Copyright Esselibri S.p.A.
|
|
|
- Pietro Carbone
- 9 anni fa
- Visualizzazioni
Transcript
1 .2. Risoluzione di triangoli qualsiasi In questo paragrafo estenderemo le funzioni goniometriche anche ad angoli retti ed ottusi, per potere risolvere triangoli qualsiasi. er fare ciò ovviamente vogliamo generalizzare le definizioni precedenti in modo che esse continuino a valere anche per gli angoli acuti, comprendendo così anche i risultati ottenuti. Consideriamo un sistema di riferimento cartesiano ortogonale e in esso la circonferenza di centro nell origine e raggio unitario. Aiamo tracciato anche un angolo con vertice nell origine e un lato coincidente con il semiasse positivo delle ascisse. uesto angolo può perciò assumere ogni valore compreso tra 0 e 360. Adesso costruiamo un triangolo rettangolo. 25
2 26 Capitolo Come si vede, al variare del punto e quindi dell angolo di vertice, aiamo sempre un triangolo rettangolo di ipotenusa unitaria. er questo triangolo sappiamo definire le nozioni di seno e di coseno come rapporto fra cateto e ipotenusa. Dato che siamo in un riferimento cartesiano considereremo non il rapporto fra le misure dei lati, ensì fra le ascisse o ordinate. In particolare poniamo le seguenti definizioni. Diciamo circonferenza goniometrica la circonferenza di centro nell origine e raggio unitario. Data una circonferenza goniometrica conveniamo di rappresentare gli angoli con il vertice nell origine degli assi e un lato coincidente con il semiasse positivo delle ascisse. Allora diremo seno dell angolo così determinato l ordinata del punto intersezione fra il lato variaile dell angolo e la circonferenza goniometrica. L ascissa di detto punto la chiameremo coseno dell angolo. Come immediata conseguenza della precedente definizione vi è il fatto che il seno di angoli maggiori di 80 è un numero negativo e quello degli angoli di 0 e 80 è nullo. er lo stesso motivo il massimo valore del seno si ha per un angolo di 90 per cui sen(90 ) =, mentre il minimo si ha per un angolo di 270 per cui sen(270 ) =. Analogamente il coseno di angoli compresi tra 90 e 270 è un numero negativo, inoltre cos(90 ) = cos(270 ) = 0, cos(0 ) =, cos(80 ) =. Cerchiamo adesso di definire anche le altre quattro funzioni per angoli non acuti. Cominciamo con la tangente. Consideriamo la figura.
3 R T Aiamo tracciato la retta tangente alla circonferenza goniometrica nel punto di ascissa, tale retta quasi sempre incontra il lato dell angolo nel punto R, formando così il triangolo TR visualizzato. Non è difficile vedere che questo triangolo è simile al triangolo e perciò vale la seguente relazione: Definiamo analogamente la cotangente, con riferimento alla seguente figura. 27 RT T = = tan Ô ertanto possiamo definire la tangente di un angolo anche non acuto. Diremo tangente di un angolo l ordinata del punto intersezione, se esiste, fra il lato variaile dell angolo e la retta tangente alla circonferenza goniometrica nel suo punto di ascissa. Come immediata conseguenza della precedente definizione vi è il fatto che non hanno alcun significato le scritte tan(90 ) e tan(270 ), perché in questo caso non esiste il punto intersezione, essendo le rette in questione fra loro parallele. Altrettanto facilmente si capisce che la tangente è un numero positivo per angoli acuti e per angoli compresi tra 80 e 270. Inoltre si ha: tan a = tan( 80 +a), a 90, 0 a 80 T R
4 T R R T Diremo cotangente di un angolo l ascissa del punto intersezione, se esiste, fra il lato variaile dell angolo e la retta tangente alla circonferenza goniometrica nel suo punto di ordinata. uindi non hanno significato le scritte cot(0 ) e cot(80 ). er la secante e la cosecante consideriamo la seguente figura. T R Diremo secante di un angolo l ascissa del punto intersezione, se esiste, fra l asse delle ascisse e la retta tangente alla circonferenza goniometrica nel punto che individua l angolo. 28 Capitolo R T
5 Diremo cosecante di un angolo l ordinata del punto intersezione, se esiste, fra l asse delle ordinate e la retta tangente alla circonferenza goniometrica nel punto che individua l angolo. vviamente, non hanno senso le scritte sec(90 ), sec(270 ), csc(0 ) e csc(90 ). Adesso possiamo cercare di risolvere triangoli anche non rettangoli. Doiamo però stailire quanti enti geometrici doiamo conoscere per potere risolvere un triangolo. La risposta ce la forniscono i 3 criteri di isometria dei triangoli, che qui ricordiamo. criterio di isometria dei triangoli LAL. Due triangoli che hanno ordinatamente isometrici due lati e l angolo da essi compreso sono fra loro isometrici. 2 criterio di isometria dei triangoli ALA. Due triangoli che hanno ordinatamente isometrici due angoli e il lato a essi adiacente sono fra loro isometrici. 