Capitolo 6 Diversificazione

Save this PDF as:
 WORD  PNG  TXT  JPG

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "Capitolo 6 Diversificazione"

Transcript

1 Economia dell industria e strategie d impresa Besanko, Dranove, Shanley Capitolo 6 Diversificazione UTET

2 Perchè diversificare? Molte imprese note servono mercati differenti La diversificazione della produzione e/o dei mercati può essere dovuta alla presenza di economie di scopo Processi di diversificazione dovuti ad altre ragioni tendono ad essere meno profittevoli

3 Misurare la correlazione Il concetto di correlazione (relatedness) si deve a Richard Rumelt Due attività sono correlate se condividono caratteristiche tecnologiche, produttive e/o canali di distribuzione Il grado di correlazione è legato alla % di entrate che l impresa deriva: Dalla sua attività principale; Dal gruppo più numeroso di attività correlate Dalle fasi di un processo produttivo verticalmente integrato

4 Classificazione in base alla correlazione Un impresa ad attività singola deriva più del 95 percento dei suoi ricavi da una singola attività Un impresa ad attività dominante deriva dal 70 al 95 percento dei suoi ricavi dalla sua attività principale

5 Classificazione in base alla correlazione Un impresa ad attività correlata deriva meno del 70% dei suoi ricavi dalla sua attività primaria, ma le sue altre attività sono correlate a quella primaria Un impresa ad attività non correlata o conglomerata deriva meno del 70% dei suoi ricavi da un settore principale con poche linee di attività ad esso correlate

6 Classificazione in base alla correlazione Type Proportion of Revenue Examples from Primary Activity Single > 95 percent KLM, DeBeers Dominant 70 to 95 percent N. Y. Times, 3M Related < 70 percent Philip Morris Conglomerate <70 percent ITT, Beatrice

7 Conglomerate Growth After WW II From 1949 to 1969, the proportion of single and dominant firms dropped from 70 percent to 36 percent Over the same period, the proportion of conglomerates increased from 3.4 percent to 19.4 percent

8 Entropy Measure of Diversification Entropy measures diversification as information content If a firm is exclusively in one line of business (pure play), its entropy is zero For a firm spread out into 20 different lines equally, the entropy is about 3

9 Entropy Decline in the 1980s During the 80s, the average entropy of Fortune 500 firms dropped form 1.0 to 0.67 Fraction of U.S. businesses in single business segments increased from 36.2% in 1978 to 63.9% in 1989 Firms have become more focused in their core businesses

10 Merger Waves in U.S. History First wave that created monopolies like standard oil and U.S. Steel (1880s to early 1900s) The merger wave of the 1920s that created oligopolies and vertically integrated firms The merger wave of the 1960s that created diversified conglomerates

11 Merger Waves in U.S. History The merger wave of the 1980s when undervalued firms were bought up in the market place The most recent wave of the mid 1990s in which firms were pursuing increased market share and increased global presence by merging with related businesses

12 Come diversificare Le imprese possono diversificare le proprie attività in modi diversi Sviluppando nuove linee di business internamente Formando joint ventures in nuove aree di business Acuisendo imprese con attività non correlate

13 Perchè le imprese diversificano? Motivi di efficienza che beneficiano gli azionisti Economie di scala e di scopo Risparmio sui costi di transazione Mercato interno dei capitali Diversificazione del rischio per gli azionisti Presenza di imprese sottovalutate

14 Economie di scala Se una fusione è motivata dalla possibilità di sfruttare economie di scala, la quota di mercato della nuova impresa dovrebbe immediatamente aumentare a seguito della fusione I dati di ricerche relative a le industrie manifatturiere dimostra che le variazioni nelle quote di mercato avevano il segno giusto (Thomas Brush study)

15 Economie di scopo Se le imprese inseguono economie di scopo attraverso la diversificazione le grandi imprese dovrebbero vendere un insieme di prodotti correlati in mercati diversi L evidenza empirica (Nathanson and Cassano study) indica che ciò avviene solo occasionalmente Numerose imprese producono beni non correlati e servono gruppi di consumatori non correlati

16 Altre fonti di economie di scopo attraverso la diversificazione Le imprese che producono e servono mercati non correlati potrebbero inseguire economie di scopo generate attraverso canali diversi dalla tecnologia e dal mercato Le due possibili spiegazioni sono quelle fornite da Teoria dell impresa basata sulle risorse (Penrose) Logica generale dominante della direzione (Prahalad and Bettis) (Walt Disney e ABC)

17 Ridurre i costi di transazione Se i costi di transazione complicano e rendono oneroso il coordinamento, la fusione può essere la risposta giusta I costi di transazione sono resi particolarmente rilevanti dalla presenza di asset specifici Il coordinamento fornito dal mercato può essere più efficiente in assenza di asset specializzati

18 L Università come conglomerata Un università è un conglomerato di diversi dipartimenti Economie di scala (biblioteca comune, residenze per gli studenti; campi sortivi etc.) rendono opportuna proprietà e location uniche Il valore dell investimento di un Dipartimento dipende dalle azioni degli altri dipartimenti (relationship specific assets)

19 Mercato dei capitali interno In un impresa diversificata, le unità che generano surplus possono finanziare unità che ne abbisognano (Internal capital market) L aspetto cruciale è verificare se l impresa svolge il ruolo di banchiere meglio di una banca. E in grado di valutare meglio le sue opportunità di investimento rispetto ad un banchiere? Un mercato dei capitali interno può generare altre distorsioni: influence costs

20 Diversificazione e rischio La diversificazione riduce il rischio per l impresa e rende più stabile il flusso dei profitti Ma non è detto che questo sia un beneficio per gli azionisti che possono diversificare il proprio portafoglio ad un costo quasi pari a zero Solo nel caso in cui questa diversificazione non è possibile (come nel caso dei grandi azionisti, questi beneficiano della riduzione del rischio

21 Imprese sottovalutate Quando l impresa target opera in un attività non correlata è probabile che l impresa acquirente l abbia sopravvalutata La domanda centrale è: Perchè altri potenziali acquirenti non hanno offerto tanto? La maledizione del vincitore può far scomparire tutti i benefici derivanti da sinergie finanziarie

22 Costi della diversificazione Le imprese diversificate sostengono rilevanti costi di influenza Le imprese diversificate hanno bisogno di elaborare sistemi di controllo per premiare e punire il management Il mercato dei capitali potrebbe non funzionare in modo efficiente

