Ricetta Bollito misto (pentola a pressione)

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Transcript:

Ricetta Bollito misto (pentola a pressione) Questo piatto tradizionale della cucina italiana viene preparato molto velocemente in pentola a pressione in modo che possa essere preparato anche da chi ha poco tempo a disposizione. 1 litro ed un quarto di acqua fredda 700 gr. di muscolo o di cappello di prete di manzo 300 gr. di biancostato 1 cipolla rossa grande 2 carote medie 1 gambo di sedano sale q.b. 1 chiodo di garofano Pela e stecca la cipolla rossa con un chiodo di garofano.pulisci e lava le carote ed il sedano. Metti l acqua fredda nella pentola a pressione, ma senza coperchio, con il sale e porta ad ebollizione. Quando l acqua bolle, unisci tutta la carne di manzo e le tutte le verdure. Chiudi la pentola e alza la fiamma. Quando sibila abbassa la fiamma e calcola 45 minuti di cottura. Terminata la cottura spegni il fuoco, fai uscire il vapore poi estrai la carne e mettila su di un piatto da portata. Porta in tavola accompagnando con sottaceti, sott oli, salse e con una fresca insalata mista. Ricetta Burro di arachidi

Un abitudine tutta americana sta facendosi spazio nella nostra cucina. Ecco come preparare il buonissimo burro di arachidi fatto in casa: attenzione a grassi e calorie! 2 tazze di arachidi 3 cucchiai di olio di arachidi 1 cucchiaino di sale Tritare finemente le arachidi, quindi aggiungere l olio e frullare tutto insieme finchè si sarà ottenuta la consistenza voluta. Ricetta Mozzarella in carrozza La mozzarella in carrozza è una tipica ricetta campana, molto usata anche nel Lazio: un gustoso antipasto fritto composto da fette di pane in cassetta dal ripieno di filante mozzarella passate nel la farina, nell uovo e poi fritte. Questa pietanza va consumata con moderazione, ma non concedersela ogni tanto, sarebbe davvero un peccato! Per realizzare la mozzarella in carrozza, sarebbe appropriato utilizzare preferibilmente mozzarella di bufala oppure fiordilatte. Vi proponiamo qui le due versioni più diffuse: quella campana si prepara con mozzarella di bufala mentre quella romana con fiordilatte acciughe e prosciutto. La mozzarella in carrozza è un antipasto sfizioso, per gustarla al meglio servitela ben calda! 1 Mozzarella grande (circa 600 grammi) 8 fette sottili di pane o pancarrè

2 uova 1/2 bicchiere di latte Un pizzico di sale Affettare la mozzarella (spessore: un pà meno di 1 centimetro) e far scolare in frigo dentro a un colino. Prendere il pancarré e tagliarli via i bordi. Versare qualche cucchiaio di latte sulle fette di pancarré e quindi metterci in mezzo una fetta di mozzarella. Unirle e passarle nell uovo sbattuto e quindi friggerle nell olio bollente (consigliato olio di arachidi). Ricetta Passato di ceci Una ricetta semplice e gustosa, perfetta per gli amanti dei ceci. I ceci hanno la proprietà di abbassare i livelli del colesterolo cattivo nel sangue e di conseguenza hanno un ruolo protettivo nei confronti del cuore. Le motivazioni di questi effetti benefici avviene grazie alla presenza di magnesio e di folato; quest ultimo infatti sembra avere la proprietà di abbassare i livelli di un aminoacido (omocisteina) che, quando presente in quantità eccessiva nel sangue, aumenta la possibilità di infarto e di ictus. 300 gr. di ceci cotti 2 cucchiai di olio evo 2 spicchi d aglio 1 rametto di rosmarino fresco Sale q.b. Lasciate in ammollo i ceci per 12 ore. Prendete una pentola e mettete un filo di olio, l aglio, il rosmarino e lasciate un po sul fuoco; succesivamente aggiungete i ceci, un pizzico di sale e lasciate rosolare per qualche minuto alla fine aggiungete 1 litro e mezzo di acqua. Lasciate cucinare per circa 1 ora e 1/2 (nella pentola a pressione 1 ora) A fine cottura levate gli odori, un paio di mestoli di ceci, un po di acqua (se ne è troppa) e frullate il restante. Impiattate aggiungendo un po di ceci non frullati e condite con un filo di olio e.v.o Variazioni Per un piatto piu goloso (ma anche piu calorico) aggiungete dello speck tagliato a cubetti ripassato in padella.