3 criterio di isometria dei triangoli LLL. Due triangoli che hanno ordinatamente isometrici i tre lati sono fra loro isometrici. uindi possiamo risolvere solo triangoli di cui conosciamo 2 lati e l angolo compreso, due angoli e un lato oppure i tre lati. In particolare, il criterio ALA in effetti vale anche se gli angoli noti non sono adiacenti al lato, perché conoscendo due angoli di un triangolo conosciamo anche il terzo, supplementare alla somma degli altri. Inoltre, il criterio LLL è ovviamente soggetto alla validità della disuguaglianza triangolare, ossia ciascuno dei lati deve essere minore della somma degli altri. er trovare delle proprietà che si servono della trigonometria per risolvere i triangoli nelle ipotesi dei tre criteri di isometria, doiamo cercare di riferirci alle proprietà sui triangoli rettangoli che già conosciamo. Ci proponiamo di dimostrare il seguente risultato. TEREMA 9 (Teorema della corda) In un triangolo un lato è isometrico al prodotto del diametro della circonferenza circoscritta al triangolo per il seno dell angolo opposto al detto lato. In simoli: a = 2R sen( a); = 2R sen( );c = 2R sen g 29
6 Ci riferiamo alla seguente figura: Dimostrazione che è la tesi. 30 Capitolo B A Aiamo tracciato la circonferenza circoscritta al triangolo, che sappiamo sempre esistere. Gli assi dei lati si incontrano nel circocentro della circonferenza. Adesso tracciamo il diametro AD e costruiamo il triangolo ABD. B A Si ha AĈB = A ˆDB, perché sono angoli alla circonferenza che insistono sulla stessa corda AB. Inoltre: D AB = AD sen A ˆDB perché il triangolo ABD è iscritto in una semicirconferenza, pertanto è retto di ipotenusa AD. Infine, per la precedente uguaglianza degli angoli, sarà anche: AB = AD sen AĈB C C
7 Una immediata conseguenza di questo teorema è il seguente corollario. CRLLARI Il raggio R del cerchio circoscritto a un triangolo è: la metà del rapporto fra la misura di un lato e quella del seno dell angolo a esso opposto: a R = 2 sen a = 2 sen( ) = c 2 sen( g) la quarta parte del rapporto fra il prodotto delle misure dei tre lati e quella dell area: R = 4 ac A Un altra immediata e importantissima conseguenza del Teorema della corda è la seguente. Dimostrazione roviamo solo il secondo risultato, essendo il primo immediato. Dalla formula per l area di un triangolo di lati a e, A = 2 asen g 2A a = sen g corollario aiamo:, otteniamo. Sostituendo questa espressione nella terza espressione del primo c R = 2 sen g = c 2 2A = ac 4A a CRLLARI 2 (Teorema dei seni) In un triangolo il rapporto fra la misura di un lato e quella del seno dell angolo a esso opposto è costante, essendo uguale al diametro della circonferenza circoscritta al triangolo. Simolicamente possiamo indicare il Teorema dei seni in questo modo: a sen a = sen( ) = c sen( g ) = 2R 3
8 La precedente espressione rappresenta 3 diverse uguaglianze, che in matematica si chiamano proporzioni: a sen a = sen( ) ; a sen( a ) = c sen( g ) ; sen( ) = c sen( g ) Ciò significa che mediante due di queste proporzioni possiamo risolvere dei triangoli, in particolare dalla prima proporzione, possiamo trovare un lato conoscendone un altro e i seni degli angoli opposti ai due lati, per esempio: a = sen a sen oppure un angolo conoscendo il lato opposto, un altro lato e il suo angolo opposto, per esempio: a sen a = sen - er quanto riguarda la prima uguaglianza non ci sono prolemi, anche perché concorda perfettamente con il criterio ALA, qualche duio invece c è per la seconda poiché non conosciamo un criterio ALL, cioè un criterio con il quale si possa costruire un triangolo di cui sono noti due lati e un angolo opposto a uno dei due. Ma vediamo intanto un esempio sulla prima uguaglianza. esempio Vogliamo risolvere un triangolo di cui conosciamo le misure di un lato, 2, e di due angoli, 43 e 5, il primo dei quali opposto al lato noto. Mediante il Teorema dei seni possiamo scrivere: sen 5 = 2 sen( 43 ) =2 sen 5 3, sen 43 sserviamo che, ovviamente, è più lungo del lato noto perché opposto a un angolo maggiore di quello opposto al detto lato. A questo punto possiamo determinare la misura del terzo lato, dato che facilmente troviamo quella del terzo angolo, 80 ( ) = 86 : ( sen 8 sen 43 =2 sen 8 ),55 sen 43 = 2 sserviamo che questo è ovviamente il lato più lungo. Avremmo potuto calcolare questo lato anche con quest altra proporzione: sen 8 sen 5 = 3, Solo che il dato 3,67 è approssimato, pertanto l approssimazione su saree maggiore che nel caso precedente in cui aiamo usato valori esatti. 32 Capitolo
