MODULO 1 UD2. Principi ed Istituzioni di Economia MACROECONOMIA

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1 MODULO 1 UD2 Principi ed Isiuzioni di Economia MACROECONOMIA 1

2 INDICE Macroeconomia: concei di base Inroduzione...3 Prodoo e reddio...4 La domanda aggregaa...7 Crescia e inflazione...7 Occupazione, disoccupazione e coso del lavoro Il credio La Monea...11 Il bilancio dello Sao, defici e debio pubblico Bilancia dei pagameni e posizione nea sull esero Quadro riassunivo di conabilià nazionale...22 Poliica economica...23 Riferimeni bibliografici

3 1 Macroeconomia: concei di base 1. Inroduzione La macroeconomia sudia il funzionameno del sisema economico a livello aggregao. 1 Napoleoni (1990) idenifica cinque ipi di sisemi economici diversi: (1) economia familiare (es. azienda agricola conadina auosufficiene all inerno della quale il prodoo è suddiviso sulla base di consueudini), (2) economia cooperaiva (es. insieme di individui che meono in comune le risorse, organizzano la produzione di comune accordo e suddividono il prodoo in pari uguali), (3) economia di puro scambio (es. insieme di aziende familiari o di imprese cooperaive che isiuiscono un mercao per lo scambio di prodoi finii, ma non del lavoro), (4) economia di mercao (vedi dopo), (5) economia pianificaa (i mezzi di produzione sono sorai alla proprieà individuale, produzione e disribuzione sono gesie direamene dalle auorià pubbliche mediane piani economici pluriennali). Nelle economie di mercao le persone offrono alle imprese, alla pubblica amminisrazione o ad alre persone l uso delle risorse che possiedono (forza lavoro, capiale finanziario, beni srumenali, beni immobili e fondiari) in cambio del pagameno di reddii (salari, sipendi, ineressi e rendie). Quesi reddii, al neo di impose, asse e rasferimeni a carico del bilancio dello Sao, e di evenuali presii e oneri finanziari (es. pagameno delle rae di un muuo), sono spesi nell acquiso di beni e servizi (consumo) o risparmiai per accumulare ricchezza soo forma di aivià reali (es. beni immobili, gioielli, opere d are) e finanziarie (es. ioli azionari e obbligazionari). Le imprese uilizzano la forza lavoro, il capiale finanziario e i beni acquisai dalle famiglie o da alre imprese, ricorrendo a mezzi propri o al credio, per produrre beni e servizi,inermedi e finali. 2 Concluso il ciclo produivo, vendono ciò che hanno prodoo, realizzando profii o perdie a seconda che i ricavi oali siano maggiori o minori dei cosi di produzione, compresi degli oneri fiscali e finanziari. I profii possono essere disribuii fra i proprieari dell impresa (dividendi) o re-invesii con l obieivo di accrescere il capiale delle imprese sesse (accumulazione). La pubblica amminisrazione, nelle sue diverse aricolazioni funzionali e errioriali, ineragisce con il seore privao (famiglie e imprese) in pare araverso l esercizio del poere coerciivo (assazione, regolamenazione), in pare araverso l offera di beni pubblici, 3 in pare araverso scambi volonari nel mercao del lavoro (pubblico impiego), dei beni (spesa pubblica per l acquiso di beni e servizi), dei capiali (mercao dei ioli di Sao). L aivià di scambio è inimamene legaa all esisenza della monea e del credio (economia monearie e crediizie). Perché si possa parlare di economia monearia occorre che siano soddisfae re condizioni. In primo luogo, ci deve essere un mero comune per valuare le merci, cioè un unià di cono. In secondo luogo, devono esisere merci o procedure che consenono di esinguere qualunque obbligazioni derivi dallo 1 Sisema = la. SYSTEMA dal gr. SYSTEMA composo della paricella SYN con, insieme STEMA ainene all inusiao STENAI [pres. ISTEMI] sare, collocare (v. Sare). hp://www.eimo.i. 2 Definiamo finali i beni e servizi prodoi nel corso di un anno e impiegai o per il consumo (da pare di soggei pubblici o privai nazionali e eseri) o per la produzione di alri beni nel corso degli anni successivi. I beni finali si disinguono dai beni inermedi che sono prodoi e uilizzai per produrre alri beni e servizi nel corso dello sesso anno. 3 Definiamo pubblici quei che per le loro caraerisiche di non rivalià nel consumo (il fao che A uilizzi il bene pubblico, non riduce la possibilià per B di usufruirne allo sesso empo) e non escludibilià (se il bene pubblico esise, non è possibile escludere qualcuno dal rarne vanaggio) mal si presano a essere prodoi, in quanià adeguaa, dalle imprese privae e vendui al prezzo di mercao. Esempi di beni pubblici sono beni (es. difesa nazionale, sisema giudiziario, luce emessa da un faro) 3

4 scambio di merci, cioè uno o più mezzi di pagameno. [ ] Tra l unià di cono e il mezzo (o i mezzi) di pagameno si dovrà poi sabilire una qualche relazione arimeica. 4 In un economia monearia ui gli scambi si concludono con il rasferimeno di un aivià ad hoc, la monea, secondo quano sabilio dalle leggi e dalle consueudini sociali. L economia monearia si disingue dall economia di barao, nella quale le merci si scambiano direamene fra loro, e dall economia di puro credio, nella quale prevale esclusivamene il principio della compensazione fra pose aive e passive. Il credio, lo scambio ra una presazione correne (cessione di una propria risorse a vanaggio di un alro) e una conropresazione fuura (che conclude l ransazione), è un aivià essenziale per il funzionameno dell economia. Araverso il credio le imprese si procurano le risorse necessarie ad acquisare gli inpu necessari alla produzione e le famiglie possono oenere anicipi sulla base dei propri reddii fuuri migliorando il proprio enore di via correne. Lo scopo di queso eso è spiegare il funzionameno del sisema economico seguendo un percorso cosiuio da re appe. Nell ambio della prima appa, preseneremo le principali grandezze sudiae nell ambio della macroeconomia e i principali legami conabili che le engono assieme. Nella seconda pare, la più corposa, discueremo l evoluzione della eoria macroeconomica, orodossa e eerodossa. L ulima pare sarà dedicaa alla discussione di problemi di poliica (macro)economica e a specifici approfondimeni emaici. Il reso di queso capiolo inroduivo è dedicao a presenare un quadro d insieme dell evoluzione della eoria macroeconomica dalle origini agli sviluppi più receni. L ulimo paragrafo è dedicao a brevi cenni sulla quesione fondamenale del rapporo fra Sao e mercao. Prodoo e reddio Al cenro della macroeconomia c è lo sudio del processo di formazione del Prodoo Inerno Lordo (PIL, in inglese GDP Gross Domesic Produc). Definiamo Prodoo Inerno Lordo (in ermini nominali) il valore complessivo dei beni e servizi finali prodoi all inerno di un paese nel corso di un unià di empo (es. un anno) valuao ai prezzi di mercao. Il PIL coincide inolre con la somma dei valori aggiuni nel corso delle diverse fasi della produzione e con la somma dei reddii disribuii ai faori produivi impiegai nella produzione (v. 1) (1) PIL = Somma dei VA = RN (+ impose indiree) Soraendo al valore del PIL l ammonare delle impose indiree (es. l IVA, Imposa sul Valore Aggiuno pari a una percenuale del prezzo finale dei beni) oeniamo il Reddio Inerno (RI) (2) RI = PIL - impose indiree Per capire il senso di quesi primi concei consideriamo il caso un sisema economico composo da re seori: primario, secondario e erziario. Nel seore primario, gli agricolori producono grano, uilizzando lavoro, capiale e erra, e lo vendono al seore secondario (indusria) per un valore pari a 50 milioni di euro. Nel seore secondario, i fornai rasformano il grano in farina e in pane, uilizzando lavoro e capiale, e vendono il pane non confezionao al seore erziario (supermercai) per 100 milioni di euro. I supermercai confezionano il pane e lo rivendono ai consumaori ricavando 180 milioni di euro di cui 30 milioni (20%) a iolo di imposa indirea sul valore aggiuno. Il valore complessivo dei beni, inermedi e finali, prodoi nell economia ammona a 330 milioni di euro. Soraendo a quesa somma il valore dei beni inermedi (50 milioni di grano e 100 milioni di pane non confezionao) oeniamo il valore complessivo dei beni finali (180 milioni di euro, valore del pane 4 Giannini (2004), p

