L'alimentazione per lo sportivo teorie e metodologie

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1 27/07/2014 L'alimentazione per lo sportivo teorie e metodologie L'alimentazione per uno sportivo è molto importante in quanto dobbiamo essere sicuri che il nostro organismo sia in grado di sostenere lo sforzo dell'allenamento dello sport o arte marziale praticato. Quindi l'alimentazione gioca un ruolo fondamentale in quanto una sbagliata alimentazione non può garantire il fabbisogno di energia di cui uno sportivo necessita. Fino agli anni 70 nei confronti dell'alimentazione in campo sportivo si procedeva con teorie prive di fondamenti scientifici. Nel 1967 con la pubblicazione di lavori scientifici di un gruppo di ricercatori scandinavi (Bergstrom J., Hultmame e DD.) si fece finalmente chiarezza sul ruolo del glicogeno muscolare al fine di potere proseguire un intenso lavoro fisico per un lungo periodo. Il glicogeno è un polimero (omopolimero) del glucosio ed è l'analogo dell'amido, un altro polimero molto ramificato del glucosio. Nell'uomo, il glicogeno funge da riserva energetica glucidica, esso viene depositato prevalentemente nel fegato e nel muscolo scheletrico, tuttavia è presente anche in altri tessuti, tra cui il cuore, i 1

2 reni, e tessuto adiposo. Visione schematica bidimensionale di una sezione di glicogeno Una proteina centrale di glicogenina è circondata da ramificazioni di unità di glucosio. L'intero granulo globulare può contenere approssimativamente unità di glucosio. Si sciolse così la diatriba tra le proteine e i carboidrati a favore di questi ultimi come sorgente principale nello sforzo fisico ad alta intensità. Come riporta il grande nutrizionista Andrea Strada nel suo Alimentazione ed esercizio fisico, si dice che in antichità i mangiatori di zuppa e di orzo (ovvero gli schiavi) non potessero avere le capacità fisiche di coloro che mangiavano la carne (ovvero le classi guerriere). L'importanza attribuita alla carne faceva dire al Duca di Wellington a Waterloo: fate combattere gli scozzesi, i temibili Highlanders, mentre hanno la loro razione di carne ancora nello stomaco. Milone di Crotone, vincitore per 6 volte alle olimpiadi nella lotta, veniva nutrito con 6 kg di carne al giorno che sono pochi in confronto alle dosi di creatina (proteina) equivalenti ai 12 kg di carne che i Bodybuilders prendono quotidianamente tutt'oggi. Anche medici e filosofi illustri dell'antichità sono intervenuti sul problema dell'alimentazione di chi esercitava attività sportiva e 2

3 agonistica. Baleno raccomandava di bere poco nel periodo di allenamento e di mangiare poca carne, Pitagora che era vegetariano escludeva del tutto la carne, mentre il saggio Ippocrate introdusse il concetto di varietà nella qualità e quantità. Tornando ai tempi nostri dopo gli anni 70 nasce finalmente (come dice il nutrizionista Arcelli) l'alimentazione dello sport basata su fondamenti fisiologici e scientifici. La dimostrazione che lo sforzo prolungato fosse direttamente proporzionale alla quantità di glicogeno muscolare consacrò i carboidrati come sorgente energetica principale in tutti gli sport ed in particolare in quelli di endurance. Posso affermare che i carboidrati, le proteine, e i grassi, sono i nostri alimenti calorigeni. Esistono diverse metodologie di alimentazione dello sportivo e questo dipende anche dal tipo di sport praticato, poiché un maratoneta o un ciclista dovrà necessariamente avere una metodologia alimentare diversa da un praticante di arti marziali in quanto un allenamento di un maratoneta o di un ciclista è molto più duraturo e lungo rispetto ad altri sport, per non parlare dei Bodybuilders che fanno pasti ogni tre ore circa. Metodologia di alimentazione di un maratoneta in fase di gara La miglior strategia alimentare per affrontare una maratona consiste 1) nel presentarsi alla partenza con il massimo delle riserve di glicogeno (muscolare ed epatico) e con un livello perfetto di idratazione (intra ed extra cellulare); 2) nel rabboccare i due serbatoi (acqua e glicogeno) durante la corsa con piccole somministrazioni di acqua e zuccheri in modo da risparmiarne il piu possibile le riserve. Per soddisfare queste due regole dobbiamo curare tutte le fasi che precedono la prova della maratona suddividendole in: 3