9 Torniamo adesso alla espressione ottenuta dal teorema dei seni: a sen( ) a = sen - Nonostante non ci sia un criterio ALL, aiamo trovato ugualmente una formula per risolvere il triangolo in queste ipotesi. Doiamo però chiederci se questa è una formula sempre valida come la precedente. E la risposta è ovviamente no. Infatti nessuno dice che sia sempre a sen( ). In questo caso ovviamente non ci saree l angolo, quindi il triangolo. esempio Vogliamo risolvere un triangolo di cui conosciamo le misure di due lati, 5 e 8, e dell angolo opposto al lato minore, sen 95 Applichiamo la formula precedente: sen - 5 ( sen-,9 ). vviamente l angolo non c è, essendo l argomento maggiore di. In effetti potevamo suito osservare, senza alcun isogno della trigonometria, che il triangolo non poteva esistere. Infatti essendo 8 > 5, l angolo cercato doveva essere maggiore di 95 ed evidentemente un triangolo con due angoli ottusi non esiste. In effetti possono esserci dei casi in cui il triangolo esiste, anzi ne esistono più di uno. esempio Vogliamo risolvere un triangolo di cui conosciamo le misure di due lati, 0 e 2 e dell angolo opposto al lato minore, 42. Applichiamo la formula precedente 2 sen 42 sen - 0 ( sen- 0,80) 53 24'48" uindi in questo caso il triangolo esiste. Il terzo angolo misura circa 84 35'2". Il terzo lato invece è: 0 sen 84 35'2" 4,88 sen 42 In effetti però aiamo visto che angoli supplementari hanno lo stesso seno, pertanto si ha anche: sen - ( 0,80) '48"=2 35'2" E, poiché 26 35'2" + 42 = 68 35'2", esiste anche questo triangolo, il cui terzo angolo misura 24'48" e perciò il terzo lato misura: 0 sen 24'48" 2,9 sen 42 33
10 Tenuto conto degli esempi precedenti possiamo enunciare la seguente regola: REGLA Dato un triangolo di cui sono noti due lati, a e, e l angolo opposto al secondo di essi,, si ha: se a sen > il triangolo non esiste; se a sen( ) a sen( ) e a = sen - < esiste un solo triangolo; se a sen( ) a sen( ) e a = sen - > esistono due distinti triangoli. Con il teorema dei seni aiamo visto che possiamo risolvere solo i triangoli che verificano il criterio ALA, doiamo perciò cercare qualche altra proprietà che permetta di risolvere i triangoli anche nelle ipotesi degli altri due criteri di isometria. Vale il seguente teorema. TEREMA 0 (Teorema di Carnot o del coseno) In un triangolo ABC, il quadrato di un lato è la somma dei quadrati degli altri due lati, diminuita del doppio prodotto degli stessi lati per il coseno dell angolo che essi formano. In simoli: a 2 = 2 + c 2-2 c cos a 34 Capitolo 2 = a 2 + c 2-2 a c cos c 2 = a a cos g Dimostrazione Consideriamo un generico triangolo ABC, di cui tracciamo l altezza AH, come mostrato in figura: A B c H a g C
11 er il teorema di itagora applicato al triangolo rettangolo AHC possiamo scrivere: AC 2 = AH 2 +HC 2 er lo stesso teorema applicato al triangolo rettangolo ABH aiamo invece: AH 2 = AB 2 -BH 2 uindi, sostituendo: AC 2 = AB 2 -BH 2 +HC 2. Che possiamo anche scrivere: AC 2 = AB 2 - BH 2 + BC - BH = AB 2 + BC 2-2 BC BH Del resto si ha anche: BH = AB cos 2 = AB 2 - BH 2 + BC 2 + BH 2-2 BC BH = AC 2 = AB 2 +BC 2-2 AB BC cos. Sostituendo otteniamo appunto la tesi: 2 = c 2 +a 2-2 a c cos ( ) Con il teorema di Carnot possiamo risolvere i triangoli nelle ipotesi dei criteri LAL e LLL. esempio Vogliamo risolvere un triangolo in cui due lati sono lunghi 0 e unità e l angolo da essi compreso è di 65. Applicando il teorema di Carnot determiniamo il terzo lato: cos(5 ),3 er determinare adesso le misure degli angoli possiamo usare indifferentemente il teorema dei seni oppure lo stesso teorema di Carnot. Nel primo caso avremo: 0 sen( ),3 sen( 5 ) sen( ) 0 sen ( 5 ) sen-,3 53 5'2" = '33" Nel secondo: ,3 2-2,3 cos ( )=248,9-248,82 cos ( ) 248, ,9 cos - =cos '8" 248,82 248,82 vviamente i risultati non coincidono perché i procedimenti hanno diversi gradi di approssimazione. 35
TRIGONOMETRIA PIANA: I TRIANGOLI QUALUNQUE
TRIGONOMETRIA PIANA: I TRIANGOLI QUALUNQUE IL TEOREMA DEI SENI TEOREMA In un triangolo le misure dei lati sono proporzionali ai seni degli angoli opposti. IL TEOREMA DEI SENI DIMOSTRAZIONE Consideriamo
Matema&ca. TRIGONOMETRIA La trigonometria. DOCENTE: Vincenzo Pappalardo MATERIA: Matematica
Matema&ca TRIGONOMETRIA La trigonometria DOCENTE: Vincenzo Pappalardo MATERIA: Matematica INTRODUZIONE Finora ci siamo occupati di goniometria, ossia della misura di angoli e delle funzioni goniometriche
Trigonometria. Parte della matematica che si occupa di studiare le relazioni tra i lati e gli angoli di un triangolo
Trigonometria Parte della matematica che si occupa di studiare le relazioni tra i lati e gli angoli di un triangolo I triangoli rettangoli Premessa: ricordiamo le definizioni di seno e coseno di un angolo
Triangolo rettangolo
Dato il triangolo rettangolo Possiamo perciò utilizzare angoli). Progetto Matematica in Rete Triangolo rettangolo OPA sappiamo che: PA cateto sen OP cos tg OA cateto OP PA cateto OA cateto opposto ad ipotenusa
Risoluzione dei triangoli rettangoli
Risoluzione dei triangoli rettangoli In questa dispensa esamineremo il problema della risoluzione dei triangoli rettangoli. Riprendendo la definizione di seno e coseno, mostreremo come questi si possano
Scopo della trigonometria è la risoluzione di un triangolo a partire da un numero minimo di informazioni sul triangolo steso che come sappiamo è 3.