5 confezionao e venduo nei supermercai) pari alla somma dei valori aggiuni e al PIL dell economia. Soraendo a quesa somma i proveni della assazione indirea oeniamo il reddio inerno aggregao pari a 150 milioni di euro, di cui milioni 50 guadagnai dai conadini, 50 milioni dai fornai e 50 milioni dagli eserceni dei supermercai. Aggiungendo al PIL i Reddii Nei dall esero (RNE), pari al oale dei reddii guadagnai dai lavoraori e dai capiali nazionali impiegai all esero diminuio dei reddii guadagnai dai lavoraori e dai capiali eseri impiegai all inerno del paese, oeniamo il Prodoo Nazionale Lordo (PNL, v. 3) (3) PNL = PIL + RNE Menre il reddio nazionale (RN) risula pari a (4) RN = PNL impose indiree Indicando con TR la spesa pubblica per rasferimeni alle famiglie e alle imprese (es. pensioni, assegni di disoccupazione, assegni di maernià, pagameno degli ineressi sul debio pubblico, incenivi alla roamazione di auomobili e elerodomesici, conribui alla produzione) e con TAX l ammonare complessivo del prelievo fiscale (impose diree, indiree e conribui sociali) oeniamo il reddio disponibile (YD, v. 5), pari, a sua vola, alla somma di reddii da lavoro dipendene e reddii lordi d impresa (5) YD = PIL + TR TAX Dividendo il PIL per la popolazione residene oeniamo il PIL pro-capie (v. 6), una variabile che riflee simulaneamene le dimensioni economiche e demografiche dell area errioriale di riferimeno. Il PIL procapie misura il reddio medio dei ciadini di un paese (v. 2) ed è uilizzao spesso per definire graduaorie fra paesi diversi. (6) PIL pro-capie = PIL / Popolazione Il PIL pro-capie è una media e come ale non iene cono della disribuzione dei reddii all inerno della socieà né dei problemi connessi a siuazioni di disribuzione del reddio paricolarmene sperequae. 5 Problemi inereni il calcolo del PIL Tra i numerosi problemi inereni il calcolo il PIL, re meriano paricolare aenzione: Il problema delle score e degli ammorameni, Il problema del valore creao dalla Pubblica Amminisrazione, il problema dell economia sommersa. All inizio di ogni anno, le imprese dispongono di una doazione di beni capiale (K 0, es. macchinari, impiani, auomezzi) e di score di maerie prime, semilavorai, e prodoi finii (SC 0 ). Nel corso dell anno i beni capiale uilizzai nella produzione si usurano secondo un dao asso d ammorameno δ. Allo sesso empo le imprese acquisano nuovi beni capiale per reinegrare il capiale usurao o per accrescerlo (invesimeni fissi lordi I). Ugualmene, le score vengono uilizzae per la produzione e quindi reinegrae, in uo o in pare, a seconda delle esigenze della produzione. Il valore dei beni capiale al ermine del processo produivo K 1 risula pari a 5 Esisono due modi di guardare alla disribuzione del reddio aggregao: l oica funzionale e l oica personale. La disribuzione funzionale idenifica le diverse classi di perceori di reddio in base alla funzioni che ognuna di esse svolge all inerno dell economia (es. lavoraori dipendeni, lavoraori auonomi, pensionai, perceori di rendie finanziarie). La disribuzione personale idenifica le diverse classi di reddio sulla base di indicaori quaniaivi (es. 20% più povero della popolazione, 1% più ricco) a prescindere dalle foni da cui provengono i reddii. 5

6 (7) K 1 = (1- δ)k 0 + I Menre gli invesimeni nei sono pari a (8) K 1 -K 0 = I δ K 0 Sia gli invesimeni (lordi e nei), sia la variazione delle score fra l inizio di un ciclo produivo e l inizio del ciclo seguene, apparengono alla caegorie dei beni finali, non dei beni inermedi. Si raa infai di beni prodoi e vendui nel corso di un anno e uilizzai negli anni successivi. Come ali sono dunque conabilizzai nel calcolo del PIL. Soraendo al PIL gli ammorameni oeniamo il Prodoo Inerno Neo (PIN) pari a (9) PIN = PIL δ K 0 Un secondo problema che emerge nel calcolo del PIL, riguarda il valore dei beni e servizi prodoi dalla Pubblica Amminisrazione. I beni e servizi pubblici (difesa, giusizia, sanià, isruzione, infrasruure di base) non sono vendui ai prezzi di mercao ma cedui a iolo grauio o diero il pagameno di un conribuo figuraivo (es. icke saniari, asse universiarie). L assenza di un prezzo di mercao impedisce la valorizzazione di quesi beni secondo i crieri adoai per i beni e i servizi prodoi dal seore privao. Convenzionalmene, il problema si risolve uguagliando il valore dei beni e servizi finali prodoi dalla pubblica amminisrazione al coso di produzione pari, a sua vola, al valore della spesa pubblica per l acquiso di beni e servizi G. Problemi affini sorgono in relazione alla quesione della valorizzazione dei beni capiale di proprieà della pubblica amminisrazione e dei beni demaniali. Il erzo problema fondamenale che emerge nel calcolo del PIL riguarda la quesione dell economia sommersa. Con queso ermine indichiamo ue le ransazioni non conabilizzae regolarmene (es. soofaurazione delle vendie o sovrafaurazione dei cosi, per nascondere i profii d impresa) o non conabilizzae affao (es. lavoro in nero). Olre alle quesioni di naura conabile, l economia sommersa pone dei problemi in relazioni ai suoi legami con l evasione e l elusione fiscale (fone di disorsione degli incenivi, ingiusizia disribuiva e sperequazione nella disribuzione dei carichi fiscali) e con le aivià criminali. 6 Limii del PIL come indicaore del benessere Al di là dei problemi conabili inereni il calcolo del PIL esisono moivi per dubiare della bonà di queso indicaore (e del PIL pro-capie) come misure della ricchezza creaa e del benessere maeriale dei ciadini di un paese. Come ricorda Sefano Fenoalea Il PIL nasce negli Sai Unii; nasce nel periodo ra le due guerre; nasce figlio della scuola empirica isiuzionalisa che vuole dedurre le leggi dell economia dalle osservazioni saisiche piuoso che da ipoesi assiomaiche. La marice sorica della conabilià nazionale è infai l ambiene del Naional Bureau of Economic Research, isiuo privao fondao nel (Fenoalea 2008, p. 1) Ricorda ancora Fenoalea, come la conabilià nazionale e il conceo sesso di PIL nascano con la finalià di oenere misure, magari approssimaive ma facilmene calcolabili dell andameno dell economia nel breve periodo, misure da uilizzare per progeare poliiche di sosegno in empi di crisi economica (prima) e di pianificazione bellica (poi). Come soluzione praica a quese esigenze il PIL funziona egregiamene, 6 Per un approfondimeno sul ema dell economia sommersa cfr. Lucifora (2003). 6

