Appunti per l avvio del processo

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1 Marsala verso il Piano Strategico Appunti per l avvio del processo

2 Il Piano Strategico: cos è ed a che cosa serve? Il Piano Strategico è l esito di un processo progettuale finalizzato a definire lo scenario di sviluppo futuro di una città e del proprio territorio in un orizzonte temporale medio-lungo, fissato in genere tra i dieci e i quindici anni. È una modalità di programmazione che è nata in ambito aziendale e che è stata progressivamente applicata alle organizzazioni pubbliche, fino ad essere ampiamente utilizzata dalle città per svariati obiettivi. Sono obiettivi tipici di un Piano Strategico: Identificare una visione condivisa dello sviluppo della città, anche in relazione al contesto territoriale e regionale entro cui essa si colloca; Valorizzare le risorse ambientali, produttive, culturali del territorio in una dimensione competitiva ma nel rispetto dei principi dello sviluppo sostenibile; Definire progetti e politiche da avviare alla realizzazione, anche con il contributo del settore privato e dei diversi attori che operano sul territorio; Rendere più efficiente la programmazione dell ente locale, attraverso azioni di indirizzo, coordinamento ed integrazione dei progetti e delle politiche da esso promosse. Proprio per il suo carattere multidimensionale, trasversale a diversi settori di intervento, il Piano Strategico è un atto volontario, che affida il suo successo alla capacità delle città di promuovere reti di alleanze attorno ad obiettivi strategici costantemente valutati e condivisi. Si tratta, dunque, di uno strumento che non sostituisce altri strumenti di programmazione che l amministrazione comunale è obbligata a predisporre (come la pianificazione urbanistica o la programmazione di bilancio), quanto a creare le migliori condizioni perché questi sviluppino la propria efficacia anche in relazione alle nuove progettualità che il piano promuove.

3 La pianificazione strategica come processo aperto ed inclusivo Il carattere aperto e multidimensionale della pianificazione strategica rende le attività di coinvolgimento della popolazione e degli attori locali un ingrediente essenziale per la fondatezza e la legittimazione del Piano. Non si tratta di porre in secondo piano una necessaria dimensione tecnica della pianificazione, che è chiamata a selezionare le progettualità, ad identificarne i possibili percorsi di attuazione e renderne coerente gli obiettivi nel quadro complessivo della visione del Piano Strategico. Piuttosto di rendere partecipi i cittadini e gli attori sociali ed economici del territorio in tutte le fasi del processo, dalle attività di diagnosi alla prefigurazione della vision, dalla costruzione del quadro programmatico alla definizione dei progetti. Il carattere partecipativo della pianificazione strategica è una grande risorsa in una fase in cui problemi di grande complessità come la tutela dell ambiente, la coesione sociale, la competitività economica emergono richiedendo alle politiche pubbliche soluzioni altrettanto complesse e non settoriali. Solo un confronto aperto e ripetuto tra gli attori della città, il processo di pianificazione strategica è in grado di contribuire all elaborazione di una visione condivisa del futuro del territorio e di renderlo effettivamente praticabile e perseguibile in tempi ragionevoli. L ascolto dei bisogni dei cittadini e l identificazione di soluzione condivise dei problemi, la convergenza di partenariati pubblico-privati attorno alle grandi scelte di trasformazione e governo del territorio, sono tutti elementi che contribuiscono alla buona riuscita di un processo di pianificazione strategica, gettando le basi per rendere efficaci e sostenibili nel lungo periodo le soluzioni che il Piano Strategico propone. Inoltre, la costruzione di un quadro di indirizzi e di progetti strategici altamente condiviso dalla popolazione e dalle principali forze economiche e sociali della città mette al riparo il Piano Strategico dalle possibili strumentalizzazioni che le scelte politiche promosse da una municipalità può comportare.

4 Chi partecipa? Al processo prenderanno parte tutti gli attori territoriali di riferimento: gli attori istituzionali, economici, socio-culturali, i professionisti, il Terzo Settore, i cittadini e la società civile in genere. L attività di pianificazione strategica si fonda infatti sulla partecipazione allargata, sul dialogo e su un coinvolgimento quanto più esteso possibile. L'intensità e la qualità dei processi partecipativi dovranno trovare nell'amministrazione Comunale un punto di innesco e di irradiazione. Ma è soprattutto attraverso la volontà dei singoli cittadini e degli altri attori del territorio di attivarsi e di contribuire all'elaborazione del Piano Strategico che quest'ultimo può avere esiti positivi e rendersi realmente utile nella soluzione di problemi della comunità locale.

