi modi di concepire la leadership e sviluppare stili di leadership che sappiano tener conto di queste diverse concezioni rappresenta un valore aggiunto nella gestione dei team multiculturali. Cultura, culture e diversità Come si formano gli stereotipi e i pre-giudizi Dallo stereotipo alla discriminazione Pre-giudizi funzionali e disfunzionali Imparare a osservare: distinguere tra mondo interiore ed esteriore Conoscere il proprio stile relazionale e riconoscere lo stile relazionale altrui Come trasformare le relazioni interculturali difficili in collaborazioni efficaci MAURA DI MAURO Formatrice, Coach & Consulente Interculturale. Lavora da circa 10 anni in contesti multinazionali, con PMI e in collaborazione con Academy e Business School. Assessor Certificata You Manager per valutare le competenze manageriali trasversali. Docente a contratto di Cross-Cultural Communication & Management. Autrice di diverse pubblicazioni sul Diversity Management e la Formazione Interculturale.

49 IL LEADER VIRTUOSO Costruire e guidare il successo delle persone uid - profondo contatto con se stessi, autenticità e chiarezza - competenze di connessione con gli altri per guidarli e metterne a frutto il talento soprattutto saperne di umanità. Assessment individuale delle forze del carattere Auto-direzione: fondarsi e fondare una vision trainante Influenza dello stato del Leader sul clima Virtue skill manageriali Esercitazioni esperienziali di connessione e contatto per fare emergere il talento personale. LAURA RAVANETTI si a sé e occuparsi degli altri: in ultima analisi deve Laurea in Economia Aziendale, Master in Professional Coaching e Master in Programmazione Neurolinguistica conseguito a Londra. Accreditamento ESaC Paul Coach certificato PCC e Membro del Board Direttivo presso il Chapter Italiano della International Coach Federation. Ha sviluppato oltre 15 anni di esperienza manageriale presso grandi gruppi multinazionali ed è specializzata nella progettazione e realizzazione di interventi di Executive Coaching e Sviluppo di Carriera in contesti europei e cross culturali.

50 DEVELOPE YOUR PEOPLE Diversity Management e Intercultura

51 DIVERSITY MANAGEMENT E INTERCULTURA Il valore della differenza Carriera e/o Famiglia? Un eterno dilemma Gestire le relazioni con clienti stranieri Virtual Team Intercultural Skills

52 IL VALORE DELLA DIFFERENZA Gestire le proprie reazioni di fronte alle diversità Il seminario vuole offrire stimolanti spunti di riflessione per imparare a osservare e a gestire le proprie reazioni di fronte alle diversità di pensiero, atteggiamento, comportamento attraverso la preziosa testimonianza di che ha saputo sviluppare, in risorse diversamente abili, la consapevolezza di poter essere dei grandi talenti. Le macro e le micro diversità Come si formano gli stereotipi e i pregiudizi Pre-giudizi funzionali e disfunzionali Imparare ad osservare: distinguere tra mondo interiore ed esteriore Come superare gli automatismi Come trasformare le relazioni difficili MASSIMO LUPI Laurea in Psicologia del Lavoro, inizia la propria carriera professionale nelle Risorse Umane dove ha maturato esperienze come responsabile formazione, selezione e sviluppo in Beiersdorf Italia, responsabile europeo formazione e sviluppo in Sony Europa a Berlino e responsabile a livello mondiale dei progetti Talent Management in Microsoft Corporation a Redmond Dal 2010 è consulente di diverse realtà imprenditoriali e si occupa soprattutto di formazione in progetti del Talent Management, assessment center e valutazione del potenziale. Testimonial: PAOLA GRIZZETTI Dal 1981 al 1993 vince 9 medaglie 3 e 3 di bronzo ai CAMPIONATI ITALIANI. Nel 1982 e nel 1984 conquista 2 medaglie in COPPA DELLE NAZIONI. Nel 1983 è bronzo ai CAMPIONATI MONDIALI. Con altre tre compagne conquista, sul quattro di coppia, un prestigioso 6 posto alle OLIMPIADI DI LOS ANGELES. È ora responsabile nazionale Adaptive Rowing (Canottaggio Adattato).