23 Motivazioni manageriali La crescita potrebbe beneficiare i manager anche quando non crei valore per gli azionisti Quando la crescita non può essere ottenuta attarverso lo sviluppo interno, la diversificazione può assere una via alternativa verso la crescita (Mueller, 1969) Quando le fusioni tra imprese correlate sono rese difficili dalla legge le fusioni conclomerali divengono più frequenti

24 Motivazioni manageriali I managers sono rassicurati dal fatto che la performance dell impresa rispecchi quella dell economia La diversificazione offre ai manager spazio per investire in skill specifici all impresa

25 Motivazioni manageriali La diversificazione non correlata può rendere più facile motivare i manager migliorando gli incentivi e rendendo meno onerosi gli schemi di incentivazione I manager potrebbero però essere impegnati nella costruzione di un impero a spese degli azionisti

26 Il mercato per il controllo aziendale Le imprese quotate sono vulnerabili ad acquisizioni ostili Se i manager assumono decisioni sbagliate, la quotazione delle azioni si riduce dimostrando Il costo eccessivo dell acquisizione Il potenziale eccesso di prezzo pagato dal management dell impresa

27 Mercato per il controllo aziendale Free cash flow (FCF) = cash flow in eccesso rispetto alle opportunità migliori di investimento I manager tendono ad utilizzare FCF per espandere il proprio impero Gli interessi degli azionisti sarebbero meglio serviti se FCF fosse utilizzato per pagare dividendi

28 Mercato per il controllo aziendale In un LBO, il debito è utilizzato per acquistare equity I flussi di cassa futuri sono dunque impegnati per servire il debito Il peso del debito può limitare la possibilità per il mamagement di espandere le attività

29 Mercato per il controllo aziendale Evidenza Empirica Le acquisizioni ostili sono più frequenti nelle industrie declinanti e/o industrie che sperimentano drastici cambiamenti I corporate raiders hanno realizzato alti profitti acquisendo e smembrando imprese che perseguivano diversificazioni non profittevoli

30 Mercato per il controllo aziendale LBO possono risultare dannosi per gli altri stakeholders Dipendenti Possessori di titoli obbligazionari Fornitori La ricchezza creata da un LBO può rappresentare in realtà un estrazione di rendita dagli stakeholders GLi effetti redistributivi che ne conseguono possono determinare effetti negativi sull efficienza complessiva dell economia

31 Redistribuzione ed efficienza di lungo periodo Acquisizioni che si limitano a redistribuire ricchezza senza creare nuovo valore sono razionali dal punto di vista dei compratori ma sacrificano l efficienza di lungo periodo I lavoratori e gli altri stakeholders saranno infatti riluttanti ad investire in asset specifici (relationship specific assets) Acquisizioni puramente redistributive possono creare un atmosfera di sfiducia che danneggia l economia nel suo complesso

32 Mercato per il controllo aziendale Possibili ragioni dell esaurirsi dell ondata delle fusioni LBO Utilizzo più diffuso di misure quali l EVA Incrementi della partecipazione azionaria dei CEO Monitoraggio da parte dei grandi azionisti

33 Diversificazione e performance delle imprese Diversificazione non correlata può ridurre la produttività La diversificazione in mercati di nicchia produce risultati migliori rispetto a quella operata in mercati più ampi

34 Diversificazione e performance delle imprese I guadagni derivanti dalla diversificazione dipendono dalla natura delle risorse specializzate dell impresa I guadagni derivanti da diversificazioni non correlate tendono comunque ad essere dissipati nella competizione per l acquisizione dell impresa target

35 Diversificazione e performance di lungo periodo La performance di lungo periodo delle imprese diversificate appare piuttosto deludente Le acquisizioni terminano in disinvestimenti in oltre un terzo dei casi Il ritorno al core business degli anni 80 può essere interpretato come una correzione all ondata di fusioni conglomerali degli anni 60

36 Diversificazione e performance di lungo periodo Secondo un altro punto di vista, entrambe i fenomeni degli anni 60 e 80 hanno creato valore Le condizioni che negli anni 60 avrebbero favorito la diversificazione non correlata sono semplicemente mutate nel tempo (esempio: attitudine delle autorità anti-trust)

ECONOMIA DEI SISTEMI INDUSTRIALI

ECONOMIA DEI SISTEMI INDUSTRIALI ECONOMIA DEI SISTEMI INDUSTRIALI Ing. Marco Greco m.greco@unicas.it 0776/994353 X LEZIONE 6/0/0 Esercizio 9.7 Due imprese, A e B, decidono simultaneamente l output da produrre, tenendo conto che la domanda

Dettagli

FUSIONI E ACQUISIZIONI

FUSIONI E ACQUISIZIONI FUSIONI E ACQUISIZIONI 1. Fusioni e acquisizioni: concetti introduttivi 2. Il valore del controllo di un impresa 3. La redditività di un acquisizione 4. Alcuni tipi particolari di acquisizioni: LBO, MBO

Dettagli

INTRODUZIONE ALLA FINANZA AZIENDALE. Docente: Prof. Massimo Mariani

INTRODUZIONE ALLA FINANZA AZIENDALE. Docente: Prof. Massimo Mariani INTRODUZIONE ALLA FINANZA AZIENDALE Docente: Prof. Massimo Mariani SOMMARIO La creazione del valore Che cos è la finanza aziendale Obiettivi degli stakeholders Massimizzazione del valore Massimizzazione

Dettagli

ECONOMIA DEI SISTEMI INDUSTRIALI

ECONOMIA DEI SISTEMI INDUSTRIALI ECONOMIA DEI SISTEMI INDUSTRIALI Ing. Marco Greco m.greco@unicas.it 0776/2994353 XII LEZIONE 22/10/2012 Perche le imprese si diversificano? La diversificazione può avvenire a beneficio dei proprietari

Dettagli

Imprese multinazionali e outsourcing

Imprese multinazionali e outsourcing Economia Internazionale Alireza Naghavi Capitolo 9 (a) L outsourcing di beni e servizi 1 Imprese multinazionali e outsourcing Gli investimenti diretti all estero rappresentano quegli investimenti in cui

Dettagli

Fusioni e acquisizioni

Fusioni e acquisizioni PROGRAMMA 1) Nozioni di base di finanza aziendale 2) Opzioni 3) Valutazione delle aziende 4) Rischio di credito 5) Risk management 6) Temi speciali di finanza aziendale Fusioni e acquisizioni Argomenti

Dettagli

CORSO DI FINANZA AZIENDALE SVILUPPO DELL IMPRESA E CREAZIONE DI VALORE

CORSO DI FINANZA AZIENDALE SVILUPPO DELL IMPRESA E CREAZIONE DI VALORE CORSO DI FINANZA AZIENDALE SVILUPPO DELL IMPRESA E CREAZIONE DI VALORE Testo di riferimento: Analisi Finanziaria (a cura di E. Pavarani) - McGraw-Hill - 2001 Cap. 9 1 Qual è il fine dell azienda? Massimizzare

Dettagli

Qual è il fine dell azienda?