Ricetta Zuppa di ceci e baccalà La squisitezza dei ceci si unisce al sapore del baccalà. E una ricetta imperdibile, la zuppa di ceci e baccalà! Servita ben calda e con dell ottimo pane abbrustolito, ve la ritrovate di sicuro nel paradiso dei vostri piatti preferiti di sempre.insomma, se vi piacciono i legumi e non potete fare a meno della bontà del pesce, questa è la ricetta che fa per voi. Provare per credere! 200 gr. di baccalà ammolato e pulito 100 gr. di ceci secchi (200 g di ceci cotti) 100 gr. di Peperoni rossi, dolci 80 gr. di pane abbrustolito 1 cucchiaio di salsa di pomodoro 1 cucchiaio di olio e.v.o 1 spicchio d aglio 1 foglia di alloro Mettere a bagno per una notte i ceci con mezzo cucchiaio di bicarbonato. In una pentola cuocere i ceci con 2 litri e 1/2 di acqua fredda, per circa 1 ora e 45 minuti. Cuocerli a fuoco medio e a metà cottura inserire la foglia di alloro, mezzo cucchiaio raso di sale e il cucchiaio abbondante di salsa di pomodoro. Spegnere quando è cotto. Intanto, lavare, pulire, tagliare il peperone a cubetti. Pulire e sbriciolare in baccalà. In una padella bella grande soffriggere uno spicchio d aglio, il peperone rosso tagliato a cubetti e il baccalà sbriciolato senza spine. Cuocere per 15 minuti circa. Quando il baccalà e i peperoni sono cotti aggiungere i ceci e cuocere per altri 10 minuti tutto insieme. Aggiungere a proprio piacimento il peperoncino e servire ben caldo con pane abbrustolito o in alternativa crostini. Variazioni Per pulire con facilità il baccalà, consiglio di lessare in acqua bollente per 3 minuti il pezzo di baccalà ammollato. Dieta e menu per disfagia

Il termine disfagia deriva dal greco antico e indica una difficoltà a deglutire. Tale difficoltà può manifestarsi per i cibi liquidi, per i solidi o per entrambi. La disfagia può essere associata a numerose patologie, soprattutto di tipo vascolare (come ictus, vasculopatia cerebrale dell anziano), neurologiche (come malattia di Parkinson, SLA, Sclerosi Multipla) o neoplasie del collo (ad esempio dell esofago o della trachea). Esistono differenti gradi di disfagia (lieve-moderata-grave) e non sempre è facile da riconoscere e diagnosticare. In alcuni casi la difficoltà a deglutire è evidente, ma in alcuni pazienti si manifestano solo sintomi aspecifici come: tosse durante i pasti; modificazioni della voce che diventa umida e rauca; sensazione di corpo estraneo in gola. In alcuni pazienti, quando il riflesso della tosse è ridotto o assente, la disfagia può essere addirittura asintomatica. Per diagnosticare la disfagia è necessario un attento esame obiettivo, in alcuni casi associato ad un esame strumentale, come la video fluoroscopia per lo studio della deglutizione. Se non trattata correttamente, la disfagia può provocare complicanze anche gravi, tra le quali ricordiamo: Calo ponderale e malnutrizione per difetto, dovute al fatto che il paziente non introduce i nutrienti e l energia necessari al proprio fabbisogno. Disidratazione, poiché il paziente non introduce adeguate quantità di liquidi. Polmoniti ab ingestis. Se il cibo viene aspirato nelle vie aeree anziché essere incanalato correttamente nell esofago, può causare infezioni delle vie respiratorie molto gravi e difficili da curare. Nei casi più gravi, l aspirazione del cibo può causare soffocamento La gestione dietetica del paziente con disfagia dovrebbe avere come obiettivi il mantenere un adeguato stato nutrizionale e il garantire sicurezza durante l alimentazione. Sarebbe consigliabile che la disfagia venisse trattata da parte di un equipe