5 Tempi del processo e modalità di partecipazione Il processo di pianificazione strategica si articolerà in tre fasi: Una fase di diagnosi, durante la quale viene ricostruito il quadro delle risorse, delle criticità e degli scenari tendenziali che caratterizzano il sistema locale, nei confronti dei quali il Piano Strategico deve trovare soluzioni; Una fase di costruzione del Piano Strategico, finalizzata a definire la visione (o le visioni) di sviluppo della città nel medio lungo periodo, le strategie necessarie per conseguirla con i relativi obiettivi generali e specifici, il quadro programmatico comprendente le politiche ed i progetti, eventualmente articolati in ambiti tematici; Una fase di attuazione e gestione, nel corso della quale le azioni previste dal Piano Strategico vengono implementate ed avviate all attuazione e che, in genere, viene accompagnata da momenti di valutazione sul grado di realizzazione ed efficacia delle stesse.

6 Con quali strumenti si rende efficace la partecipazione? Lungo il processo di pianificazione che abbiamo descritto, le attività di partecipazione assumono una diversa rilevanza e richiedono strumenti differenziati per aumentarne l efficacia. Nella fase di diagnosi vengono privilegiate le attività di ascolto degli attori locali locale, il cui strumento principale sono le interviste (in genere circa 30) a soggetti portatori di specifici interessi o conoscenze riguardo alla sfera economica, sociale, politico-istituzionale della città. La presenza delle nuove tecnologie oggi consente un allargamento della base di consultazione nelle attività di ascolto, che può svolgersi lungo tutto il processo di pianificazione strategica. Il sito del Piano Strategico (www.pianostrategicomarsala.net), oltre a rendere noto l avanzamento del processo di pianificazione, presenta strumenti per cogliere il parere e le proposte di tutti coloro che vorranno contribuire a costruire una visione della città quanto più condivisa ed in particolare: (a) un area sondaggi, svolti periodicamente su tematiche di interesse generale o specifico per lo sviluppo della città; (b) un geoblog, che consente di localizzare su una mappa le proposte di trasformazione o riqualificazione urbana indicate dagli utenti. Tra le fasi di diagnosi e di costruzione del Piano Strategico, l attività di ascolto verrà arricchita con momenti di partecipazione collegiale finalizzati a meglio definire i contenuti della visione progettuale, delle strategie da perseguire e dei progetti da intraprendere. Si prevede allo scopo di organizzare momenti di partecipazione attraverso metodologie innovative (quali ad esempio l Open Space Technology) e momenti di approfondimento tematico attraverso l organizzazione di gruppi di lavoro, focus group o l organizzazione di tavoli settoriali. Modalità ulteriori di coinvolgimento, che in genere trovano grande partecipazione locale, possono essere rappresentati dai concorsi idee, quali ad esempio: un concorso di disegno riservato alle classi delle scuole elementari della città, che potrebbe essere denominato La Città che Cresce ; un concorso di idee riservato ai giovani professionisti del territorio, indirizzato alla trasformazione di aree strategiche della città, i cui risultati potrebbero essere oggetto di una esposizione quale nucleo fondativo dell Urban Center della città.