7 come misura del benessere maeriale delle persone e del successo dell economia molo meno. Il PIL esclude il prodoo del lavoro non remunerao e la produzione di servizi, spesso essenziali, all inerno delle famiglie (es. la cura dei figli e degli anziani), non considera la qualià di ciò che viene prodoo (spendere 1 milione di euro per la produzione di armameni o per il rinnovo e la messa in sicurezza dell edilizia scolasica è equivalene dal puno di visa del PIL), rascura i servizi provenieni dall uso di beni durevoli pubblici (es. i musei, i monumeni sorici, i parchi) e privai ranne il valore d uso delle abiazioni, non considera il valore del empo libero e i cosi maeriali e sociali (es. inquinameno, sress, sfruameno delle persone, incerezza in caso di licenziameno) associai alla produzione di beni e servizi. Non considera infine il problema dello spreco di risorse scarse (e la disruzione di valore corrispondene) e la naura mulidimensionale del benessere delle persone (legaa all aspeaiva di via, alla qualià delle infrasruure disponibile, all accesso a servizi saniari e educaivi di buon livello). La domanda aggregaa Le imprese e il seore pubblico producono beni e servizi per venderli alle famiglie (come beni di consumo C), ad alre imprese (come beni di invesimeno I per reinegrare lo sock di capiale da uilizzare nella produzione durane gli anni successivi), alla Pubblica Amminisrazione (che li uilizza per produrre beni pubblici di valore moneario pari alle risorse spese G) a famiglie, imprese e eni pubblici sranieri soo forma di esporazioni X, al neo dei beni e servizi imporai M. Sommando consumi, invesimeni, spesa per l acquiso di beni e servizi da pare della Pubblica Amminisrazione ed esporazioni al neo delle imporazioni Z oeniamo la domanda aggregaa. Il valore complessivo dei beni e servizi finali prodoi nel corso di un anno, il PIL, coincide con il valore delle vendie e queso, per definizione, con il valore degli acquisi di beni e servizi finali prodoi nel paese al neo della spesa per l acquiso di beni e servizi all esero ossia della domanda aggregaa (v. 10) (10) Y = C + I + G + X - M In generale, variazioni della domanda aggregaa deerminano variazioni dello sesso segno nel livello del PIL e del reddio aggregao. Un aumeno degli ordini ende a deerminare un pari aumeno della produzione e dei prezzi a seconda delle forma delle curve di coso. Se l aumeno si prolunga nel empo (e la capacià produiva non si adegua di conseguenza) si deermineranno srozzaure nella produzione, riardi nelle consegne e ensioni inflazionisiche. Una riduzione prolungaa nel empo degli ordini deerminerà, inizialmene, l aumeno delle score di beni finali quindi il aglio della produzione e dell occupazione e un aenuarsi delle ensioni inflazionisiche. Le Tabelle 1 e 2 riporae nell Appendice 1 di queso capiolo chiariscono il senso dell uguaglianza fra PIL e domanda aggregaa e il rapporo fra prodoo inerno lordo e reddio discussa nel paragrafo precedene. Crescia e inflazione Il PIL può essere scomposo nel prodoo di due indici saisici: il PIL a prezzi cosani o PIL reale (Q) e l indice generale dei prezzi (P) (v. 11). (11) Y = PQ Il PIL reale Q misura il volume dei beni e servizi finali, prodoi all inerno di un paese nel corso dell unià di empo, valuai ai prezzi di un anno base. L indice generale dei prezzi P è una misura sineica del valore medio dei beni e servizi finali prodoi. Normalmene il PIL è calcolao con cadenza rimesrale (quaro vole in un anno), l indice dei prezzi con cadenza mensile. I dai riporai nella Tabella 1 permeono di 7

8 chiarire quesi concei. Tabella 1. PIL nominale e PIL a prezzi cosani Q A P A Q B P B Ipoizzando che nell economia si producano solamene due beni (A e B), il PIL nominale nel 2011 risula pari a 1500 (100* *10), il PIL nominale nel 2012 a 1680 (120* *12), il PIL reale del 2012, valuao ai prezzi del 2011, è pari a 1600 (120* *10), l indice dei prezzi nel 2012 (fao 100 il livello dei prezzi nel 2011) risula pari a 105 (1680/1600). Definiamo Tasso di inflazione (π) il asso di variazione dell indice generale dei prezzi nel (v. 12). 7 (12) π = P P 1 P 0 0 Diremo che nell economia si regisra una fase di deflazione se π assume valori negaivi, che i prezzi sono sabili se π è circa pari a zero, che nell economia c è inflazione se π assume valori posiivi (più o meno elevai a seconda dei casi). Definiamo asso di crescia dell economia (γ) il asso di variazione del PIL reale nel empo (v. 13). 8 (13) γ = Q Q 1 Q 0 0 In generale, diremo che l economia è in recessione se γ assume valori negaivi per due rimesri di seguio, che l economia è sagnane se γ oscilla inorno a zero, che l economia cresce se γ assume valori posiivi per più rimesri di seguio. Indicando con n il asso di crescia della popolazione il asso di crescia del PIL pro-capie è pari a (γ-n). 9 Occupazione, disoccupazione e coso del lavoro Le persone resideni all inerno di un paese si dividono in quaro caegorie disine: 1) Aivi e occupai (persone in eà lavoraiva, ra i 15 e i 70 anni, e impiegai in un poso lavoro N), 2) aivi e disoccupai 7 Alla luce dei dai riporai in Tabella 1, il asso d inflazione fra il 2011 e il 2012 risula pari al 5%. Ciò significa che in media ui i prezzi aumenano del 5%. Come chiarisce l esempio, queso dao è compaibile con la diminuzione del prezzo del bene A (da 5 a 4) e con l aumeno (superiore al 5%) del prezzo del bene B (da 10 a 12). 8 Alla luce dei dai riporai in Tabella 1, e osservando che il PIL reale del 2011 coincide con il PIL nominale, se il 2011 è preso come anno base, il asso di crescia dell economia fra il 2011 e il 2012 risula pari al 6,6% (( )/1500). 9 Il asso di variazione del PIL reale fra un rimesre e quello precedene misura l andameno congiunurale dell economia ex pos. Il asso di variazione del PIL reale fra un rimesre e lo sesso rimesre dell anno precedene misura l andameno endenziale dell economia ex pos. La disinzione ra andameni endenziali e andameni congiunurali rimanda a quella ra lungo e breve periodo. 8

9 (persone in eà lavoraiva in cerca di prima o di nuova occupazione U), 3) non aivi in eà da lavoro (persone con un eà compresa fra 15 e 70 anni che scelgono di non lavorare o non fanno nulla per rovare un lavoro o sudiano), 4) non aivi in eà non da lavoro (persone di eà inferiore ai 15 anni o superiore a 70 anni). Sommando occupai e disoccupai oeniamo la forza lavoro (FL). (14) FL = N + U Calcolando il rapporo ra forza lavoro e popolazione oeniamo il asso di aivià T A (v. 15) (15) T A = FL POP Calcolando il rapporo ra occupai e forza lavoro il asso di occupazione (v. 16) (16) T O = N FL Menre il asso di disoccupazione u è pari a N (17) u = 1 = FL U FL Tenendo cono dei concei appena espressi, possiamo esprimere il PIL pro-capie nel modo seguene (18) Y POP = Y N N FL FL POP L equazione 17 sineizza i re faori fondamenali da cui dipende il PIL pro-capie di una nazione: il PIL per occupao (o prodoo medio del lavoro, influenzao principalmene dallo sao della ecnologia e dall organizzazione dei faori produivi), il asso di occupazione (funzione della domanda di lavoro da pare delle imprese, dell offera di lavoro da pare delle famiglie e dalle regole che disciplinano l inconro ra domanda e offera all inerno del mercao del lavoro), il asso di aivià (funzione della propensione e degli incenivi delle pensione a lavorare, all inerno di un dao coneso sociale e isiuzionale). Indicando con W il salario moneario medio percepio dai lavoraori e con P l indice generale dei prezzi, definiamo il salario reale W R 9