polispecialistica, composta da: logopedista (che si occupa della rieducazione funzionale delle capacità deglutitorie), dietista (che si occupa della qualità e modificazione della dieta), infermiere e naturalmente dal medico di riferimento, che si occupa anche della malattia di base a cui è associata la disfagia. RACCOMANDAZIONI DIETETICHE GENERALI Modificare la consistenza del cibo e dei liquidi, prestando attenzione alle caratteristiche fisiche degli alimenti quali coesione, omogeneità, viscosità e dimensione del boccone. Tutti gli alimenti dovrebbero essere sufficientemente morbidi da poter essere assunti col cucchiaio. La consistenza semisolida deve essere ottenuta per tutti gli alimenti, realizzando così diete varie, appetibili e complete che forniscano l energia e i nutrienti necessari per l organismo. Se questa indicazione non viene seguita correttamente, la dieta rischia di diventare monotona e possono svilupparsi delle carenze. Frazionare l alimentazione nel corso della giornata in tanti pasti poco abbondanti per prevenire un immediata sensazione di sazietà e quindi evitare che il paziente non raggiunga il suo fabbisogno nutrizionale In presenza di disfagia per i liquidi utilizzare acqua gelificata o polveri addensanti presenti in commercio. Tali polveri possono essere aggiunte a tutti i liquidi, caldi e freddi (acqua, brodo, tè, latte, succo di frutta). I liquidi, per essere deglutiti correttamente, dovrebbero essere addensati fino ad avere la consistenza di un budino. I tre capitoli che seguono indicano gli alimenti non consentiti, consentiti con moderazione, consentiti e consigliati in caso della patologia indicata. Nel seguire le indicazioni si deve però tenere conto che, per ottenere una corretta ed equilibrata alimentazione che fornisca all organismo tutti i nutrienti di cui necessita, occorre assumere la giusta quantità (porzione) dell alimento e rispettare le frequenze con le quali alcuni alimenti debbono essere consumati, giornalmente o settimanalmente, all interno di uno schema alimentare personalizzato. L alimentazione della giornata deve rispettare il bilancio energetico di ciascuno e l energia introdotta deve essere uguale a quella spesa per non aumentare il rischio di sovrappeso, obesità ma anche

di malnutrizione. ALIMENTI NON CONSENTITI Pastina in brodo, minestrone con verdure a pezzi, gelato con nocciole, yogurt con pezzi di frutta e altri alimenti in cui coesistano la consistenza solida e liquida. Biscotti e crackers friabili, che si possano sbriciolare. Riso, mais, pasta in formati piccoli. Gnocchi e altri cibi appiccicosi che aderiscano al palato. Verdure filamentose come finocchio, carciofo, fagiolini con filo; buccia della frutta, uva e altri alimenti fibrosi. Frutta secca e caramelle se dure e compatte. Polveri come cannella e cacao. Alimenti speziati, pepati o piccanti perché potrebbero indurre tosse e quindi compromettere la deglutizione. ALIMENTI CONSENTITI CON MODERAZIONE Besciamella, panna o salse (come la maionese), in base alle preferenza del paziente, da utilizzare per rendere i bocconi morbidi e facili da deglutire agiscono da lubrificanti. Fecole, amido di mais, gelatine, tuorlo d uova sono addensanti naturali e aggiunti a cibi e bevande ne migliorano la consistenza. ALIMENTI CONSENTITI E CONSIGLIATI Semolino, crema di riso, purè o patate lesse in sostituzione di pasta e riso. Carne trita (ad esempio in polpetta o hamburger); pesce morbido, formaggi cremosi o uova come secondi piatti. Verdure non filamentose ben cotte o in passato di verdura. Frutta frullata o in mousse. Yogurt senza pezzi di frutta, latte addensato con biscotti granulari per la colazione. Budini, semifreddi e gelati come dessert. Flan o sformati di consistenza sicura per la deglutizione. CONSIGLI PER ADDENSARE GLI ALIMENTI :