7 Esempio di Open Space Technology Esempio di tavolo tematico Esempio di Geoblog

8 La tempistica del Piano Strategico di Marsala

9 Il Piano Strategico di Marsala: le sfide da cogliere a livello urbano e territoriale Nel panorama ricco e diversificato delle città medie siciliane, centri urbani spesso caratterizzati da identità forti e riconoscibili, Marsala presenta alcuni elementi peculiari che la rendono un contesto particolarmente originale. In primo luogo presenta un sistema insediativo diffuso, incardinato sulla presenza delle borgate storiche distribuite su un territorio piuttosto esteso, la cui logica insediativa va storicamente ricercata in una più funzionale relazione territoriale con l esteso entroterra rurale. Questa caratteristica, che ha connotato progressivamente lo sviluppo insediativo della città, anche quando la domanda di seconde case per la villeggiatura ha sostituito in larga misura le esigenze di prossimità ai territori agricoli, costringe a rivedere, per Marsala, il rapporto stesso tra spazio urbano e spazio rurale. Una popolazione distribuita per grandi linee al 50% nel centro urbano consolidato e per la rimante parte entro il sistema delle borgate, infatti, ha delle ricadute di ordine funzionale che rappresentano una rilevante questione di politica urbana: da un lato, una città fatta di borgate ed insediamenti sparsi, favorisce una migliore qualità sociale dello sviluppo urbano, quale funzione di migliori rapporti di prossimità e di un rapporto più diretto con la natura; dall altro, la necessità di garantire servizi urbani qualificati (ad esempio per la mobilità pubblica, per l erogazione dei servizi sociali, etc.) distribuiti su un territorio molto vasto, pone rilevanti ricadute sul fronte del consumo di suolo e della sostenibilità della spesa pubblica. Un secondo elemento va ricercato nella particolare relazione di interdipendenza tra la città contemporanea e il patrimonio storico-culturale e naturalistico, a sua volta ricco di interconnessioni dovute alla localizzazione di siti archeologiche in aree di grande interesse naturalistico e ambientale. Da un lato, la città moderna e contemporanea pur sviluppandosi sui tracciati di antica fondazione, ha sottratto alle trasformazioni urbanistiche una estesa porzione di tessuto archeologico che oggi è adiacente al centro storico e si avvia ad essere organizzata in un grande parco-museo en plain air. Dall altro, il secondo sito archeologico

10 ricadente all interno dei confini comunali Mozia si trova al centro di una riserva naturale lo Stagnone e le sue isole di grande pregio ambientale ed etno-antropologico, già meta di significativi flussi turistici. Nel complesso, il sito archeologico urbano di Lilibeo e il sito archeologico-naturalistico di Mozia e lo Stagnone rappresentano un sistema integrato di risorse che si prestano a molteplici opzioni di valorizzazione: alcune, a carattere economico, legate allo sviluppo della filiera turistica; altre, a carattere sociale, legate al miglioramento della qualità della vita e dell offerta culturale nei confronti degli abitanti della città. Un terzo carattere prevalente dell identità urbana va ricondotto ad un sistema economico con forti elementi di radicamento territoriale, termine con cui sempre più si intende la presenza di un tessuto produttivo fortemente ancorato a specifiche identità storiche, territoriali e sociali. Il sistema produttivo del vino Marsala rappresenta un esempio tipico di distretto a forte radicamento territoriale, supportato da tradizioni e capacità distribuite su un tessuto di imprese particolarmente articolato, di un patrimonio culturale (non solo materiale) di grande rilevanza, un sentimento di appartenenza che permea gli abitanti e non solo i diretti produttori. Come è noto negli ultimi anni al sistema produttivo storico del vino Marsala si è affiancata una capacità di sviluppare impresa in segmenti più articolati della filiera vitivinicola e le stesse cantine sociali, che rappresentano importanti attori del settore, stanno andando in contro a interessanti processi di innovazione in campo aziendale e nel marketing di prodotto. Queste dinamiche consentono di identificare sul territorio marsalese un sistema articolato di imprese e di conoscenze che funziona secondo logiche distrettuali, comprendo settori produttivi differenziati della filiera ed ancorandosi ad ulteriori specificità quali le produzioni agro-alimentari con carattere di tipicità. Questi elementi di identità prevalente, che hanno nel centro storico e nei suoi margini un elemento di snodo non soltanto in senso fisico e territoriale, non possono che essere considerati degli importanti elementi di orientamento per qualsiasi processo di pianificazione dello sviluppo futuro della città. Si tratta di risorse posizionali, conferite da prolungati processi di civilizzazione e dai relativi scenari naturali, per i quali sarà necessario stabilire opportune politiche di salvaguardia, riqualificazione e valorizzazione, ma anche risorse relazionali, espressione di un tessuto di cittadini, imprese e istituzioni che vi operano in