53 CARRIERA E/O FAMIGLIA? UN ETERNO DILEMMA Come conciliare vita professionale e vita familiare cerca di aiutare le donne a orientare le proprie scelte e a capire meglio come perseguirle. mica sulla realtà che, aumentando la consapevolezza, Sessioni di coaching sulle seguenti tematiche: Figli e lavoro, come sviluppare un percorso professionale interessante e vivere un rapporto sereno con i propri figli? Come programmare e gestire l'assenza per l'aspettativa obbligatoria ma anche quella facoltativa? Periodo di congedo: cosa fare prima, durante e al rientro in ufficio. Una programmazione condivisa con il proprio capo e con il sostituto. LUISA ADANI Laureata in Scienze politiche, ha conseguito un master biennale in psicosociologia del lavoro e delle organizzazioni ed è specializzata nel coaching e in alcuni test e reattivi. Coniuga una esperienza diretta in azienda ad una nel mondo della consulenza e della comunicazione. Dopo otto anni nelle Risorse Umane di due grandi aziende, in cui ha affrontato le diverse problematiche della gestione del personale, si occupa di consulenza, coaching e orientamento di carriera. È docente in Università e Business School e mondo del lavoro, con particolare attenzione al mondo femminile.

54 GESTIRE LE RELAZIONI CON CLIENTI STRANIERI Come interagire con interlocutori internazionali Questo workshop innovativo offre soluzioni pratiche ed efficaci per aver più successo nella collaborazione con partner internazionali ed aiuta ad eliminare quelle interferenze comunicative che possono creare incomprensioni tra le parti. Cultura ed elementi culturali nella comunicazione, gli stili decisionali, gli stili di leadership (possibile focus su culture diverse) Come interagire con i diversi interlocutori internazionali. Comprendere come viene percepito il nostro stesso gruppo culturale da persone di altre culture Saper gestire eventuali conflitti culturali per assicurare una collaborazione efficace comunicazione in un contesto interculturale MAURA DI MAURO Formatrice, Coach & Consulente Interculturale. Lavora da circa 10 anni in contesti multinazionali, con PMI e in collaborazione con Academy e Business School. Assessor Certificata You Manager per valutare le competenze manageriali trasversali. Docente a contratto di Cross-Cultural Communication & Management. Autrice di diverse pubblicazioni sul Diversity. Management e la Formazione Interculturale.

55 VIRTUAL TEAM Gestire gruppi di lavoro a distanza Moltissime aziende ed organizzazioni operano ormai con estensione globale. Progetti e iniziative in questi ambiti, però, hanno pesanti implicazioni gestionali; ci si trova a coordinare gruppi di lavoro (e/o fornitori) dispersi (virtual teams, VT), spesso con ulteriori problematiche relative a lingue, culture o fusi orari differenti. Scenari di utilizzo dei virtual team Componenti psicologiche attivate in una comunicazione virtuale (swift trust, mancanza della percezione paraverbale, sincronicità e asincronicità degli scambi) Strumenti per progetti virtuali: pianificazione degli incontri, condivisione in real time dei documenti (lavagne virtuali), strumenti a supporto della leadership Differenti ruoli, differenti lingue, differenti culture: i suggerimenti di Hofstede per una comunicazione virtuale efficace ANTONELLI GIANMARCO Si occupa di formazione e di consulenza aziendale su tematiche di Process e Project Management in aziende del comparto manifatturiero. Laureato in Ing. Informatica presso l'università di Bologna, ha conseguito un Master in Business Administration e dal 2007 è certificato PMP (Project Management Professional). Esperto di Area Professionale nelle commissioni della Regione Emilia Romagna per la formazione sul Project Management.

56 INTERCULTURAL SKILLS Valorizzare e integrare le differenze culturali Un workshop che aiuta a sviluppare competenze interculturali che consentano di gestire in modo efficace relazioni internazionali branch aziendali localizzati in diversi paesi. Percezioni reciproche Stereotipi, pregiudizi e misunderstanding interculturali Cultura, valori e stili relazionali Competenze interculturali Gestire team di lavoro multiculturali a distanza Risolvere dilemmi interculturali Piano di sviluppo personale MAURA DI MAURO Formatrice, Coach & Consulente Interculturale. Lavora da circa 10 anni in contesti multinazionali, con PMI e in collaborazione con Academy e Business School. Assessor Certificata You Manager per valutare le competenze manageriali trasversali. Docente a contratto di Cross-Cultural Communication & Management. Autrice di diverse pubblicazioni sul Diversity Management e la Formazione Interculturale.

57 LIVE YOUR TEAM

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