Fate attenzione quando aggiungete gli addensanti ai liquidi. Procedete sempre gradualmente, evitando di aggiungere grandi quantità in una sola volta. Alcuni agenti hanno un effetto addensante quasi immediato, altri possono avere un effetto graduale che dura vari minuti, nel qual caso il cibo rischia di diventare troppo denso. Quando aggiungete gli addensanti, per evitare che si formino grumi, mescolate il liquido e l addensante in un contenitore con tappo e agitate piuttosto che mescolare. I liquidi addensati non sempre dissetano a sufficienza, pertanto dovrete assicurarvi che i pazienti bevano a sufficienza per rimanere idratati. Curate l aspetto edonistico di ciò che viene offerto al paziente, il cibo deve avere anche un aspetto invitante. Gli addensanti sono: gelatine, amidi di mais come la maizena, la fecola di patata, gli alginati, le fibre solubili come lo psyllium, l agar agar, la farina di guar e il glucomannano. Esistono in commercio anche pasti pronti e nutrizionalmente completi, già presenti in commercio, con la consistenza adatta per il paziente disfagico. Si tratta di polveri da ricostituire con acqua o brodo oppure di piatti già pronti, da scaldare al microonde o a bagnomaria. REGOLE COMPORTAMENTALI Mangiare in posizione seduta, con le braccia comodamente appoggiate ai braccioli della sedia e con il tronco retto. Piegare la testa in avanti e abbassare il mento verso il torace durante la deglutizione. Per favorire questa posizione, portare il cucchiaio alla bocca dal basso. Mangiare in ambiente tranquillo e poco rumoroso, lentamente e con attenzione (evitando di parlare o guardare la televisione durante i pasti). Deglutire a vuoto tra un boccone e l altro. Ogni tanto eseguire piccoli colpi di tosse, per controllare la presenza di cibo in gola. Presentare il cibo in piccole porzioni alla volta e magari in piatti non molto grandi, serve per evitare che il paziente si scoraggi e perda l appetito. Eventualmente può essere sempre

aggiunto altro cibo qualora lo desideri Monitorare il peso corporeo per prevenire la malnutrizione. Qualora non fosse possibile rilevarlo (pazienti allettati o con difficoltà nel salire sulla bilancia) valutare visibilmente una eventuale variazione (indumenti più larghi, cinture allacciate più strette, ecc.). Mantenere un accurata igiene del cavo orale, evitando ristagni di cibo, muco e saliva che potrebbero compromettere la deglutizione e favorire l insorgenza di infezioni. Avvertenze: i consigli dietetici forniti sono puramente indicativi e non debbono essere considerati sostitutivi delle indicazioni del medico, in quanto alcuni pazienti possono richiedere adattamenti della dieta sulla base della situazione clinica individuale. Esemplificazioni dietetiche settimanali per paziente disfagico Vengono di seguito forniti possibili schemi dietetici relativi alle disfagie di fase 1, 2, 3 e 4 Terapia nutrizionale Lo scopo di una corretta terapia nutrizionale è quella di impedire la malnutrizione e ridurre il rischio di ab ingestis, con il quale si indica il fenomeno per cui i cibi, solidi o liquidi, sono aspirati nelle vie aeree, provocando polmoniti e altre infezioni delle vie respiratorie. Da un punto di vista dietetico riscontriamo la presenza di 3 tipi di disfagie. DISGFAGIA DI TIPO I Caratterizzata da ridotta masticazione, difetto del transito orale e nella deglutizione. Gli alimenti devono essere di consistenza semisolida tipo creme, budini, gelati. L acqua va somministrata solo se gelificata, non va mai assunta allo stato liquido come nessun liquido. A tale scopo sono presenti in commercio prodotti addensanti o acque gelificate già pronte all uso. E possibile utilizzare anche la comune gelatina alimentare. In questo tipo di disfagia sono da evitare il pane, riso, la carne trita e il minestrone. Sono raccomandati: latte e latticini: latte gelificato, yogurt, formaggi cremosi tipo robiola verdure: passate in purea legumi: passati in purea minestre: cremose pane e cereali: creme di cereali, pane in cassetta, morbido, pasta molto cotta frutta: passata o in purea senza semi, né bucce carne: frullata uova: affogate o strapazzate dolci: gelati, creme, budini, frappè DISFAGIA DI TIPO II