11 stretta relazione. Osservare tali elementi di identità in senso dinamico e non statico, è uno degli obiettivi tipici della pianificazione strategica, improntata ad un coinvolgimento continuo degli attori territoriali, i quali sono, oltre che portatori di interessi parziali, anche soggetti attivi in grado di esprimere progettualità e propensione al cambiamento. La comunità sociale di Marsala ha la necessità di individuare strategicamente e in modo condiviso nuove e/o più adeguate modalità di intervento che sappiano fornire una solida base di rilancio per lo sviluppo economico, sociale e culturale del suo territorio. In una chiave, come si è detto, di sostenibilità allargata e di ricchezza durevole. Va sottolineato però che i saperi e le conoscenze presenti localmente (punto di partenza di ogni cambiamento) appaiono oggi frammentate e disperse: il Piano Strategico Comunale vuole essere in questa ottica l'occasione per una loro positiva ri-composizione e messa a frutto. Le sinergie attivabili possono agire quindi nel senso di una ri-definizione dell identità locale, vista come luogo di crescita e di arricchimento sociale e culturale e allo stesso tempo come risorsa nel processo di apertura e di interazione con le dimensioni sovra-locali (aree vicine, provincia, regione, nazionale, contesto mediterraneo e globale). Il territorio ha le potenzialità per diventare nel tempo un centro di eccellenza sotto molteplici punti di vista; come nodo storico-culturale, ambientale, artigianale, turistico, eno-gastronomico esso ha da offrire numerose risorse sia di tipo materiale che immateriale. Dinamiche e specificità in un ottica di area vasta Marsala è anche una città snodo di relazioni territoriali complesse, fino ad un certo punto legate quasi esclusivamente al suo entroterra rurale, ma oggi tessute attraverso le reti di un sistema urbano, quello della Sicilia occidentale, che manifesta segnali di grande dinamismo economico e progettuale. Tali relazioni definiscono uno scenario territoriale a geometria variabile, le città concentrano funzioni e attraggono flussi di una certa entità in quanto nodi di reti eterogenee per estensione e articolazione territoriale. Quanto più le città sono in grado di esprimere una offerta articolata di funzioni e servizi urbani, tanto più sono attrattive e si pongono in termini di interdipendenza funzionale con ulteriori città e territori.

12 Per le proprie caratteristiche dimensionali e le funzioni urbane che la città è in grado di esprimere (anche nel prossimo futuro), si ritiene che Marsala vada collocata rispetto a tre ordini di relazioni territoriali. 1. Marsala quale terminale occidentale della direttrice regionale tirrenica della Sicilia, in stretta integrazione con l area metropolitana di Palermo. Alcuni orientamenti recenti, quali le politiche di decentramento dell Ateneo palermitano e le politiche di diversificazione-cooperazione nel campo dei trasporti e della sanità fanno ritenere le relazioni tra le città della Sicilia occidentale e l area metropolitana di Palermo non solo in termini passivi, di pendolarismo unidirezionale verso il capoluogo regionale, ma piuttosto in termini di riequilibrio e integrazione. 2. Marsala quale snodo del sistema urbano multipolare Trapani-Marsala-Mazara, un agglomerazione urbana che presenta un livello di popolazione (oltre abitanti) ed una diversificazione di funzioni e specializzazioni produttive assimilabili ad un contesto metropolitano (direzionale e trasporti a Trapani, agro-industria e cultura a Marsala, pesca e filiere collegate a Mazara). Incrementare le forme di cooperazione nelle politiche territoriali riferibili a tali funzioni e specializzazioni, consentirebbe, da un lato, di aumentarne la massa critica ponendosi in rapporto di maggiore competizione con l area metropolitana di Palermo, dall altro di evitare duplicazioni dissipative di risorse pubbliche. 3. Marsala quale nodo di un Sistema Locale del Lavoro specializzato a vocazione agricola. Il SLL di Marsala, (comprendente anche i comuni di Petrosino e Mazara), è tra i 19 SLL specializzati in Sicilia e tra i 6 con specializzazione agricola indicati dall Istat nel Il SLL, che presenta una popolazione di abitanti (2004) con un andamento demografico sostanzialmente stabile nell ultimo decennio, oltre a presentare un alto indice di specializzazione nel settore agricolo ed elementi di diversificazione legati al distretto della pesca a Mazara, presenta delle interessanti tendenze all allungamento della filiera con la diffusione di attività agro-industriali. Consolidare tali tendenze alla diversificazione ed abbattere i costi negativi della mancanza di