10 (19) W W R = P misura del coso del lavoro per le imprese, in ermini di poere d acquiso. Dividendo il salario moneario per il prodoo medio del lavoro oeniamo il Coso del lavoro per unià di prodoo (CLUP, v. 20) W (20) CLUP = Y / N 6. Il credio Il credio è un operazione fondamenale all inerno del sisema economico e comprenderne le caraerisiche è essenziale nell ambio di un corso di macroeconomia. All inizio di ogni operazione di credio, il crediore (A) cede al debiore (B) il dirio a uilizzare un cero ammonare di risorse (monearie o reali) di sua proprieà, 10 in cambio dell impegno da pare di B a resiuire ad A, dopo un periodo di empo presabilio, un ammonare di risorse di valore pari o superiore. 11 L impegno di B prende il nome di iolo di credio (es. obbligazioni, cambiali, conrai di muuo). Tra l inizio e la fine dell operazione di credio il debiore può impegnarsi a pagare periodicamene al crediore (o a chi abbia acquisao dal crediore il iolo di credio nell ipoesi che si rai di un iolo negoziabile all inerno del mercao finanziario) un ineresse sul credio. 12 Al passare del empo si accompagna il rischio che accada qualcosa di impreviso per cui il debiore non sia in grado di far frone in uo o in pare ai propri impegni. Sul volume dell invesimeno influiscono [inolre] due ipi di rischio. ( ) Il primo è il rischio dell imprendiore o debiore e sorge da dubbi nella mene di queso, riguardo alla probabilià di conseguire effeivamene il rendimeno prospeico che egli spera di oenere. Se un imprendiore arrischia denaro proprio, queso è il solo rischio che cona. Ma dove esise un sisema di dare e prendere denaro a presio, ( ) acquisa rilievo il rischio del crediore. Queso può essere dovuo ad azzardo morale, ossia alla inadempienza volonaria o ad alri mezzi, forse legali, per sorarsi all adempimeno dell obbligazione; oppure all evenualià che il margine di garanzia si riveli insufficiene, ossia all inadempienza involonaria delle aspeaive. Porebbe aggiungersi una erza fone di rischio, ossia una possibile variazione avversa del valore dell unià monearia. (Keynes 1936, p. 330 Ed. I.) Il crediore cerca di cauelarsi conro il rischio di credio valuando il merio di credio del debiore (la probabilià della sua insolvenza), chiedendo un ineresse maggiore in caso di maggior rischio e garanzie 10 Generalmene la ransazione crediizia prevede uno scambio iniziale di denaro e la resiuzione in una o più soluzione di un ammonare di denaro maggiore comprensivo della somma inizialmene versaa e di una maggiorazione soo forma di ineresse. In realà il credio esise a prescindere dalla monea. Nella sua forma più essenziale concedere credio significa offrire una dilazione di pagameno. 11 Se il empo che passa ra l inizio e la fine dell operazione è inferiore a un anno parliamo di credio a breve ermine; se superiore parliamo di credio a medio e lungo ermine. 12 Se l operazione giunge a buon fine, passao il periodo di empo previso dal conrao, il debiore resiuisce al possessore del iolo di credio quano pauio. In queso modo il debiore si libera dall obbligazione e l operazione di credio si conclude. Se l operazione non giunge a buon fine, e il debiore non è in grado di fra frone, in uo o in pare, ai propri impegni, il possessore del iolo di credio subisce una perdia e B le conseguenze di legge associae alla condizione di debiore insolvene. 10

11 aggiunive. Il debiore, se è oneso, cerca di cauelarsi da ale rischio assumendo i comporameni più idonei a meerlo in condizione di far frone ai propri impegni. 7. La Monea Nei sisemi economici conemporanei esisono due ipi di monea: la monea legale (composa di banconoe e monee mealliche circolani nell economia C) e la monea bancaria (deposii bancari D). L offera di monea M è daa dalla somma di circolane e deposii bancari (v. 21) (21) M = CI + DB Si raa in enrambi i casi di monea segno, un aivià maeriale (banconoe, monee mealliche) o immaeriale (monea scriurale, monea eleronica) doaa di valore di scambio ma priva di valore d uso ma prima di valore d uso. La monea-segno si disingue dalla monea merce (es. oro, argeno, rame, sale, besiame) doaa al empo sesso di valore d uso e valore di scambio. Il valore delle banconoe e dei deposii bancari si regge sulla forza delle legge (che la impone come mezzo di pagameno e unià di cono) e delle consueudini, sulla sabilià del suo poere d acquiso (uelao con maggiore o minore efficacia dalla banca cenrale), e sulla fiducia nella solvibilià del sisema bancario (monea fiduciaria). Banca cenrale e base monearia Lo Sao, iolare del poere di creare (e disruggere) la monea legale (sovranià monearia), delega queso compio a un isiuzione chiamaa banca cenrale. Olre a regolare l emissione di banconoe, la banca cenrale svolge la funzione di banca dello Sao 13 e di banca delle banche. 14 Olre a queso, la banca cenrale cusodisce pare delle riserve di valua esera del paese, vigila sui movimeni di capiali fra il paese e il reso del mondo, è coinvola nella supervisione e nella regolamenazione del sisema bancario e finanziario nazionale e nella gesione del sisema dei pagameni, conduce regolarmene aivià di ricerca e previsione economica, coopera insieme alle alre banche cenrali e alle isiuzioni sovranazionali (es. Fondo Moneario Inernazionale, Banca dei Regolameni Inernazionali) alla supervisione del sisema moneario e finanziario inernazionale. La sruura del bilancio della banca cenrale riflee mole delle sue funzioni. Sul lao del passivo figurano le banconoe, 15 i debii nei confroni delle banche di credio ordinario (a frone della monea legale che le banche sesse deposiano presso la banca cenrale) e delle alre banche cenrali, gli accanonameni e il capiale conferio dallo Sao o da sooscriori pubblici e privai. Sul lao dell aivo figurano le 13 Come banca dello Sao, la banca cenrale svolge il servizio di Tesoreria e gesisce l emissione di ioli pubblici (laddove non esisa un Agenzia preposa in maniera specifica a queso scopo). Il denaro che i ciadini e le imprese pagano a iolo di impose, asse e conribui alle amminisrazioni cenrali e locali affluisce sul cono di Tesoreria che le amminisrazioni pubbliche engono presso la banca cenrale. Il denaro che la amminisrazioni spendono per l acquiso di beni e servizi e per effeuare rasferimeni defluisce maerialmene dal cono di Tesoreria. 14 Come banca delle banche, la banca cenrale cusodisce le riserve di monea legale, che le banche di credio ordinario sono enue a deposiare per legge (riserva obbligaoria) o che decidono di non uilizzare per impieghi fruiferi, e presa monea legale alle banche che ne facciano richiesa, araverso operazioni di rifinanziameno ordinario e sraordinario. 15 In passao i sisemi moneari erano fondai sull oro (Gold sandard), sull argeno (Silver Sandard) o su enrambi i mealli (Bimeallic sandard). Nei sisemi a base meallica circolavano banconoe, emesse dalle banche privae e dalla banca cenrale a frone del deposio di mealli preziosi o dello scono di ioli, converibili in meallo. La converibilià obbligava l emiene a enere sempre una scora di meallo prezioso (per froneggiare le evenuali richiese di conversione) e a non eccedere nell emissione di banconoe (per non rischiare di veder esaurire ale riserva). In periodi di paricolare urbolenza, lo Sao poeva sospendere la converibilià imponendo il cosiddeo corso forzoso. 11