MODULO 3 LEZIONE 3 parte 2 Trigonometria: La risoluzione dei triangoli. Scopo della trigonometria è la risoluzione di un triangolo a partire da un numero minimo di informazioni sul triangolo steso che
Triangolo rettangolo
Dato il triangolo rettangolo Possiamo perciò utilizzare angoli). Progetto Matematica in Rete Triangolo rettangolo OPA sappiamo che: PA cateto senα OP OA cateto cos α OP PA cateto tgα OA cateto opposto
1 Funzioni trigonometriche
1 Funzioni trigonometriche 1 1 Funzioni trigonometriche Definizione 1.1. Si definisce circonferenza goniometrica la circonferenza centrata nell origine di un piano cartesiano e raggio unitario. L equazione
dove i simboli α gradi ed α radianti indicano rispettivamente la misura dell angolo in gradi ed in radianti. Da qui si ottengono le seguenti formule
8 Trigonometria 81 Seno, coseno, tangente Un angolo α può essere definito geometricamente come la parte di piano compresa tra due semirette, dette lati dell angolo, aventi origine nello stesso punto O,
TRIGONOMETRIA. Ripasso veloce
TRIGONOMETRIA Ripasso veloce Definizioni principali Sia u un segmento con un estremo nell origine e l altro sulla circonferenza di centro l origine e raggio (circonferenza goniometrica) che formi un angolo
Funzioni goniometriche di angoli notevoli
Funzioni goniometriche di angoli notevoli In questa dispensa calcoleremo il valore delle funzioni goniometriche per gli angoli notevoli di 30, 45 e 60. Dopo aver richiamato il concetto di sezione aurea
Un triangolo è un insieme di punti del piano costituito da una poligonale chiusa di tre lati e dai suoi punti interni CLASSIFICAZIONE RISPETTO AI
Un triangolo è un insieme di punti del piano costituito da una poligonale chiusa di tre lati e dai suoi punti interni CLASSIFICAZIONE RISPETTO AI LATI: equilatero, isoscele, scaleno CLASSIFICAZIONE RISPETTO
La retta nel piano cartesiano
La retta nel piano cartesiano Se proviamo a disporre, sul piano cartesiano, una retta vediamo che le sue possibili posizioni sono sei: a) Coincidente con l asse delle y; b) Coincidente con l asse delle
Lezione 6 Richiami di Geometria Analitica
1 Piano cartesiano Lezione 6 Richiami di Geometria Analitica Consideriamo nel piano due rette perpendicolari che si intersecano in un punto O Consideriamo ciascuna di queste rette come retta orientata
TRIGONOMETRIA. Un angolo si misura in gradi. Un grado è la novantesima parte di un angolo retto.
TRIGONOMETRIA DA RICORDARE: Due angoli si dicono supplementari quando la loro somma è pari a 80 Due angoli si dicono complementari quando la loro somma è pari a 90 Due angoli si dicono opposti quando la
RADIANTI E CIRCONFERENZA GONIOMETRICA
Facoltà di Medicina e Chirurgia Corso Zero di Matematica Gruppi: MC-MF / PS-MF IV Lezione TRIGONOMETRIA Dr. E. Modica [email protected] RADIANTI E CIRCONFERENZA GONIOMETRICA Definizione: Si dice angolo
Coordinate Cartesiane
- - Coordinate Cartesiane Su di una retta r consideriamo un punto, detto origine, un verso positivo indicato con una freccia ed un segmento unitario U. In questo caso la retta r dicesi asse delle ascisse
Goniometria e Trigonometria
Università degli studi di Modena e Reggio Emilia Dipartimento di Scienze e Metodi dell Ingegneria Corso MOOC Iscriversi a Ingegneria Reggio Emilia Introduzione La goniometria è la parte della matematica
PIANO CARTESIANO. NB: attenzione ai punti con una coordinata nulla: si trovano sugli assi
PIANO CARTESIANO Il piano cartesiano è individuato da due rette perpendicolari (ortogonali) che si incontrano in un punto O detto origine del piano cartesiano. Si fissa sulla retta orizzontale il verso
CORSO ZERO DI MATEMATICA
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PALERMO FACOLTÀ DI ARCHITETTURA CORSO ZERO DI MATEMATICA GONIOMETRIA E TRIGONOMETRIA Dr. Erasmo Modica [email protected] RADIANTI E CIRCONFERENZA GONIOMETRICA Definizione: Si dice
2. Determina l equazione della circonferenza passante per i punti A ( 2; 4), B ( 1; 3) ed avente centro sulla retta di equazione 2x 3y + 2 = 0.