Caratterizzata da difetto nel transito faringeo. Gli alimenti devono essere di consistenza morbida. I liquidi possono essere somministrati facendo attenzione nelle fasi iniziali. Evitare i cibi croccanti e poco compatti come biscotti e fette biscottate. Sono raccomandati: latte e latticini: latte addensato o gelificato, yogurt verdure: passate in purea legumi: passati in purea minestre: filtrate o passate pane e cereali: creme di cereali, pane in cassetta, morbido, pasta molto cotta frutta: passata o in purea senza semi, né bucce carne: omogeneizzata sughi: sughi passati, maionese uova: in camicia dolci: gelati, creme, budini, frappè DISFAGIA DI TIPO III Caratterizzata difetto del transito faringeo o esofageo per ostruzione, diminuita capacità di masticazione. Il paziente è in grado di masticare il cibo ma deve diluirlo. La consistenza deve essere liquida o semiliquida. I liquidi sono tollerati. Sono raccomandati: latte e latticini: tutti sono tollerati verdure: cotte legumi: senza buccia minestre: ben cotte, non filacciose, pezzi piccoli pane e cereali: creme di cereali, pane in cassetta, morbido, pasta molto cotta frutta: fresca o in scatola pezzi piccoli carne: pezzi piccoli e teneri uova: tutti i tipi di preparazione dolci: tutti E possibile modificare il sapore degli alimenti attraverso alcuni accorgimenti, primo fra tutti l utilizzo di aromatizzanti artificiali o naturali come le essenze di erbe (salvia, rosmarino, origano, timo) o le spezie (cannella, peperoncino, zafferano). Anche olio e zucchero possono essere considerati aromatizzanti. Consigli pratici per il paziente disfagico 1. Non mangiare coricati ma in posizione eretta e seduta. Piegare la testa in avanti e abbassare il mento verso il torace durante la deglutizione. 2. Mangiare lentamente facendo attenzione a non assumere grandi quantità di cibo, sono meglio i pezzi piccoli. 3. Deglutire due o tre volte ogni boccone, bere servendosi di una cannuccia. 4. La giornata dovrebbe essere di 5 o 6 piccoli pasti per evitare un immediata sensazione di sazietà. 5. L ideale sono due piatti a pasto principale : 1 piatto unico e la purea di frutta ad esempio. 6. Consumare piatti che di consistenza omogenea, più facili da deglutire. 7. O si mangia o si parla: evitare di parlare mentre si mangia e assicurarsi che la bocca sia vuota prima di mangiare il boccone successivo. 8. Ogni tanto eseguire dei colpi di tosse, per controllare la presenza di

cibo in gola. 9. Dopo il pasto restare in posizione eretta per almeno 20 minuti. 10. Ricordare che il consumo di liquidi freddi può favorire una migliore deglutizione. 11. Mantenere un accurata igiene del cavo orale, evitando ristagni di cibo, muco e saliva che potrebbero compromettere la deglutizione e favorire l insorgenza di infezioni. 12. Valutare sempre anche il ristagno di secrezioni all interno delle fosse nasali, che può provocare una respirazione nasale difficoltosa, soprattutto durante l alimentazione. Evitare ambienti secchi, controllare l umidità ed eventualmente umidificare l ambiente in modo che le secrezioni nasali non secchino ed, eventualmente, rimuoverle prima di iniziare ad alimentarsi 13. E molto importante l aspetto psicologico, cercare di stare tranquilli, in un ambiente sereno e confortevole. Prendersi tutto il tempo che ci vuole Gli alimenti solidi o semisolidi devono avere le seguenti caratteristiche: Omogeneità. Viscosità (ovvero la capacità di scivolare). Dimensioni del boccone che variano a seconda del tipo di disfagia: se si tratta di disfagia orale il boccone dovrà essere piccolo, in caso di disfagia faringea dovrà essere grosso. Compattezza. Attenzione alla disidratazione, utilizzare anche acqua gelificata. ESEMPIO DI ALIMENTAZIONE PER DISFAGICI Colazione: Caffè o tè addensato + budino di riso o avena Metà mattina: Succo o latte addensato, yogurt intero alla frutta ma senza pezzetti, acqua gelificata Pranzo: Crema di verdure, purè di patate, purè di spinaci, purea di frutta Metà pomeriggio: Caffè o tè addensati, torta morbida e biscotti, acqua gelificata Cena: Minestra addensata, purea di carne con purè di patate, verdure poco bollite, frutta (banana o frutta cotta). Dopo cena: Succo addensato AVVERTENZA: Questo sito ha carattere di divulgazione culturale e informativa, necessariamente generale. Le informazioni contenute, pur basate sugli studi scientifici citati, non sostituiscono il consulto personalizzato del professionista pratico, dietologo o medico. Il lettore non è autorizzato a considerare gli articoli qui contenuti come consulti medici, né a prenderli a pretesto per curarsi da sé. Fish and chips