Qual è il fine dell azienda? CORSO DI FINANZA AZIENDALE SVILUPPO DELL IMPRESA E CREAZIONE DI VALORE Testo di riferimento: Analisi Finanziaria (a cura di E. Pavarani) - McGraw-Hill - 2001 Cap. 9 1 Qual è il fine dell azienda? Massimizzare

Dettagli

I metodi di valutazione di azienda

I metodi di valutazione di azienda I metodi di valutazione di azienda 2 parte A cura del prof. Michele Rutigliano 1 I metodi finanziari: logica sottostante I metodi finanziari sono generalmente ritenuti i più razionali ai fini della valutazione

Dettagli

Tecniche di stima del costo e delle altre forme di finanziamento

Tecniche di stima del costo e delle altre forme di finanziamento Finanza Aziendale Analisi e valutazioni per le decisioni aziendali Tecniche di stima del costo e delle altre forme di finanziamento Capitolo 17 Indice degli argomenti 1. Rischio operativo e finanziario

Dettagli

SVILUPPO DELL IMPRESA E CREAZIONE DI VALORE

SVILUPPO DELL IMPRESA E CREAZIONE DI VALORE CORSO DI CORPORATE BANKING SVILUPPO DELL IMPRESA E CREAZIONE DI VALORE - la metodologia EVA - Qual è il fine dell impresa nella logica della finanza aziendale? Massimizzare la creazione del valore per

Dettagli

L impresa. a) Cosa è un impresa? b) Comportamento. c) La diversità delle imprese. a1) confini dell impresa a2) contratti

L impresa. a) Cosa è un impresa? b) Comportamento. c) La diversità delle imprese. a1) confini dell impresa a2) contratti L impresa a) Cosa è un impresa? a1) confini dell impresa a2) contratti b) Comportamento c) La diversità delle imprese (a) Impresa e costi di transazione Contrapposizione impresa-mercato (Coase): se i mercati

Dettagli

Lezione 12 Applicazioni: Internet stock, fusioni ed acquisizioni

Lezione 12 Applicazioni: Internet stock, fusioni ed acquisizioni Lezione 12 Applicazioni: Internet stock, fusioni ed acquisizioni Analisi degli Investimenti 2014/15 Lorenzo Salieri Internet Stock In concomitanza alla crescente popolarità del settore Internet osservata

Dettagli

La strategia finanziaria

La strategia finanziaria La strategia finanziaria Strategie di posizionamento (rivolte all esterno) AZIENDA strategia sociale CONTESTO SOCIALE posizionamento sociale Analisi degli input strategici esterni MERCATI FINANZIARI finanziatori

Dettagli

SVILUPPO DELL IMPRESA E CREAZIONE DI VALORE

SVILUPPO DELL IMPRESA E CREAZIONE DI VALORE CORSO DI CORPORATE BANKING AND FINANCE SVILUPPO DELL IMPRESA E CREAZIONE DI VALORE - la metodologia EVA - Qual è il fine dell impresa nella logica della finanza aziendale? Massimizzare la creazione del

Dettagli

I CONFINI ORIZZONTALI DELL IMPRESA: LE ECONOMIE DI SCALA E DI SCOPO

I CONFINI ORIZZONTALI DELL IMPRESA: LE ECONOMIE DI SCALA E DI SCOPO I CONFINI ORIZZONTALI DELL IMPRESA: LE ECONOMIE DI SCALA E DI SCOPO CAPITOLO 2 BESANKO ET AL. 1 IMPORTANZA DELLE ECONOMIE DI SCALA E DI SCOPO CONFINI ORIZZONTALI: identificano quantità e varietà di beni

Dettagli

Valutazione d Azienda Lezione 5

Valutazione d Azienda Lezione 5 Valutazione d Azienda Lezione 5 1 Le prospettive di valutazione [P.I.V. I.7] Generico operatore partecipante al mercato Specifico soggetto 2 I partecipanti al mercato Si tratta della generalità dei potenziali

Dettagli

Le scelte per la media impresa tra debito e capitale

Le scelte per la media impresa tra debito e capitale IFFI 10 edizione VALORIZZARE L IMPRESA E ATTRARRE GLI INVESTITORI La liquidità dei mercati finanziari per lo sviluppo delle imprese Le scelte per la media impresa tra debito e capitale MILANO, 11 Novembre

Dettagli

Data xx/xx/xxxx. Cliente: ESEMPIO/09/03/1. Piano di Intervento

Data xx/xx/xxxx. Cliente: ESEMPIO/09/03/1. Piano di Intervento Data xx/xx/xxxx Piano di Intervento Cliente: ESEMPIO/09/03/1 Gentile CLIENTE, Il presente elaborato è stato redatto sulla base di quanto emerso durante i nostri precedenti incontri e costituisce uno strumento

Dettagli

MANTENERE LE RELAZIONI CON I CLIENTI FINALI

MANTENERE LE RELAZIONI CON I CLIENTI FINALI MANTENERE LE RELAZIONI CON I CLIENTI FINALI Il mantenimento delle relazioni con i clienti finali e il processo mediante il quale il fornitore soddisfa nel tempo le esigenze del cliente definite di comune

Dettagli

Analisi dei flussi rilevanti e incentivi alla creazione di valore

Analisi dei flussi rilevanti e incentivi alla creazione di valore Finanza Aziendale Analisi e valutazioni per le decisioni aziendali Analisi dei flussi rilevanti e incentivi alla creazione di valore Capitolo 19 Indice degli argomenti 1. Condizioni per un sano sviluppo

Dettagli

Lezione 1. Moneta, finanza e produzione

Lezione 1. Moneta, finanza e produzione Lezione 1. Moneta, finanza e produzione Attività patrimoniali: stock di ricchezza 1. beni materiali e immateriali che partecipano ai processi produttivi, correnti e futuri, e che prospettano un flusso