4 2-3 mesi prima della gara Settimana prima della gara Ultimo pasto prima della gara Intervallo pre-gara - razione d'attesa Alimentazione durante la gara - pasto per-gara Fase di recupero Nei mesi precedenti Molti maratoneti cominciano a preparare la corsa dal punto di vista nutrizionale solo una settimana prima della gara; in effetti più si avvicina la prova e più si entra nel giusto clima della competizione. Ma i mesi precedenti la gara sono altrettanto importanti, anzi fondamentali in quanto solo con un certo margine di tempo si possono ottenere quegli aggiustamenti fisiologici che ci consentono poi di presentarci all appuntamento con un equilibrio metabolico ideale. Mentre l ultima settimana è dedicata all immagazzinamento del glicogeno con l attenzione rivolta essenzialmente ai carboidrati, nei mesi precedenti la competizione l attenzione viene posta sugli altri due macronutrienti: le proteine ed i grassi. Per ottenere pertanto l'optimum delle nostre funzioni biologiche, dobbiamo mettere in atto tutte le regole stabilite dalla dieta cosiddetta di tipo mediterraneo: innanzi tutto è fondamentale raggiungere il peso forma e mantenerlo costante introducendo una quantità adatta di cibo; piu' a lungo si tiene il peso forma più facile diventa raggiungere il giusto equilibrio metabolico indispensabile per affrontare una prova dura come la maratona; rispettare le percentuali dei nutrienti di una dieta bilanciata (60-65% carboidrati, 25% grassi e 15% proteine); non eccedere nella quantità totale delle proteine (max 1,2-1,3 grammi per peso di kg corporeo) e introdurre un adeguata quantità di proteine vegetali (legumi e cereali integrali); 4

5 privilegiare i grassi mono e poli-insaturi limitando quelli saturi (ridurre la carne rossa, usare come condimento esclusivamente olio extravergine di oliva, consumare carni bianche ed almeno due porzioni di pesce alla settimana, soprattutto quello azzurro); accumulare vitamine e sali minerali con frequenti porzioni quotidiane di frutta e verdura, soprattutto se di stagione; non c'è bisogno di integrare con niente se osserviamo questa semplice regola; per quanto riguarda l'alcool è consigliabile astenersi da qualsiasi bevanda super-alcolica mentre è consentito un quantitativo moderato di vino ai pasti (un bicchiere 125 ml), specialmente quello rosso ricco di antiossidanti. La settimana prima della corsa I giorni della settimana precedenti la gara sportiva rivestono una grandissima importanza perché è proprio in questi giorni che è fondamentale portare al massimo possibile i depositi di glicogeno, muscolare ed epatico. Archiviata la storica dieta dissociata scandinava oggi si preferisce fare il carico glucidico aumentando progressivamente la quota di carboidrati, soprattutto quelli a basso e medio indice glicemico, arrivando fino a percentuali di carboidrati del 70-75% negli ultimi tre giorni. Per quanto riguarda gli allenamenti, essi nei primi tre giorni della settimana possono continuare ad essere intensi mentre nei 3 giorni immediatamente prima della gara conviene limitarsi a leggere sedute defaticanti in modo da non bruciare il glicogeno immagazzinato precedentemente. L ultimo pasto prima della competizione sportiva detto Pasto pregara A riposo la quantità di sangue che affluisce ai muscoli è solamente il 21% della gettata cardiaca. A mano a mano che lo sforzo diventa più intenso cresce la quantità si sangue che arriva ai muscoli per 5

6 diventare progressivamente il 50% poi il 70% ed infine nello sforzo massimale oltre il 90%. Contemporaneamente l apporto di sangue agli altri apparati diminuisce fino al minimo necessario. Pertanto è fondamentale avere lo stomaco vuoto al nastro di partenza non sottoponendo l apparato gastro-enterico ad una prolungata digestione prima e durante la corsa che comporterebbe il sequestro di notevoli quantità di sangue sottraendole ai muscoli, con inevitabile perdita di efficienza. Il tempo di permanenza degli alimenti nello stomaco è di fondamentale importanza. I carboidrati (da 1h a 2 massimo 3h) vengono digeriti e assorbiti molto più rapidamente delle proteine (4-5h) e dei grassi (6-10h) e forniscono più rapidamente energia. Un pasto ricco di proteine aumenta il metabolismo basale più di un pasto ricco di carboidrati perché richiede più energia per la digestione; inoltre la scissione degli amino-acidi richiede più acqua per eliminare i sottoprodotti. Fatte queste considerazioni l ultimo pasto prima della corsa deve avere le seguenti caratteristiche: deve essere moderatamente calorico (30-35% della quota delle kcalorie giornaliere); essere costituito quasi esclusivamente da carboidrati con basso indice glicemico, poche proteine e pochissimi grassi, insalata fresca e frutta; temporalmente deve essere consumato almeno tre-quattro ore prima della gara; deve rispettare nel possibile i gusti degli atleti; non deve contenere cibi che possano causare disturbi gastroenterici. Spuntino d attesa 6