12 anicipazioni concesse dalle banca cenrale allo Sao (dove possibile) e alle banche, le aivià finanziarie (ioli obbligazionari, valua esera) e reali (oro) acquisie dalla banca cenrale araverso l emissione di banconoe. L aggregao oenuo sommando il valore delle banconoe e monee mealliche in circolazione nell economia (C) e il valore delle riserve liquide enue dalle banche presso la banca cenrale, a iolo di riserva libera e obbligaoria (R) prende il nome di base monearia (v. 22) (22) BM = CI + RB Canali di creazione della base monearia La banca cenrale immee la base monearia nell economia araverso re canale. Il primo opera araverso il bilancio dello Sao. Tui i pagameni effeuai dallo Sao defluiscono dal cono correne di Tesoreria enuo presso la banca cenrale (v. dopo). A ogni pagameno effeuao dalla Pubblica Amminisrazione, aingendo al cono correne di Tesoreria enuo presso la banca cenrale corrisponde la creazione di un pari ammonare di monea legale. Analogamene, a ogni pagameno ricevuo dalla Pubblica Amminisrazione sul cono correne di Tesoreria, corrisponde la disruzione di un pari ammonare di monea legale. Se i pagameni in uscia superano (sono inferiori) ai pagameni in enraa, si deermina creazione nea (disruzione) di base monearia. Il secondo canale di creazione della base monearia opera araverso l acquiso di valua esera da pare delle banca cenrale in cambio di valua nazionale. Ciò avviene ogni vola che la banca cenrale cambia in valua nazionale la valua esera che affluisce nel paese araverso i proveni dell esporazione di beni e servizi, le rimesse di reddii dall esero, l afflusso di capiali finanziari dall esero. Specularmene, l acquiso di valua nazionale in cambio di valua esera, da pare delle banca cenrale, deermina la disruzione di un pari ammonare di base monearia. Ciò avviene in relazione all esigenza di effeuare pagameni all esero (imporazioni di beni e servizi, invesimeni finanziari all esero) da pare di operaori resideni nel paese. Il erzo canale di creazione della monea legale opera araverso il rifinanziameno bancario. Le banche, isiuzioni specializzae nella raccola di deposii e nella concessione di presii, hanno normalmene bisogno di una scora di monea legale per effeuare una pare dei propri pagameni. Per soddisfare quesa esigenza, al di là delle disponibilià di cassa, la singola banca può rivolgersi ad alre banche nel mercao inerbancario o accendere un presio con banca cenrale (rifinanziameno bancario da pare della banca cenrale). Tecnicamene la banca cenrale può concedere alle banche un anicipazione acquisare, a iolo ransiorio (rifinanziameno proni conro ermine) o definiivo, aivià finanziarie di proprieà delle banche e immeendo nell economia un ammonare di nuova monea legale di pari valore. Ogni vola che la banca cenrale vende ioli al sisema bancario o chiede il rimborso di un anicipazione, nell economia si disrugge un ammonare di monea legale di pari ammonare. Banche e monea bancaria La monea bancaria, rappresenaa dai deposii D, è creaa dalle banche araverso la concessione di presii alle famiglie e alle imprese. A queso scopo le banche uilizzano la monea legale che possiedono (capiale iniziale), che prendono a presio dalla banca cenrale (rifinanziameno bancario) o da alre banche (nel mercao inerbancario) o dal pubblico (che deposia una pare delle proprie disponibilià liquide presso le banche per usufruire dei servizi di cusodia e pagameno e sooscrive le obbligazioni bancarie). Le banche sono isiuzioni specializzae nella raccola di deposii e nella concessione di presii. Svolgono inolre funzioni di consulenza finanziaria, operano nel mercao finanziario per cono proprio e come ageni 12

13 della propria clienela, concedono garanzie e fideiussioni. Ognuno di noi può enere le proprie disponibilià di denaro liquido (quello che serve per effeuare gli acquisi normali) presso di sé o deposiarle in banca. I vanaggi del deposio bancario sono legai al risparmio delle spese di cusodia, alla riduzione dei rischi di furo e smarrimeno e, soprauo, alla possibilià di uilizzare la banca come agene servendosi dei mezzi di pagameno che la banca sessa mee a disposizione (libreo degli assegni, bancoma, care di credio e di debio, bonifici bancari ec.). A frone di quesi vanaggi il cliene paga periodicamene una somma di denaro che serve a coprire le spese di enua del cono. I rischi principali che si corrono deposiando il proprio denaro in banca sono legai alla possibilià che la banca, a causa di una caiva gesione, incorra in siuazioni di illiquidià (impossibilià emporanea di far frone ai pagameni) o di insolvenza (cadua nel valore delle aivià a frone di passivià di valore immuao). 16 I deposii sono la prima fone di raccola di risorse liquide per le banche. Sono regisrai ra le passivià in quano debii da resiuire a visa (deposii in cono correne) o previa preavviso (deposii a risparmio, remunerai con un ineresse). La seconda fone di raccola alle quali le banche possono aingere è rappresenaa dai presii di risorse liquide concessi dalla banca cenrale, nel quadro delle operazioni di rifinanziameno ordinario e sraordinario, e dai presii concessi da alre banche o da inermediari specializzai all inerno del mercao moneario. La erza fone di raccola è rappresenaa dall emissione di ioli obbligazionari nel mercao finanziario (le obbligazioni bancarie). Olre ai deposii, ai presii accesi nel mercao moneario e alle obbligazioni bancarie, sul lao del passivo nel bilancio bancario compaiono il capiale e i vari accanonameni e fondi rischi. Sul versane opposo dello sao parimoniale, ra le aivià compaiono in ordine decrescene di liquidià: le riserve liquide che ogni banca deiene (per legge e volonariamene) presso la banca cenrale, i presii a brevissimo e breve ermine concessi dalla banca nel mercao inerbancario, le aivià finanziarie enue in porafoglio (es. ioli obbligazionari e azionari), i presii a breve, medio e lungo ermine (sui quali la banca applica un ineresse crescene con la duraa del presio e con la rischiosià del cliene), alre aivià finanziarie e reali. Ci sono poi le aivià e passivià fuori bilancio (es. garanzie concesse dalla banca verso erzi) Le foni di guadagno per la banca sono: gli ineressi guadagnai sulle riserve liquide enue presso la banca cenrale, gli ineresse sui presi concessi alle alre banche, alle famiglie e alle imprese, il rendimeno delle aivià finanziarie enue in porafoglio (ineressi, dividendi, guadagni in cono capiale) e della aivià reali, i compensi guadagnai per i servizi offeri alla clienela (es. cusodia valori, gesione ioli, consulenza). I cosi derivano dal pagameno degli ineressi sui deposii (al neo del pagameno delle spese di enua dei coni), sulle obbligazioni bancarie, sui presii accesi nell inerbancario e dai cosi operaivi e dagli accanonameni. Il processo di creazione della monea bancaria Indichiamo con B l ammonare complessivo di base monearia, con M l ammonare complessivo di monea, con D i deposii bancari, con P i presii bancari, con H le riserve liquide enue dalle banche presso la banca cenrale e con C il circolane enuo da pubblico soo forma di banconoe e monee mealliche. Ricordando che: 16 I vanaggi del presio bancario sono legai alla possibilià che fra il cliene e la banca si insauri una relazione sabile e muuamene vanaggiosa. Al cliene che si maniene solvibile e onoro regolarmene i suoi impegni non mancherà mai il denaro necessario a svolgere la propria aivià. La banca, selezionando con cura i propri clieni, porà sempre conare su una fone di reddio cosane. 13

14 1. l offera di monea M è pari alla somma di circolane CI e deposii bancari DB, 2. la base monearia BM è pari alla somma di circolane CI e riserve bancarie RB, 3. il oale delle aivià per ogni banca (Presii P più riserve liquide RB) è pari al oale delle passivià (deposii DB) Ipoizzando che: 1. il circolane CI sia proporzionale ai mezzi moneari creai dalle banche araverso l aivià di presio PR, secondo un coefficiene di proporzionalià c posiivo e minore di 1 2. le riserve bancarie RB siano proporzionali ai deposii bancari, secondo un coefficiene di proporzionalià h posiivo e minore di 1 si oengono le espressioni segueni (23) BM = CI + RB (24) M = CI + DB (25) RB = hdb 0 < h < 1 (26) CI = cpr 0 < C < 1 (27) DB = PR + RB Araverso alcune semplici sosiuzioni, è possibile esprimere i valori di equilibrio dell offera di monea, dei deposii, dei presii, del circolane, delle riserve bancarie in funzione dei parameri e della quanià di base monearia creaa dalla banca cenrale. (28) M 1+ C = h + c ( 1 h) ( 1 h) BM (29) (30) 1 DB = h + c PR = h + ( 1 h) BM ( 1 h) c( 1 h) BM h (31) RB = h + c 1 h ( ) BM ( ) ( ) BM c 1 h (32) CI = h + c 1 h L equazione (28) deermina l ammonare massimo di monea (circolane più deposii) creao dal sisema bancario a frone di una quanià di base monearia B. Si noi che il ermine che lega B e M è posiivo e maggiore di 1 per cosruzione. Queso ermine prende il nome di moliplicaore dell offera di monea e indica che la quanià complessiva di monea è pari a un muliplo della base monearia creaa dalla banca cenrale. Analogamene sono definii il moliplicaore dei deposii (v. 29), dei presii (v. 30), delle riserve bancarie 14