Dettagli

Risparmio gestito e stili di gestione Dott. Sergio Paris - Università degli Studi di Bergamo

Risparmio gestito e stili di gestione Dott. Sergio Paris - Università degli Studi di Bergamo Economia dei mercati mobiliari e finanziamenti di aziende Risparmio gestito e stili di gestione Dott. Sergio Paris - Università degli Studi di Bergamo Gli stili di gestione Stile di gestione come espressione

Dettagli

Marketing avanzato (Customer Relationship Management) A.A. 2013-2014 Prof. Gennaro Iasevoli

Marketing avanzato (Customer Relationship Management) A.A. 2013-2014 Prof. Gennaro Iasevoli Marketing avanzato (Customer Relationship Management) A.A. 2013-2014 Prof. Gennaro Iasevoli UNIVERSITÀ LUMSA Laurea Specialistica in Comunicazione d impresa, Marketing, New media INFORMAZIONI Materiale

Dettagli

Le decisioni di struttura finanziaria delle imprese italiane

Le decisioni di struttura finanziaria delle imprese italiane Le decisioni di struttura finanziaria delle imprese italiane Un quadro dell evidenza empirica Cosenza 20 ottobre 2003 1 rilevanza e attualità del tema tra le 10 questioni irrisolte della finanza moderna

Dettagli

Il risparmio durante la crisi: Diversificazione o concentrazione del rischio?

Il risparmio durante la crisi: Diversificazione o concentrazione del rischio? Il risparmio durante la crisi: Diversificazione o concentrazione del rischio? Fabio Innocenzi CEO UBS Italia S.p.A. 8 Giugno 2012 QFinPanel, Politecnico di Milano Gli effetti della crisi economica sul

Dettagli

2. DAI PROSPETTI CONTABILI AI PROSPETTI GESTIONALI - FINANZIARI 3. ANALISI DELLA PERFORMANCE FINANZIARIA PASSATA

2. DAI PROSPETTI CONTABILI AI PROSPETTI GESTIONALI - FINANZIARI 3. ANALISI DELLA PERFORMANCE FINANZIARIA PASSATA SOMMARIO 1. I PROSPETTI CONTABILI 1.1. Introduzione... 3 1.2. Prospetto della situazione patrimoniale - finanziaria... 3 1.3. Conto economico... 6 1.4. Rendiconto finanziario... 7 1.5. Prospetto delle

Dettagli

Capitolo 1. Il marketing: costruire una relazione profittevole con il cliente. Capitolo 1- slide 1

Capitolo 1. Il marketing: costruire una relazione profittevole con il cliente. Capitolo 1- slide 1 Capitolo 1 Il marketing: costruire una relazione profittevole con il cliente Capitolo 1- slide 1 Obiettivi di apprendimento Che cos è il marketing? Comprendere il mercato e i bisogni del consumatore Obiettivi

Dettagli

ECONOMIA URBANA. Valeria Costantini Facoltà di Architettura, Università Roma Tre. Contatti: costanti@uniroma3.it

ECONOMIA URBANA. Valeria Costantini Facoltà di Architettura, Università Roma Tre. Contatti: costanti@uniroma3.it ECONOMIA URBANA Valeria Costantini Facoltà di Architettura, Università Roma Tre Contatti: costanti@uniroma3.it LA MACROECONOMIA Economia Urbana 2 L economia aperta Per economia aperta si intende l insieme

Dettagli

Risparmio, investimenti e sistema finanziario

Risparmio, investimenti e sistema finanziario Risparmio, investimenti e sistema finanziario Testo di studio raccomandato: Mankiw, Principi di Economia, 3 ed., 2004, Zanichelli Capitolo 26 Il sistema finanziario Il sistema finanziario fa in modo che

Dettagli

Governance e performance nei servizi pubblici locali

Governance e performance nei servizi pubblici locali Governance e performance nei servizi pubblici locali Anna Menozzi Lecce, 26 aprile 2007 Università degli studi del Salento Master PIT 9.4 in Analisi dei mercati e sviluppo locale Modulo M7 Economia dei

Dettagli

Capitolo 17. I mercati con informazione asimmetrica

Capitolo 17. I mercati con informazione asimmetrica Capitolo 17 I mercati con informazione asimmetrica Introduzione L incertezza sulla qualità e il mercato dei bidoni I segnali di mercato Il rischio morale Il problema agente-principale L informazione asimmetrica

Dettagli

TECNICHE DI STIMA DEL COSTO DEL CAPITALE AZIONARIO. Docente: Prof. Massimo Mariani

TECNICHE DI STIMA DEL COSTO DEL CAPITALE AZIONARIO. Docente: Prof. Massimo Mariani TECNICHE DI STIMA DEL COSTO DEL CAPITALE AZIONARIO Docente: Prof. Massimo Mariani 1 SOMMARIO Il costo del capitale: la logica di fondo Le finalità del calcolo del costo del capitale Il costo del capitale

Dettagli

RISCHIO E CAPITAL BUDGETING

RISCHIO E CAPITAL BUDGETING RISCHIO E CAPITAL BUDGETING Costo opportunità del capitale Molte aziende, una volta stimato il loro costo opportunità del capitale, lo utilizzano per scontare i flussi di cassa attesi dei nuovi progetti

Dettagli

COSTI E BENEFICI DI GESTIRE UNA VALUTA INTERNAZIONALE

COSTI E BENEFICI DI GESTIRE UNA VALUTA INTERNAZIONALE COSTI E BENEFICI DI GESTIRE UNA VALUTA INTERNAZIONALE Pellini Stefania - Pupo Rosina -Tarantini Thomas Università degli Studi del Piemonte Orientale Amedeo Avogadro Corso di Politica Economica Avanzato

Dettagli

Economia e gestione delle imprese

Economia e gestione delle imprese Prof. Antonio Renzi Economia e gestione delle imprese Parte sesta Governo delle imprese e assetti proprietari 1 Argomenti 1. Gli assetti proprietari 2. Proprietà e organo di governo 3. La struttura dell

Dettagli

Il Piano Industriale

Il Piano Industriale LE CARATTERISTICHE DEL PIANO INDUSTRIALE 1.1. Definizione e obiettivi del piano industriale 1.2. Requisiti del piano industriale 1.3. I contenuti del piano industriale 1.3.1. La strategia realizzata e

Dettagli

19.4. La riserva di elasticità

19.4. La riserva di elasticità INTRODUZIONE ALLA FINANZA 1.OBIETTIVI AZIENDALI E COMPITI DELLA FINANZA, di M. Dallocchio e A. Salvi 1.1. Creazione di valore come idea-guida 1.2. Creazione di valori per l impresa o per gli azionisti?