7 L intervallo di tempo che passa tra l ultimo pasto e la gara (3-4 ore) è l ultima occasione per completare il pieno di zuccheri e di acqua mediante la cosiddetta razione d attesa. L ideale è di associare i due componenti in cc di una soluzione di zuccheri ed acqua ricca di sali minerali da bere lentamente nelle 3 ore che precedono la partenza della corsa. Si è molto discusso su quale carboidrato usare. Scartato il glucosio per l ipoglicemia indotta dall iperincrezione di insulina conseguente al picco glicemico, ci si è orientati sul fruttosio; ma anche questo zucchero è stato però scartato in quanto può creare problemi gastroenterici. Attualmente si è concordi nel ritenere le maltodestrine, polimeri del glucosio, il miglior zucchero da miscelare nell acqua. Il pasto per-gara Durante la gara è indispensabile risparmiare il più possibile le riserve glicidiche e idriche introducendo piccole quantità di soluzioni con zuccheri. In condizioni meteorologiche sfavorevoli la quantità di sudore che il nostro organismo può produrre potrebbe raggiungere anche 2-2,5 litri in un ora mentre la quantità di acqua che possiamo assorbire non supera 1 litro all ora. Le barriere che limitano l assorbimento e si oppongono al passaggio dell acqua nel sangue sono lo svuotamento gastrico e il superamento della mucosa intestinale. La velocità di superamento della barriera gastrica è direttamente proporzionale al volume del liquido. E pertanto conveniente bere cc tutto in una volta che a piccoli sorsi in quanto la distensione gastrica agevola il passaggio dell acqua. E anche influenzata dalla concentrazione: l acqua senza zuccheri passa la barriera dello stomaco più velocemente che se miscelata con gli zuccheri. Un buon compromesso è che la miscela non superi l 8%, ideale 6%. Anche la temperatura condiziona lo svuotamento gastrico: le soluzioni fresche sono da preferire a quelle calde. Infine le soluzioni isotoniche hanno una velocità di passare la barriera gastrica superiore a quelle ipertoniche. 7

8 Pertanto l ideale è bere max 1 litro all'ora (250 cc ogni 15 minuti) di una soluzione isotonica di acqua con zuccheri (malto destrine, polimeri del glucosio) al 6% possibilmente fresca contenente anche una piccola quantità di sodio, utile per evitare l iponatriemia che si potrebbe instaurare per perdite copiose di sudore in condizioni climatiche sfavorevoli. Fase di recupero Nella fase di recupero dopo una maratona sono quattro le priorità per riequilibrare l'organismo da un punto di vista metabolico: la re-sintesi del glicogeno (muscolare ed epatico); la reintegrazione delle perdite idrico-saline; la correzione dell'acidosi metabolica; l'eliminazione delle scorie metaboliche. Glicogeno In condizioni normali ci vogliono più di 24 ore per ripristinare completamente le scorte di tutto il glicogeno, mentre se l apporto di carboidrati nel frattempo è insufficiente l intervallo di tempo aumenta notevolmente. Pertanto è opportuno iniziare immediatamente dopo la fine della corsa a reintegrare le scorte glicidiche esaurite con l assunzione di soluzioni zuccherate a base di carboidrati ad alto indice glicemico (circa 100 grammi di zuccheri entro i primi minuti) per continuare ogni due ore (1 grammo per kg di peso corporeo) con alimenti solidi a base di carboidrati a basso indice glicemico. La sintesi del glicogeno è 8