15 (v. 31) e del circolane (v. 32). Ipoizzando che 0 < h + c(1-h) < 1, l espressione (29) indica come il valore complessivo dei deposii D risuli pari a un muliplo della base monearia B. Queso implica che se ui i clieni delle banche volessero riirare conemporaneamene i propri deposii e rasformarli in conani non porebbero farlo. Ciò non è causao da alcuna malversazione, ma dal fao che le banche operano in regime di riserva frazionaria. Per legge, sono obbligae a enere in forma liquida solamene una pare del denaro deposiao presso di loro, e possono presare il reso, fermo resando l obbligazione legale di resiuire l inero ammonare del deposio a richiesa. 17 L espressione (30) chiarisce in che senso il massimo ammonare di credio (e di mezzi moneari) che il sisema bancario può creare dipende inversamene dalla propensione delle banche a enere riserve liquide dao l ammonare complessivo di base monearia e la domanda di circolane da pare del pubblico. Un aumeno del coefficiene di riserva obbligaoria o un aumeno improvviso nella prudenza delle banche deerminano, a parià di uo il reso, una conrazione dei presii, dei deposii e dell offera di monea (credi crunch). Per capire in che senso il sisema bancario nel suo insieme (ma non le singole banche) moliplichino la base monearia, creando monea bancaria araverso ai di credio, consideriamo cosa accade quando la banca cenrale immee nell economia un ammonare di base monearia BM presandolo alla banca A. Nel bilancio della Banca A il presio di base monearia da pare della banca cenrale equivale a un incremeno dei deposii ( DB 1 = BM). Alla luce delle ipoesi fae, la Banca A raiene una pare della liquidià soo forma di riserve ( RB 1 = h BM) e presa il reso all impresa X ( PR 1 = (1-h) BM). Nel bilancio dell impresa X si deermina un aumeno dei debii (verso la Banca A) e un aumeno delle disponibilià liquide di un pari ammonare. L impresa X riira fondi in conani per un ammonare pari all incremeno della disponibilià liquida ( CI 1 = c(1-h) BM) e uilizza il reso, pari a (1-c)(1-h) BM, per pagare il forniore Y. Il deposio del forniore Y presso la Banca B sale di un ammonare corrispondene ( DB 2 =(1-c)(1- h) BM). La Banca B ne raiene una pare a iolo di riserva ( R 2 = h(1-c)(1-h) BM) e presa il reso ( PR 2 = (1-h) 2 (1-c) BM) al cliene W, che riira una pare del presio per effeuare pagameni in conani ( CI 2 = c(1-h) 2 (1-c) B). e uilizza il reso per pagare il negoziane T. Il deposio del negoziane T presso la Banca C sale di un ammonare corrispondene ( DB 3 =(1-h) 2 (1- c) 2 B). La Banca C ne raiene una pare a iolo di riserva ( RB 3 = h(1-h) 2 (1-c) 2 B)e presa il reso ( PR 2 = (1-h) 3 (1-c) 2 BM) al cliene Z, e il circuio prosegue. Sommando l incremeno iniziale dei deposii, generao dall iniezione di liquidià della banca cenrale, e gli incremeni successivi, deerminai all inerno del circuio dei presii e dei pagameni oeniamo 2 (33) DB = BM + ( 1 c)( 1 h) BM + ( 1 c) ( 1 h) 2 BM = h + c ( 1 h) BM Che coincide con l espressione (7) espressa in ermini di differenze prime. Procedendo in maniera analoga per i presii oeniamo (34) PR = ( 1 h) BM + ( 1 c)( 1 h) 2 BM +... = h + ( 1 h) c( 1 h) BM 17 In queso senso formalmene la banca presa non il denaro dei deposiani ma il proprio. Se la legge obbligasse le banche a enere riserve pari al 100% dei deposii avremmo h = 1, P = 0, H = D = B, M = D = B 15

16 Come chiarisce Goodhar (1987), nessuno dei due parameri da cui dipende l offera di presii e la quanià di monea M è conrollabile da pare della banca cenrale e non c è niene di meccanico nel processo di creazione della monea e dei presii, soprauo in un coneso come quello auale caraerizzao da un livello elevao di liberalizzazione e inernazionalizzazione dell aivià bancaria. La propensione a enere circolane c dipende dalle abiudini di pagameno e dalla fiducia del pubblico nei confroni del sisema bancario. Un grado di fiducia elevao nei confroni del sisema bancario e della sua solidià deerminano, a parià di alre condizioni, una diminuzione di c e un aumeno dell offera di monea e di presii. Viceversa, nel caso in cui il pubblico, non fidandosi delle banche, preferisca enere una pare crescene della propria disponibilià soo forma di monea conane. In una siuazione del genere, il paramero c ende ad aumenare, menre presii, deposii e offera di monea si conraggono a meno che la banca cenrale, conemporaneamene, non aumeni l offera di base monearia proporzionalmene alla domanda. Analogamene, la propensione delle banche a enere riserve liquide in eccesso rispeo al coefficiene di riserva obbligaoria dipende dalla fiducia delle banche nei confroni della siuazione economica. L aspeaiva di una fase economica posiiva, deermina, a parià di alre condizioni, una diminuzione di h e un aumeno dell offera di monea e di presii. Viceversa, nel caso in cui le banche, prevedendo una recessione o una crisi finanziaria, preferiscano enere una pare crescene della propria disponibilià soo forma di riserve liquide presso la banca cenrale. In una siuazione del genere, il paramero h ende ad aumenare, menre presii, deposii e offera di monea si conraggono, a meno che la banca cenrale, conemporaneamene, non aumeni l offera di base monearia proporzionalmene alla domanda da pare delle banche. Le funzioni della monea e il conceo di liquidià La monea, secondo una celebre definizione coniaa dall economisa sauniense Francis Walker e ripresa, fra i ani, da John Hicks nei Saggi criici di eoria monearia (1967, p. 1), è definia dalle sue funzioni ovvero La monea è ciò che la monea fa. Roy Harrod (1969, p. x.) osserva che la «monea è un fenomeno sociale», menre secondo Tibor Sciovsky (1969, p. 1) «La monea è un conceo difficile da definire, in pare perché non svolge una ma re funzioni, a ognuna delle quali corrisponde una specificià diversa (moneyness)». 18 Secondo un alra definizione la monea è Quella peculiarissima merce che rappresena ue le alre merci e che può scambiarsi con ognuna di esse, ma che può anche conservarsi indefiniamene e senza coso, senza perdere cioè la sua capacià di scambiarsi con ogni alra merce in un periodo successivo. La monea è poere d acquiso, o meglio, è una poenzialià d acquiso che può rimanere indefiniamene nello sao di poenzialià. Essa è la merce che può essere indefiniamene accanonaa e enua fuori dalla circolazione perché[ ] non ha nessun coso di manenimeno (Amao e Fanacci 2009, p. 57) La prima funzione della monea è quella di inermediario degli scambi. Come inermediario degli scambi la monea è una merce che ha la caraerisica di essere acceaa da chiunque venda beni e servizi, nella consapevolezza che quella sessa monea porà essere uilizzaa in un secondo momeno per acquisare alri beni e alri servizi senza il rischio di non essere acceaa. La disponibilià di monea come 18 Sulle e sulle funzioni della monea cfr. fra i molissimi conribui possibili: Menger (1892); Keynes (1930) capp. 1 e 2; Hicks (1967); Harrod (1969); Friedman (1969); Smihin (2000); Smihin (2003); Ingham (2004); Fanacci (2005); Masromaeo, Venura (2007); Amao, Fanacci (2009). 16