CLASSE 3^ C LICEO SCIENTIFICO Novembre 01 La circonferenza 1. Ricava l equazione di ciascuna delle circonferenze rappresentate, spiegando in maniera esauriente il procedimento che seguirai, prima di svolgere
Stabilire se il punto di coordinate (1,1) appartiene alla circonferenza centrata nell origine e di raggio 1.
Definizione di circonferenza e cerchio. Equazione della circonferenza centrata in O e di raggio R. Esercizi. La circonferenza e il cerchio Definizioni: dato un punto C nel piano cartesiano e dato un numero
FUNZIONI GONIOMETRICHE
FUNZIONI GONIOMETRICHE ANGOLI Col termine angolo indichiamo la parte di piano limitata da due semirette aventi la stessa origine, chiamata vertice. Possiamo definire anche l angolo come la parte di piano
Le grandezze fisiche scalari sono completamente definite da un numero e da una unità di misura.
UNITÀ 3 LE GRANDEZZE FISICHE VETTORIALI E I VETTORI 1. Grandezze fisiche scalari e vettoriali. 2. I vettori. 3. Le operazioni con i vettori. 4. Addizione e sottrazione di vettori. 5. Prodotto di un numero
RADIANTI E CIRCONFERENZA GONIOMETRICA
CORSO ZERO DI MATEMATICA per Ing. Chimica e Ing. delle Telecomunicazioni GONIOMETRIA E TRIGONOMETRIA Prof. Erasmo Modica [email protected] RADIANTI E CIRCONFERENZA GONIOMETRICA Definizione: Si dice angolo
Angoli al centro e alla circonferenza
Angoli al centro e alla circonferenza angolo al centro se il vertice coincide con il centro del cerchio proprietà ad angoli uguali corrispondono archi uguali A B angolo alla circonferenza se ha il vertice
Funzioni goniometriche
Funzioni goniometriche In questa dispensa vengono introdotte le definizioni delle funzioni goniometriche. Preliminarmente si introducono le convenzioni sull orientazione degli angoli e sulla loro rappresentazione
LA TRIGONOMETRIA. Lo scorso anno scolastico abbiamo affrontato la goniometria
LA TRIGONOMETRIA 1. Che cosa è? 2. Perché è importante studiarla? Lo scorso anno scolastico abbiamo affrontato la goniometria La goniometria si occupa della misura degli angoli e delle relative funzioni,
La prima è la parte positiva (al di sopra dell asse y) della circonferenza di equazione. e raggio r = 2 ; la seconda è una retta (vedi figura).
Macerata 3 febbraio 0 classe 3M COMPITO DI MATEMATICA SOLUZIONE QUESITO a) Rappresenta graficamente la curva descritta dalla seguente equazione: y y + + = 0 Per la presenza del valore assoluto dobbiamo
I TRIANGOLI AB < AC + BC
I TRIANGOLI Il triangolo è un poligono formato da tre angoli e da tre lati: rappresenta la figura più semplice in assoluto, in quanto 3 è il numero minimo di segmenti necessari per delimitare una superficie
Capitolo 2. Cenni di geometria analitica nel piano
Capitolo Cenni di geometria analitica nel piano 1 Il piano cartesiano Il piano cartesiano è una rappresentazione grafica del prodotto cartesiano R = R R La rappresentazione grafica è possibile se si crea
Repetitorium trigonometriae - per immagini
Repetitorium trigonometriae - per immagini Regole di base Ipotenusa Opposto Adiacente Tenendo a mente la seguente nomenclatura di un triangolo rettangolo si ha: sin = Opposto Ipotenusa cos = Adiacente
Appunti di Trigonometria per il corso di Matematica di base
Appunti di Trigonometria per il corso di Matematica di base di Giovanna Neve Diploma accademico di primo livello per il corso di Tecnico di Sala di Registrazione Conservatorio C. Pollini Padova Indice
Principali Definizioni e Teoremi di Geometria
Principali Definizioni e Teoremi di Geometria Segmento (definizione) Si dice segmento di estremi A e B l insieme costituito dai punti A e B e da tutti i punti della retta AB compresi tra A e B. Angolo
Formule goniometriche
Appunti di Matematica Formule goniometriche Come possiamo calcolare ( + β )? E chiaro che non può risultare ( β ) + β + : se infatti fosse così e per esempio β avremo + + +! Dobbiamo ricavare delle relazioni
Complementi di algebra
Complementi di algebra Equazioni di grado superiore al secondo Come per le equazioni di grado, esistono formule risolutive anche per le equazioni di e grado ma non le studieremo perché sono troppo complesse,mentre
Geometria euclidea. Alessio del Vigna
Geometria euclidea Alessio del Vigna La geometria euclidea è una teoria fondata su quattro enti primitivi e sulle relazioni che tra essi intercorrono. I quattro enti primitivi in questione sono il punto,
TRIGONOMETRIA E COORDINATE
Y Y () X O (Y Y ) - α X (X X ) 200 c TRIGONOMETRI E OORDINTE ngoli e sistemi di misura angolare Funzioni trigonometriche Risoluzione dei triangoli rettangoli Risoluzione dei poligoni Risoluzione dei triangoli
( 1 ) AB:A B =BC:B C =CA:C A
Goniometria II parte Funzioni goniometriche: seno, coseno tangente Ricordiamo che: Due triangoli si dicono simili se hanno gli angoli ordinatamente uguali e i lati omologhi (nel caso dei triangoli i lati
Questionario di TRIANGOLI. per la classe 3^ Geometri
Questionario di TRIANGOLI per la classe 3^ Geometri Questo questionario è impostato su 25 domande disponibili e ideate per la verifica prevista dopo la parte di corso fino ad oggi svolta. Tutte le domande
Elementi di Geometria euclidea
Elementi di Geometria euclidea Proprietà dei triangoli isosceli Il triangolo isoscele ha almeno due lati congruenti, l eventuale lato non congruente si chiama base, i due lati congruenti si dicono lati
Copyright Esselibri S.p.A.