9 favorita in questa fase dal grande afflusso di sangue che rende le cellule muscolari più sensibili all azione dell insulina favorente la sintesi del glicogeno. Perdite idrico-saline Qualunque tipo di bevanda (non alcolica) può andare bene ma l'ideale è usare bevande con integratori idrico-salini con l'aggiunta anche di zuccheri. L'assunzione di carboidrati, di acqua e sali minerali favorisce l'eliminazione delle scorie metaboliche e di conseguenza la correzione dell'acidosi metabolica. Metodologia di alimentazione di un karateka in fase di gara Una volta stabilito il fabbisogno energetico giornaliero occorre impostare la dieta. L alimentazione migliore è quella che si rifà al modello mediterraneo dove l apporto glucidico sarà del 55-65%, del 20-30% quello dei lipidi e del 10-15% quello delle proteine. L assunzione di alcol è consentita ma dovrà essere moderata. E consigliabile assumere nell arco della giornata almeno 2-2,5 litri d acqua. Inoltre è opportuno distribuire l assunzione di cibo in tre pasti principali e due spuntini a metà mattino e a metà pomeriggio. La colazione sarà la classica all italiana con latte, pane, biscotti secchi, burro e marmellata, aggiungendo eventualmente uova o prosciutto per garantire il 20-25% dell apporto energetico giornaliero. Il pranzo sarà suddiviso in un primo di pasta, un secondo di carne o pesce o uova o latticini, pane, verdura e frutta. La cena sarà impostata in modo simile, aumentando leggermente le quantità rispetto al pranzo. Gli spuntini saranno a base di frutta. ALIMENTAZIONE NEL GIORNO DI GARA 9

10 L energia necessaria all organismo per svolgere le sue attività deriva principalmente dai glucidi e dai lipidi che possono essere immagazzinati nei muscoli, nel fegato e nel tessuto adiposo, mentre le proteine contribuiscono alla spesa energetica soprattutto in condizioni metaboliche particolari. Durante il riposo la maggior parte dell energia utilizzata deriva dai grassi mentre nelle fasi iniziali di un intenso esercizio fisico sono i carboidrati che forniscono energia; col perdurare dell esercizio che porta ad un esaurimento delle riserve di zuccheri immagazzinati come glicogeno nel fegato e nei muscoli, le necessità energetiche vengono coperte sempre più dai lipidi che risultano però un carburante meno efficace e comunque non in grado di mantenere lo stesso livello di intensità dell esercizio. Una caratteristica dell allenamento è quella di aumentare il glicogeno muscolare e quindi di ritardare la riduzione del rendimento muscolare e la comparsa della sensazione di fatica. Sempre allo scopo di risparmiare i depositi di glicogeno, il pasto pre-gara dovrà essere prevalentemente glucolipidico, non abbondante e costituito per il 60-65% da zuccheri complessi (pasta), per il 10% di proteine e per il restante 25-30% di lipidi. Del tutto sbagliato è l uso di mangiare bistecca e insalata prima dell impegno sportivo, perché una simile abitudine diminuisce in realtà le prestazioni atletiche. L obiettivo nella impostazione della dieta sarà quello di fornire un sufficiente quantitativo di energia, evitando il più possibile stati di carenza energetica e senza provocare disturbi digestivi; inoltre sarà necessario un intervallo almeno di tre ore tra il pasto e l esercizio fisico perché il processo digestivo sia completato, e per non provocare un eccessivo afflusso di sangue negli organi della digestione a scapito dei muscoli nel momento del maggiore bisogno energetico. Nell attesa della gara è consigliato bere un bicchiere d acqua con un cucchiaino di zucchero o glucosio o miele (250 ml con 10 g di glucidi). Durante la gara se l impegno non supera i 45 minuti non è necessaria alcuna integrazione, diversamente se la prova si prolunga è necessario consumare da 20 a 80g di zuccheri per ogni ora successiva i primi 45 minuti. Importantissimo è inoltre non arrivare mai a sentire la sensazione di sete perché questo è uno stimolo fisiologico che si 10

11 avverte solo quando l acqua circolante libera (circa 2 litri) è stata esaurita, col rischio di andare incontro ad una pericolosa disidratazione. L ideale è quindi bere, a piccoli sorsi, acqua moderatamente zuccherata con glucosio o maltodestrine. Col caldo, per compensare la maggiore perdita idrosalina, sarà opportuno somministrare soluzioni saline moderatamente zuccherate. Le linee guida per una sana alimentazione I consigli alimentari di seguito riportati non vogliono rappresentare una prescrizione, ma un'indicazione a seguire un'alimentazione equilibrata e variata, tale da permettere una migliore efficienza nell'ambito delle proprie capacità fisiche e della propria personale abilità tecnica. Le linee guida per una sana alimentazione dovrebbero rappresentare una regola comportamentale valida per tutti gli individui, eccole di seguito elencate: - più cereali, legumi e frutta - grassi: scegli la qualità e limita la quantità - zuccheri, dolci e bevande zuccherate nei giusti limiti - bere ogni giorno acqua in abbondanza - il sale? Meglio poco - bevande alcoliche? meglio evitarle - varia spesso le tue scelte a tavola Un problema importante per chiunque pratichi sport è quello della corretta ripartizione dei pasti durante la giornata, sono consigliabili tre pasti principali e due spuntini. È indispensabile pertanto fare una buona prima colazione che possa coprire il 20/25% del totale delle calorie giornaliere, è possibile scegliere tra latte o yogurt o te o caffè d'orzo accompagnati da pane o cornflakes o biscotti secchi o pane con marmellata o una fettina di torta. Evitare l'uso eccessivo di zucchero, biscotti farciti, brioche, creme di cioccolato e così via. Per gli spuntini, la scelta ideale è tra la frutta, lo yogurt, un gelato (meglio se a base di frutta) o the con biscotti secchi. 11