17 inermediario degli scambi permee agli ageni economici di superare i problemi associai al barao (es. doppia coincidenza dei bisogni) e i cosi di ransazione corrispondeni. La seconda funzione della monea, sreamene legaa a quella di inermediario degli scambi, ano da essere spesso compresa in essa, è la funzione di mezzo di pagameno. 19 Come mezzo di pagameno, la monea ha il poere, passando di mano, di liberare dalle obbligazioni e dai debii. E la legge dello Sao (o una convenzione sociale di forza equivalene) ad assegnare alla monea queso poere. La erza funzione della monea (o la seconda se mezzo dei pagameni e inermediario degli scambi sono visi come un unica funzione) è quella di unià di cono (numerario). Come unià di cono la monea serve a quanificare credii e debii, a misurare i cosi e i ricavi, a faciliare lo scambio di beni e servizi, rendendoli direamene commensurabili fra loro. L ulima funzione della monea, la funzione riserva di valore, esise come conseguenza delle alre re. Solo una monea in cui le funzioni di misura dei valori/mezzo di pagameno e la funzione di inermediario degli scambi siano definiivamene e isiuzionalmene compaae è, al conempo, necessariamene e primariamene riserva di valore. Una monea - unià di cono non ha bisogno di essere fisicamene coniaa o emessa, può esisere come pura scriura conabile. Ugualmene una monea inermediario degli scambi non deve necessariamene coincidere con la monea unià di cono, lo Sao può disporre alrimeni. La erza funzione, quella di riserva di valore, non è richiesa con la sessa cogenza delle alre due. (Amao e Fanacci 2009, p. 57) Inono a quale sia la funzione primaria della monea si è volo nel empo un acceso dibaio ra saalisi e caallaici (dalla parola greca che significa scambiare). Per i caallaici la monea nasce merce e acquisisce la funzione specifica di inermediario degli scambi e mezzo di pagameno araverso l inerazione fra gli ageni economici all inerno dei vari mercai. Divena monea quel bene paricolare che ui imparano ad acceare in cambio dei beni di cui dispongono perché sanno che ui gli alri si comporeranno nello sesso modo. Secondo la visione caallaica, nelle sue varie formulazione (es. meallismo) la monea è figlia del mercao e la sua funzione primaria è quella di inermediario degli scambi. Per gli saalisi la monea nasce dalla legge, il nomos greco (da cui la parola nomisma = monea) come unià di misura dei debii e mezzo di pagameno unilaerale per liberarsi di essi. E lo Sao a deerminare il rapporo di equivalenza fra debii e monea (valore della monea) ed evenualmene a modificare unilaeralmene queso rapporo. Il valore della monea dipende esclusivamene dalla capacià dello Sao di governare la monea sessa senza alcun riferimeno a merci o beni fisici soosani. Secondo la visione saalisa la monea è figlia dello Sao e e la sua funzione primaria è quella di unià di cono e mezzo di pagameno (v. Ingham 2004). Come ue le conrapposizioni roppo rigide, però, anche quella ra saalisi e caallaici si è uo sommao rivelaa serile. Nella realà dei sisemi moneari, dall anichià fino ai nosri giorni, Sao e mercao sono coesisii, il più delle vole sosenendosi a vicenda, alre vole in conflio fra loro. (Giannini 2004, p. 50) Come unià di cono e inermediario degli scambi la monea è un unicum; come riserva di valore è in compeizione con le aivià finanziarie (ioli obbligazionari a breve, medio e lungo ermine, ioli azionari ec.) e reali (oro, gioielli, opere d are, beni immobili). Come riserva di valore, la monea si disingue dalle 19 Il ermine pagameno viene dal verbo pagare dal la. PACARE, acquieare, e da PAX, pace quiee, perché il pagameno acquiea, appaga, soddisfa il crediore. Nella sessa relazione di idee si chiama Quieanza l ao col quale aluno dichiara di essere sao oalmene soddisfao. 17

18 alre aivià finanziarie e reali in base all aribuo della liquidià. 20 La monea legale è liquida per eccellenza in quano, per legge o consueudine, ui devono accearla in una siuazione di scambio. Il deposio bancario in cono correne è liquido quano la monea conane, salvo i casi in cui non vengano acceai gli srumeni ipici uilizzai per mobilizzarlo (assegno, cara bancoma, cara di credio, giro cono, bonifico ec.). Il deposio a risparmio è meno liquido del deposio in cono correne, a causa del preavviso obbligaorio che il deposiane deve dare alla banca prima di aingere alle proprie risorse. I ioli di credio negoziabili sono più o meno liquidi a seconda del proprio livello di sandardizzazione, del merio di credio di chi li ha emessi, dell ammonare in circolazione, dell esisenza o meno di un luogo depuao al suo scambio. I ioli di credio non negoziabili, i ioli di proprieà e i beni reali perdono gradualmene il connoao della liquidià. A ognuna di quese forme alernaive d impiego della ricchezza è associao un rendimeno implicio o esplicio che si configura come premio per la rinuncia alla liquidià e compensazione dei rischi associai a quesa rinuncia. I prezzi della monea Come abbiamo appena chiario, la monea serve per acquisare beni e servizi, può essere daa e chiesa in presio e cambiaa in valua esera. A ognuna di quese operazioni corrisponde un prezzo specifico. Il reciproco dell indice generale dei prezzi 1/P misura il prezzo relaivo della monea in ermini di beni, ossia la quanià di beni che si acquisano spendendo un unià monearia. L inflazione erode il poere d acquiso della monea; la deflazione lo accresce. Nei presii aveni come oggeo lo scambio di somme di denaro nel empo (il credio di cui al paragrafo precedene), il prezzo della monea disponibile oggi in ermini di monea disponibile in fuuro (ad esempio fra un anno) prende il nome di asso d ineresse nominale. Ad esempio, se il asso d ineresse nominale annuo è il 5%, ciò significa che 100 EUR disponibile oggi equivalgono a 105 EUR disponibili fra un anno. A ogni operazione di credio corrisponde un asso d ineresse diverso, il cui ammonare, concordao fra le pari, riflee la duraa dell operazione, la propensione al rischio del crediore, le caraerisiche del debiore, i rischi connessi all operazione per cui si richiede il credio, l esisenza o meno di garanzie collaerali, le caraerisiche del iolo di credio che può essere illiquido (es. muuo bancario) o negoziabile nel mercao finanziario (es. iolo di Sao). Volendo riassumere uo queso con una formula, possiamo definire il asso nominale R pauio all inizio di un operazione di presio moneario come e e (35) R = r + π + ρ + λ e Nell espressione (35) R è il asso d ineresse nominale, r è il asso d ineresse reale aeso ossia il rendimeno che il crediore si aspea di guadagnare a parià di livello generale dei prezzi nell ipoesi che e l operazione giunga a buon fine, π misura il asso d inflazione aeso, ρ il premio per il rischio di credio (rischio di non riavere indiero ciò che si è preso a presio), λ è un ermine residuale che riflee ui gli alri premi per il rischio (es. rischio di liquidià legao alla maggiore o minore facilià di negoziare il iolo di credio sul mercao secondario, v. dopo, oppure rischio di variazioni avverse del asso di cambio nel caso di presii in valua esera). 20 Il ermine indica la maggiore o minore aiudine di un bene (aivià finanziaria o reale) a essere acceao in uno scambio e a rasformarsi in poere d acquiso immediaamene spendibile. L aggeivo liquido deriva dal laino LIQUIDUS da LIQUEO fluisco, scorro, accano all anico lìxa acqua che è legao alla radice LI-, LIC- da una più anica RI-, RIK effondere, versare, bagnare [ ] che aluno repua affine alla radice RIC- lasciare andare, sciogliere. hp://www.eimo.i 18