Un isometria è perciò una trasformazione geometrica che conserva la distanza tra due punti. onsideriamo alcune particolari trasformazioni isometriche. 2.1.1. Traslazioni hiamiamo vettore un segmento sul
CORSO DI TECNOLOGIE E TECNICHE DI RAPPRESENTAZIONI GRAFICHE
CORSO DI TECNOLOGIE E TECNICHE DI RARESENTAZIONI GRAFICHE ER L ISTITUTO TECNICO SETTORE TECNOLOGICO Agraria, Agroalimentare e Agroindustria classe seconda ARTE RIMA Disegno del rilievo Unità Didattica:
Applicazioni dei teoremi di Pitagora ed Euclide
Utilizzando le misure di segmenti e superfici si possono riscrivere i teoremi di Pitagora ed Euclide per il triangolo rettangolo: Teorema di Pitagora: 1 + c i c = 1 Teorema di Euclide: c p i 1 = 1 c =
Soluzioni dei quesiti della maturità scientifica A.S. 2009/2010
Soluzioni dei quesiti della maturità scientifica AS 009/010 Nicola Gigli Sun-Ra Mosconi giugno 010 Quesito 1 Un generico polinomio di grado n si può scrivere nella forma p(x) a 0 + a 1 x + + a n x n dove
La somma degli angoli interni di un triangolo è uguale a un angolo piatto (180 ).
Il triangolo (UbiLearning) - 1 Triangoli Un triangolo è un poligono formato da tre lati. Rappresenta la più semplice figura piana formata dal minimo numero di lati utili a chiudere una superficie piana.
FUNZIONI GONIOMETRICHE Prof. E. Modica
FUNZIONI GONIOMETRICHE Prof. E. Modica [email protected] DEFINIZIONE DELLE FUNZIONI GONIOMETRICHE Consideriamo un triangolo A rettangolo in B e sia α l angolo acuto di vertice A. Successivamente, consideriamo
IL TRIANGOLO. Teorema di Pitagora. Il triangolo è un poligono avente tre lati.
IL TRIANGOLO Il triangolo è un poligono avente tre lati. FORMULE AREA: Il triangolo è equivalente a metà parallelogramma. A = (b x h) : da cui: b= A : h e h= A : b TRIANGOLO RETTANGOLO (a, b cateti; c
TRIANGOLI CLASSIFICAZIONE DEI TRIANGOLI RISPETTO AI LATI. Def: Si dice triangolo un poligono che ha 3 lati e 3 angoli.
TRIANGOLI Si dice triangolo un poligono che ha 3 lati e 3 angoli. Proprietà: in ogni triangolo la somma di due lati è sempre maggiore del terzo lato. CLASSIFICAZIONE DEI TRIANGOLI RISPETTO AI LATI SCALENO:
Liceo Scientifico Severi Salerno
Liceo Scientifico Severi Salerno VERIFICA DI MATEMATICA Docente: Pappalardo Vincenzo Data: 11/04/019 Classe: 4D 1. Risolvere le seguenti equazioni e disequazioni goniometriche: tg x π 34 = ctg x + π 3
LA CIRCONFERENZA DEFINIZIONI. Una circonferenza è l insieme dei punti del piano che hanno distanza assegnata da un punto, detto centro.
LA CIRCONFERENZA DEFINIZIONI Una circonferenza è l insieme dei punti del piano che hanno distanza assegnata da un punto, detto centro. Un cerchio è una figura piana formata dai punti di una circonferenza
1 I solidi a superficie curva
1 I solidi a superficie curva PROPRIETÀ. Un punto che ruota attorno ad un asse determina una circonferenza. PROPRIETÀ. Una linea, un segmento o una retta che ruotano attorno ad un asse determinano una
x 1 Fig.1 Il punto P = P =
Geometria di R 2 In questo paragrafo discutiamo le proprietà geometriche elementari del piano Per avere a disposizione delle coordinate nel piano, fissiamo un punto, che chiamiamo l origine Scegliamo poi
Problemi sulla circonferenza verso l esame di stato
Problemi sulla circonferenza verso l esame di stato * * * n. 0 pag. 06 a) Scrivi l equazione della circonferenza γ 1 di centro P ; ) e passante per il punto A0; 1). b) Scrivi l equazione della circonferenza
Corso di Geometria BIAR, BSIR Esercizi 10: soluzioni
Corso di Geometria 2010-11 BIAR, BSIR Esercizi 10: soluzioni 1 Geometria dello spazio Esercizio 1. Dato il punto P 0 = ( 1, 0, 1) e il piano π : x + y + z 2 = 0, determinare: a) Le equazioni parametriche
ax 1 + bx 2 + c = 0, r : 2x 1 3x 2 + 1 = 0.