13 infrastrutture rappresenta un passaggio fondamentale per incrementare gli effetti di natura socio-economica delle specializzazioni produttive, stante un dato del Valore Aggiunto attualmente piuttosto basso (poco più di euro per abitante nel 2002) che situa il SLL solo al 42 posto tra gli 82 SLL della Sicilia. La comprensione organica di queste funzioni complesse rappresenta un primo importante scenario di riferimento per la costruzione del Piano strategico di Marsala, viste anche le sollecitazioni che vengono da più parti sui vantaggi di una strategia urbana che guardi con maggiore attenzione alle dinamiche urbane di area vasta ed ai vantaggi della pianificazione per sistemi urbani rispetto ai temi dell ambiente e della qualità della vita, della mobilità sostenibile, della equilibrata distribuzione sul territorio dei servizi sociali, del sostegno alle distrettualità produttive. La posizione baricentrica di Marsala rispetto al sistema urbano della Sicilia occidentale, in particolare, evidenzia alcune importanti opportunità localizzative nel campo dei servizi di rango sovra-comunale, ma impone anche una attenta pianificazione della mobilità in chiave sostenibile, la cui sotto-dotazione è al momento fonte di congestione ed inquinamento per ampie porzioni di territorio urbano. Tale concezione policentrica dello sviluppo urbano, che ormai informa a vari livelli le politiche comunitarie e che è stata riconosciuta anche dal MetaPlan che la Provincia di Trapani ha redatto in vista della programmazione , pone una serie di sfide al decisore pubblico ed ai soggetti chiamati ad accompagnare i processi di pianificazione strategica: da un lato, è opportuno costruire metodologie e strumenti di analisi complesse, in grado di evidenziare tutti gli elementi di interazione sociale e territoriale che si manifestano in sistemi urbani articolati e multipolari; dall altro, è necessario collocarsi in una logica di governance multi-livello, identificando e costruendo arene di dialogo e co-pianificazione strategica anche con attori esterni al contesto amministrativo locale. Sia la Provincia di Trapani che i comuni di Marsala, Mazara e Petrosino hanno recentemente avviato processi di programmazione territoriale (la provincia ha in corso di elaborazione il PSES piano di sviluppo economico e sociale ed il PSP Piano strategico provinciale; i Comuni di Marsala, Mazara del Vallo e Petrosino hanno elaborato il PIST Piano Integrato di

14 Sviluppo Territoriale comprendendo i PISU Piano Integrato di Sviluppo Urbano delle città di Marsala e Mazara del Vallo; è inoltre in fase di costituzione il Distretto turistico della sicilia occidentale di cui fanno parte oltre alla città di Marsala anche altri 12 comuni della provincia di Trapani). Il Piano Strategico di Marsala è, quindi, parte di un più generale mutamento delle pratiche e degli strumenti di gestione del territorio, di un territorio vasto e multiforme che mette in relazione i diversi Comuni appartenenti all area occidentale della provincia di Trapani. Esso, quindi, dovrà relazionarsi con i paralleli processi di elaborazione dei documenti di programmazione sovracomunale Essi devono esprimersi secondo un concetto di "reciprocità", ovvero basandosi sulla consapevolezza che un determinato intervento può essere considerato di interesse del Comune stesso, anche se non ricadente sul suo territorio amministrativo, purché funzionale alla realizzazione di un disegno strategico d'insieme.

15 I temi strategici I due precedenti paragrafi mostrano come Marsala ed il suo contesto territoriale si caratterizzano per la convivenza di un ingente patrimonio di risorse ambientali e socioeconomiche, il cui potenziale si esprime solo in parte per il permanere di ostacoli di natura infrastrutturale e organizzativa. L interazione tra risorse, opportunità e vincoli allo sviluppo costituisce il campo di lavoro tipico della pianificazione strategica, definendo le grandi questioni cui il Piano, con il contributo degli attori che prenderanno parte al processo, dovrà fornire risposte convincenti. Nel caso specifico di Marsala, queste grandi questioni per lo sviluppo della città, altrimenti definibili quali temi sui quali focalizzare il processo di costruzione del Piano Strategico, appaiono i seguenti. Il tema della valorizzazione delle produzioni vinicole locali, anche quali veicoli dell identità storica e culturale della città; Il tema della riqualificazione e della valorizzazione del patrimonio di beni naturali, culturali e paesaggistici del territorio; Il tema della riqualificazione e della valorizzazione della fascia costiera, con particolare riferimento al watefront urbano e meridionale e dello sviluppo del porto in chiave turistica; Il tema del centro storico, quale spazio di vita e motore di sviluppo della città; Il tema delle contrade, in un ottica di sviluppo policentrico e di contenimento del consumo di suolo; Il tema della mobilità e dell accessibilità territoriale.