19 In generale, i assi d ineresse relaivi ai presii a breve ermine (assi a breve) sono più bassi di quelli relaivi ai presii a lungo ermine (assi a lunga) a parià di idenià del debiore. 21 Per moivi analoghi, i assi d ineresse sui presii agli Sai (debiori sovrani) sono minori dei assi d ineresse sui presii ai privai, a parià di scadenza e di paese emiene e i assi d ineresse. 22 Il rapporo fra il asso d ineresse nominale lordo (1+R) e il asso d inflazione lordo (1+π), prende il nome di asso d ineresse reale effeivo (1+r) o asso d ineresse reale ex pos. Il asso d ineresse reale neo è pari per approssimazione alla differenza fra il asso d ineresse nominale neo e il asso d inflazione neo (v. 36) (36) ( 1+ R) R π 1 = ( 1+ π ) ( 1+ π ) r = R π In presenza di inflazione, il valore delle somme di denaro che il debiore resiuisce al crediore espresso in ermini di beni diminuisce. L inflazione soprauo se inaesa e quindi non consideraa durane le raaive iniziali fra crediore e debiore, compora un danno per il primo e un vanaggio per il secondo. Il erzo prezzo della monea è il asso di cambio nominale E. Il asso di cambio nominale misura il valore della monea di un paese nei ermini della valua di un alro e può essere espresso in due modi: cero per incero (ammonare di valua esera per unià di valua nazionale) o incero per cero (ammonare di valua nazionale per unià di valua esera). Adoando il primo meodo di quoazione, un aumeno (diminuzione) di E si definisce apprezzameno (deprezzameno) del asso di cambio. Moliplicando E per l indice generale dei prezzi inerno e dividendo EP per l indice dei prezzi del paese esero (P*) oeniamo il asso di cambio reale (ER). EP (37) ER = P Il bilancio dello Sao, defici e debio pubblico Tra i compii fondamenali della Pubblica amminisrazione è possibile elencare: 1) la difesa dell inegrià delle persone, della proprieà e del erriorio, 2) l amminisrazione della giusizia, 3) la creazione e manuenzione delle infrasruure e delle rei per la mobilià delle persone, delle merci e delle informazioni. A quesi compii, caraerisici del cosiddeo Sao Minimale (NOTA) si aggiunge all offera di isruzione e 21 La relazione che lega i assi d ineresse a diverse scadenze, a parià di emiene, prende il nome di curva dei rendimeni. La curva dei rendimeni può avere pendenza posiiva (caso normale, assi a lunga maggiori dei assi a breve a parià di emiene), nulla (assi a lunga uguali ai assi a breve) e negaiva (assi a lunga minore dei assi a breve). Esisono eorie diverse per spiegare la curva dei rendimeni. Per la eoria della aspeaive, i assi a lunga rifleono le aspeaive del mercao finanziario (v. dopo) sul livello fuuro dei assi a breve in confrono al livello correne. Curve dei rendimeni inclinae posiivamene (negaivamene) rifleono l aspeaiva di assi a breve cresceni (decresceni), curve dei rendimeni orizzonali rifleono l aspeaiva di assi a breve cosani. Per la eoria del premio per il rischio, i assi a lunga sono normalmene più elevai dei assi a breve sulla base dell idea per cui Maggiore la disanza emporale fra l accensione del presio e la sua scadenza, maggiori la possibilià che il rischio di credio (v. sopra par. 1.5) o gli alri rischi associai all operazione (es. rischio di mercao e rischio di liquidià nel caso di ioli di credio negoziabili) si manifesino compromeendo il buon fine dell operazione. Per la eoria dei mercai segmenai, i assi d ineresse a breve (lunga), rifleono le condizioni specifiche di domanda e offera relaive alle aivià finanziarie a breve (lungo) ermine. 22 Lo Sao, al conrario dei privai, può assare i ciadini e le imprese ed emeere monea per ripagare i propri debii. In queso senso, in condizioni normali, i ioli pubblici sono meno rischiosi dei ioli privai e pagano un asso d ineresse inferiore. 19

20 cure mediche, assicurazione conro vecchiaia, malaia, disoccupazione (STATO del benessere) Per svolgere i suoi compii la Pubblica Amminisrazione ha bisogno di risorse da spendere per la produzione di beni e servizi pubblici o da rasferire a chi ne ha dirio (pensioni, assegni di disoccupazione, pagameno degli ineressi sul debio pubblico) Il valore dei beni e servizi prodoi dalla Pubblica Amminisrazione coincide, come abbiamo viso nel primo paragrafo, con il loro coso di produzione pari, a sua vola, alla spesa della Pubblica Amminisrazione nell acquiso di inpu (beni e servizi) dal seore privao. A frone della spesa per l acquiso di beni s servizi (in cono correne e in cono capiale) G e della spesa per rasferimeni TR (pensione, assegni di disoccupazione, cassa inegrazione guadagni, conribui alla produzione, pagameno degli ineressi sul debio pubblico) lo sao raccoglie risorse finanziarie araverso l imposizione fiscale, l emissione di ioli di Sao (indebiameno) e, dove possibile, la concessione di presii, direa (concessione di uno scopero sul cono di Tesoreria) o mediaa (acquiso di ioli di Sao), da pare della Banca Cenrale. Sul versane delle enrae TAX, le voci principali sono rappresenae dalle impose diree (sul reddio da lavoro e da capiale delle persone fisiche e giuridiche, sui cespii parimoniali), dalle impose indiree (es. L IVA, imposa sul valore aggiuno) e dai conribui sociali (previdenziali e saniari a carico dei lavoraori e dei daori di lavoro). Fra il 2004 e il 2009, le enrae oali in percenuale del PIL sono cresciue dal 44 al 47%. Sul versane delle spese, reddii da lavoro dipendene e consumi inermedi cosiuiscono le componeni principali della spesa pubblica (in cono correne) per l acquiso i beni e servizi G, segui dalla spesa per invesimeni fissi lordi (spesa in cono capiale). Decisamene preponderane risula la spesa pubblica per rasferimeni soo forma di presazioni sociali in denaro, pagameno di ineressi sul debio pubblico, conribui alla produzione e agli invesimeni. Fra il 2004 e il 2009, le spese oali sono cresciue dal 48 al 52,5% del PIL. Calcolando la differenza fra spese e enrae in cono correne oeniamo il disavanzo di pare correne. Soraendo il oale delle enrae dal oale delle spese oeniamo invece l indebiameno neo della Pubblica Amminisrazione, deo anche defici o disavanzo del bilancio pubblico. Se le uscie regisrae ne bilancio dello Sao superano le enrae fiscali e i proveni derivani dalla vendia di ioli del debio pubblico ai privai, lo Sao a di frone a sé cinque alernaive: ridurre le spese, aumenare le enrae fiscali, vendere più ioli ai privai offrendo loro una remunerazione maggiore, chiedere un anicipazione alla banca cenrale nella forma di uno scopero sul cono correne di Tesoreria, chiedere alla banca cenrale di sooscrivere quei ioli pubblici che i privai si rifiuano di acquisare. In quesi ulimi due casi parliamo di moneizzazione del defici pubblico. In presenza di moneizzazione del defici pubblico, la banca cenrale immee nell economia un ammonare di monea legale pari alla differenza fra uscie ed enrae (comprensive della vendia di ioli pubblici ai privai). 23 Ciò deermina un vanaggio a breve ermine per lo Sao, che può coninuare a svolgere la sue funzioni anche in presenza di difficolà nella raccola delle impose e nella vendia di ioli pubblici, ma compora dei rischi per la sabilià dei prezzi. 24 Per capire il legame ra defici e debio pubblico pariamo dalla formula seguene che uguaglia la differenza fra spese ed enrae della Pubblica Amminisrazione alla variazione del debio verso soggei privai soo forma di ioli, buoni posali e alro (B) o verso la banca cenrale (M). (38) G TR TAX = ( B B ) + ( M M ) Ad ogni surplus regisrao nel cono correne di Tesoreria corrisponde un disruzione di monea legale di pari ammonare. 24 Anche per queso, alle banche cenrali dei paesi dell Unione Europea, rigidamene indipendeni dai rispeivi governi nazionali, è fao divieo di concedere finanziameni ai rispeivi governi (almeno fino allo scoppio della crisi finanziaria del 2008). 20

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