12 Il pranzo o la cena (consumati in tranquillità) possono essere per esempio costituiti da una porzione di pasta o riso conditi in modo leggero e accompagnati da una porzione di verdura. Le varianti comunque possono essere molte altre, tenendo presente l'opportunità di scegliere un pasto che sia costituito prevalentemente da carboidrati, pochissimi grassi e una quantità moderata di proteine (carne o pesce o formaggio o uova) per non allungare l'impegno digestivo. I carboidrati sono l'unico nutriente che garantisce energia immediata e con il minor dispendio di ossigeno, inoltre garantiscono la concentrazione mentale e la velocità di reazione. Una norma generale è quella di non iniziare un allenamento prima che siano trascorse 2,5/3 ore dall'ultimo pasto e possibilmente non mettersi a tavola prima che sia trascorsa 1 ora dalla fine dall'allenamento. Nel primo caso infatti gran parte del sangue non sarebbe disponibile per i muscoli in quanto impegnato a livello gastrico, nel secondo caso perché occorre tempo prima che il sangue torni agli organi della digestione (stomaco e intestino). Le bevande zuccherine lasciano lo stomaco in circa 15/30 minuti, il latte, lo yogurt in circa 1/2 ore, pasti leggeri a base di riso con verdure o pesce, minestre in brodo o pasta al pomodoro poco condita, in 2/3 ore pasti completi con carne, patate, verdure, pasta al ragù anche 3/4 ore ed oltre, se i cibi sono ricchi di grassi. L'assunzione di liquidi deve avvenire durante lo sforzo fisico (allenamento e gara) in piccole quantità e ad intervalli regolari. Come bevanda è consigliabile l'acqua, le bevande gassate e zuccherate sono da evitare. È ovviamente sconsigliato ricorrere a bevande ghiacciate ed eccedere in bevande nervine (contenenti caffeina). Anche nel momento della reidratazione occorre soprattutto acqua, the molto leggeri e poco zuccherati, centrifugati di frutta e/o verdure. Bevande con integratori (ai quali è possibile ricorrere solo nei periodi di intenso allenamento e di notevole calura), poiché contengono 12

13 un elevata concentrazione di zuccheri e sali rallentano l'assorbimento della preziosissima acqua. Non esiste pertanto nulla che possa sostituire l'acqua e di una dieta adeguata per mantenere il livello necessario di elettroliti nell'organismo. Per un atleta (ragazzo o adulto) che pratica la disciplina del karate è opportuno privilegiare nella quota calorica giornaliera i carboidrati e assicurare un giusto apporto di proteine e limitare i grassi. Il modo più semplice e sicuro per garantire in misura adeguata l'apporto di tutte le sostanze nutritive indispensabili è quello di variare il più possibile le scelte e di combinare opportunamente i diversi alimenti, poiché non esiste un alimento completo. Da un punto di vista pratico la traduzione di queste indicazioni nella dieta di tutti i giorni può essere più facile se si raggruppano i diversi alimenti secondo le loro caratteristiche nutritive principali. I cinque gruppi degli alimenti Gruppo dei cereali e tuberi : Pane, pasta, riso, mais, avena, orzo, farro e patate forniscono carboidrati che rappresentano la più importante fonte di energia facilmente utilizzabile, apportano vitamine del gruppo B e anche proteine che se unite a quelle dei legumi (ceci, fagioli, lenticchie, piselli) sono paragonabili a quelle di origine animale. Gruppo frutta e ortaggi: Rappresentano una fonte importantissima di fibre, di provitamina A (carote, peperoni, pomodori, albicocche, meloni), di vitamina C (agrumi, fragole, kiwi, pomodori, peperoni). Da sottolineare anche la rilevante presenza di componenti (antiossidanti e altri) che svolgono una preziosa azione protettiva contrastando la formazione di sostanze potenzialmente tossiche per il nostro organismo. 13