Dettagli

IL BUDGET GLOBALE D AZIENDA

IL BUDGET GLOBALE D AZIENDA IL BUDGET GLOBALE D AZIENDA BUDGET ECONOMICO BUDGET FINANZIARIO BUDGET FONTI - IMPIEGHI BUDGET DI CASSA BUDGET PATRIMONIALE IL BUDGET ECONOMICO (RICAVI E COSTI) BUDGET COMMERCIALE COSTI COMMERCIALI RICAVI

Dettagli

Teoriq della Finanza Aziendale. Prof. Arturo Capasso. L oggetto di studio della finanza. Argomenti

Teoriq della Finanza Aziendale. Prof. Arturo Capasso. L oggetto di studio della finanza. Argomenti Teoriq della Finanza Aziendale Prof. Arturo Capasso 1 L oggetto di studio della finanza A. Argomenti Teoria della finanza e finanza aziendale Finanza aziendale e (é?) funzione finanziaria Dinamica finanziaria

Dettagli

La rilevanza del risk management nella gestione d impresa. Giorgia Profumo Università degli Studi di Napoli Parthenope

La rilevanza del risk management nella gestione d impresa. Giorgia Profumo Università degli Studi di Napoli Parthenope La rilevanza del risk management nella gestione d impresa Giorgia Profumo Università degli Studi di Napoli Parthenope Le nozioni alternative di rischio L approccio tradizionale-assicurativo: il rischio

Dettagli

Modello e Teoria del Bilancio di Esercizio. L Impairment Test (Ias 36)

Modello e Teoria del Bilancio di Esercizio. L Impairment Test (Ias 36) 1 L Impairment Test (Ias 36) 2 Oggetto: riguarda la svalutazione per perdite di valore di attività Finalità: evita che le attività siano iscritte a un valore superiore a quello recuperabile Ambito: in

Dettagli

Gestione Finanziaria delle Imprese. private equity e venture capital

Gestione Finanziaria delle Imprese. private equity e venture capital GESTIONE FINANZIARIA DELLE IMPRESE Private Equity e Venture Capital Il private equity e il venture capital Anni 80 Con venture capital si definiva l apporto di capitale azionario, da parte di operatori

Dettagli

I.2 L analisi economico-finanziaria: redditività conseguita, redditività attesa e creazione di valore economico

I.2 L analisi economico-finanziaria: redditività conseguita, redditività attesa e creazione di valore economico Introduzione I.1 Premessa Analizzare la situazione economico-finanziaria di un impresa significa poter affrontare alcune questioni critiche della gestione dell azienda e cioè essere in grado di poter rispondere

Dettagli

Strategie e percorsi alternativi di sviluppo aziendale

Strategie e percorsi alternativi di sviluppo aziendale Lezione 7 Strategie e percorsi alternativi di sviluppo aziendale prof. ssa Clara Bassano Corso di Economia e Gestione delle Imprese A.A. 2005-2006 I percorsi di sviluppo: la formulazione delle strategie

Dettagli

Obiettivi aziendali e compiti della finanza

Obiettivi aziendali e compiti della finanza Finanza Aziendale Analisi e valutazioni per le decisioni aziendali Obiettivi aziendali e compiti della finanza Capitolo 1 Indice degli argomenti 1. Creazione di valore come idea guida 2. L impresa come

Dettagli

THE ART OF BUSINESS PLANNING

THE ART OF BUSINESS PLANNING THE ART OF BUSINESS PLANNING La presentazione dei dati: realizzazione e presentazione di un Business Plan Francesca Perrone - Head of Territorial & Sectorial Development Plans Giusy Stanziola - Territorial

Dettagli

Paolo Cappugi Gli investimenti nella previdenza integrativa: filosofia di gestione e orizzonte temporale

Paolo Cappugi Gli investimenti nella previdenza integrativa: filosofia di gestione e orizzonte temporale 1 Paolo Cappugi Gli investimenti nella previdenza integrativa: filosofia di gestione e orizzonte temporale Indice Parte 1 Premessa Parte 2 Quadro generale Parte 3 Struttura degli investimenti e orizzonte

Dettagli

Risparmio, investimenti e sistema finanziario

Risparmio, investimenti e sistema finanziario Risparmio, investimenti e sistema finanziario Una relazione fondamentale per la crescita economica è quella tra risparmio e investimenti. In un economia di mercato occorre individuare meccanismi capaci

Dettagli

Obiettivi della lezione #4

Obiettivi della lezione #4 Obiettivi della lezione #4 La lezione oggi affronta i seguenti temi: modelli DCF: valore attuale netto e rendimento (saggio di rendimento interno) di un progetto il ruolo delle modalità di finanziamento

Dettagli

Lezione 3. Analisi del divario strategico. Valutazione delle alternative. La pianificazione strategica (segue)

Lezione 3. Analisi del divario strategico. Valutazione delle alternative. La pianificazione strategica (segue) Lezione 3 La pianificazione strategica (segue) Analisi del divario strategico Quali risorse sono necessarie? Quali risorse non sono sfruttate al meglio? Valutazione quali-quantitativa Valutazione delle

Dettagli

IAS 32 Financial Instruments: Disclosure and presentation. IAS 39 Financial Instruments: Recognition and measurement

IAS 32 Financial Instruments: Disclosure and presentation. IAS 39 Financial Instruments: Recognition and measurement IAS 32 Financial Instruments: Disclosure and presentation IAS 39 Financial Instruments: Recognition and measurement 1 Argomenti trattati 1) 1) Principali contenuti 2) 2) IAS 32 Financial Instruments: Disclosure

Dettagli

Strategie competitive ed assetti organizzativi nell asset management

Strategie competitive ed assetti organizzativi nell asset management Lezione di Corporate e Investment Banking Università degli Studi di Roma Tre Strategie competitive ed assetti organizzativi nell asset management Massimo Caratelli, febbraio 2006 ma.caratelli@uniroma3.it

Dettagli

Gestione Finanziaria delle Imprese. Private equity e venture capital

Gestione Finanziaria delle Imprese. Private equity e venture capital GESTIONE FINANZIARIA DELLE IMPRESE L attività di disinvestimento Principi fondamentali del disinvestimento Individuazione del momento più opportuno per disinvestire Definizione del canale di disinvestimento

Dettagli

Impact Investing Una grande opportunità di cambiamento?