Il fish and chips è un piatto tipico della cucina britannica. Consiste in filetto di pesce bianco (solitamente gadidi come il merluzzo o l eglefino) fritto in pastella e attorniato da abbondanti e spesse patatine, anch esse fritte, scelte tra le cultivar farinose Maris Piper, King Edward o Desirée. Viene servito con una spruzzata di sale e di aceto (solitamente di malto) e molto spesso è accompagnato anche da altre pietanze, spesso piselli (bolliti in modo particolare a formare una zuppa grumosa). È un piatto molto diffuso anche in Australia, Nuova Zelanda, Sudafrica e Stati Uniti. Merluzzo filetti 500 gr. Patate 500 gr. Per la pastella Uova 1 tuorlo Farina tipo 00 50 gr. Farina di mais fioretto 70 gr. Latte 200 ml Paprika 1 pizzico Lievito di birra disidratato 6 gr. (18 gr. se fresco) Per la purea di piselli Scalogno 1 Menta fresca 8 foglioline Sale q.b. Brodo vegetale 70 ml Piselli 300 gr. Olio di semi 1 filo Per friggere Olio di semi per friggere 500 ml Per preparare il fish and chips iniziate dalla pastella che dovrà lievitare: sciogliete il lievito di birra in 3 cucchiai di latte tiepido, mescolate e lasciatelo riposare una decina di minuti al caldo. Mettete poi tutti gli altri ingredienti in una ciotola abbastanza capiente: la farina bianca, il fioretto di mais setacciate, un pizzico di peperoncino, un rosso d uovo e una punta di lievito in polvere e il resto del latte a temperatura ambiente. Con una frusta, miscelate per bene gli ingredienti, quindi aggiungete per ultimo il lievito di birra disciolto nel latte e mezzo cucchiaino di sale. Coprite il recipiente con pellicola trasparente e lasciate fermentare la pastella per 1 ora e mezza in un ambiente caldo e senza correnti d aria. Nel frattempo preparate la purea di piselli; sgranate i piselli freschi, poi tritate finemente lo scalogno e sciogliete in un tegame il burro. Versate lo scalogno tritato nel tegame e fatelo appassire per qualche istante; unite poi i