. Rette in R ; circonferenze. In questo paragrafo studiamo le rette e le circonferenze in R. Ci sono due modi per descrivere una retta in R : mediante una equazione cartesiana oppure mediante una equazione
GONIOMETRIA e TRIGONOMETRIA
RESTART fondamenti esercizi guidati verifiche di autovalutazione Carmelo Di Stefano RS5 ARGOMENTI FONDAMENTALI di GONIOMETRIA e TRIGONOMETRIA Risoluzione dei triangoli Identità goniometriche fondamentali
Esercizi sulle rette nello spazio
1 Esercizi sulle rette nello spazio 1) Sono dati quattro punti non complanari, tre di essi possono essere allineati? 2) Sono dati quattro punti non complanari, quanti piani generano? 3) Quante coppie di
Due rette si dicono INCIDENTI se hanno esattamente un punto in comune, altrimenti si dicono PARALLELE.
Riepilogo di Geometria: Assioma A1 Per tutte le coppie di punti P,Q dell insieme S è assegnato un numero reale (=)> 0, che si dice distanza di P da Q e si indica don d(p,q) 1- Se i punti P,Q sono distinti
Capitolo 8: introduzione alla trigonometria
Capitolo 8: introduzione alla trigonometria 8.1 Trasformare da gradi sessagesimali a radianti o viceversa a 0 0 ; b 70 0 ; c 60 0 ; d 1 0 ; e 5 0 ; f 15 0 ; g 5 0 ; h 15 0 ; i 10 0 0 ; j 1 0 9 ; k 1 0
Geometria euclidea. Alessio del Vigna. Lunedì 15 settembre
Geometria euclidea Alessio del Vigna Lunedì 15 settembre La geometria euclidea è una teoria fondata su quattro enti primitivi e sulle relazioni che tra essi intercorrono. I quattro enti primitivi in questione
LE FUNZIONI GONIOMETRICHE: SENO, COSENO E TANGENTE
LE FUNZIONI GONIOMETRICHE: SENO, COSENO E TANGENTE 1. LE FUNZIONI SENO E COSENO LE FUNZIONI SENO, COSENO E TANGENTE DEFINIZIONE Seno e coseno Consideriamo la circonferenza goniometrica e un angolo orientato
Carlo Sintini, Problemi di maturità, 1949 Settembre, matematicamente.it Settembre 1949, primo problema
Settembre 199, primo problema In una data circonferenza di centro O, la corda AB è il lato del quadrato inscritto. Condotta nel punto B la semiretta tangente alla circonferenza che giace, rispetto alla
Trigonometria angoli e misure
Trigonometria angoli e misure ITIS Feltrinelli anno scolastico 27-28 R. Folgieri 27-28 1 Angoli e gradi Due semirette che condividono la stessa origine danno luogo ad un angolo. Le due semirette (che si
Equazioni goniometriche
Appunti di Matematica Equazioni goniometriche a) Consideriamo un equazione elementare : Equazioni goniometriche elementari sen Le soluzioni saranno: 5 In generale se abbiamo sen con < < avremo: α α Se
Soluzioni dei quesiti della maturità scientifica A.S. 2007/2008
Soluzioni dei quesiti della maturità scientifica A.S. 007/008 Nicola Gigli Sun-Ra Mosconi 19 giugno 008 1. La proposizione è falsa. Per trovare un controesempio ad essa, si consideri un qualunque piano
Problemi sui teoremi di Euclide e Pitagora
Appunti di Matematica GEOMETRIA EUCLIDEA Problemi sui teoremi di Euclide e Pitagora Utilizzando le misure di segmenti e superfici si possono riscrivere i teoremi di Pitagora ed Euclide per il triangolo
I TRIANGOLI AB < AC + BC
I TRIANGOLI Il triangolo è un poligono formato da tre angoli e da tre lati: rappresenta la figura più semplice in assoluto, in quanto 3 è il numero minimo di segmenti necessari per delimitare una superficie
. Imponiamo la validità del teorema di Carnot: =
PROBLEMA 1 Nel piano riferito a coordinate cartesiane, ortogonali e monometriche, si considerino i triangoli ABC con A(1, 0), B(, 0) e C variabile sulla retta d equazione y =. 1. Si provi che i punti (1,
LA CIRCONFERENZA e IL CERCHIO
LA CIRCONFERENZA e IL CERCHIO La circonferenza è un poligono regolare con un numero infinito di lati Bisogna fare innanzitutto una distinzione: la circonferenza è la misura del perimetro; C (se sono più
(x B x A, y B y A ) = (4, 2) ha modulo