Impact Investing Una grande opportunità di cambiamento? Impact Investing Una grande opportunità di cambiamento? NID III Edizione Manuela Brusoni Milano, 12.11.2014 Le opportunità dell Impact Investing 1 Sostenere lo sviluppo economico e sociale dell Italia

Dettagli

FINANZA AZIENDALE AVANZATO

FINANZA AZIENDALE AVANZATO FINANZA AZIENDALE AVANZATO La politica dei dividendi Lezione 13 1 Scopo della lezione Analizzare se la distribuzione dei dividendi da parte di un impresa sia rilevante ai fini del suo valore e come le

Dettagli

Risparmio Investimenti Sistema Finanziario

Risparmio Investimenti Sistema Finanziario 26 Risparmio Investimenti Sistema Finanziario Il Sistema Finanziario Il sistema finanziario è costituito dalle istituzioni che operano per far incontrare l offerta di denaro (risparmio) con la domanda

Dettagli

Lezione 3: Introduzione all analisi e valutazione delle azioni. Analisi degli Investimenti 2014/15 Lorenzo Salieri

Lezione 3: Introduzione all analisi e valutazione delle azioni. Analisi degli Investimenti 2014/15 Lorenzo Salieri Lezione 3: Introduzione all analisi e valutazione delle azioni Analisi degli Investimenti 2014/15 Lorenzo Salieri Valutazione degli investimenti in azioni Intuitivamente si crea valore quando un azienda

Dettagli

La valutazione dell efficienza aziendale ECONOMIA E GESTIONE DELLE IMPRESE

La valutazione dell efficienza aziendale ECONOMIA E GESTIONE DELLE IMPRESE La valutazione dell efficienza aziendale EFFICIENZA E LA CAPACITA DI RENDIMENTO O L ATTITUDINE A SVOLGERE UNA DETERMINATA FUNZIONE. E MISURATA DAL RAPPORTO TRA I RISULTATI CONSEGUITI E LE RISORSE IMPIEGATE

Dettagli

FIRST CAPITAL 2.0 RISULTATI 2013 E PIANO STRATEGICO 2014-2017. Milano, 3 aprile 2014

FIRST CAPITAL 2.0 RISULTATI 2013 E PIANO STRATEGICO 2014-2017. Milano, 3 aprile 2014 FIRST CAPITAL 2.0 RISULTATI 2013 E PIANO STRATEGICO 2014-2017 Milano, 3 aprile 2014 FIRST CAPITAL OGGI (1/2) First Capital è un operatore italiano specializzato in Private Investment in Public Equity (

Dettagli

Oltre i soliti strumenti Per uno spettacolo fuori dall ordinario

Oltre i soliti strumenti Per uno spettacolo fuori dall ordinario Per Consulenti E Investitori Qualificati Strategic Solutions Schroder Global Diversified Growth Fund Oltre i soliti strumenti Per uno spettacolo fuori dall ordinario Quando gli strumenti classici non bastano

Dettagli

L analisi dell integrazione verticale

L analisi dell integrazione verticale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI URBINO CARLO BO L analisi dell integrazione verticale ( CAP 13 GRANT ) A cura di: Luca Fraternali Indice Definizione di integrazione verticale Fattori da considerare per effettuare

Dettagli

Capitolo 12. La strategia di espansione globale. Caso di apertura

Capitolo 12. La strategia di espansione globale. Caso di apertura EDITORE ULRICO HOEPLI MILANO Capitolo 12 La strategia di espansione globale Caso di apertura 12-3 La Wal-Mart si è rivolta verso altri paesi per tre ragioni - Le opportunità di crescita interna stavano

Dettagli

LE DECISIONI STRATEGICHE DI ACQUISIZIONE- CESSIONE AZIENDALE

LE DECISIONI STRATEGICHE DI ACQUISIZIONE- CESSIONE AZIENDALE LE DECISIONI STRATEGICHE DI ACQUISIZIONE- CESSIONE AZIENDALE Prof. Massimo Saita Direttore Istituto Economia, Amministrazione e Politica Aziendale Università degli Studi di Milano Bicocca Professore ordinario

Dettagli

VALUTAZIONE FINANZIARIA

VALUTAZIONE FINANZIARIA - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - AREA AMMINISTRAZIONE FINANZA E CONTROLLO

Dettagli

Principi Guida per l Investimento Finanziario

Principi Guida per l Investimento Finanziario Principi Guida per l Investimento Finanziario Giovanna Nicodano Università di Torino e CeRP-Collegio Carlo Alberto I nostri risparmi seminario di Financial Education Biennale Democrazia, Torino, Aprile

Dettagli

Paola Mazzurana. Modulo: Etica ed Innovazione

Paola Mazzurana. Modulo: Etica ed Innovazione MODELLI DI GOVERNANCE DELL INNOVAZIONE: IL RUOLO DEGLI STAKEHOLDERS E LA SOSTENIBILITÀ Etica ed economia. Per un economia intelligente, inclusiva e sostenibile. Modulo: Etica ed Innovazione Paola Mazzurana

Dettagli

Dalle Relazioni, il Valore

Dalle Relazioni, il Valore Calcolo e ripartizione del Valore Aggiunto 80 Schemi e prospetti 82 Le strategie e il Valore 86 Il Valore delle relazioni 88 Indici di Sostenibilità 89 78 79 Calcolo e ripartizione del Valore Aggiunto

Dettagli

Dal risk measurement all allocazione del capitale. Giuseppe G. Santorsola Università Parthenope Napoli

Dal risk measurement all allocazione del capitale. Giuseppe G. Santorsola Università Parthenope Napoli Dal risk measurement all allocazione del capitale Giuseppe G. Santorsola Università Parthenope Napoli Il percorso evolutivo dei sistemi di risk management Estensione Rischio operativo Sono possibili percorsi

Dettagli

Rischio e rendimento degli strumenti finanziari

Rischio e rendimento degli strumenti finanziari Finanza Aziendale Analisi e valutazioni per le decisioni aziendali Rischio e rendimento degli strumenti finanziari Capitolo 15 Indice degli argomenti 1. Analisi dei rendimenti delle principali attività