piselli e le foglioline di menta. Per favorire la cottura e insaporire, versate un mestolo di brodo vegetale e fate stufare i piselli per 10-15 minuti. Quando saranno pronti, togliete i piselli dal fuoco, tenetene da parte un paio di cucchiai e frullate i restanti; aggiustate di sale e poi con un mestolo di legno incorporate alla purea i piselli messi da parte. Preparate le chips: pelate le patate e tagliatele per il lungo, in modo da ottenere dei bastoncini dello spessore di circa 1-1,5 cm; sciacquatele per bene sotto acqua corrente per togliere l amido in superficie e asciugatele completamente con un panno da cucina. Infine, preparate il fish : tagliate i filetti di merluzzo in rettangoli di circa 8-10cm di lunghetta e 4 cm di spessore. Ora potete friggere il fish and chips; in due padelle riscaldate l olio controllando con il termometro da cucina che non superi i 130-140. Friggete poche patate per volta per circa 4 o 5 minuti; questa prima frittura a bassa temperatura serve per cuocere l interno delle patate ma non deve renderle croccanti all esterno. Scolatele dal olio aiutandovi con una schiumarola e mettetele a scolare su un vassoio foderato con carta assorbente. Tenetele da parte perchè poi procederete ad una seconda frittura. Poi alzate la temperatura dell olio a circa 180, nel frattempo mettete i pezzi di merluzzo a bagno nella pastella (che avrà iniziato a fermentare) immergendoli con una pinza. Lasciateli qualche istante a mollo, poi scolatene un pezzo alla volta e gettateli nell olio bollente, 2-3 pezzi per volta per evitare che si attacchino l un l altro. Quando la pastella sarà dorata, scolate i filetti di pesce e poneteli su un vassoio foderato con carta assorbente; non prolungate troppo la cottura, poiché se il pesce friggerà prolungatamente, diventerà troppo secco, perdendo la sua fragranza. In ultimo, friggete per la seconda volta le patate, sempre poche alla volta, nello stesso olio usato per la cottura del pesce, finchè non saranno ben dorate e croccanti. Servite fish and chips ben caldo accompagnando il piatto con la caratteristica purea di piselli alla menta. Calascioni Si tratta di un antipasto fatto principalmente di formaggio, uova e salsiccia. Piatto tipico della grande arte culinaria romana..,ed a Sora in provincia di Frosinone, un antipasto

dai sapori forti e sinceri e soprattutto molto nutriente si tratta della ricetta dei Calascioni..Per la preparazione occorrono 30 minuti, mentre per la cottura 45 minuti. Gli ingredienti indicati sono per 4 persone. 125 gr. di parmigiano grattugiato 65 gr. di pecorino grattugiato 1 salsiccia 1 mazzetto di prezzemolo tritato 5 uova e 1 tuorlo 250 gr. di farina 1 cucchiaino di sugna 2 cucchiai di olio evo sale q.b. Mescolate in una terrina il parmigiano, il pecorino e la salsiccia tagliata a pezzetti. Aggiungete il prezzemolo tritato, 3 uova e mescolate bene per amalgamare il tutto. Con la farina, 2 uova, la sugna, l olio e il sale, preparate la pasta e stendetela in una sfoglia sottile, quindi ritagliatevi tanti dischi di circa 6 cm di diametro e mettete al centro di ciascun disco un poco dell impasto preparato. Richiudete i dischi farciti sovrapponendo altrettanti dischi vuoti e premete i bordi con le punta delle dita per sigillarli. Spennellate i Calascioni con il tuorlo, mettete in una teglia leggermente unta e cuoceteli nel forno già caldo a 200 C per 45 minuti. Buon appetito. Panna cotta

La Panna cotta è un tipo di budino italiano, ottenuto unendo panna, latte e zucchero, miscelandoli con colla di pesce e lasciando raffreddare il tutto. Si tratta di un dolce di origine piemontese, la cui data di nascita viene fatta risalire agli inizi del 900. Attualmente è diffuso in tutta Italia, dove viene generalmente servito con salsa ai frutti di bosco, caramello o cioccolato. Ricette simili a quella della panna cotta si possono trovare in Grecia, Francia e Inghilterra (blanc manger). In alternativa alla colla di pesce alcune ricette utilizzano come addensante l albume d uovo Colla di pesce 3 fogli (6 grammi) Panna liquida 500 ml Vaniglia 1 baccello Zucchero a velo 150 gr. La prima cosa che dovete fare è mettere a mollo i fogli di colla di pesce in acqua fredda per 10 minuti e tagliare nel senso della lunghezza la bacca di vaniglia. Mettete in un pentolino la panna, aggiungete la bacca di vaniglia incisa, lo zucchero al velo e scaldate a fuoco basso il tutto, ma senza far bollire; strizzate bene la colla di pesce e immergetela nella panna, quindi mescolate fin quando non si sia sciolta completamente. A questo punto, filtrate il composto per mezzo di un colino a maglie strette e preparate degli stampini individuali oppure uno stampo unico a cassetta; versateci dentro la panna cotta. Tenete la panna cotta in frigorifero per almeno 5 ore e, al momento di