16 Il Gruppo di lavoro Responsabile del Procedimento Ing. Gian Franco D Orazio Gruppo di lavoro interno all Amministrazione Matilde Adamo Dirigente Staff del Sindaco Micol Contiliano Settore Servizi Sociali Raffaele Fabrizio Giacomarro - Settore Territorio e Ambiente Maria Rosa Li Vigni - Settore Servizi Sociali Alessandro Tarantino Ufficio Stampa L assistenza tecnico-scientifica alla redazione del Piano è composto dal seguente Raggruppamento Temporaneo di Imprese Centro Studi PIM è un'associazione volontaria di Enti Locali che svolge attività di supporto operativo e tecnicoscientifico nei confronti dei Comuni associati, della Provincia di Milano e di altri soggetti pubblici, con l obiettivo di favorire la cooperazione territoriale. Il Centro Studi PIM realizza studi, piani e progetti nei settori dell urbanistica e del territorio, della mobilità, dell ambiente e dello sviluppo socio-economico locale. Avventura Urbana S.r.l. Avventura Urbana è formata da un gruppo di esperti di diverse discipline: architetti, urbanisti, scienziati politici, comunicatori, facilitatori, web designer e operatori sociali. All'opposto della specializzazione settoriale, l'approccio che usa si fonda sul lavoro di équipe, che si rivela appropriato nella progettazione in contesti complessi e problematici. La squadra di Avventura Urbana lavora insieme da più di dieci anni per promuovere la progettazione partecipata esplorando percorsi nuovi e spesso irti di ostacoli, per trattare in modo innovativo le politiche pubbliche del territorio. L'obiettivo è di affrontare i problemi con un percorso incrementale e "polifonico". Avventura Urbana ha per scopi statutari la diffusione delle pratiche di ascolto attivo dei cittadini, degli utenti, degli abitanti, attraverso metodi innovativi mutuati dalla ricerca sociologica e antropologica; la gestione e progettazione di interventi di trasformazione della città e del territorio con l impiego di tecniche di partecipazione; la comunicazione verso i cittadini sui temi di interesse pubblico che riguardano il territorio e l ambiente.

17 Eures Group S.r.l. è una società di consulenza che sin dal 1989 opera nel settore della consulenza e della formazione alla pubblica amministrazione e per lo sviluppo locale. Nel corso degli anni ha maturato significative esperienze a livello nazionale nel campo delle politiche urbane e dei progetti di sviluppo delle città, riuscendo ad affermarsi nel settore e a diventare essa stessa laboratorio di innovazione e di formazione di competenze specifiche divenute oggi una rete di collaboratori e di affermati professionisti specializzate nelle tematiche del presente progetto. Itinera Lab S.r.l. è una società che si occupa di valorizzazione e la fruizione del patrimonio culturale. In questo senso la società propone un'ampia gamma di servizi legati anche alla ricerca, all organizzazione di mostre ed eventi culturali, ai corsi di formazione, alla progettazione d itinerari turistico-culturali. Questi servizi sono effettuati con metodi innovativi e in continuo aggiornamento. Itinera Lab si occupa in particolare di lavori tecnico-scientifici al fine di acquisire dati esaustivi del bene culturale (attività di ricerca, rilevamento, restauro...), della realizzazione di progetti nell'ambito museale al fine di valorizzare e trasmettere al meglio il patrimonio territoriale (progettazione e attivita' didattica, allestimenti museali per mostre, organizzazione di convegni, seminari...). Il gruppo di lavoro di assistenza tecnico-scientifica Comitato Scientifico Dott. Andrea Pillon Avventura Urbana Prof. Fabrizio Schiaffonati Politecnico di Milano Prof. Alberto Tulumello Università di Palermo Prof. Ignazio Vinci Università di Palermo Coordinamento scientifico Prof. Ignazio Vinci Università di Palermo Coordinamento metodologico-operativo Dott. Giuseppe Volpe Eures Group S.r.l. Supervisore di Processo Dott. Paolo VERRI già direttore di Torino Internazionale e del Comitato Italia 150 Staff Tecnico-Scientifico Alessandro ALONGI Antonino GENNA Vincenzo CORDONE Diego DECORTES Alberto LINGUA Arturo MAJOCCHI Luca MARESCOTTI Monica MAZZUCCO Elena MUSSINELLI Pierluigi NOBILE Giovanni NUZZO Andrea PILLON Paola POZZI Matteo ROBIGLIO Iolanda ROMANO Franco SACCHI Maria Evelina SARACCHI Fabrizio SCHIAFFONATI

18 Città di Marsala Ufficio di Piano Strategico Settore Territorio ed Ambiente Tel e mail Contatti: Segreteria Tecnica Organizzativa Dott. Giuseppe Volpe Coordinatore Operativo del Piano Strategico Dott. Fabio Pipitone Staff di supporto tecnico-organizzativo; Sig.ra Marcella Giacalone Segreteria Amministrativa Tel e mail:

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