14 Gruppo latte e derivati: Forniscono in particolare calcio altamente assimilabile, proteine, vitamine. Sono da preferire i formaggi meno grassi. Gruppo carne, pesce e uova: Forniscono proteine di alta qualità, oligoelementi (ferro, zinco), vitamine del gruppo B. Da preferire le carni magre il pesce. Gruppo dei grassi: Costituiscono una fonte concentrata di energia e quindi il loro utilizzo deve essere contenuto, apportano anche vitamine liposolubili e acidi grassi essenziali (indispensabili). Preferire olio extravergine di oliva, limitare il burro, escludere gli alimenti che contengono genericamente la dicitura "grassi vegetali" o peggio ancora "grassi vegetali idrogenati". La piramide alimentare di seguito proposta rappresenta schematicamente un'ulteriore indicazione a seguire un'alimentazione corretta 14

15 Nella cura della propria alimentazione è bene considerare alcuni fattori importanti: innanzitutto i tempi di digestione che variano a seconda del tipo di alimento consumato: i glucidi sono i primi ad essere digeriti, seguono le proteine e infine i lipidi. Altra cosa da tenere in considerazione è che il tubo digerente è praticamente sempre in attività e in particolare dopo il pasto raramente lo stomaco è vuoto prima di 3 ore e l intestino tenue è ancora attivo 6 ore dopo. Inoltre i metodi di cottura possono influenzare la velocità di digestione. Per la carne la cottura alla griglia, allo spiedo o in frittura la rende meno digeribile, mentre la cottura tipo bagnomaria, stufato o stracotto la rende più morbida e digeribile anche se i lunghi tempi di cottura determinano una maggiore perdita nutritiva. Agnello e maiale sono le 15

16 carni più digeribili. La cottura tipo roastbeef, senza bruciature, assicura un valore nutritivo elevato. La frittura è quella che comporta una maggiore perdita di valore nutritivo e un tempo di digestione più lungo, dovuto anche al grasso utilizzato per friggere. Per le verdure è conveniente la cottura a vapore o comunque in poca acqua e per tempi limitati e, quando possibile, con la buccia. Le cotture a vapore, in pentola a pressione e a microonde sono le migliori per conservare il valore nutritivo degli alimenti. La cottura ideale per le uova è alla coque perché l albume risulta più digeribile cotto mentre il tuorlo lo è crudo. Per mantenere le vitamine e le proteine del latte è bene non farlo bollire ma berlo appena tiepido. Concludo dicendo che bisogna ascoltare il proprio corpo, e non dovere mangiare per forza prima di andare ad allenarsi, ritengo sia necessario evitare di praticare sport durante la digestione in quanto l allenamento con digestione in corso può causare problemi anche gravi, come ad esempio una indigestione o addirittura una congestione se la palestra o il Dojo è dotato di aria condizionata. Parlo con cognizione di causa in quanto proprio settimana scorsa mentre ero in palestra con il Maestro Bertarini, mio figlio mi telefona verso le 14,00 dicendomi : Papà sto male portami in ospedale. Mi precipito da lui preoccupato e mentre lo porto in ospedale mi racconta che la mattina alle 09,00 ha fatto colazione e verso le 12,00 è andato in palestra dove fa pesistica; e in questa, che è dotata di aria condizionata, durante l'allenamento si accorge che inizia a non sentirsi bene, iniziano a venirgli dei conati di vomito fino ad avere ripetuti episodi di vomito e a sudare freddo. Dopo aver rimesso tutta la colazione vomita bile. I dottori dell ospedale che lo hanno visitato hanno detto che si è trattato di una congestione, e questo per non avere ascoltato le mie raccomandazioni di non mangiare prima di andare in palestra o tutt al più di andarvi lontano dai pasti, dopo almeno 4/5 ore; a tal proposito ricordo che quando ero un bimbo e con la famiglia andavo al mare o con gli amici in piscina, mi arrabbiavo ogni qualvolta (cioè sempre!) mia madre mi ripeteva mi raccomando Gaetano, fai il bagno dopo 4 16

17 ore che hai mangiato e lei, se era presente, mi controllava attentamente affinché io non entrassi in acqua. Adesso capisco le preoccupazioni di un genitore, e penso che ora lo abbia capito anche mio figlio. C.N. 3 Dan Aspirante Maestro Ferreri Gaetano 17

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