servirla, immergete lo stampo per qualche secondo in acqua bollente, poi sformatela sul piatto da portata: servite al naturale, con caramello, con cioccolato fuso o con la guarnizione che più vi aggrada. Budino al cioccolato Un classico dolce al cucchiaio di facile esecuzione, ideale per merenda o come fine pasto. C è qualcosa che può tirarci su piu del cioccolato??io credo proprio di no se poi è sottoforma di budino il più classico dei dessert al cucchiaio allora la goduria è doppia. Prepararlo è davvero molto semplice, basteranno pochi minuti per un risultato eccezionale che piacerà molto anche ai più piccoli 1 litro di latte 5 cucchiai abbondanti di cacao amaro 10 cucchiai di zucchero 6 cucchiai di farina 1 scorza di limone Prendete un tegame e mettete a bollire il latte con la scorza di limone immersa. Ora prendete un recipiente e mescolate lo zucchero al cacao e la farina (setacciatela bene prima); quando il latte bolle, versate ora il composto (zucchero, cacao e farina) e mescolate senza sosta stando attenti a non far bruciare il fondo, continuate a mescolare fin quando non sarà denso; ora non resterà che prendere degli stampi e versare la crema, fate raffreddare e lasciate in frigorifero

almeno 12 ore per gustarlo al meglio. Crema al limone Un crema estiva e leggera, la crema al limone è perfetta per farcire torte, ma anche da servire al cucchiaio con qualche biscotto leggero! Una crema facile da fare e dal sapore davvero estivo! 1lt di succo di mela 2-3 cucchiaini di crema di mandorle bianca ( si trova così in commercio) 3-4 cucchiaini di malto di riso, di miglio, di frumento o di mais 5 cucchiai di agar agar in fiocchi succo e buccia grattugiata di 1 limone 1 pizzico di sale Unire al succo di mela l agar agar e il sale e portare a bollore, mescolando con una frusta. Bollire fino a quando i fiocchi non si saranno sciolti. Spegnere il fuoco e aggiungere il succo e la buccia grattugiata di limone. Far raffreddare il composto e frullarlo aggiungendo la crema di mandorle e il malto. Crema al mascarpone

La crema al mascarpone è una preparazione dolce che si prepara in vari modi ma in base alla ricetta è utilizzata per farcire torte, dolci e bignè. Infatti ci sono svariate ricette per fare la crema al mascarpone e queste cambiano a seconda degli ingredienti utilizzati per la sua preparazione e al tipo di consistenza e sapore che si vuole ottenere. Il modo più facile per preparare la crema al mascarpone è quello di aggiungere una certa quantità di zucchero a velo e lavorare i due ingredienti con le fruste fino ad ottenere una crema morbida e soffice. L altro modo prevede l utilizzo di altri ingredienti come le uova e zucchero semolato, da aggiungere al mascarpone per poi avere una crema morbida e gustosa simile a quella utilizzata per fare il tiramisù. Infine c è anche un altra ricetta in cui la crema al mascarpone si prepara senza uova che è simile alla prima preparazione che vi ho illustrato ma che si può aggiungere anche della panna montata per renderla più leggera. In ogni caso tale quantità deve essere inferiore a quella del mascarpone per non sovrastare il suo sapore. gr. 200 di mascarpone gr. 200 di zucchero 3 tuorli d uovo 2 albumi 1 bicchierino di rum In una terrina sbattere i tuorli d uovo con lo zucchero. Quando saranno diventati spumosi, aggiungere il mascarpone e il rum continuando a sbattere bene per amalgamare la crema. Montare a neve fermissima i 2 albumi e a cucchiaiate incorporarli alla crema mescolando con il cucchiaio di legno dall alto in basso per non smontare gli albumi. Sistemare la crema in coppette individuali o in un unica coppa e servirla dopo averla lasciata

raffreddare in frigorifero per qualche ora.