Dettagli

Esame preliminare delle decisioni di finanziamento

Esame preliminare delle decisioni di finanziamento PROGRAMMA 1) Nozioni di base di finanza aziendale - Valore: Valore attuale Valutazione delle obbligazioni e delle azioni, Valore attuale netto ed altri criteri di scelta degli investimenti Esame preliminare

Dettagli

Indice della lezione. Per fare scelte coerenti in termini di Finanza Aziendale. La finanza aziendale. La stima del costo del capitale

Indice della lezione. Per fare scelte coerenti in termini di Finanza Aziendale. La finanza aziendale. La stima del costo del capitale UNIVERSITA DEGLI STUDI DI PARMA FACOLTA DI ECONOMIA Corso di pianificazione finanziaria Il costo del capitale è un tasso di attualizzazione Quale tasso di attualizzazione? Il Wacc La stima del costo del

Dettagli

ECONOMIA DEI GRUPPI DELLE IMPRESE TURISTICHE

ECONOMIA DEI GRUPPI DELLE IMPRESE TURISTICHE ECONOMIA DEI GRUPPI DELLE IMPRESE TURISTICHE Dott.ssa Francesca Picciaia Università di Perugia Facoltà di Economia LE FORME AGGREGATIVE NELLE IMPRESE TURISTICHE 2 IL CONTESTO DI RIFERIMENTO Globalizzazione

Dettagli

UNIVERSITA DEGLI STUDI DI PARMA FACOLTA DI ECONOMIA. Analisi Finanziaria. A.a. 2008/2009. Assetti proprietari e costo del capitale

UNIVERSITA DEGLI STUDI DI PARMA FACOLTA DI ECONOMIA. Analisi Finanziaria. A.a. 2008/2009. Assetti proprietari e costo del capitale UNIVERSITA DEGLI STUDI DI PARMA FACOLTA DI ECONOMIA Analisi Finanziaria A.a. 2008/2009 Assetti proprietari e costo del capitale Gian Marco Chiesi Marco Tronchetti Provera GPI 60% (60%) [60%] Catena di

Dettagli

UNIVERSITA DEGLI STUDI DI PARMA FACOLTA DI ECONOMIA. Analisi Finanziaria

UNIVERSITA DEGLI STUDI DI PARMA FACOLTA DI ECONOMIA. Analisi Finanziaria UNIVERSITA DEGLI STUDI DI PARMA FACOLTA DI ECONOMIA Analisi Finanziaria A.a. 2008/2009 Assetti proprietari e costo del capitale Gian Marco Chiesi Marco Tronchetti Provera GPI 60% (60%) [60%] Catena di

Dettagli

Investimenti Diretti Esteri

Investimenti Diretti Esteri Investimenti Diretti Esteri Daniele Mantegazzi IRE, Università della Svizzera Italiana 14 novembre 2013 Daniele Mantegazzi Economia Internazionale 14 novembre 2013 1 / 24 Contenuti e struttura della lezione

Dettagli

Shareholder Value Theory e Corporate Social Responsibility. Docente: Michela Pellicelli

Shareholder Value Theory e Corporate Social Responsibility. Docente: Michela Pellicelli Shareholder Value Theory e Corporate Social Responsibility. Docente: Michela Pellicelli La funzione e il fine delle imprese Alcune definizioni Gino Zappa (1927) proponeva che la funzione principale delle

Dettagli

Come si giudica la governance?

Come si giudica la governance? Corso di Governance e Gestione del Rischio Modulo II Il mercato per il controllo: l OPA Come si giudica la governance? Un sistema di CG potrebbe essere giudicato in base a 3 elementi (Macey): La capacità

Dettagli

Corso di Analisi Statistica per le Imprese (9 CFU) Prof. L. Neri a.a. 2011-2012

Corso di Analisi Statistica per le Imprese (9 CFU) Prof. L. Neri a.a. 2011-2012 Corso di Analisi Statistica per le Imprese (9 CFU) Prof. L. Neri a.a. 2011-2012 1 Riepilogo di alcuni concetti base Concetti di base: unità e collettivo statistico; popolazione e campione; caratteri e

Dettagli

Indice della lezione. La finanza aziendale UNIVERSITA DEGLI STUDI DI PARMA FACOLTA DI ECONOMIA

Indice della lezione. La finanza aziendale UNIVERSITA DEGLI STUDI DI PARMA FACOLTA DI ECONOMIA UNIVERSITA DEGLI STUDI DI PARMA FACOLTA DI ECONOMIA Corso di Corporate Banking a.a. 2010-2011 (Professor Eugenio Pavarani) La stima del costo del capitale 1 Indice della lezione Il costo del capitale (=

Dettagli

Il concetto del CLV e il suo contributo alla Corporate Valuation (Bauer, Hammerschimdt, Braehler)

Il concetto del CLV e il suo contributo alla Corporate Valuation (Bauer, Hammerschimdt, Braehler) UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI URBINO Carlo Bo FACOLTÀ DI ECONOMIA Il concetto del CLV e il suo contributo alla Corporate Valuation (Bauer, Hammerschimdt, Braehler) Del Buono Elisa Ingrosso Paolo Martini Carlo

Dettagli

Dai flussi di CCN ai flussi di liquidità

Dai flussi di CCN ai flussi di liquidità Il rendiconto finanziario dei flussi di liquidità Dai flussi di CCN ai flussi di liquidità La risorsa finanziaria liquidità è operazionalizzata come nel principio OIC 12, ovvero è da intendere come somma

Dettagli

Politica economica: Lezione 16

Politica economica: Lezione 16 Politica economica: Lezione 16 II canale: M - Z Crediti: 9 Corsi di laurea: Nuovo Ordinamento (DM. 270) Vecchio ordinamento (DM. 590) Politica Economica - Luca Salvatici 1 Tipi di beni Beni di ricerca

Dettagli

Optimize your energy park. www.en-come.com

Optimize your energy park. www.en-come.com Optimize your energy park / Supporto d ACQUISIZIONE / OPERAZIONI TECNICHE / OPERAZIONI COMMERCIALI / MIGLIORAMENTO DELLE PRESTAZIONI / SMALTIMENTO IMPIANTI IT www.en-come.com Supporto d ACQUISIZIONE SMALTIMENTO

Dettagli

Cos è la UNI EN ISO 9001?