GEOMETRIA PIANA 1. Esercizi Esercizio 1. Dati i punti A(0, 4), e B(4, ) trovarne la distanza e trovare poi i punti C allineati con A e con B che verificano: (1) AC = CB (punto medio del segmento AB); ()
Verifiche di matematica classe 3 C 2012/2013
Verifiche di matematica classe 3 C 2012/2013 1) È assegnato il punto P 1 (3; 1), calcolare le coordinate dei punti: P 2 simmetrico di P 1 rispetto alla bisettrice del primo e terzo quadrante P 3 simmetrico
LA CIRCONFERENZA, I POLIGONI INSCRITTI E CIRCOSCRITTI
LA CIRCONFERENZA, I POLIGONI INSCRITTI E CIRCOSCRITTI Realizzato da: Ballatore Alessia, D Aquila Michele, Di Guardo Chiara, Formosa Sara, Santuccio Anastasia. Classe: III A LA CIRCONFERENZA E IL CERCHIO
x + x + 1 < Compiti vacanze classi 4D
Compiti vacanze classi D Ripassare scomposizioni e prodotti notevoli, metodo di Ruffini, razionalizzazioni, equazioni irrazionali. (Libro di prima e seconda). Recuperare formulario con regole di risoluzione
Verifica di Topografia
ISTITUTO TECNICO STATALE COMMERCIALE E PER GEOMETRI " In Memoria dei Morti per la Patria " * CHIAVARI * ANNO SCOLASTICO 2010-2011 Verifica di Topografia classe 4^ Geometri 1) 15 osservazioni sono sufficienti
LE FUNZIONI SENO, COSENO E TANGENTE
LE FUNZIONI SENO, COSENO E TANGENTE 1. LE FUNZIONI LE FUNZIONI SENO, E COSENO COSENO E TANGENTE 2 /15 DEFINIZIONE Seno e coseno Consideriamo la circonferenza goniometrica e un angolo orientato, e sia B
Lezione 2 Richiami sui sistemi di riferimento Richiami di trigonometria Vettori Calcolo vettoriale
Dr. Andrea Malizia Prof. Maria Guerrisi 1 Richiami sui sistemi di riferimento Richiami di trigonometria Vettori Calcolo vettoriale Sistemi di riferimento e spostamento 2 Sistemi di riferimento e spostamento
La circonferenza nel piano cartesiano
6 La circonferenza nel piano cartesiano onsideriamo la circonferenza in figura in cui il centro è ; e il raggio 5 r : se indichiamo con P ; un punto della circonferenza avremo, per definizione, che la
Principali Definizioni e Teoremi di Geometria
Principali Definizioni e Teoremi di Geometria Segmento (definizione) Si dice segmento di estremi A e B l insieme costituito dai punti A e B e da tutti i punti della retta AB compresi tra A e B. Angolo
C.P.I.A. CENTRO PROVINCIALE PER
C.P.I.A. CENTRO PROVINCIALE PER L ISTRUZIONE DEGLI ADULTI SEDE DI CATANZARO - Via T. Campanella n 9 DISPENSE DI GEOMETRIA PERCORSO DI ISTRUZIONE DI PRIMO LIVELLO PRIMO PERIODO DIDATTICO A.S. 2017/2018
Piano cartesiano e retta
Piano cartesiano e retta Il punto, la retta e il piano sono concetti primitivi di cui non si da una definizione rigorosa, essi sono i tre enti geometrici fondamentali della geometria euclidea. Osservazione
LE FUNZIONI GONIOMETRICHE Di Pietro Aceti
LE FUNZIONI GONIOMETRICHE Di Pietro Aceti INDICE 1GRADI E RADIANTI CIRCONFERENZA GONIOMETRICA FUNZIONI GOGNOMERICHE 4PRIMO TEOREMA FONDAMENTALE DELLA GOGNOMETRIA 5SECONDO TEOREMA FONDAMENTALE DELLA GOGNOMETRIA
Corso di Geometria BIAR, BSIR Esercizi 8: soluzioni
Corso di Geometria 2010-11 BIAR, BSIR Esercizi 8: soluzioni Esercizio 1. a) Disegnare la retta r di equazione cartesiana x 2y 4 = 0. b) Determinare l equazione cartesiana della retta r 1 passante per P
FORMULARIO DEI TRIANGOLI
RISOLUZIONE TRIANGOLI GENERICI Pagina 1 di 15 FORMULARIO DEI TRIANGOLI Teorema di Pitagora OP= 1 PP = sen OP = cos QQ = tan = Definizione seno Definizione coseno Definizione tangente TT = cotan = Consideriano
TRIANGOLI. Proprietà: in ogni triangolo la somma di due lati è maggiore del terzo lato. CLASSIFICAZIONE DEI TRIANGOLI
TRIANGOLI Si dice triangolo un poligono che ha 3 lati e 3 angoli. Proprietà: in ogni triangolo la somma di due lati è maggiore del terzo lato. a) RISPETTO AI LATI CLASSIFICAZIONE DEI TRIANGOLI SCALENO:
LA TRIGONOMETRIA NELLA TOPOGRAFIA
UNIVERSITA D ANNUNZIO PESCARA-CHIETI FACOLTA DI ARCHITETTURA LAUREA TRIENNALE TECNICHE DEL COSTRUIRE LA TRIGONOMETRIA NELLA TOPOGRAFIA DISPENSE DEL CORSO DI TOPOGRAFIA DEL PROF. PAOLO DI CESARE ANNO ACCADEMICO