Cos è la UNI EN ISO 9001? Cos è la UNI EN ISO 9001? Cos è la UNI EN ISO 9001? è una norma che definisce i requisiti per un sistema di gestione per la qualità. Aiuta le organizzazioni ad essere più efficaci ed efficienti, assicurando

Dettagli

Fusioni, acquisizioni e alleanze, fattori strategici per l innovazione

Fusioni, acquisizioni e alleanze, fattori strategici per l innovazione Politecnico di Milano-Polo regionale di Como Corso di Laurea Specialistica in Ingegneria Gestionale Gestione e Marketing dell Innovazione Fusioni, acquisizioni e alleanze, fattori strategici per l innovazione

Dettagli

Gestione Finanziaria delle Imprese. private equity e venture capital

Gestione Finanziaria delle Imprese. private equity e venture capital GESTIONE FINANZIARIA DELLE IMPRESE La strutturazione di un fondo di private equity e l attività di fund raising I veicoli azionisti sottoscrittori SGR Fondo Struttura italiana gestore fondo General Partner

Dettagli

CAPITOLO 18 L investimento

CAPITOLO 18 L investimento CAPITOLO 18 L investimento Domande di ripasso 1. Nel modello neoclassico dell investimento, le imprese traggono vantaggio dall aumentare la propria dotazione di capitale se la rendita reale del capitale

Dettagli

Le exit strategy e le clausole di way out nel private equity. Carlo Michero F.A.S.T., Milano, 4 febbraio 2009 www.3i.com

Le exit strategy e le clausole di way out nel private equity. Carlo Michero F.A.S.T., Milano, 4 febbraio 2009 www.3i.com .. Le exit strategy e le clausole di way out nel private equity Carlo Michero F.A.S.T., Milano, 4 febbraio 2009 www.3i.com 3i chi siamo Scala internazionale e elevata reputazione Fondata nel 1946, è leader

Dettagli

La concentrazioni bancarie: Cause ed effetti

La concentrazioni bancarie: Cause ed effetti La concentrazioni bancarie: Cause ed effetti 1.1 Motivazioni legate al valore Le concentrazioni bancarie possono massimizzare il valore delle banche fuse principalmente in due modi: a) aumentando il loro

Dettagli

Finanza Aziendale. Rischio e Valutazione degli

Finanza Aziendale. Rischio e Valutazione degli Teoria della Finanza Aziendale Rischio e Valutazione degli investimenti 9 1-2 Argomenti trattati Costo del capitale aziendale e di progetto Misura del beta Costo del capitale e imprese diversificate Costo

Dettagli

Schema 11 La Privatizzazione

Schema 11 La Privatizzazione Schema 11 La Privatizzazione La fornitura di beni e servizi da parte del settore pubblico può assumere la forma di diversi mix di finanziamento (pubblico/pri vato) e produzione (pubblica/privata) cfr.

Dettagli

Economia dell industria e strategie d impresa. Besanko, Dranove, Shanley. Capitolo 2. I confini orizzontali dell impresa UTET

Economia dell industria e strategie d impresa. Besanko, Dranove, Shanley. Capitolo 2. I confini orizzontali dell impresa UTET Economia dell industria e strategie d impresa Besanko, Dranove, Shanley Capitolo 2 I confini orizzontali dell impresa UTET Confini orizzontali Confini orizzontali: Qual è la dimensione del mercato servito

Dettagli

Crescita della produttività e delle economie

Crescita della produttività e delle economie Lezione 21 1 Crescita della produttività e delle economie Il più spettacolare effetto della sviluppo economico è stata la crescita della produttività, ossia la quantità di prodotto per unità di lavoro.

Dettagli

Piano degli investimenti finanziari - 2016 art.3, comma 3, del decreto legislativo 30 giugno 1994, n. 509

Piano degli investimenti finanziari - 2016 art.3, comma 3, del decreto legislativo 30 giugno 1994, n. 509 Piano degli investimenti finanziari - 2016 art.3, comma 3, del decreto legislativo 30 giugno 1994, n. 509 Piano strategico di investimento e di risk budgeting art. 4.3 e art. 7.4 del Regolamento per la

Dettagli

Corso di Analisi Strategiche. Analisi di Settore. Prof. V.Maggioni Facoltà di Economia S.U.N.

Corso di Analisi Strategiche. Analisi di Settore. Prof. V.Maggioni Facoltà di Economia S.U.N. Analisi di Settore Prof. V.Maggioni Facoltà di Economia S.U.N. Il settore è il luogo economico delle imprese che esercitano reciprocamente la concorrenza (Guido, 2000). Il confine settoriale è definito

Dettagli

TECNICHE DI STIMA DEL COSTO DELLE ALTRE FORME DI FINANZIAMENTO. Docente: Prof. Massimo Mariani

TECNICHE DI STIMA DEL COSTO DELLE ALTRE FORME DI FINANZIAMENTO. Docente: Prof. Massimo Mariani TECNICHE DI STIMA DEL COSTO DELLE ALTRE FORME DI FINANZIAMENTO Docente: Prof. Massimo Mariani 1 SOMMARIO Il costo del capitale stima del costo del capitale stima del costo del capitale di aziende operanti

Dettagli

Valutazione d Azienda. Lezione 9 IL METODO FINANZIARIO

Valutazione d Azienda. Lezione 9 IL METODO FINANZIARIO Valutazione d Azienda Lezione 9 IL METODO FINANZIARIO 1 Il modello finanziario Il modello finanziario è stato molto dibattuto in dottrina a partire dalla prima metà degli anni novanta. Impostazioni metodologiche:

Dettagli

AIFI. Associazione Italiana del Private Equity e Venture Capital. Prospettive di sviluppo per il private equity in Italia

AIFI. Associazione Italiana del Private Equity e Venture Capital. Prospettive di sviluppo per il private equity in Italia AIFI Associazione Italiana del Private Equity e Venture Capital Prospettive di sviluppo per il private equity in Italia Il ruolo degli investitori istituzionali Anna Gervasoni Direttore Generale AIFI Roma,

Dettagli

L analisi degli investimenti

L analisi degli investimenti Corso di Laurea in Produzione dell Edilizia Corso di Economia e Gestione delle Imprese 9^ lezione L analisi degli investimenti 3 maggio 2005 Prof. Federico Della Puppa - A.A. 2004-2005 Dalla teoria alla

Dettagli